Studi biblici/Giovanni 4:5-14

Da Tempo di Riforma.

Acqua: preziosa acqua

Sintesi
L'acqua è l'elemento più prezioso al mondo, più preziosa ancora del petrolio. Siamo preoccupati che nel futuro il petrolio sarà sempre meno disponibile e più caro. Dovremmo però preoccuparci ancora di più per l'acqua. Il Signore e Salvatore Gesù Cristo utilizza questa realtà per attirare la nostra attenzione anche su un altro tipo di "acqua" della quale pure non possiamo fare a meno: il necessario rapporto personale, vivo e dinamico, che dobbiamo avere con Dio, fonte della vita. La nostra vita è spesso un deserto morale e spirituale, non perché manchi l'acqua, ma perché qualcosa "le blocca il passaggio" impedendole di "irrigare" e "dissetare" la nostra vita. Gesù è venuto per mettere in luce la natura di questo "blocco" e per eliminarlo affinché la nostra vita possa rifiorire e portare frutti buoni e soddisfacenti. Questo è ciò che mette in luce il testo biblico che esaminiamo oggi: Giovanni 4:5-14.

Il problema dell’acqua

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Qual è l’elemento più prezioso del pianeta terra, che noi abitiamo? Spesso non ci rendiamo conto, tanto ne siamo abituati da prenderlo per scontato che l’elemento più prezioso al mondo è l’acqua, ancora più importante del petrolio. Siamo preoccupati che nel futuro il petrolio sarà sempre meno disponibile e più caro. Dovremmo però preoccuparci ancora di più per l'acqua. Anche l'acqua sarà drammaticamente più scarsa e costosa. Noi prendiamo per scontato che, aprendo i rubinetti del bagno o della cucina, esca fuori acqua fresca e pulita, ma noi, di fatto, siamo dei privilegiati e non si sa fino a quando continuerà ad essere così. L'acqua è assolutamente essenziale per la vita umana e, se manca, sono grossi guai.

A differenza di altri beni di primaria importanza, come il petrolio, il rame o il grano, l'acqua non è sostituibile nella maggior parte dei suoi impieghi. A causa della crescita della popolazione mondiale e altri fattori, la disponibilità di acqua potabile per persona sta diminuendo. Il problema delle riserve acquifere può essere risolto con un deciso aumento della produzione, una migliore distribuzione e un minore spreco. Per questo motivo, l'acqua è una risorsa strategica per molti paesi. Tanti stati sono stati coinvolti in una lunga successione di conflitti, armati e politici, per l'usufrutto d'acqua, per l'accesso alla stessa e tensioni governano alcuni rapporti diplomatici proprio per il controllo sulle riserve. L'acqua pulita è quotata come il petrolio del futuro. L'acqua dolce, ora più preziosa che mai per il suo uso estensivo in agricoltura, nelle manifatture ad alta tecnologia e per la produzione di energia idroelettrica, sta pian piano acquisendo l'attenzione della gente per una gestione più intelligente e un uso sostenibile.

Il nostro mondo, "il pianeta azzurro", gode di una grande massa d'acqua, ma è in gran parte salata. L'acqua salata non è adatta a nessuna delle suddette applicazioni. Il sale elimina la fertilità dei terreni, impedendo successivi raccolti; incrosta le turbine e le pale di una centrale, e in generale i componenti meccanici di un'industria manifatturiera. L'acqua dolce rappresenta solo il 2,5% del volume totale dell'acqua sulla Terra e oltre 2/3 dell'acqua dolce si trovano in ghiacciai, in particolare nell'Artide. Un ulteriore 30% si trova in riserve sotterranee e solo meno dell'1% dell'acqua dolce si trova in laghi, fiumi o bacini.

I governi di molti Paesi hanno programmato di distribuire l'acqua ai bisognosi gratuitamente. Altri sostengono che il meccanismo del mercato e della libera iniziativa privata sia di gran lunga più adeguato alla gestione di questa preziosa risorsa e al finanziamento per di pozzi o cisterne e dighe[1].

Il testo biblico

In evidenza nel testo biblico sottoposto oggi alla nostra attenzione è l'acqua. L'acqua è considerata non solo come qualcosa di assolutamente essenziale alla vita umana, ma come simbolo di una realtà altrettanto essenziale per la vita umana. Troviamo questo testo nel capitolo 4 del vangelo secondo Giovanni. Parla dell'incontro di Gesù con una donna della Samaria presso un pozzo. Il racconto è, per altro, ben conosciuto. Ci riserva però sempre importanti lezioni delle quali desidero oggi metterne in evidenza alcune. Leggeremo solo una parte di questo racconto, quella che va dal versetto 5 al versetto 14.

"(5) Giunse dunque a una città della Samaria, chiamata Sicar, vicina al podere che Giacobbe aveva dato a suo figlio Giuseppe; (6) e là c'era il pozzo di Giacobbe. Gesù dunque, stanco del cammino, stava così a sedere presso il pozzo. Era circa l'ora sesta. (7) Una Samaritana venne ad attingere l'acqua. Gesù le disse: «Dammi da bere». (8) (Infatti i suoi discepoli erano andati in città a comprar da mangiare.) (9) La Samaritana allora gli disse: «Come mai tu che sei Giudeo chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana?» Infatti i Giudei non hanno relazioni con i Samaritani. (10) Gesù le rispose: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è che ti dice: "Dammi da bere", tu stessa gliene avresti chiesto, ed egli ti avrebbe dato dell'acqua viva». (11) La donna gli disse: «Signore, tu non hai nulla per attingere, e il pozzo è profondo; da dove avresti dunque quest'acqua viva? (12) Sei tu più grande di Giacobbe, nostro padre, che ci diede questo pozzo e ne bevve egli stesso con i suoi figli e il suo bestiame?». (13) Gesù le rispose: «Chiunque beve di quest'acqua avrà sete di nuovo; (14) ma chi beve dell'acqua che io gli darò, non avrà mai più sete; anzi, l'acqua che io gli darò diventerà in lui una fonte d'acqua che scaturisce in vita eterna»" (Giovanni 4:5-14).

Modalità di un incontro

Le modalità dell'incontro fra Gesù e questa donna della Samaria hanno da secoli dato origine non solo ad innumerevoli predicazioni, ma anche a molti libri che trattano di diversi suoi aspetti. Indubbiamente vi è molto da apprendere. Gesù continua ad essere il nostro Maestro, il Maestro per eccellenza.

Le circostanze

"Giunse dunque a una città della Samaria" (5). Gesù, per recarsi dalla Galilea a Gerusalemme deve attraversare il territorio della Samaria, dove abita una popolazione che non ha buoni rapporti con i Giudei. A Gesù questo non importa più di quel tanto... E' al di sopra delle discutibili beghe umane. "Gesù dunque, stanco del cammino, stava così a sedere presso un pozzo" (6 a). Gesù è stanco dopo un lungo cammino ed ha sete, fa caldo, il sole picchia forte. Come noi tutti aveva bisogno di riposare e di rinfrescarsi. "Là c'era il pozzo di Giacobbe" (6 a). Gesù capita che si trovi nei pressi di un pozzo anticamente provveduto dal patriarca Giacobbe a suo figlio Giuseppe. Era stato un dono importante: l'acqua, infatti, avrebbe garantito la vita del gruppo familiare di Giuseppe. La Palestina è povera d'acqua. Questa era perciò molto apprezzata, specialmente se proveniente da sorgenti. Spesso i villaggi dipendevano da un'unica fonte o da un pozzo, situato lontano dall'abitato. Nelle città si scavavano pozzi di acqua sorgiva e cisterne per l'acqua piovana.

Gesù, però, non ha nulla per attingere l'acqua da quel pozzo, né un secchio, né una brocca. La donna che incontra a quel pozzo, Gli dirà, infatti, più avanti: "Signore, tu non hai nulla per attingere, e il pozzo è profondo..." (12).

Ecco, allora, che: "Una Samaritana venne ad attingere l'acqua" (7). Sì, fortunatamente, nonostante l'ora ["Era circa l'ora sesta" (6 c) cioè mezzogiorno], arriva una donna con una brocca sul capo. Il compito di andare ad attingere l'acqua toccava allora alle donne[2], che di solito lo facevano di mattino presto o alla sera, quando faceva meno caldo. Gesù le chiede così da bere. Dare da bere ad un assetato era da tutti considerato un dovere ed una virtù. Al contrario, rifiutare di farlo era considerato cosa empia e malvagia, tant'è vero che chi deteneva ingiustamente il potere usava il controllo dell'acqua come strumento di dominio, e spesso bisognava pagarla[3]. Ciò che è ssenziale alla vita, però, non si può farlo pagare[4]. La Parola di Dio, infatti, dei valori spirituali che solo Dio ci può dare, e che sono essenziali, dice: "O voi tutti che siete assetati, venite alle acque; voi che non avete denaro venite, comprate e mangiate! Venite, comprate senza denaro, senza pagare, vino e latte!" (Is. 55:1).

L'incontro

"Gesù le disse: «Dammi da bere»" (7 b). Rivolgersi pubblicamente ad una donna sconosciuta era considerato altresì sconveniente. Generalmente lo faceva chi cercava prostitute... Probabilmente quella donna lo era. A Gesù, però, non importano le critiche della gente. Come uomo si sarebbe interessato a lei, non per sfruttarla, ma per restituirle dignità, per riabilitarla davanti a Dio ed alla società, per salvarla da una situazione che, per quanto potesse eventualmente piacerle quello stile di vita e le fosse redditizio, sapeva che non era buono e soddisfacente. La sessualità è un dono di Dio, una delle espressioni più elevate dell'amore fra un uomo ed una donna che stabiliscono fra di loro un patto permanente. Non la si "dà via" con leggerezza e non la si può sfruttare per vile guadagno.

Inoltre, un Giudeo non avrebbe mai rivolto la parola ad un Samaritano: "«Come mai tu che sei Giudeo chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana?»" chiede la donna a Gesù. I due popoli, probabilmente, erano riconoscibili dalla foggia delle loro vesti ed avevano cura di evitare accuratamente di incontrarsi... Gesù, però, non coltiva questi pregiudizi allora comuni e, senza farsi problema, chiedendo da bere a quella donna, comincia a dialogare con lei onorando la sua dignità ed intelligenza.

A Gesù non importano le differenze fra le persone: ogni persona per Lui possiede una dignità intrinseca perché porta in sé l'immagine di Dio. Sesso, nazionalità, ceto e posizione sociale, cultura, religione e nemmeno condizione fisica, morale o spirituale, per Lui non costituiscono mai un ostacolo. La creatura umana ha bisogno di essere salvata dal peccato che la opprime, la corrompe e la deturpa, come pure dalle sue conseguenze temporali ed eterne. Obiettivo di Gesù è ricuperare a Dio la creatura umana, riabilitarla. Obiettivo di Gesù è quello di raccogliere coloro che Dio ha eletto ad essere beneficiari della Sua grazia. Cristo, difatti, ha "acquistato a Dio, con il suo sangue, gente di ogni tribù, lingua, popolo e nazione" (Ap. 5:9). Una volta Gesù disse: "Ho anche altre pecore, che non sono di quest'ovile; anche quelle devo raccogliere" (Gv. 10:16).

La donna è sorpresa ma compiaciuta che qualcuno non abbia timore a discorrere con lei. Gesù, così, prende spunto dall'acqua per comunicarle il messaggio dell'Evangelo.

Acqua viva

Gesù le dice: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è che ti dice: "Dammi da bere", tu stessa gliene avresti chiesto, ed egli ti avrebbe dato dell'acqua viva» (10).

Le parole di Gesù, come capita spesso, sono enigmatiche. Costringono a riflettere, sono sempre una sfida per chi le riceve, ci mettono in questione. Vanno oltre al semplice scambio di tutti i giorni fra le persone sulle questioni correnti. Non sono mai "tanto per dire qualcosa" o fatte solo per intrattenere... Non sono parole leggere e superficiali. Sono "parole pesanti", cioè cariche di un contenuto che deve essere fatto oggetto di riflessione e di approfondimento. Come l'acqua pesante in chimica[5], la Parola di Gesù deve essere "separata per distillazione" dall'acqua normale. Implica un ascolto attento e riflessivo: non è Parola che si riferisca a cose comuni.

Sulle prime quella donna non capisce che cosa Gesù intenda dire. Non se lo aspettava. E' facile equivocare le parole di Gesù. Era successo altre volte, come per esempio quando aveva parlato della necessità di "nutrirsi della sua carne". Questo aveva scandalizzato molti e dopo averlo affermato persino diversi Suoi discepoli lo abbandonano dicendo: "Questo è troppo!". Gesù però replica: "le parole che vi ho dette sono spirito e vita" (Giovanni. 6:63). Diverse volte i vangeli ci mostrano come anche i discepoli di Gesù equivocassero le Sue parole. Anche loro erano stati sicuramente tentati di dirgli: "Non puoi parlare più chiaramente?". No. Le parole di Gesù, quelle sì, sono "discriminanti". Implicano un uditore attento, non distratto, disponibile, privo di pregiudizi. C'è un "tesoro" da scoprire per chi sa ascoltare Gesù. Un giorno Gesù disse: "Attenti dunque a come ascoltate" (Luca 8:18). Le parole di Gesù non sono per chi è mentalmente pigro, per chi ama dormire... "...com'è scritto: «Le cose che occhio non vide, e che orecchio non udì, e che mai salirono nel cuore dell'uomo, sono quelle che Dio ha preparate per coloro che lo amano»" (1 Corinzi 2:9).

Quella donna è attenta a ciò che dice Gesù, riflette sulle Sue Parole ed esse la mettono in crisi, una crisi, però, salutare, preludio di una completa trasformazione della sua vita. Non dobbiamo avere paura che Gesù ci metta in crisi, ci metta in questione, perché Lui viene solo per farci del bene. Gesù dice: "Io non son venuto a giudicare il mondo, ma a salvare il mondo" (Gv. 12:47).

Certo, quella donna era lì per l'acqua e come tutti noi, aveva bisogno dell'acqua. L'acqua rappresenta circa dal 55 al 70% del peso corporeo. Il trasporto delle sostanze essenziali alla vita del corpo avviene nel sangue, che è composto in gran parte da liquido. L'acqua eliminata dall'organismo in varie forme deve essere reintegrata. In assenza di cibo possiamo sopravvivere fino a 21 giorni; senza acqua non si sopravvive che pochi giorni. Sarebbe bello non avere da preoccuparci di tutto questo! Quella donna, infatti, dice: «Signore, dammi di quest'acqua, affinché io non abbia più sete e non venga più fin qui ad attingere» (15).

Gesù, però, per quanto non minimizzasse le esigenze del corpo delle quali pure si occupava, non intendeva riferirsi a quel tipo di acqua. Egli è venuto per portarci "acqua viva". "Egli ti avrebbe dato dell'acqua viva", Gesù dice. E continua: "...chi beve dell'acqua che io gli darò, non avrà mai più sete" (14). Che cosa intende dire?

Nella Bibbia l'acqua è spesso l'immagine della grazia di Dio[6]. Che cos'è la grazia? Grazia è sinonimo di riconciliazione, riconciliazione con Dio, di ristabilimento di rapporti buoni ed armoniosi con Dio. Quella donna non era soddisfatta. L'acqua di quel pozzo (che era comunque già una fatica attingere) dissetava il suo corpo, ma lei aveva una "sete" di fondo che niente e nessuno poteva soddisfare. Non era soddisfatta di sé stessa e non era soddisfatta nemmeno della religione che ogni tanto praticava. Quella donna non conosceva Dio per esperienza viva e personale, non era in comunione con Lui, non traeva da Lui le energie, le risorse spirituali di cui aveva bisogno. Dio, infatti, è la fonte della vita, di una vita piena, soddisfacente e significativa, come dice e fa esperienza lo scrittore del Salmo 36: "Poiché in te è la fonte della vita e per la tua luce noi vediamo la luce" (Salmo. 36:9). L'apostolo Giacomo scrive: "Ogni cosa buona e ogni dono perfetto vengono dall'alto e discendono dal Padre degli astri luminosi presso il quale non c'è variazione né ombra di mutamento" (Giacomo 1:17).

Troppi ostacoli si frapponevano fra quella donna e Dio. Forse erano sensi di colpa, forse situazioni ed interessi che l'assorbivano completamente tenendola lontana da Dio. Forse erano pregiudizi. Forse erano tradizioni religiose sclerotizzate che ostacolavano, più che favorire, il suo rapporto con Dio. Forse... Che cos'è che tiene lontani voi da Dio, impedendovi di attingere da Lui le risorse spirituali di cui avete bisogno?

Quella donna, però, ha lo straordinario privilegio di incontrare il Salvatore Gesù Cristo. E' Lui che legge nel suo cuore come un libro aperto, che "le dice tutto quello che ha fatto" (4:29). Imbarazzante, non è vero? Eppure Gesù lo fa non per giudicarla e condannarla, ma per salvarla da tutto quello che la tiene lontana da Dio impedendole di attingere da Lui ciò di cui ha bisogno, "l'acqua" pulita, fresca e corrente di Gesù. Gesù, infatti, dice: "Io son venuto perché abbiano la vita e l'abbiano in abbondanza" (Giovanni 10:10).

Il deserto morale e spirituale che c'era nel cuore di quella donna viene messo in luce proprio dall'incontro con Gesù. Lei se ne rende conto con vergogna e fiduciosamente chiede a Gesù: "Signore, dammi di quest'acqua" (4:15) E' così che da Gesù, dal Suo amore e dalla Sua compassione, scaturisce "l'acqua" che "irriga" quell'arido cuore: il perdono di Dio, la possibilità di "rifarsi una vita" e di ricostruirla su nuove basi. Da Gesù, per lei, scaturisce quello Spirito, lo Spirito di Dio, che la riempie e la rigenera. Quella donna, così, diventa davvero una persona nuova, di cui persino i suoi compaesani, che la conoscevano, si stupiranno. Quella donna fa esperienza di una sorta di nuova nascita. Lei fa esperienza di ciò che l'apostolo

Paolo descrive quando dice:

"Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate: ecco, sono diventate nuove" (2 Co. 15:17).

Ora quella donna, benché certo dovrà tornare a quel pozzo per attingere l'acqua materiale, avrà abbondanza di "acqua spirituale" che persino potrà condividerla con i suoi compaesani. Gesù, infatti, le preannuncia: "L'acqua che io gli darò diventerà in lui una fonte d'acqua che scaturisce in vita eterna" (14). Lei infatti, non riuscirà nemmeno a trattenersi e correrà dai suoi compaesani a condividere con loro la sua "scoperta": "«Venite a vedere un uomo che mi ha detto tutto quello che ho fatto; non potrebbe essere lui il Cristo?» e la gente uscì dalla città e andò da lui" (4:29,30). Più tardi è scritto che: "Molti di più credettero a motivo della sua parola e dicevano alla donna: «Non è più a motivo di quello che tu ci hai detto, che crediamo; perché noi stessi abbiamo udito e sappiamo che questi è veramente il Salvatore del mondo" (4:41,42).

Conclusione

L'acqua, dunque, è l'elemento più prezioso al mondo, più preziosa ancora del petrolio. Siamo preoccupati che nel futuro il petrolio sarà sempre meno disponibile e più caro. Dovremmo però preoccuparci ancora di più per l'acqua. Anche l'acqua sarà drammaticamente più scarsa e costosa. Dobbiamo quindi mobilitarci responsabilmente, prima che sia troppo tardi, a livello personale e sociale, affinché l'acqua, garanzia di vita, sia un bene disponibile gratuitamente per tutti. Il Signore e Salvatore Gesù Cristo utilizza questa realtà per attirare la nostra attenzione anche su un altro tipo di "acqua" della quale pure non possiamo fare a meno: il necessario rapporto personale, vivo e dinamico, che dobbiamo avere con Dio, fonte della vita. La nostra vita è spesso un deserto morale e spirituale, non perché manchi l'acqua, ma perché qualcosa "le blocca il passaggio" impedendole di "irrigare" e "dissetare" la nostra vita. Gesù è venuto per mettere in luce la natura di questo "blocco" e per eliminarlo affinché la nostra vita possa rifiorire e portare frutti buoni e soddisfacenti.

Come l'acqua, che non conosce ostacoli, Gesù scavalca le barriere della nazionalità, della religione, delle convenzioni, dell'ostilità e del pregiudizio, ed irrompe nella vita delle persone, come questa donna della Samaria, per ripulire da essa tutto ciò che guasta e rovina la sua vita, il peccato. Egli invade "non invitato" la vita di coloro a cui Dio vuole fare grazia[7], e impartisce nuova vita, riconciliandola con Dio e aprendola al flusso di quelle benedizioni che con generosità e compassione Egli può e vuole impartire loro.

Il Signore Gesù ci viene oggi incontro come quel giorno a quella donna e ci dice: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è che ti dice questo gli avresti subito chiesto dell'acqua viva». Egli infatti, mette in luce il deserto morale e spirituale della nostra vita. Ammettiamolo onestamente di fronte a Lui e, come quella donna diciamogli: "Signore, dammi di quest'acqua affinché io non abbia più sete!". Allora Gesù fedelmente lo farà, "ricollegandoci" con Dio e "l'acqua" che Lui ci darà diventerà in noi una fonte d'acqua che scaturisce in vita eterna. Sarà qualcosa di traboccante del quale anche i nostri "paesani" se ne avvantaggeranno a loro salvezza!

Paolo Castellina, 18 marzo 2014.


Note

  • [1] Da: "Acqua." http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Acqua&oldid=6432414> e da: "Disidratazione." http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Disidratazione&oldid=4238451
  • [2] "Dopo aver fatto riposare sulle ginocchia i cammelli fuori della città presso un pozzo d'acqua, verso sera, all'ora in cui le donne no ad attinger acqua" (Ge. 24:11); "Mentre percorrevano la salita che conduce alla città,trovarono delle ragazze che uscivano ad attingere acqua" ( 1 Sa. 9:11).
  • [3] "Allo stanco non davi da bere l'acqua, all'affamato rifiutavi il pane" (Gv. 22:7); "Poiché lo scellerato proferisce scelleratezze e il suo cuore si dà all'iniquità per commettere cose empie e dir cose malvagie contro il SIGNORE; per lasciare a bocca asciutta colui che ha fame, e far mancare da bere a chi ha sete" (Is. 32:6).
  • [4] "Noi beviamo la nostra acqua dietro pagamento, la nostra legna noi la compriamo" (La. 5:4).
  • [5] Acqua pesante: cfr. http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Acqua_pesante&oldid=6219333.
  • [6] "Voi attingerete con gioia l'acqua dalle fonti della salvezza" (Is. 12:3); "Io infatti spanderò le acque sul suolo assetato e i ruscelli sull'arida terra; spanderò il mio Spirito sulla tua discendenza e la mia benedizione sui tuoi rampolli" (Is. 44:3); "O voi tutti che siete assetati, venite alle acque; voi che non avete denaro venite, comprate e mangiate! Venite, comprate senza denaro, senza pagare, vino e latte!" (Is. 55:1); "Il mio popolo infatti ha commesso due mali: ha abbandonato me, la sorgente d'acqua viva, e si è scavato delle cisterne, delle cisterne screpolate, che non tengono l'acqua" (Gr. 2:13); "In quel giorno delle sorgenti usciranno da Gerusalemme; metà delle quali volgerà verso il mare orientale e metà verso il mare occidentale, tanto d'estate quanto d'inverno" (Za. 14:8).
  • [7] "Che diremo dunque? Vi è forse ingiustizia in Dio? No di certo! Poiché egli dice a Mosè: «Io avrò misericordia di chi avrò misericordia e avrò compassione di chi avrò compassione». Non dipende dunque né da chi vuole né da chi corre, ma da Dio che fa misericordia" (Romani 9:14-16).