Studi biblici/2 Re 2:1-14

Da Tempo di Riforma.

Come ottenere una porzione doppia

Sintesi
Di un cibo particolarmente saporito non esitiamo a chiederne un ulteriore porzione. È da sfacciati farlo? No, “onora la cucina”. Se siamo al ristorante, al massimo ci dicono che non è possibile o che dobbiamo pagare un supplemento. Un personaggio della Bibbia, il profeta Eliseo, chiede a Dio di poter ottenere “una doppia porzione” delle risorse spirituali che erano state proprie del suo maestro Elia, e questo per portarne avanti con efficacia il servizio di Dio nella sua generazione. Non era una pretesa assurda perché sapeva quanto fosse difficile servire la causa di Dio nel suo tempo e di come, di quelle risorse ne avrebbe avuto bisogno. Niente e nessuno l’avrebbe potuto distogliere da quella determinazione: doveva ottenerle a tutti i costi! Il privilegio di servire Dio e la Sua causa nella nostra generazione, allo stesso modo, non è qualcosa per il quale siamo lasciati a noi stessi: le risorse necessarie sono a nostra disposione, dobbiamo solo chiederle con determinazione e le otterremo. È il messaggio che ci propone questa settimana il testo biblico diu 2 Re 2:1-14.

Il ruolo del servitore

Il ruolo del servitore non è una posizione ambita in questo mondo. Preferiremmo essere dei “signori” e farci servire. Se proprio siamo costretti dalla necessità a svolgere il ruolo del dipendente, come il dover svolgere “un lavoro umile” e di manovalanza “non all’altezza” di quello che pensiamo di meritare, lo accettiamo di malavoglia e “solo temporaneamente”, diciamo, “in mancanza di meglio”.

Servant.jpg

Nella prospettiva di Dio, però, nei “valori capovolti” di Gesù di Nazareth, il ruolo del servitore assume l’importanza più grande. Colui che è “il Signore” per eccellenza, è quello stesso che ha dichiarato (ed esemplificato): “Voi sapete che quelli che sono reputati prìncipi delle nazioni le signoreggiano e che i loro grandi le sottomettono al loro dominio. Ma non è così tra di voi; anzi, chiunque vorrà essere grande fra voi, sarà vostro servitore; e chiunque, tra di voi, vorrà essere primo sarà servo di tutti. Poiché anche il Figlio dell'uomo non è venuto per essere servito, ma per servire, e per dare la sua vita come prezzo di riscatto per molti»” (Marco 10:43-45).

Come lo era Gesù, i personaggi più grandi che la Bibbia ci presenti sono dei servitori, servitori di Dio e della Sua causa in questo mondo e la loro primaria ambizione è quella di essergli utili, di essere efficaci nel loro ruolo. Profeti, re e sacerdoti erano essenzialmente servitori di Dio, come Mosè ed Elia. Difatti Mosè ed Elia sono quegli stessi che compaiono a conversare con Gesù nell’esperienza della Trasfigurazione, quella che un giorno è concessa ai discepoli Pietro, Giacomo e Giovanni (Marco 9:2-9). Essi dovevano comprendere come Gesù, scomparsi quelli, fosse il più grande, il più grande servitore di Dio, quello che l’Antico Testamento proclama come “il Servo dell’Eterno” per eccellenza, ma anche come sarebbe toccato poi a loro, con la sua forza e risorse, portarne avanti l’opera.

Elia ed Eliseo

Il testo biblico che oggi è oggetto della nostra riflessione si trova nell’Antico Testamento, Secondo Libro dei Re, al capitolo 2. Questo brano racconta il “ritorno a casa” (presso Dio), straordinario e miracoloso, di uno dei più grandi servitori di Dio che la Bibbia ci faccia conoscere: Elia. Dopo aver svolto un ruolo importante nei propositi di Dio per la sua generazione, per lui giunge il tempo di abbandonare la scena di questo mondo. Prima di farlo, però, dovrà passare il testimone ad una nuova generazione di servitori. Il nostro testo ci parla di un giovane di nome Eliseo. Si può dire che avesse molta “fame” di ricevere tutto ciò che Dio poteva dargli ed era disposto a pagarne il prezzo. Questo brano ci racconta il modo in cui Eliseo chiede e ottiene “la doppia porzione” che aveva chiesto della forza di Elia, suo maestro. Troppo ambizioso? No, esistono buone e lodevoli ambizioni se loro oggetto è quello di servire Dio e la Sua causa.

Come per Eliseo, “il mantello” del servitore di Dio poggia sulle spalle vostre e mie, noi che amiamo il Signore e che vogliamo che la Sua causa sia promossa nella nostra generazione. Se intendiamo essere utili ed efficaci al Suo servizio, allora abbiamo bisogno della forza e delle risorse che solo lo Spirito di Dio può darci, e non poche, vista la difficoltà del compito che ci è proposto. Consideriamo allora attentamente questo testo biblico su come “Ottenere una doppia porzione”.

Elia rapito in cielo. “(1) Quando il SIGNORE volle rapire in cielo Elia in un turbine, Elia se ne andò da Ghilgal con Eliseo. (2) Elia disse a Eliseo: «Fèrmati qui, ti prego, perché il SIGNORE mi manda fino a Betel». Ma Eliseo rispose: «Com'è vero che il SIGNORE vive, e che tu vivi, io non ti lascerò». Così scesero a Betel. (3) I discepoli dei profeti che erano a Betel andarono a trovare Eliseo, e gli dissero: «Sai che il SIGNORE quest'oggi rapirà in alto il tuo signore?». Egli rispose: «Sì, lo so; tacete!» (4) Elia gli disse: «Eliseo, fèrmati qui, ti prego, perché il SIGNORE mi manda a Gerico». Quegli rispose: «Com'è vero che il SIGNORE vive, e che tu vivi, io non ti lascerò». Così se ne andarono a Gerico. (5) I discepoli dei profeti che erano a Gerico si avvicinarono a Eliseo, e gli dissero: «Sai che il SIGNORE quest'oggi rapirà in alto il tuo signore?» Egli rispose: «Sì, lo so; tacete!». (6) Ed Elia gli disse: «Fèrmati qui, ti prego, perché il SIGNORE mi manda al Giordano». Egli rispose: «Com'è vero che il SIGNORE vive, e che tu vivi, io non ti lascerò». E proseguirono il cammino insieme. (7) Cinquanta discepoli dei profeti andarono dietro a loro e si fermarono di fronte al Giordano, da lontano, mentre Elia ed Eliseo si fermarono sulla riva del Giordano. (8) Allora Elia prese il suo mantello, lo arrotolò e percosse le acque, le quali si divisero in due. Così attraversarono il fiume a piedi asciutti. (9) Quando furono passati, Elia disse a Eliseo: «Chiedi quello che vuoi che io faccia per te, prima che io ti sia tolto». Eliseo rispose: «Ti prego, mi sia data una parte doppia del tuo spirito!» (10) Elia disse: «Tu domandi una cosa difficile; tuttavia, se mi vedi quando io ti sarò rapito, ti sarà dato quello che chiedi; ma, se non mi vedi, non ti sarà dato». (11) Essi continuarono a camminare discorrendo insieme, quand'ecco un carro di fuoco e dei cavalli di fuoco che li separarono l'uno dall'altro, ed Elia salì al cielo in un turbine. (12) Eliseo lo vide e si mise a gridare: «Padre mio, padre mio! Carro e cavalleria d'Israele!» Poi non lo vide più. E, afferrate le proprie vesti, le strappò in due pezzi; (13) raccolse il mantello che era caduto di dosso a Elia, tornò indietro, e si fermò sulla riva del Giordano; (14) e, preso il mantello che era caduto di dosso a Elia, percosse le acque, e disse: «Dov'è il SIGNORE, Dio d'Elia?» Quando anch'egli ebbe percosso le acque, queste si divisero in due, ed Eliseo passò” (2 Re 2:1-14).

Eliseo chiede di poter ottenere risorse spirituali

Il contenuto della sua richiesta

Elia chiede di ricevere una porzione doppia dello Spirito di Elia! La richiesta non si riferisce tanto alla potenza profetica di Elia. La richiesta aveva a che fare con il riconoscimento ufficiale di essere il continuatore dell’opera di Elia. Ovviamente già era stato scelto da Dio per questo compito (1 Re 19:16)[1]. Era pratica comune in Israele, però, che i figli ricevessero una doppia porzione delle proprietà del padre. Era richiesto dalla Legge: “riconoscerà come primogenito il figlio dell'odiata, dandogli una parte doppia di tutto quello che possiede; poiché egli è la primizia del suo vigore e a lui appartiene il diritto di primogenitura” (Deuteronomio 21:17). Al v. 12 Eliseo chiama Elia “Padre mio”. Eliseo stava chiedendo il diritto del primogenito! Egli chiedeva che lo stesso Spirito che aveva dato potenza al ministero di Elia, potesse pure essergli concesso. Che tipo di spirito chiedeva?

Uno spirito di fede. Elia aveva imparato a confidare nella presenza e potenza di Dio in questo mondo. Sapeva che Dio è in pieno controllo di ogni situazione. Egli “camminava per fede”. La fede in Dio, come le Scritture ci rivelano, è tutto un modo di pensare e di vivere dalle rilevanti implicazioni per la nostra vita. Ci dà pace interiore ed un’energia tale che sempre risulta stupefacente per il mondo che ad essa è estraneo. Non è solo “un supporto psicologico”, ma è altamente “produttivo”.

Uno spirito di ubbidienza. Elia ubbidiva sempre e senza discutere a tutto ciò che Dio gli ordinava, anche se talvolta gli pareva che non avesse senso farlo. Ciò che Dio ci comanda nelle Sacre Scritture, ha sempre “un buon motivo”. Il mondo lo contesta ritenendo di saperla più lunga di Dio stesso. Il Servo del Signore, com’è rappresentato in Isaia, è determinato ad ubbidirgli e sa che non ne sarà svergognato. “Ma il Signore, DIO, mi ha soccorso; perciò non sono stato abbattuto; perciò ho reso la mia faccia dura come la pietra e so che non sarò deluso” (Isaia 50:7).

Uno spirito di coraggio. La sua fede in Dio combinata alla sua ubbidienza gli davano il coraggio di prendere posizione per la causa di Dio anche quando altri sarebbero fuggiti. Fede ed ubbidienza nella Parola del Signore ci rende sicuri e determinati anche quando fossimo in pochi o persino da soli a sostenere la verità di Dio.

Eliseo, così, consapevole della vocazione che aveva ricevuto, sa che da solo non ce l’avrebbe mai fatta a sostenere le sfide di un tale ministero profetico, e chiede di poter ricevere tutte le risorse necessarie. Eliseo sarebbe stato il “portabandiera” di Dio nella sua generazione continuando l’opera di Elia.

Il carattere della sua richiesta

Eliseo si sente rispondere che aveva chiesto "una cosa difficile" (v. 10). In altre parole, andava oltre la competenza di Elia il concedere quello che Eliseo gli chiedeva. Solo Dio può fare sorgere profeti e dare loro una posizione di forza ed influenza. Superficialmente, la richiesta di Eliseo poteva apparire un poco egoista! Sembra che stia chiedendo un potere doppio ed una gloria doppia di quella di Elia! Eliseo sapeva che Israele aveva ancora bisogno che qualcuno comunicasse loro la volontà di Dio e che fosse realizzata l'opera di Dio. Egli sa pure che dev'essere lui quell'uomo, allora deve avere una forza eccezionale che sa non possedere. Le sfide che dovrà incontrare nella sua generazione saranno molto grandi,

Egli ha bisogno che la potenza di Dio operi in lui ed attraverso di lui, se deve portare avanti un tale ministero. Eliseo non chiedeva potere, ricchezza o posizioni sociali di rilievo. Chiedeva di essere lo strumento dello Spirito di Dio. Di fatto, essere un servitore di Dio, consacrato e deciso durante il regno di Omri e di Acab, voleva dire essere in costante pericolo di morte! Eliseo chiedeva la forza divina di realizzare la volontà di Dio! La sua richiesta non aveva a che fare con l’orgoglio, ma era una necessità!

Le condizioni della sua richiesta

Elia dice a Eliseo che rimarrà con lui fintanto che sarà sottratto a questo mondo, allora riceverà quello che chiede. L’idea qui è che questa benedizione sarà sua, ma Eliseo deve rimanere fedele fino alla fine. Sarebbe stato molto più facile se Eliseo si fosse fermato in una delle città che passavano, ma se lo avesse fatto, non avrebbe mai ricevuto la benedizione che desiderava e della quale aveva disperato bisogno! La dipendenza dalla Persona e dalle risorse dello Spirito Santo per poter svolgere alla meglio i compiti che Dio ci affida oggi, non è qualcosa di ovvio. Quanto spesso è vero che singoli cristiani e chiese oggi, per il loro servizio, si affidano alle proprie risorse e tecniche. È stato rilevato che senza il ministero dello Spirito Santo il 95% di ciò che la chiesa primitiva faceva sarebbe cessato. Se però lo Spirito di Dio ci fosse tolto, il 95% di ciò che le chiese fanno oggi continuerebbe immutato.

Oggi noi abbiamo più che mai bisogno della potenza dello Spirito Santo. Essa, però, non ha a che fare con ciò che pretendono di avere i cosiddetti pentecostali o carismatici ma è quella stretta comunione con Dio che ci permette di servirlo sotto la sua guida con forza e determinazione. Con essa non dobbiamo preoccuparci del numero delle persone che riusciamo a raggiungere con l'Evangelo né di "adattarlo" per renderlo "più accettabile". Con essa non dobbiamo diventare "esperti di dibattiti culturali" né lasciarci che il mondo ci imponga la sua agenda o, peggio, le sue idee. Dobbiamo semplicemente realizzare ciò che ci comanda l’Apostolo: “...siate ricolmi di Spirito, parlandovi con salmi, inni e cantici spirituali, cantando e salmeggiando con il vostro cuore al Signore; ringraziando continuamente per ogni cosa Dio Padre, nel nome del Signore nostro Gesù Cristo” (Efesini 5:18-20). Il riferimento che questo testo fa al canto della Parola di Dio indica la necessità di una “full immersion” in quella stessa Parola, tale da determinare ogni aspetto della nostra vita. Lo Spirito Santo, di fatto, è al servizio di Cristo, della Parola Dio: “Ma quando verrà lui, lo Spirito di verità, egli vi guiderà in ogni verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutte le cose che ha udito e vi annunzierà le cose a venire” (Giovanni 16:13). Solo sotto la guida dello Spirito che accompagna ed applica la Parola, potremo compiere alla meglio il servizio cristiano.

Questo tipo di benedizione e di forza non l’avrà mai chi non è disposto ad impegnarsi a consacrarsi in questo modo a Dio. È riservato a coloro che sono disposti a pagarne il prezzo di preghiera e santità di fronte al Signore. Se siamo disposti ad andare dovunque lo Spirito santo vorrà portarci, Egli benedirà la nostra vita con potenza e gloria. Faremmo bene a ricordare che tutti quei grandi uomini e donne di Dio del passato che tanto noi ammiriamo non sono più fra noi. Il loro mantello è stato passato a noi, ma non lo potremo portare degnamente senza “una doppia porzione” dello Spirito che li animava. Come potremmo senza di esso, infatti, affrontare le sfide del nostro tempo?

La ferma risoluzione di Eliseo

Dal tempo in cui era diventato chiaro che Elia dovesse partire, fino al momento in cui Elia viene portato in cielo ed Eliseo riceve la benedizione che ha richiesto, subentrano diverse prove che cercano di ostacolarlo. Eliseo, però, rimane determinato ad ottenere la sua “porzione doppia”.

L’opposizione non scuote la sua determinazione

Sempre di nuovo i discepoli dei profeti delle città che attraversano gli dicono: “Sai che il SIGNORE quest'oggi rapirà in alto il tuo signore?”. La domanda, in realtà, significa, “Perché stai lì ancora a seguire quel vecchio? Il Signore ha finito con lui e oggi lo chiamerà in cielo. Non sarebbe meglio che tu rimanessi con noi ed impostassi il tuo proprio ministero?”. Cercavano di distoglierlo dalla sua determinazione Chiunque abbia la determinazione di perseguire le benedizioni di Dio, è bene che stia all’occhio! Tutt’intorno troverà persone che faranno tutto quanto sta in loro potere per dissuaderlo. Può darsi che la cosa dia loro fastidio o si sentano offesi che vi sia qualcuno che sia andato più avanti di loro nelle cose del Signore, ma potete star certi che, se adate “troppo” nella direzione del Signore vi attaccheranno e vi faranno opposizione! L’impegno di tutto cuore di servire la causa del Signore è tale da rendere perplessi non pochi!

All’apostolo Paolo che presentava fedelmente l’Evangelo, dicono: “Paolo, tu vaneggi; la molta dottrina ti mette fuori di senno” (Atti 26:24). Le opportunità non scuotono la sua determinazione

Ogni volta che attraversavano una citta, era lo stesso Elia ad incoraggiare Eliseo a rimanerci. Da parte sua, questo non era un tentativo di impedire il progresso di Eliseo, ma era una prova della sua risoluzione. Naturalmente, ciascuno dei luoghi menzionati, era caro al cuore di un israelita e quella sarebbe stato un bel luogo per operarvi, soprattutto se presenti v’erano diversi discepoli dei profeti. Per eliseo quelle erano indubbiamente opportunità per sistemarsi!

Ghilgal era il luogo degli inizi, il luogo dove gli israeliti avevano celebrato la loro prima Pasqua nella terra promessa. Qui erano stati circoncisi i maschi nati durante le peregrinazioni nel deserto e lì era dove il Patto era stato rinnovato (Giosuè 5).

Betel era il luogo dei sogni, là dove Giacobbe aveva incontrato Dio e sognato di angeli che salivano e scendevano dal cielo (Genesi 28).

Gerico era il luogo delle passate vittorie. Era proprio lì che Israele aveva conseguito la sua prima vittoria militare nella terra promessa (Giosuè 6). Gerico era anche una città di confine. Andarvi oltre significava entrare in un territorio selvaggio e nuovo.

Il Giordano era, si potrebbe dire, un luogo di morte. Quel fiume rappresentava il confine della Terra Promessa. Attraversarlo era molto pericoloso e pochi avrebbero cercato di farlo.

Anche noi possiamo trovarci in posti simili nel nostro cammino con il Signore. Fin troppi credenti passano l’intera loro vita cristiana a Ghilgal. Non crescono e non lasciano mai la loro infanzia spirituale, i loro inizi. Alcuni riescono ad arrivare fino a Betel. Colgono la visione delle grandi opere di Dio, quelle che devono essere realizzate. Vedono il bisogno, ma non vanno mai oltre il semplice sognare su ciò che dovrebbero fare. Non fanno mai un passo in avanti affinché quei sogni e visioni diventino realtà. Altri ancora si aggrappano alla loro Gerico. Vivono delle vittorie del passato. Si ricordano quanto era avvenuto laggiù, dimenticando che lo stesso Dio che li aveva benedetti allora desidera ancora benedirli. Altri ancora arrivano al Giordano. Quella è la barriera fra una vita incentrata solo su sé stessi ed una vita guidata dallo Spirito di Dio. Pochi fanno il passo finale di fede per raggiungere la destinazione che Dio propone loro. Notate come fra tutti quei profeti solo Eliseo aveva avuto abbastanza fede da attraversare il fiume e andare con Elia, ed era Eliseo che aveva ricevuto la “doppia porzione”. Non dobbiamo permettere che le opportunità ci facciano accomodare lungo la via per ostacolare il nostro progresso. Per fede, però, procediamo con Dio e vediamo come Egli rimuove le barriere.

Gli ostacoli non scuotono la sua determinazione

Persino Elia sembrava essere un ostacolo al progresso di Eliseo. Dopo tutto, aveva cercato per tre volte di farlo stare indietro. Pure il Giordano si poneva come una barriera fra Eliseo ed il suo ricevere ciò che desiderava. Eppure, è andato avanti! Aveva fatto nel suo cuore la risoluzione di rimanere con Elia fino all’ultimo istante. Egli non voleva perdere la benedizione. Anche il Giordano non era stato un ostacolo insormontabile per la fede di quest’uomo. Dopo tutto, se Elia avrebbe attraversato il Giordano, anche Eliseo poteva farlo. Qualunque mezzo il suo maestro avesse usato sarebbe stato il mezzo mediante il quale anche lui avrebbe attraversato la corrente.

Quando siamo risoluti ad andare con Dio, dobbiamo essere consapevoli degli ostacoli che si frapporrano al nostro cammino. Dobbiamo rammentarci che è stato Dio stesso a volerceli mettere. “Or sappiamo che tutte le cose cooperano al bene di quelli che amano Dio, i quali sono chiamati secondo il suo disegno” (Romani 8:28). Questi ostacoli metteranno alla prova la nostra risoluzione, ma sono responsabilità di Dio! Quando Elia ed Eliseo arrivano alle sponde del Giordano, la fede di Elia percuote le acque ed esse si separono lasciandoli passare. Elia è partecipe di un miracolo perché non si era tratto indietro di fronte agli ostacoli. Se Dio ha posto in noi la risoluzione di andare con Lui, allora nulla di meno che la morte potrebbe impedirci di farlo. Se ci ha chiamato a percorrere un particolare sentiero, allora sarà Sua responsabilità eliminarne gli ostacoli.

Eliseo è testimone di un avvenimento sovrannaturale

Eliseo è testimone di un avvenimento sovrannaturale proprio perché nulla lo avrebbe fatto deviare da ciò che si prefiggeva. Proprio perché rimane con Elia fino alla fine, Eliseo assiste alla traslazione dell’uomo di Dio, vivente, in cielo. Non sappiamo spiegare come sia potuto succedere: si tratta di avvenimenti di cui non abbiamo esperienza e sarebbe quindi vano sondarli, se non cercando di comprenderne il messaggio nell’ambito della rivelazione biblica.

Eliseo indossa il mantello di Elia. Proprio perché era stato con l’uomo di Dio fino alla fine che gli viene dato il mantello di Elia. Questo indumento era segno tangibile che il ministero di Elia era stato trasmesso ad Eliseo. In altre parole, è proprio perché Eliseo rifiuta di essere distratto, distolto, dal suo cammino, Eliseo riceve esattamente ciò che aveva chiesto. Eredita il ministero del suo maestro. Coloro che pagano il prezzo di stare con il Signore e vanno con Lui atraverso ogni sorte di difficoltà ed ostacoli, lo vedranno compiere l’inesplicabile! Coloro che scelgono le strade più facili non arriveranno mai a vedere il meglio di Dio! Coloro che, però, sono disposti a camminare con Lui un miglio in più giungono a vedere lo straordinario!

Se vogliamo vedere la gloria e la potenza di Dio manifestarsi di fronte ai nostri stessi occhi, non dobbiamo mollare neanche un momento. Stiamo con Dio e resistiamo: a suo tempo Egli si muoverà con gloria e potenza.

Eliseo cammina con il mantello di Elia. Quando Eliseo ritorna alle rive del Giordano, Egli sa che il mantello e il ministero di Elia sono stati passati a lui. Ora Egli, con fede, invoca lo stesso Dio che aveva operato attraverso Elia per operare ora attraverso di lui. Egli invoca il Dio che risponde con il fuoco; che si ferma ed inizia a piovere; che nutre i Suoi servitori con l’ausilio di corvi; che moltiplica la farina e l’olio; che fa risorgere i morti; che è tanto forte da scuotere le montagne con il vento e squarciandole con il terremoto; che parla ai Suoi figli con voce sommessa! Quello è il Dio che Eliseo invoca e riceve la risposta che cercava. Così, proprio come avevano fatto con Elia, le acque fangose ed irruenti del Giordano tornano ad aprirsi per Eliseo. Egli aveva ottenuto una doppia porzione!

Una lezione importante

Il Dio di Elia è ancora presente ed operante. Difatti: “Gesù Cristo è lo stesso ieri, oggi e in eterno” (Ebrei 13:8). Egli ancora si muove per operare nel mondo la Sua volontà. Egli ancora nutre i Suoi figli, smuove le loro montagne, risponde con il fuoco ed opera le meraviglie che il cuore nemmeno può immaginare. Egli è ancora lo stesso Dio che è sempre stato, e ancora Egli ha ogni potere in cielo e sulla terra (Matteo 28:18; Luca 1:38; Giobbe 42:2; Isaia 40:12).

Il problema non sta con Dio. Il problema dei cristiani moderni è che non abbiamo degli Eliseo! Dio ancora cerca persone che siano disposte ad indossare quel mantello, che amano Dio, vogliono servirlo, e con efficacia, credendo che davvero Egli sia “il Dio dell’impossibile”. Vogliamo una doppia porzione di ciò che ci serve per servirlo con efficacia nella nostra generazione? Vogliamo essere nella condizione in cui il Dio del cielo faccia un uso potente di noi Suoi servitori per la Sua gloria in questo mondo? Tutto ciò di cui abbiamo bisogno è di camminare con perseveranza con il Signore servendolo nonostante tutto! Quando ci troviamo nel luogo dove tutto ciò che vogliamo è Dio, troveremo che Dio è tutto ciò di cui abbiamo bisogno.

È interessante guardare a quei discepoli dei profeti. Essi vedono Eliseo che divide il Giordano proprio come aveva fatto Elia e si rendono conto che il mantello era passato ad Eliseo. Essi pure si rendono conto che Elia era stato portato via da loro, eppure sono determinati ad andarlo a cercare. Questi giovani pensavano che per proseguire sul loro cammino avessero bisogno di Elia. Forse volevano solo trovare il corpo di Elisa per seppellirlo. In ogni modo, Eliseo aveva incontrato il Dio di Elia e quando hai il Dio di Elia, non avete più bisogno di Elia! Dobbiamo impare le lezioni dei grandi uomini e donne di Dio del passato ed esserne riconoscenti, ma possiamo fare nella nostra generazione ancora meglio di loro, con le risorse che Dio continua a mettere a nostra disposizione. In che modo Eliseo aveva ricevuto la sua doppia porzione? Egli l’aveva richiesta. Si impegna totalmente per riceverla e la riceve. Abbiamo noi lo stesso atteggiamento da volerla con tutto noi stessi?

Esaminiamo oggi dove ci troviamo nel nostro cammino di cristiani che amano Dio e vogliono seguirlo con efficacia nella nostra generazione. Il nostro primo ed unico desiderio è forse quello di servire Lui e la Sua causa costi quel che costi? Cerchiamo noi quella “doppia porzione”? Aneliamo a che Dio si muova con grande potenza? Se è così dobbiamo concentrarci su questi obiettivi. A Suo tempo Egli si muoverà con potenza. Se però dobbiamo ammettere che tutto meno che Dio e la Sua causa susciti il nostro interesse, che altro dobbiamo attenderci se non sconfitte? Dobbiamo certo ammette di “non essere all’altezza” dei compiti che ci sono affidati, ma, dopo averlo ammesso non è che ci fermiamo e rinunciamo all’opera. Gli chiediamo quelle risorse che ci pernettano di farlo!

Egli ci richiama attraverso questo racconto a perseguire quella “doppia porzione” di cui abbiamo bisogno nella nostra vita, nella nostra famiglia e per la chiesa.

Paolo Castellina, 12/2/2015 (rielaborazione di “Obtaining the Double Portion”, in “The Sermon Notebook: http://www.sermonnotebook.org/old%20testament/2%20Kings%202_1-15.htm).

Nota

  • [1] “ungerai pure Ieu, figlio di Nimsci, come re d'Israele, e ungerai Eliseo, figlio di Safat da Abel-Meola, come profeta, al tuo posto”.