Studi biblici/Giovanni 1:17

Da Tempo di Riforma.

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La fonte di ogni grazia

Sintesi. Le testimonianze di coloro che, in ogni tempo e paese, incontrano Gesù di Nazareth, il Salvatore, così com’è annunciato dalle Sacre Scritture, è unanime: “Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto grazia su grazia". Quel che Dio opera in loro attraverso di Lui è molto diverso da quello che può dare una qualsiasi religione, fatta di solito di impotente moralismo, “Poiché la legge è stata data per mezzo di Mosè; la grazia e la verità sono venute per mezzo di Gesù Cristo”. Nella riflessione biblica di questa settimana esamineremo proprio questa testimonianza, tratta da Giovanni 1:10-18 ed è nostra preghiera e speranza che possa incoraggiare molti ad essere in condizione di rendere loro stessi tale testimonianza.

All’insegna della grazia

Un avvocato ed oratore americano del secolo scorso, Robert Ingersoll, era diventato famoso per le conferenze che teneva dappertutto contro la fede in Dio e contro il cristianesimo in particolare. Una sera, dopo aver fatto un infiammato discorso contro la fede personale in un Salvatore, fa un gesto teatrale. Tira fuori il suo orologio da tasca e disse: "Adesso darò a Dio l’opportunità di provare che esiste ed onnipotente. Lo sfido a fulminarmi ed ad uccidermi proprio qui ed entro cinque minuti!". Cala un grande silenzio, e la gente comincia a sentirsi imbarazzata. Alcuni lasciano la sala, incapaci a resistere alla tensione che si era creata. Una donna persino sviene. Alla fine dei cinque minuti, l’ateo, baldanzoso e con aria derisoria dice: "Visto? Dio non esiste! Sono ancora vivo e vegeto!". Alla fine della conferenza un giovane disse ad una donna credente li presente: "Certamente quell’Ingersoll questa sera ha provato qualcosa!". La risposta della donna, per, fu memorabile. "Si, vero", disse, "ha dimostrato che anche il peccatore pi sprezzante non può esaurire la pazienza di Dio in cinque minuti!". Un uomo li presente poi aggiunge: "Questa sera mentre stavo venendo qui due giovinastri mi si sono parati davanti, prendendosi gioco di me e sfidandomi a colpirli con i pugni. Certo avrei potuto farlo, ma io non certo rispondo per le rime a tutti quelli che mi provocano. Io credo che, allo stesso modo, il Signore non fulmina a morte tutti coloro che Lo sfidano. Dovremmo essere riconoscenti che oggi ancora Egli ancora voglia usarci grazia e manifestarci la Sua pazienza nonostante tutto, invece che la Sua ira".


Si, la grazia di Dio come Egli ce la manifesta nella persona del Salvatore Gesù Cristo è qualcosa che dovremmo cercare di ben comprendere.


Il testo biblico previsto per oggi proviene dall’Evangelo secondo Giovanni, al primo capitolo, ed inizia con un’ulteriore testimonianza di Giovanni Battista al riguardo del Salvatore Gesù Cristo. Eccolo:


Egli era nel mondo, e il mondo fu fatto per mezzo di lui, ma il mondo non l'ha conosciuto. È venuto in casa sua e i suoi non l'hanno ricevuto; ma a tutti quelli che l'hanno ricevuto egli ha dato il diritto di diventare figli di Dio, a quelli cioè che credono nel suo nome, i quali non sono nati da sangue, né da volontà di carne, né da volontà d'uomo, ma sono nati da Dio. E la Parola è diventata carne e ha abitato per un tempo fra di noi, piena di grazia e di verità; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come di unigenito dal Padre. Giovanni gli ha reso testimonianza, esclamando: «Era di lui che io dicevo: "Colui che viene dopo di me mi ha preceduto, perché era prima di me. Infatti, dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto grazia su grazia"». Poiché la legge è stata data per mezzo di Mosè; la grazia e la verità sono venute per mezzo di Gesù Cristo. Nessuno ha mai visto Dio; l'unigenito Dio, che è nel seno del Padre, è quello che l'ha fatto conoscere” (Giovanni 1:10-18).


Oggi focalizzeremo la nostra attenzione su quegli aspetti della gloria di Cristo che ci vengono proclamati e testimoniati dall’Evangelista Giovanni nei versetti che dicono: "...dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto grazia su grazia"». Poiché la legge è stata data per mezzo di Mosè; la grazia e la verità sono venute per mezzo di Gesù Cristo.

"...dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto”

L’evangelista Giovanni, sia a livello personale che come portavoce di tutti i discepoli di Gesù del suo tempo, testimonia di avere ricevuto dalla "pienezza" di Cristo. In altra occasione egli dirà come il suo fecondo incontro con Cristo gli avesse dato una gioia incontenibile che pure desiderava condividere con altri (1 Giovanni 1:4).


Che cos'è e in che cosa consiste la "pienezza di Cristo" di cui egli qui parla?


In Colossesi 2:9 l’apostolo Paolo scrive: "in Lui (Cristo) abita corporalmente tutta la pienezza della deità".


1. Risorse illimitate. Il Salvatore Gesù Cristo non un uomo dalle risorse e capacita limitate. In Lui si manifesta Dio nella Sua ricca e generosa disponibilità di grazia. Da un essere umano, per quanto eccellente possa essere, sappiamo di poter ricevere solo un aiuto limitato. Cristo per ha dimostrato di saper rispondere ad ogni bisogno di fondo dell’essere umano. E’ stato scritto: "Cristo sapienza per la tua ignoranza, forza per la tua debolezza, giustizia per la tua colpevolezza, santificazione per la tua corruzione, redenzione dalla schivati della tua apostasia" (R. Fuller).


Nell’ambito del cristianesimo tradizionale, per rispondere ai loro bisogni, vi sono coloro che fanno appello a santi e madonne. Nell’atmosfera relativista contemporanea molti dicono: “Se trovano soddisfazione in quelle cose, perché condannarli? Basta avere fede in qualcosa: chi in quelle figure, chi negli oroscopi, chi nei maghi, chi in Buddah, chi in Cristo…”. Questo, però, è un modo di pensare irrazionale ed agnostico, che, di fatto, non crede che vi sia nulla “la fuori”, ma che queste “fedi” siano solo un prodotto della nostra mente “per farci star bene”. Non importebbe quindi in che cosa si crede, ma solo l’effetto dello “star bene”, non importa quale ne sia la fonte. Un tale indifferentismo, però, non solo è irrazionale, ma anche pericolosamente privo di discernimento. La verità oggettiva esiste, ed esistono anche gli inganni e le illusioni, così come tutto ciò non sarà privo di conseguenze.


Chi ha sete non ingurgita qualsiasi liquido trovi a tiro. Potrà forse avere a disposizione solo acqua sporca, ma se può avere acqua pura certo non la disdegnerà, anzi la sceglierà. Potrà avere una conoscenza limitata ed ingannevole, ma quando lo si informa debitamente per lui non tutto “farà brodo”. In Cristo abbiamo la pienezza delle risorse e della disponibilità di Dio. Di chi altri potremmo aver bisogno, se abbiamo Cristo? Nei vangeli troviamo chi, scandalizzato dalle Sue parole, abbandona Cristo. Alla domanda di Gesù rivolta ai dodici: "Volete andarvene anche voi?" Pietro risponde: "Signore, da chi ce ne andremo? Tu hai parole di vita eterna" (Giovanni 6:68).


2. Non a pochi. Questa disponibilità di risorse Egli la manifesta, poi, non ad un’élite di persone super-spirituali o iniziati alle tecniche della mistica, ma a tutti coloro che con fiducia si affidano a Lui. Qualcuno potrebbe dire: "Io non sono una persona religiosa, non capisco queste cose". Un altro: "Nella mia vita io le ho combinate troppo grosse: certo quel Gesù non vorrebbe aver a che fare con me". Un altro: "Io non me ne intendo di spiritualità: queste cose non fanno per me". Credi di essere troppo un peccatore per poter sperare di ricevere alcunché da Gesù? Ma Gesù venuto proprio a cercare persone come te, per liberarti dalla tua miseria. Credi di essere troppo materialista per comprendere la spiritualità? Ma Gesù venuto proprio per persone come te, affinché siano liberate dalle catene del loro materialismo.

Non c'è nulla al mondo che ti potrebbe impedire di ricevere le benedizioni di Cristo se non il tuo ostinato e stupido orgoglio di non volere ammettere di aver bisogno di Lui, la tua ostinata e stupida volontà di auto-sufficienza. Cristo pienamente sufficiente e disponibile per venire incontro a tutti i tuoi bisogni profondi, chiunque tu sia.


3. Testimonianze vive. E’ l’esperienza viva di cui testimoniano uomini e donne nel corso della storia che, guardando indietro nella loro esperienza di fede riconoscono come abbiano, sia pure immeritatamente, ricevuto dall’abbondanza della grazia di Dio.


John Bunyan, nel ‘600, aveva passato gran parte della sua vita in carcere in Inghilterra a causa dell’Evangelo in cui credeva e si ostinava a predicare. In carcere per poté scrivere meravigliosi classici di spiritualità riformata che hanno contribuito per secoli a formare credenti in tutto il mondo. Nell’introduzione alla sua autobiografia spirituale dal titolo: "Grazia che abbonda al maggior peccatore", che porta per sottotitolo: "Una breve relazione della copiosa misericordia di Dio in Cristo verso il suo povero servo John Bunyan", egli scrive:


"In questo mio discorso, voi potete scorgere molto; molto, voglio dire, della grazia di Dio nei miei confronti; io ringrazio Dio perché la posso considerare abbondante, perché passata sopra i miei peccati, e anche alle tentazioni di Satana. Ricordo le paure, i dubbi, e i mesi tristi, con conforto... Oh il ricordo dei miei gravi peccati, delle mie grandi tentazioni, e dei miei grandi timori di perire per sempre! Essi rinfrescano nella mia mente il ricordo del grande aiuto, del grande sostegno che ho avuto dal Cielo, e della grande grazia che Dio ha esteso a un miserabile come me".


Come dice il nostro testo biblico, si tratta davvero dell’esperienza di ricevere con abbondanza:

II. "grazia su grazia"

Dalla "pienezza di Cristo" l’evangelista Giovanni dichiara di aver ricevuto "grazia su grazia" . Di che cosa si tratta e in che modo essa per lui si accumula e moltiplica?


La parola "grazia" un termine legale, e significa "condono della pena". Ecco un uomo, giustamente condannato alla pena capitale a causa del suo crimine, il quale riceve un giorno la notizia che il capo dello stato, nella sua magnanimità, gli ha concesso una grazia del tutto immeritata. Quell’uomo stato "graziato". Immaginate per quest’uomo che non solo abbia ricevuto la grazia di uscire di prigione libero, ma, fuori dalla porta del carcere veda una limousine che viene ad accoglierlo e l’autista lo porti in un magnifico residence, dove potrà vivere senza che gli manchi nulla. E’ troppo davvero..., direste voi, impossibile. Eppure quest’uomo possiamo dire di aver ricevuto "grazia sopra grazia".


E’ esattamente ci che accade alla persona che si affida al Salvatore Gesù Cristo.


Grazia un concetto centrale ed imprescindibile per la fede cristiana: la grazia ci che può rendere santo un abietto peccatore. Un cristiano ha detto: "Io non sono quello che potrei essere, io non sono quello che dovrei essere, io non sono quello che vorrei essere, io non sono quello che spero di essere; ma io ringrazio Dio che non sono più quello che ero, e così posso dire con il grande apostolo: Per la grazia di Dio io sono quello che sono" (J. Newton).


Grazia implica che davanti a Dio noi tutti siamo peccatori condannati irreparabilmente perché trasgrediamo giorno per giorno le leggi oggettive che Dio ha stabilito per l’essere umano. Siamo trasgressori e ribelli a Dio. Meritiamo solo il peggio. Eppure, nella Sua misericordia, Iddio ci offre in Cristo una via d’uscita. Egli paga per noi, e noi possiamo uscire liberi dal carcere perché il debito stato pagato da Cristo. Basta fare appello al Suo dono.


Subito dopo per scopriamo che la sua generosità non finisce nemmeno ancora qui. Scopriamo che Cristo stato costituito pure fonte di ulteriori doni per tutti i Suoi discepoli, i quali, per fede, partecipano alle Sue virtù. Noi siamo stati ricevuti nella grazia di Dio per la grazia e l’amore di Dio Padre verso Cristo, nostro Mediatore, e come tali diventiamo "eredi di ogni cosa".


Ai cristiani di Roma, preoccupati per le difficoltà che avrebbero incontrato a causa della loro fede, egli scrive: "Certamente colui che non ha risparmiato il suo proprio Figlio, ma lo ha dato per tutti noi, come non ci donerà anche tutte le cose con lui?" (Romani 8:32). Scrivendo ai cristiani di Efeso Paolo prega Dio che Egli dia loro: "secondo le ricchezze della sua gloria, di essere fortificati con potenza... di conoscere l’amore di Cristo che sopravanza ogni conoscenza... per essere ripieni di tutta la pienezza di Dio", e conclude: "Ora a colui che può... fare smisuratamente al di l di quanto chiediamo o pensiamo... a Lui sia la gloria... per tutte le generazioni" (Efesini 3:14-21).


Come Capo della Sua chiesa, Cristo continua a distribuire a ciascuno dei suoi membri una porzione dei Suoi doni: non vorremmo noi metterci nella condizione di riceverli?

III. "grazia e verità

L’evangelista Giovanni afferma che Dio un Dio che dona generosamente grazia su grazia. Al versetto 17 il nostro testo poi afferma: "Poiché la legge è stata data per mezzo di Mosè; la grazia e la verità sono venute per mezzo di Gesù Cristo”. Esso mette in evidenza come la legge sia stata un dono che Dio ha fatto all'umanità tramite Mosè, ma che in un certo senso la grazia sia un dono ancora maggiore della legge.


1. La legge come dono. Si, un grande e prezioso dono che Egli ha fatto all'umanità, e di cui il popolo di Israele fiero possessore e divulgatore, quello della Legge di Dio data tramite Mosè.

Anche la legge un dono della grazia. Essa stata ispirata a Mosè dalla stessa Parola che si fatta uomo in Cristo. Essa ci mostra quanto possa essere meravigliosa ed armoniosa la vita a cui Dio ci chiama; essa ci fa ritirare con orrore da ci che meschino, sporco ed ingiusto.


Senza la legge saremmo rimasti solo delle bestie dei campi che mai sollevano la loro testa, soddisfatte del loro foraggio e della loro bestialità. Nella Sua legge Iddio ci ha dato delle stelle secondo le quali orientare la nostra vita, la legge ci risveglia ad aspirare a qualcosa di più grande e migliore di ci che siamo, ci ha fatto vedere le infinite possibilità alle quali potremmo giungere. D’altro canto la perfetta legge di Dio ci spaventa perché ci fa vedere la miseria nella quale siamo, ed fonte di frustrazione quando scopriamo di non riuscire a raggiungere quelle vette. Saremmo così portati o ad essere ipocriti, falsamente ligi alla moralità che essa impone o a giustificare un livello pi basso di ci che la legge ci indica.


Da Dio abbiamo per ricevuto in Cristo un dono migliore.


2. La grazia, dono maggiore. Quali sono i limiti della legge e il maggior valore della grazia, che pure non la soprassiede. Un’illustrazione potrebbe aiutarci a comprendere.

La legge potrebbe essere assomigliata al piccolo specchietto che il dentista usa infilandolo nella bocca del paziente. Con il suo specchietto il dentista può scoprire se vi sono cavità o carie nei denti, ma certo non lo usa per trapanare o per estrarre il dente. Lo specchietto può mostrargli dove siano le cavità o la carie, ma non fornire la soluzione del problema.


La legge potrebbe essere assomigliata alla lampadina tascabile che usiamo quando in casa nostra si spenta la luce perché una valvola si bruciata. Con la lampadina tascabile ci facciamo strada nel buio fino alla cantina o al solaio dove si trova il quadro elettrico. Con essa cerchiamo quale sia la valvola bruciata, ma non mettiamo la lampadina tascabile al posto della valvola. Per ristabilire la corrente, mettiamo una valvola nuova.


La legge potrebbe anche essere assomigliata al piombino del muratore del quale si serve per vedere se un muro diritto. Se riscontra che il muro non diritto abbastanza, non sr il piombino che potrà risolvergli il problema, ma gli attrezzi adatti…


La legge ci mostra dove stia il problema, ma non ci dà la forza o la capacita per essere ci che Dio si aspetta da noi. Solo la grazia di Dio in Cristo può rigenerare la nostra impotenza, renderci disponibili quelle risorse spirituali che sole possono farci essere ci che dovremmo.


Predicare la legge, senza Cristo, vuol dire parlare al vento, descrivere grandi ideali che nessuno avrà veramente la forza di realizzare, come tanti discorsi che oggi si sentono dai pulpiti della politica, delle religioni e delle chiese corrotte.


3. La verità. L’ultimo punto del nostro testo che la verità venuta attraverso Cristo. Che significa? Forse che prima di Cristo non ci fosse verità? Certo no. Dio ha lasciato e lascia dovunque tracce della verità, tanto che nessuno può scusarsi e dire di non aver mai udito la verità se non ha mai udito di Cristo.


Il nostro testo intende dire che Cristo finalmente ha portato una religione di verità, di realtà, non di apparenza e di ipocrisia. Si tratta di una religione veramente efficace e rilevante: non di una teoria o di una pia speranza, ma qualcosa che incide profondamente sulla realtà, e si provata tale. Provata col fuoco e nei modi pi drastici, come pure nei casi pi impossibili, essa ha funzionato.


Non abbiamo qui un mondo di ombre e di simboli, belli ma privi di sostanza: ecco un mondo di solidi fatti sui quali si possono poggiare i piedi con sicurezza e sapere che nulla riuscii a scalzarli. L’apostolo Paolo scrive con fierezza: "Infatti io non mi vergogno dell’Evangelo di Cristo, perché esso la potenza di Dio per la salvezza di chiunque crede" (Romani 1:16).


Ecco un Signore, Gesù Cristo, che salva, che salva di fatto, nel modo più completo ed oggettivo. Il cristianesimo biblico la dottrina che il Dio infinito e personale la realtà ultima, e che una persona può accostarsi apertamente al Dio santo sulla base dell’opera storica ed oggettiva compiuta da Cristo Gesù e su quella soltanto.

Conclusione

In Cristo la religione assume una nuova atmosfera, unica nel suo genere. La salvezza non è più qualcosa che “si guadagna” come tutte le religioni affermano, ma qualcosa che viene dato.


Nel Nuovo Testamento la grazia sta al centro di ogni cosa; e questo vuol dire che viene concessa senza che noi la dobbiamo pagare. Essa deve essere accolta con fiducia e portata a casa. Essa per coloro che non la meritano, e che sanno di non meritarla. Si tratta per di qualcosa di estremamente produttivo e carico di conseguenze.


Qualcuno ha detto: *Se vuoi che un uomo sia grande, agisci verso di lui come se fosse grande, e lui si eleverà verso di esso".


"...dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto grazia su grazia"». Poiché la legge è stata data per mezzo di Mosè; la grazia e la verità sono venute per mezzo di Gesù Cristo


(Paolo Castellina, 30 dicembre 2014, rielaborazione della predicazione dell’11 febbraio 1998).