Salmi/Come vuole il Signore/008

Da Tempo di Riforma.

5. Una maggiore libertà?

Altri sostengono che oggi noi viviamo nell'epoca dell'Evangelo, la quale gode di maggiore luce e libertà, freschezza e pienezza, rispetto al tempo della Legge e dell'antichità. Si sostiene che le leggi rigorose che regolavano il culto di Yahweh nell'economia mosaica siano state rilassate nel Nuovo Testamento. E' vero?

(1) Che cosa s'intende, però, per "libertà dell'Evangelo"? E' libertà di formarci le nostre credenze dottrinali, regole di vita ed osservanze religiose, indipendentemente dalla Parola e dall'autorità di Cristo? Era schiavitù l'essere soggetti ai comandamenti di Dio? Libertà sotto l'Evangelo non significa licenza di adottare forme e modi di culto che Dio non ha stabilito. Libertà e legge non sono incompatibili. Non vi può essere vera libertà senza la legge. Non è lontano dalla bestemmia asserire che sia schiavitù l'essere soggetti alle forme di culto prescritte da Dio. La libertà della quale godiamo sotto l'Evangelo, non risiede "nell'abrogazione del principio fondamentale che Dio debba essere adorato secondo le Sue stesse prescrizioni, ma nell'abolizione di molte forme ingombranti, minuti regolamenti e prescrizioni che formavano gran parte delle cerimonie legali". La libertà cristiana non è libertà di fare ciò che meglio ci aggrada, ma la libertà regolata di ubbidire a Dio. Il rituale del Nuovo Testamento, sebbene più semplice, non è meno vincolante di quello dell'Antico.

(2) Il Signore Gesù, inoltre, prima della Sua ascensione in gloria, nel grande Suo mandato che impone l'evangelizzazione del mondo, ci impone anche questi solenni obblighi: "Andate dunque, e fate discepoli di tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro di osservare tutte le cose che io vi ho comandato" (Mt. 28:19,20). Questo implica: (1) che gli apostoli, nella loro comunicazione orale e nei loro scritti ispirati, dovevano insegnare tutto ciò che Cristo aveva comandato; (2) che essi dovevano insegnare null'altro da ciò che Cristo aveva loro insegnato; (3) la Chiesa che sarebbe stata da loro organizzata doveva ubbidire al loro insegnamento, originato e rafforzato dall'autorità di Cristo, e non doveva introdurre nella sua dottrina, politica e culto, null'altro di ciò che era stato espresso od implicato dal comando di Cristo come riflesso dall'insegnamento ed esempio apostolico. Questo non lasciò alla Chiesa discrezione alcuna al riguardo di questi elementi di dottrina, governo e culto. La Chiesa è legata in modo assoluto dal comando di Cristo, enunciato originalmente dalle labbra degli apostoli, ed ora permanentemente registrate nella Sua Parola ispirata. Essa è obbligata a fare tutto ciò che Cristo ha comandato; le è proibito di fare ciò che Cristo non ha comandato. Non può inventare alcuna nuova dottrina, istituire nessuna nuova forma di governo, e decretare alcun nuovo rito o cerimonia, alcun nuovo modo di culto.