Studi biblici/Giovanni 1:40-51

Da Tempo di Riforma.

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La cosa più stupefacente che ci sia!

Sintesi. La brama di poter assistere a “segni e prodigi” non ha abbandonato i nostri contemporanei, anzi, oggi è particolarmente vero che tutto “fa spettacolo” e che la gente ami essere intrattenuta. Non sono pochi oggi nemmeno nell’ambito cristiano coloro che pensano, di conseguenza, che “impressionare” la gente con cose grandiose sia la via per persuaderla e “convertirla”. Non c’è nulla di più sbagliato, ingannevole ed illusorio (e sicuramente non biblico) di questo, perché la verità è scoperta solo da chi sa guardare “dietro” alle apparenze, chi sa discernere, approfondire, “vedere oltre”, “vedere al di là”, non da persone supeficiali. Oggi più che mai Dio di proposito “si nasconde” e si fa trovare da chi “guarda dentro”, più che “guarda fuori”. In Cristo non c’era nulla “da attirare gli sguardi”, ma il Messia, il Salvatore, si celava proprio dietro a “l’improbabile”, come ancora Egli si cela nello “scandalo della croce” e così Egli “discrimina” il Suo uditorio. Nel testo biblico di questa settimana (Giovanni 1:40-51) vediamo Gesù che raccoglie i Suoi primi discepoli che, prima ancora di cercare Lui si accorgono di essere stati personalmente da Lui prima conosciuti, cercati e trovati.

Uno stupore ingannevole

Oggi, per usare un`espressione popolare, "Se ne vedono di tutti i colori" e di fronte a ciò che accade nel mondo, molti dicono: "Ormai io non mi sorprendo più di nulla. Capita di tutto!". Fanno fatica, così, i produttori cinematografici, "a stupire" il pubblico, ad attirare l`attenzione della gente. Sembrano far gara a trovare sempre nuovi "effetti speciali" dai costi proibitivi che, naturalmente, saranno ampiamente compensati dall`affluenza del pubblico pagante, che così “vuole vedere". A stupire fanno gara pure i parchi di divertimento o i circhi equestri, che ogni anno devono inventarsi nuove attrazioni per potere attirare spettatori che, per altro, si stancheranno presto... Anche nel campo della religione popolare si fa di tutto per trovare cose nuove, fenomeni miracolistici d`ogni tipo. Santoni e guaritori, vivi o morti che siano, oggi attirano folle di persone pronte ad essere stupite (pagando, naturalmente). Che cosa ci vorrà ancora per “stupire la gente": forse l`arrivo degli extraterrestri?

Tutto questo fa indubbiamente parte della natura umana. Anche ai Suoi contemporanei Gesù un giorno aveva detto: «Se non vedete segni e prodigi, voi non credete» (Giovanni 4:48). Annunciando poi la popolarità che avrà un giorno l`Anticristo, Gesù dice: "Ecco, il Cristo è qui, ecco è là", non ci credete; perchésorgeranno falsi cristi e falsi profeti e faranno segni e portenti per ingannare, se fosse possibile, anche gli eletti. Voi però state attenti! Io vi ho predetto tutto" (Marco 13:22,23).

Uno stupore fondato

Di stupirci abbiamo indubbiamente bisogno. Non è necessario, però evadere nel mondo della fantasia, nel mondo delle cose artificiose e ingannevoli. La realtà è piena di cose "stupefacenti": basta saperle vedere ed apprezzare. Spesso le cose insignificanti per l`osservatore superficiale, nascondono prodigi. Ed è Dio che spesso ci sorprende, non tanto con miracoli straordinari, ma proprio rivelandoci una realtà insospettata proprio là dove non saremmo andati a cercarla.

E`quanto avviene con i primi discepoli di Gesù. Gesù li sorprende non con fantasmagorici miracoli, ma facendo loro intuire che dietro alla Sua persona si nasconde la presenza stessa di Dio, Chi ti ha creato, ti sostiene, che ti può e vuole salvare dalle umane miserie. Non solo questo, ma Gesù si rivela essere la porta che ti può fare avere accesso a tutte le benedizioni di Dio. Potremmo allora dire che le cose più stupefacenti non siano quelle che sono promosse con trombe e tamburi, ma nel piccolo e nell`apparentemente insignificante. Solo le persone aliene da facili entusiasmi e con spirito di discernimento possono trovare l`autentica sorpresa proprio là dove la gente superficiale e rozza non l`avrebbe forse mai cercata.

Accade proprio questo, quando Gesù raccoglie attorno a Sé i primi discepoli. Quando essi scoprono Gesù, o meglio, quando Gesù scopre loro, allora si è posti di fronte alla cosa che è e rimarrà la più stupefacente di questo mondo!

Leggiamo dal vangelo secondo Giovanni, capitolo primo, dal versetto 40:

"Andrea, fratello di Simon Pietro, era uno dei due che avevano udito Giovanni e avevano seguito Gesù. Egli per primo trovòsuo fratello Simone e gli disse:«Abbiamo trovato il Messia» (che, tradotto, vuol dire Cristo); e lo condusse da Gesù. Gesùlo guardò e disse:«Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; tu sarai chiamato Cefa»(che si traduce «Pietro»). Il giorno seguente, Gesù volle partire per la Galilea; trovò Filippo, e gli disse:«Seguimi». Filippo era di Betsàida, della città di Andrea e di Pietro. Filippo trovò Natanaele e gli disse:«Abbiamo trovato colui del quale hanno scritto Mosè nella legge e i profeti: Gesù da Nazaret, figlio di Giuseppe». Natanaele gli disse:«Può forse venir qualcosa di buono da Nazaret?» Filippo gli rispose:«Vieni a vedere». Gesù vide Natanaele che gli veniva incontro e disse di lui: «Ecco un vero Israelita in cui non c'è frode». Natanaele gli chiese: «Da che cosa mi conosci?»Gesù gli rispose:«Prima che Filippo ti chiamasse, quando eri sotto il fico, io ti ho visto». Natanaele gli rispose:«Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d'Israele». Gesù rispose e gli disse:«Perché ti ho detto che ti avevo visto sotto il fico, tu credi? Tu vedrai cose maggiori di queste». Poi gli disse:«In verità, in verità vi dico che vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sul Figlio dell'uomo»" (Giovanni 1:40-51).

Si forma una comunità

La genesi di una comunità. Questo testo biblico ci presenta il modo in cui si forma la primissima comunità cristiana. Siamo agli inizi del movimento che s`incentrerà sulla Persona, opera e messaggio di Gesù di Nazareth. Alcuni uomini (Andrea, Simone, Filippo, Natanaele) scoprono Gesù. Intuiscono che c`è qualcosa di grande, d`unico, d`incomparabile in Gesù, ed accettano la sfida di seguirlo: Egli sarà il loro Maestro, ed essi i Suoi discepoli.

Il rischio di un investimento. Seguirlo è per loro una decisione indubbiamente impegnativa e rischiosa, un`avventura, perché decidono di investire in Lui tutta la loro vita, lasciando, per Lui, ogni altra cosa od occupazione. Non so se noi avremmo il coraggio di fare altrettanto. Non so se noi rischieremmo di perdere tutte le nostre sicurezze per Gesù. Siamo troppo paurosi (io, almeno, mi metto in questa categoria). La scelta di seguire Gesù noi potremmo paragonarla al "gioco in borsa", a quella, vale a dire di chi decide di investire tutto il suo capitale nelle azioni di una certa compagnia ritenuta "sicura". Speriamo di guadagnarci, ma potremmo anche perdere tutto. Qui non si trattava tanto d`investire il proprio denaro ma molto di più: la vita intera, il proprio presente e futuro.

Un passaparola. In che modo questa gente si raccoglie attorno a Gesù? Decisivo qui è "il passaparola". Qualcuno paragona la comunicazione dell`Evangelo a quanto avviene fra poveracci senza tetto. Appena uno viene a sapere che in un certo luogo si trova cibo e riparo, condivide la notizia con altri in simile condizione, affinché anche loro ci possano andare. Allo stesso modo, se tu trovi in Cristo ciò che soddisfa alle tue più profonde aspirazioni ed esigenze, ciò che veramente risponde alle questioni di base della vita, non tieni la notizia per te, ma ti verrà spontaneo condividerla con altri. Trovare il Cristo, infatti, il Messia lungamente atteso, significa trovare finalmente risposta alle più profonde aspirazioni della vita.

Scoprire ed essere scoperti! Inizialmente, così, è la predicazione di Giovanni il battista che suscita interesse per Gesù. Andrea èuno di quelli che avevano udito questa predicazione, n`era rimasto colpito e si era unito al gruppo dei discepoli di Gesù. Egli, poi, condivide con entusiasmo questa sua scoperta con il fratello Simone che l`accoglie con interesse, si reca da Gesù e si pone direttamente in rapporto con Lui, constatando di persona che in Gesù c`è veramente qualcosa di speciale. Interessante il fatto che, incontrando Simone, Gesù legge nel profondo della sua personalità, scoprendone subito il carattere incostante e impulsivo. Il fatto che Gesù dia subito a Simone il soprannome di Cefa, vale a dire "roccia", indica che, con Gesù, Simone potrà acquisire quella fermezza di carattere che avrebbe sempre voluto. Indubbiamente questo fatto impressione a Simone che, così, è ancor più incoraggiato a seguire Gesù.

Seguire Gesù, infatti, ancora oggi, significa forgiare il nostro carattere, crescere dal punto di vista umano e spirituale. Essi scoprono Gesù, ma è pure Gesù che "li scopre"!

La prudenza di Natanaele. Questo è particolarmente evidente nei due personaggi successivi. Essendo ancora in zona, Gesù prende l`iniziativa di chiamare a diventare Suo discepolo Filippo, compaesano d`Andrea e Pietro, che si unirà poi al gruppo. Il passaparola, però, continua. Filippo condivide quanto gli è avvenuto con un suo amico, Natanaele. Natanaele, però, non è così pronto a seguire Gesù. E`sospettoso, ha dei pregiudizi, vuole vederci più chiaro. L`entusiasmo degli altri gli sembra troppo affrettato. Non è una persona superficiale. Vuole verificare accuratamente per evitare di "prendere una cantonata". Va così a verificare personalmente.

Lodi per Natanaele. Giungendo presso Gesù, Natanaele ha una sorpresa. Gesù lo loda per la sua integrità ed onestà. Lo loda per la serietà nel volere esaminare bene ogni cosa prima di credere! E`come se gli dicesse: "Hai fatto bene ad essere prudente e da volere verificare. E`così che si fa. Ci sono troppe persone superficiali in giro… E`questo che Iddio si aspetta da ogni membro responsabile del Suo popolo. “Bravo!". Gesù vede in lui un vero membro del popolo di Dio, non di quelli che lo sono solo formalmente, esteriormente. L`apostolo Paolo così esprime questo concetto in una sua lettera: "Giudeo, infatti, non è colui che è tale all'esterno; e la circoncisione non è quella esterna, nella carne; ma Giudeo è colui che lo è interiormente;e la circoncisione è quella del cuore, nello spirito, non nella lettera; di un tale Giudeo la lode proviene non dagli uomini, ma da Dio" (Romani 2:28,29). Il Signore loderebbe pure noi per la nostra integrità di fondo, serietà e coerenza?

L`elezione di Natanaele. La sorpresa, per Natanaele, però, non consiste solo in questo. Gesù è ancora per lui uno sconosciuto, ma Natanaele non è sconosciuto a Gesù. Anche nel caso di Natanaele Gesù dimostra di conoscere a fondo coloro che ha di fronte. In questo scambio fra Natanaele e Gesù una cosa diventa pure chiara. Non è per caso che Natanaele va a Gesù. Gesù "sapeva" che sarebbe venuto a Lui per diventare Suo discepolo. Gesù Lo aveva già considerato prima ancora che egli fosse stato contattato da Filippo, anzi, già Gesù lo aveva scelto per essere Suo discepolo, come si esprime la Scrittura, da "prima della fondazione del mondo". Lo dirà più tardi Gesù a tutti i Suoi discepoli: "Non siete voi che avete scelto me, ma sono io che ho scelto voi, e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; affinché tutto quello che chiederete al Padre, nel mio nome, egli ve lo dia" (Giovanni 15:16). Anche oggi, quando il credente guarda a ciònella sua vita, lo ha condotto a Cristo, egli riconosce che tutto ciò non era avvenuto per caso, ma d`essere oggetto d`una elezione da parte di Dio. Molto più che la salvezza.Tutto questo èdavvero stupefacente per Natanaele, che ora non esita più a dire: «Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d'Israele». Ora non ha più dubbi su chi sia veramente Gesù. E`Gesù, però, a frenare ora il suo entusiasmo. Gli dice: «Perché ti ho detto che ti avevo visto ...tu credi?Tu vedrai cose maggiori di queste»(50). Davvero c`èmotivo di grande stupore nell`opera di grazia che Iddio compie in noi, i modi che sceglie per chiamarci a sé, la Sua pazienza e misericordia nei nostri riguardi, il modo in cui la Sua provvidenza ci accompagna fedele durante il corso della nostra vita. Per quanto stupefacente, però, l`opera di salvezza che Iddio compie nell`individuo attraverso Cristo non è il solo motivo per noi di lode e riconoscenza. E`molto più di questo ciò che ci deve portare a confessare, con entusiasmo, la nostra fede in Lui. Gesù rende qui evidente come la cosa più straordinaria di tutte in ciò che avviene in Lui e con Lui èche ora i cieli sono aperti.

Cieli aperti

Le nubi: un`utile illustrazione. Che cosa intende Gesù, quando dice: «In verità, in verità vi dico che vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sul Figlio dell'uomo»? L`espressione "cieli aperti" mi fa venire in mente l`esperienza che si ha viaggiando in aereo soprattutto d`inverno. Il cielo è coperto e grigio, la luce è poca, c`è nebbia. L`aereo parte e, alzandosi di quota, attraversa le nubi ed esce in un bel cielo limpido e sereno. Il sole brilla caldo. Allora si viaggia sopra le nubi. Il mondo è al di sotto, coperto da un fitto e grigio strato nuvoloso. Ad un tratto, però, si vede come una vasta ma circoscritta apertura in questa coltre. I raggi del sole riescono a passare e scendere giù sulla terra. Allora, attraverso quell`apertura si riconoscono colline, montagne, zone abitate. In quel luogo, al di sotto, la gente può vedere l`azzurro ed il sole. I cieli sono aperti. Questa mi sembra un`illustrazione interessante per capire che cosa Gesù intende per "cieli aperti": in Gesù la comunicazione fra l`umanità e Dio è riaperta, possibile!

La meraviglia delle meraviglie. Certo, questa è solo un`illustrazione, un paragone, perché, oggettivamente, l`abitazione di Dio non è circoscritta al cielo, allo spazio. Egli è anche sulla terra. Quest`espressione, però, può descrivere bene la situazione umana di separazione netta da Dio. Il mondo dell`uomo è privo di Dio (vorrebbe farne a meno!), c`è una fitta coltre che separa Dio dall`umanità. "Sotto" vi sono tenebre morali e spirituali, il freddo del peccato con tutte le sue tragiche implicazioni. "Sopra" vi è il chiaro, luminoso, limpido cielo di Dio, fatto di santità e bellezza.

Certo Dio non vuole avere a che fare con l`empietà e la malvagità umana. Ecco, però, che in questa coltre di tenebre si produce un`apertura: è il Cristo, autentico "corridoio" di comunicazione fra "cielo" e "terra". Il profeta Isaia lo descrive in questo modo:

"Le vostre iniquità vi hanno separato dal vostro Dio;i vostri peccati gli hanno fatto nascondere la faccia da voi, per non darvi più ascolto. (..) Perciò la rettitudine è lontana da noi, e non arriva fino a noi la giustizia; noi aspettiamo la luce, ma ecco le tenebre; aspettiamo il chiarore del giorno, ma camminiamo nel buio. Andiamo tastando la parete come i ciechi (...) La rettitudine si è ritirata, e la giustizia si è tenuta lontana; la verità, infatti, soccombe (...) la verità è scomparsa (...) Il SIGNORE ha visto, e gli è dispiaciuto che non vi sia più rettitudine; ha visto che non c'era più un uomo e si è stupito che nessuno intervenisse; allora il suo braccio gli è venuto in aiuto (...) «Un salvatore verrà per Sion e per quelli di Giacobbe che si convertiranno dalla loro rivolta», dice il SIGNORE" (Isaia 59:2,9,10,14,15,16,17,20).

La meraviglia delle meraviglie è il Suo intervento redentore in Cristo: è attraverso di Lui che passano tutte le benedizioni di Dio, quelle di cui disperatamente abbiamo bisogno!

Prefigurato in Giacobbe. E`questo che Gesù annunzia a Natanaele e a noi. Gesù parla loro futuro: "Vedrete cose che non vi sareste mai aspettati". Oggi "il cielo è chiuso", ma, in Gesù, si sta aprendo. Gesù, nelle Sue parole, lascia intravedere un episodio dell`Antico Testamento che ha per protagonista Giacobbe, in Genesi 28. Inconsapevole ancora del suo destino nell`ambito della storia della salvezza, in fuga da suo fratello Esaù al quale ha rubato la primogenitura, Isacco si ferma a dormire nel deserto. Ecco il racconto:

"Giacobbe partìda Beer-Sceba e andòverso Caran. Giunse ad un certo luogo e vi passòla notte, perchéil sole era giàtramontato. Prese una delle pietre del luogo, se la mise per capezzale e lìsi coricò. Fece un sogno:una scala poggiava sulla terra, mentre la sua cima toccava il cielo;e gli angeli di Dio salivano e scendevano per la scala. Il SIGNORE stava al di sopra di essa e gli disse:«Io sono il SIGNORE, il Dio d'Abraamo tuo padre e il Dio d'Isacco. La terra sulla quale tu stai coricato, io la darò a te e alla tua discendenza. (...) Quando Giacobbe si svegliò dal sonno, disse: «Certo, il SIGNORE è in questo luogo e io non lo sapevo!». Ebbe paura e disse: «Com'è tremendo questo luogo! Questa non è altro che la casa di Dio, e questa è la porta del cielo!» (Genesi 28:10-12,13,16,17).

La vera meraviglia di Natanaele, e nostra, è la stessa di Giacobbe. Scoprire Gesù ed esclamare: "E`stupefacente quanto trovo in Gesù. In Gesù è Dio stesso che dimora e si rivela, ...e io non lo sapevo!

Gesù, una sorprendente fonte. Ecco allora come in questa prospettiva si comprendono alcune espressioni enigmatiche di Gesù. Ricordate il dialogo di Gesù con quella donna samaritana al pozzo? "Gesù le rispose: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: "Dammi da bere!", tu stessa gliene avresti chiesto ed egli ti avrebbe dato acqua viva». Gli disse la donna: «Signore, tu non hai un mezzo per attingere e il pozzo è profondo; da dove hai dunque quest'acqua viva? Sei tu forse più grande del nostro padre Giacobbe, che ci diede questo pozzo e ne bevve lui con i suoi figli e il suo gregge?». Rispose Gesù: «Chiunque beve di quest'acqua avrà di nuovo sete; ma chi beve dell'acqua che io gli darò, non avrà mai più sete, anzi, l'acqua che io gli darò diventerà in lui sorgente di acqua che zampilla per la vita eterna»” (Giovanni 4:10-14).

Sì, come può una vita rifiorire ed essere feconda di cose soddisfacenti e buone? Collegandola con quella di Gesù, canale unico fra cielo e terra, fra l`abbondanza di Dio e la miseria umana. Alla stessa realtà si riferisce Gesù, quando dice: "Nell'ultimo giorno, il grande giorno della festa, Gesù levatosi in piedi esclamò ad alta voce:«Chi ha sete venga a me e beva chi crede in me; come dice la Scrittura: fiumi di acqua viva sgorgheranno dal suo seno». Questo egli disse riferendosi allo Spirito che avrebbero ricevuto i credenti in lui: infatti non c'era ancora lo Spirito, perché Gesù non era stato ancora glorificato" (Giovanni 7:37-39). Esistono forse cose più sorprendenti di questa?

Conclusione

In questo mondo, dunque, vi sono tanti che cercano ciò che li potrà stupire nel mondo della fantasia e dell`intrattenimento, oppure in quello ingannevole della superstizione e di certa religione.

Ciò che veramente ci potrà stupire si trova nella realtà e va cercato proprio là dove apparentemente non c`è...nulla d`interessante. Che stupidità, per molti, dire: "Che noia la Bibbia, che noia la preghiera, che noia il culto, che noia Gesù Cristo!". Non sanno proprio che cosa stanno dicendo perché è proprio presso Dio che possono essere trovate le cose più "interessanti" e promettenti, proprio presso Gesù che potrà essere trovata "la cosa più stupefacente che ci sia". Questo, però, non sarà mai alla portata di gente superficiale, credulona e conformista.

Anche noi, come Natanaele, di fronte alla predicazione dell`Evangelo, diciamo: «Può forse venir qualcosa di buono da Nazaret?». Siamo, infatti, similmente, spesso scettici e pieni di pregiudizi. Filippo, però, risponde a Natanaele e da noi, con l`appello «Vieni a vedere». A tutti è detto "Vieni e vedrai". Non sarà deluso chi diligentemente vorrà verificare "le pretese" dell`Evangelo.

Paolo Castellina, 15 gennaio 2015 rielaborazione di una predicazione del 31 dicembre 2004.