Studi biblici/Atti 19:1-10

Da Tempo di Riforma.

Mai sentito parlare dello Spirito Santo?

Sintesi
Il metodo scientifico è il modo più affidabile per comprendere il mondo in cui viviamo, noi stessi e quanto accade? La rivelazione biblica ci mette in guardia dal credere che la sperimentazione, affidandosi come fa solo ai nostri sensi, a ciò che è fisico, sia sufficiente per comprendere tutto il mondo che ci circonda. Una persona che sia priva dello Spirito Santo di Dio non potrà mai comprendere adeguatamente il mondo e il senso ultimo delle cose, perché “le cose spirituali” possono essere intese solo da chi ha lo Spirito di Dio. Chi è lo Spirito Santo e qual è la Sua funzione nell’ambito della redenzione in Cristo? È quello che esaminiamo questa settimana sulla base di Atti 19:1-10 dove troviamo chi dice: «Non abbiamo neppure sentito dire che ci sia lo Spirito Santo». È vero anche oggi.

Un “metodo” inadeguato

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Il metodo scientifico è il modo più affidabile per comprendere il mondo in cui viviamo, noi stessi e quanto accade? Per la maggior parte della gente oggi è “la scienza” che ci permette di capire, di dare un senso, alla realtà. Benché si ammetta che vi siano tante cose che ancora oggi non comprendiamo, si ha fiducia che, gradualmente, sarà la scienza che ci permetterà di comprendere sempre meglio la complessità della realtà e di padroneggiarla.

La fede nella scienza, però, è mal riposta. La rivelazione biblica ci mette in guardia dal credere che la sperimentazione, affidandosi come fa solo ai nostri sensi, a ciò che è fisico, sia sufficiente per comprendere tutto il mondo che ci circonda. Esiste, infatti, una realtà spirituale che non gli è accessibile. Comprendere una parte della realtà (quello che chiamiamo “mondo naturale”) è importante ma è limitante e le conclusioni che possiamo trarne limitandoci solo a quel livello, portano facilmente fuori strada.

Una persona che sia priva dello Spirito Santo di Dio non potrà mai comprendere adeguatamente il mondo e il senso ultimo delle cose, perché “le cose spirituali” possono essere intese solo da chi ha lo Spirito di Dio. A questo riguardo le Sacre Scritture sono chiare: “L’uomo naturale non riceve le cose dello Spirito di Dio, perché esse sono pazzia per lui; e non le può conoscere, perché devono essere giudicate spiritualmente” (1 Corinzi 2:14). Sì, chi non ha ricevuto lo Spirito di Dio non è in grado di accogliere le verità che solo lo Spirito di Dio fa conoscere. Gli sembrano assurdità e non le può comprendere perché devono essere comprese in modo spirituale, di esse si può giudicare solo per mezzo dello Spirito.

Atei e scettici deridevano e deridono questa affermazione perché considerano la spiritualità (nelle sue diverse manifestazioni) come semplice fenomeno naturale della psiche umana. Dall’altra parte, però, vi è anche chi della spiritualità ne abusa e che vede la realtà come lo scenario dove operano, influenzandola, spiriti di ogni genere (buoni o cattivi che siano). Indubbiamente c’è confusione al riguardo, confusione che può essere dissipata solo con uno studio rigoroso, fiducioso e spregiudicato delle Sacre Scritture, l’unico “metodo” attraverso il quale Dio ha scelto di fare conoscere Sé stesso e il senso ultimo delle cose alle creature umane.

Un’esclamazione antica e moderna

Di fronte a tutto questo la maggior parte della gente, confusa e sviata, esclama: “Non abbiamo neppure sentito dire che ci sia lo Spirito Santo”. È quanto avevano esclamato un giorno, di fronte all’annuncio della fede cristiana, nella città di Efeso, diversi che si erano interessati alla predicazione di Giovanni il battezzatore. Leggiamo ed esaminiamo con attenzione il testo di Atti degli Apostoli 19:1-10.

“(1) Mentre Apollo era a Corinto, Paolo, dopo aver attraversato le regioni superiori del paese, giunse a Efeso; e vi trovò alcuni discepoli, (2) ai quali disse: «Riceveste lo Spirito Santo quando credeste?» Gli risposero: «Non abbiamo neppure sentito dire che ci sia lo Spirito Santo». (3) Egli disse loro: «Con quale battesimo siete dunque stati battezzati?» Essi risposero: «Con il battesimo di Giovanni». (4) Paolo disse: «Giovanni battezzò con il battesimo di ravvedimento, dicendo al popolo di credere in colui che veniva dopo di lui, cioè, in Gesù». (5) Udito questo, furono battezzati nel nome del Signore Gesù; (6) e, avendo Paolo imposto loro le mani, lo Spirito Santo scese su di loro ed essi parlavano in lingue e profetizzavano. (7) Erano in tutto circa dodici uomini. (8) Poi entrò nella sinagoga, e qui parlò con molta franchezza per tre mesi, esponendo con discorsi persuasivi le cose relative al regno di Dio. (9) Ma siccome alcuni si ostinavano e rifiutavano di credere dicendo male della nuova Via davanti alla folla, egli, ritiratosi da loro, separò i discepoli e insegnava ogni giorno nella scuola di Tiranno. (10) Questo durò due anni. Così tutti coloro che abitavano nell'Asia, Giudei e Greci, udirono la Parola del Signore”.

Ancora oggi c’è chi dice: “Ma che cos'è questo Spirito Santo? In che modo potrebbe mai riguardarmi? Che cosa vuol dire che esso è sceso sugli apostoli e su quella gente?”. Queste sono domande legittime. Che cos'è lo “Spirito Santo”? Lo Spirito Santo compare nell'enunciazione della definizione fondamentale della fede cristiana, il Credo apostolico nella frase: “Io credo nello Spirito Santo”. Esso non spiega, però, che cosa, o meglio, chi sia lo Spirito Santo e perché sia importante.

Un significativo precedente

Notate nel racconto l'ignoranza di questa gente: «Non abbiamo neppure sentito dire che ci sia lo Spirito Santo », tradotta anche con: «Non abbiamo nemmeno sentito dire che esista uno Spirito Santo». Dico “ignoranza” non in senso dispregiativo, ma semplicemente per affermare che essi non sapevano cosa fosse questo “Spirito Santo”, non ne avevano mai fatta l'esperienza.

Efeso era una città molto conosciuta nella provincia romana dell'Asia: lì vi era il famoso tempio dedicato alla dea Diana, una delle sette meraviglie del mondo antico. Paolo vi giunge per predicare per la prima volta l'Evangelo (1) mentre il collaboratore Apollo era a Corinto ad occuparsi della comunità cristiana di que lla città. A Efeso Paolo incontra alcuni che, per la predicazione di Giovanni Battista, erano giunti a credere in Gesù come il Messia annunciato. Per questo erano stati sottoposti al battesimo di Giovanni come segno della loro piena disposizione di cuore ad accogliere il Messia (“Giovanni battezzò con il battesimo di ravvedimento, dicendo al popolo di crederein colui che veniva dopo di lui, cioè, in Gesù” v. 4). Questo battesimo non era però propriamente un battesimo cristiano, uno che identificasse direttamente la persona battezzata con Gesù di Nazareth, ma una sorta di preparazione.

Le circostanze avevano poi voluto che questi discepoli fossero lasciati come “in sospeso” senza avere la possibilità di conoscere meglio Gesù, senza averlo ancora di fatto accolto nella propria vita, esserne discepoli, senza averne ancora avuto esperienza personale . Erano come gente che, nella propria casa, prepara una camera per accogliere un gradito ed importante ospite, ma questi ancora non è giunto. Non lo conoscono ancora personalmente (ne hanno solo sentito parlare) non hanno mai prima conversato con lui, non ne hanno ricevuto ancora quei doni che egli porterà loro al suo arrivo.

Possiamo così supporre che l'apostolo arrivi ad Efeso con i nomi di questi discepoli di Giovanni. Va a cercarli, vuole conoscerli personalmente, si informa della loro situazione spirituale e fa così loro conoscere più in dettaglio la Persona e l'Opera di Gesù con i benefici che Egli dona a chiunque Lo accolga nella propria vita. Egli spiega loro come Gesù doni lo Spirito Santo, il quale applica al singolo credente i benefici dell'opera di Cristo. “Ma che cos'è questo Spirito Santo?” essi chiedono. L'Apostolo così non solo parla loro di questa realtà dell'esperienza cristiana, ma diventa lui stesso il tramite affinché di fatto essi Lo ricevano “imponendo” loro le mani come si faceva già nell'Antico Testamento, un segno di benedizione.

Da “dato” a “vissuto”

Si, essi non avevano ricevuto il dono dello Spirito Santo. Erano bene intenzionati verso la fede cristiana, erano disposti ad accogliere il Signore Gesù nella loro vita, ma di Lui avevano una conoscenza superficiale. Il Cristo, la Sua Parola, la Sua Opera, non era per loro autenticamente “un vissuto”. Essi non avevano mai fatto l'esperienza di quanto potesse essere efficace l'opera di Dio nella loro vita. Vi sono molte persone anche oggi in questa situazione. Oggi generalmente, la parola "spirito" (concetto simile a quello di "fantasma") suggerisce qualcosa che fa paura, qualcosa persino di sgradevole, e potrebbe essere fuorviante parlare oggi di "Spirito Santo". In ogni caso il significato di "Spirito Santo" lo definisce chiaramente la Bibbia ed a questo dobbiamo attenerci scoprendo la grandezza e la bellezza di ciò che questa parola indica. La Bibbia ci dice che Dio è spirito, cioè non è fatto di materia come noi. Egli è intelligenza pura, per quanto ci sia difficile intendere questo concetto. Egli è una Persona spirituale, ed è “santo” nel senso è unico, speciale, diverso. In Lui non c'è nulla che sia cattivo, malvagio, ingiusto. Egli è lo Spirito per eccellenza, Spirito buono, attivo ed operante.

Lo Spirito Santo è non è altri che Dio che opera in modo del tutto particolare – perché così promette di fare - nella vita di chi si affida incondizionatamente a Cristo.

La Bibbia ci rivela che è Dio lo Spirito Santo che sovranamente rende sensibile l'anima a vedere la gravità del proprio peccato e a invocare su di sé l'intervento del Salvatore. E' Dio lo Spirito Santo che opera la conversione e che guida il credente su strade buone e giuste. E' Dio lo Spirito Santo a conferire al credente doni spirituali utili per la testimonianza cristiana e la diffusione del Suo regno. Era Dio lo Spirito Santo che aveva conferito ai primi cristiani straordinari e miracolosi doni spirituali che avrebbero dato un impulso senza precedenti al movimento cristiano. Di tutto questo quei credenti di Efeso erano ancora all'oscuro. Ecco perché l'Apostolo chiede loro: “Riceveste lo Spirito Santo quando credeste?” (2). E' una domanda che egli fa anche a molti fra noi oggi.

Certamente lo Spirito Santo di Dio era già stato all'opera nella loro vita fin dal primo momento in cui avevano udito la chiamata efficace che li attirava a Cristo, ma di Cristo ancora sapevano troppo poco e da Lui – attraverso l'opera dello Spirito Santo – non avevano ancora ricevuto la pienezza della Sua opera e doni.

Una “Pentecoste in differita”

Così Paolo, dopo aver spiegato loro l'Evangelo nella sua interezza, li battezza in acqua nel nome del Signore Gesù (5) come segno della loro completa identificazione ne lla Persona ed Opera di Cristo. Questo battesimo confermava il fatto che erano titolari a pieno diritto dei benefici del Cristo. Poi egli impone loro le mani e l'Apostolo diventa così tramite dello Spirito Santo che “scende su di loro”. Siamo qui di fronte ad una vera e propria “Pentecoste in differita”, l'annuncio di una Pentecoste che riguarda non solo i Giudei che erano riuniti a Gerusalemme 50 giorni dopo Pasqua, ma di una Pentecoste che riguarda anche i discepoli di Giovanni Battista, come riguarderà anche i primi credenti di origine pagana. Per tutt'e tre queste categorie di persone la discesa dello Spirito Santo viene segnata da fenomeni miracolosi come il “parlare in lingue” e il profetizzare (6), fenomeni miracolosi intesi a introdurre ad Efeso l'Evangelo di Cristo per la prima volta e a risvegliare la mente dei suoi abitanti nell'aspettativa delle grandi cose che da esso sarebbero giunte.

Questi dodici uomini sarebbero così stati particolarmente qualificati nella loro opera pionieristica per diventare dei leader nella nuova comunità cristiana di Efeso e di tutta la sua regione. Essi, infatti, ricevono lo spirito di profezia per poter intendere i misteri del regno di Dio, e il dono delle lingue, affinché potessero predicarlo ad ogni lingua e nazione. Che meraviglioso cambiamento avviene in questi uomini, proprio per loro che non avevano prima nemmeno mai sentito dire che vi fosse uno Spirito Santo! Eppure lo Spirito di Dio, come il vento, soffia dove e quando vuole.

Noi non dobbiamo più aspettarci oggi tali straordinari doni spirituali perché la Pentecoste è stato un avvenimento storico unico nel suo genere. Possiamo però giustamente attenderci nella nostra vita una potente opera di purificazione e di rigenerazione, la potente opera di “abilitazione” al servizio di Cristo. Manifestazioni miracolose (ma forse non è già miracolosa la conversione di gente come noi?) segnavano tangibilmente allora l'inizio, l'avvio di un'epoca nuova.

Gli inestimabili benefici dell'avvento di Gesù Cristo sono oggi a noi disponibili quando accogliamo Cristo nella nostra vita perché ci vengono direttamente impartiti, applicati da quello stesso Spirito Santo. Noi non abbiamo neanche più bisogno di rivelazioni profetiche speciali perché tutto ciò che noi dobbiamo sapere è già contenuto nella rivelazione a nostra disposizione nella Bibbia, che oggi è per noi un canone suggellato, chiuso.

Vi sono oggi, è vero, persone o gruppi che, considerandosi “cristiani di serie A” rispetto a noi che saremmo solo “cristiani di serie B”, C, o peggio, affermano di avere e di potere impartire i doni miracolosi dello Spirito Santo. Si tratta spesso di simulazioni o di fenomeni naturali attribuiti allo Spirito Santo. Non dobbiamo lasciarcene però ingannare. Non abbiamo bisogno di alcun ulteriore “battesimo di Spirito Santo” in quel senso se siamo credenti. La Chiesa cristiana, quando è fedele, è già stata “battezzata” e “immersa” nello Spirito Santo ed ogni suo membro può avvalersi di questi tesori spirituali. Lo Spirito Santo ci è già stato dato ed opera in noi sin dal momento della nostra conversione. Potremmo senz'altro avere bisogno di prendere coscienza di tutte le potenzialità dello Spirito Santo a nostra disposizione, potremmo senz'altro aver bisogno, se siamo credenti, di una maggiore efficacia nella nostra santificazione e servizio.

Potenzialmente, però, abbiamo già tutto in Cristo, un tesoro che ci è stato dato per grazia e che dobbiamo “investire”, non “nascondere sotto terra”.

Preziosi doni

Si, vi sono davvero inestimabili e preziosi doni diponibili per noi in Cristo e che lo Spirito Santo è pronto ad impartirci per grazia: di questo oggi molti sono all'oscuro. Questi doni sono il suggello della loro appartenenza a Cristo, la “caparra” dei beni futuri (2 Corinzi 1:22; 5:5), “pegno della nostra eredità fino alla piena redenzione di quelli che Dio si è acquistati a lode della sua gloria” (Efesini 1:14). Per questo rimane essenziale per tutti coloro che oggi seriamente professano la fede cristiana investigare se essi conoscano per esperienza la Persona e l'Opera dello Spirito Santo, cioè se siano stati di fatto resi partecipi dei doni di rigenerazione, di servizio e di nuova vita disponibili in Cristo. Potremmo, infatti, avere di Cristo solo una conoscenza molto limitata, o solo intellettuale. Potremmo essere molto migliori come qualità di vita cristiana e di servizio. Potremmo non avere ancora conoscenza diretta e personale di che cosa significhi avere in Cristo “tutto pienamente”.

Lo Spirito Santo che tutto questo opera è promesso a tutti i credenti. Gesù disse: “Se voi, dunque, che siete malvagi, sapete dare buoni doni ai vostri figli, quanto più il Padre celeste donerà lo Spirito Santo a coloro che glielo chiedono!” (Luca 11:13).

E' d'altro canto pure vero che vi sono coloro che si ingannano al riguardo pensando di aver ricevuto lo Spirito Santo. C'è chi simula di aver ricevuto lo Spirito Santo, mentre altri si illudono di aver ricevuto le Sue grazie e conforto. Per questo dovremmo esaminare noi stessi accuratamente.

Sentiamo che la nostra vita è stata fatta oggetto dell'opera dello Spirito Santo? Siamo consapevoli di essere stati personalmente chiamati da Dio e che Egli ha cambiato di fatto il nostro modo di pensare e d'agire rivolgendo decisamente la nostra vita verso il Signore e Salvatore Gesù Cristo?

Non vi chiedo se siete capaci a compiere dei miracoli o se sapete cadere in estasi mistiche, ma se manifestate chiaramente il frutto dello Spirito Santo riconoscendo di essere stati coinvolti nella Sua opera di grazia.

Qual è il frutto dello Spirito Santo? La Scrittura dice: “Il frutto dello Spirito ...è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo” (Galati 5:22). Abbiamo queste cose nella nostra vita? In una parola: siamo veramente credenti, abbiamo davvero Cristo nel nostro cuore? Siamo davvero sulla via della santificazione? L'albero buono lo si riconosce dai suoi frutti. Siamo condotti dallo Spirito di Dio nella nostra vita? “Camminiamo” nello Spirito? Siamo noi governati dallo Spirito Santo, come dovremmo? Queste si che sono domande rilevanti per la nostra vita! L’annuncio della Pentecoste indirizza la nostra attenzione a ciò che è possibile attraverso il dono dello Spirito Santo dato alla Chiesa cristiana in quel giorno. Ne conosciamo le potenzialità?

L'ignoranza dello Spirito Santo è tanto incoerente con una sincera professione cristiana come lo è l'ignoranza di Cristo. Potremmo infatti essere stati battezzati per nulla e d'avere udito invano della grazia per noi disponibile in Gesù Cristo.

La dottrina cristiana

In che modo possiamo dunque riassumere la dottrina cristiana affinché nessuno possa più dire: «Non abbiamo neppure sentito dire che ci sia lo Spirito Santo»?

La confessione di fede cristiana denominata “Il Credo apostolico”, nel suo terzo paragrafo dice: "Io credo nello Spirito Santo". C'è una chiara logica in tutto questo, e faremmo bene a prestarle attenzione, perché sommamente pedagogica. La prima parte parla dell'opera creatrice di Dio Padre, la seconda dell'opera salvatrice di Dio, il Figlio, la terza parte, quella che qui ci interessa, dell'opera rigeneratrice di Dio lo Spirito Santo, mediante la quale le creature umane vengono di fatto rinnovate in ed attraverso Cristo.

In primo luogo, lo Spirito Santo è una Persona attiva, potremmo dire il "settore esecutivo" della Trinità, Egli è "santo", cioè appartiene a Dio, è parte integrante della Sua essenza. Che cosa fa lo Spirito Santo, quali sono i Suoi obiettivi? Alcuni associano lo Spirito Santo a rapimenti estatici, altri ad ispirazioni artistiche, e questo lo fanno sia cristiani che pagani. Altri ancora associano lo Spirito ad insolite esperienze cristiane in cui una persona sente un particolare entusiasmo e benessere, ha delle visioni, riceve rivelazioni, parla in lingue strane, può guarire le malattie. Questi, però, sono elementi secondari dell'opera dello Spirito Santo, quando sono autentici, perché potrebbero anche essere falsificabili.

L'Antico Testamento menziona lo Spirito Santo in connessione con la creazione, sia divina (Genesi 1:2) che umana (Esodo 31:1-6); con l'ispirazione dei portavoce di Dio (Isaia 61:1). Il Credo niceno afferma che lo Spirito parlò per mezzo dei profeti); con il potenziamento dei servitori di Dio che vengono così messi in grado di svolgere l'opera alla quale sono stati chiamati giudici, re, ecc., come pure quando individui o comunità fanno esperienza rinnovata di santità. Tutto questo acquista significato più profondo nel Nuovo Testamento, dove si mostra lo Spirito Santo come agente personale, distinto dal Padre e dal Figlio. Di Lui si parla come dello Spirito di Cristo. La chiave per comprendere l'opera dello Spirito Santo è quella di vedere come i Suoi propositi siano identici a quelli del Padre, cioè vedere gloria, lode e onore accordate al Figlio. Per questo:

In primo luogo, lo Spirito era al servizio del Figlio durante la Sua vita terrena dal momento in cui, come dice il credo, "fu concepito di Spirito Santo" (Matteo 1:20). La discesa dello Spirito Santo su di Lui, in forma di colomba, al momento del battesimo, mostra non solo come Lui sia datore dello Spirito, ma che pure come Lui fosse ripieno di Spirito Santo. Fu "attraverso lo Spirito eterno" che Egli offerse Sé stesso in sacrificio per noi.

In secondo luogo, lo Spirito agisce ora come agente di Gesù "un altro Consolatore" (aiutante, supporto, avvocato, incoraggiatore). Egli ci mostra Gesù per mezzo dell'Evangelo, ci unisce a Lui per fede, e dimora in noi per trasformarci "a sua immagine", producendo e facendo crescere in noi "i frutti dello Spirito". Gesù dice: "Egli mi glorificherà, perché prenderà del mio e ve lo annunzierà" (Giovanni 16:14). Le parole di Gesù indicano il carattere dello Spirito, cioè quello di non mettersi in primo piano, ma di gettare la Sua luce su Cristo soltanto, affinché noi si scorga solo Cristo, e non lo Spirito Stesso. In tutto l'Evangelo, infatti, è Cristo che dice: Venite a me, seguitemi. Nella nostra coscienza noi udiamo l'Evangelo con l'orecchio interiore della fede, lo Spirito, che sta come dietro alle nostre spalle per gettare luce e permetterci di vedere "nella giusta luce" Gesù, incoraggiandoci costantemente e dicendoci: andate a Lui, trattate con Lui - ed è questo che rende cristiana la nostra vita.

Lo Spirito è testimone e maestro perché in primo luogo è Luia persuaderci che il Gesù dell'Evangelo davvero esiste e sussiste "per noi e per la nostra salvezza"; in secondo luogo, Egli ci assicura che, come credenti, noi siamo figli di Dio ed eredi con Cristo (Romani 8:16ss); in terzo luogo, Egli ci spinge a rendere testimonianza al Cristo la cui testimonianza ci condusse a conoscere. Ciò che la testimonianza dello Spirito produce non sono rivelazioni private di qualcosa che ci era nascosto, ma l'accoglienza personale di ciò che c'era sempre stato nelle Scritture. Paolo descrive l'opera di testimonianza dello Spirito quando dice: "...e illumini gli occhi della vostra mente, affinché sappiate qual è la speranza della sua vocazione e quali sono le ricchezze della gloria della sua eredità tra i santi" (Efesini 1:18).

In terzo luogo lo Spirito accorda ad ogni cristiano uno o più doni (capacità per esprimere Cristo servendo Dio e gli uomini, tanto da rendere la Chiesa una comunità intera di ministri e sacerdoti, il corpo di Cristo). Questo molteplice ministero è, in realtà, il ministero stesso di Cristo che continua dal cielo, attraverso le nostre mani, piedi, e bocca. Lo Spirito che quindi impartisce doni, dovrebbe essere inteso come ulteriore servizio e glorificazione di Cristo da parte Sua, in quanto è un mezzo per il quale il ministero personale di Cristo può continuare.

I segni dello Spirito

Quand'è che possiamo vedere segni che lo Spirito, glorificatore di Cristo, è all'opera? Gli unici segni sicuri sono il fatto che il Cristo della Bibbia venga riconosciuto, creduto e servito per la Sua gloria, e che di fatto i credenti abbandonino il peccato per una vita di santità, il che è l'immagine di Cristo nel Suo popolo.

Così, quando come cristiano io dico: "Io credo nello Spirito Santo", debbo intendere che io credo essere una realtà la comunione personale, attraverso lo spazio ed il tempo, con il Cristo vivente del Nuovo Testamento, avendolo trovato mediante l'opera dello Spirito;che io sono aperto ad essere condotto dallo Spirito, che ora dimora in me, nella conoscenza, obbedienza e servizio cristiani, e che mi attendo di essere così condotto giorno dopo giorno; che io Lo benedico come autore della mia certezza di essere figlio ed erede di Dio.

È davvero una cosa magnifica credere nello Spirito Santo ed essere oggetto della Sua opera! È lo Spirito Santo che ci apre a nuove dimensioni morali e spirituali della realtà, alla completezza della realtà e della realtà della nostra vita, cosa che nessuna scienza umana potrebbe fare. Che il Signore dia a ciascuno di noi piena intelligenza di tutto questo affinché quando qualcuno ci dice: «Non abbiamo neppure sentito dire che ci sia lo Spirito Santo» noi gli si possa rispondere mostrandogli le meraviglie di grazia e d'amore che Iddio, per Suo tramite, in Cristo, ha realizzato nella nostra vita.

Paolo Castellina, 5 gennaio 2015, rielaborazione della predicazione del 14 maggio 2002.