Salmi/Come vuole il Signore/004: differenze tra le versioni

Da Tempo di Riforma.
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OBIEZIONI ALL'ESCLUSIVO USO DEI SALMI NEL CULTO

Le obiezioni contro il canto dei Salmi possono prendere le mosse da ciò che Isaac Watts, famoso scrittore di inno cristiani, contestava ai Salmi.

Scrive David Fountain in "Evangelical Times" (marzo 1998): "Egli sosteneva che gli onorati Salmi metrici del passato non fossero strette traduzioni della Parola di Dio, ma che incorporassero le addizioni e le invenzioni degli uomini. Egli sosteneva che quando leggiamo la Bibbia, noi dobbiamo senza dubbio attenerci all'originale, ma che nostra debba essere la risposta. Se ci viene consentito di predicare e di pregare con le nostre proprie parole, allora, diceva, perché non possiamo cantare con le nostre proprie parole, perché non c'è alcuna differenza essenziale fra preghiera e lode? Inoltre non ci viene forse comandato di cantare "nel nome del nostro Signore Gesù Cristo" (Ef. 5:19,20)? Egli credeva che i Salmi fossero modelli di culto, non testi dei quali essere schiavi. Si riferiva al loro uso nel Nuovo Testamento, incluso Luca 19:38, dove i discepoli citano il Salmo 118, ma nella loro lode aggiungono: 'pace in cielo e gloria nei luoghi altissimi'. Egli pensava fosse improbabile che tutti i Salmi di Davide fossero originalmente cantati nel culto dell'Antico Testamento. Soprattutto Watts voleva esprimere le parole di Davide nella lingua del cristiano: 'Dove il Salmista usa invettive contro i suoi personali nemici, mi sono sforzato di rivolgerle contro i nostri avversari spirituali. Dove l'originale segue la forma di profezie riguardanti Cristo e la Sua salvezza… non c'è bisogno che noi le si debba sempre cantare nello stile dubbioso e oscuro della predizione, quando le cose predette sono portate alla luce attraverso un pieno compimento. Dove il Salmista parla di sacrifici di capre e di tori, io scelgo invece di menzionare il sacrificio di Cristo, l'agnello di Dio. Quando egli guarda all'arca e grida a Sion, io canto dell'ascensione del mio Salvatore in cielo o la Sua presenta nella Sua Chiesa sulla terra'".

1. Non esprimono la realtà del Nuovo Testamento

C'è chi dice appunto che il Salterio sia inadeguato ad esprimere la verità del Nuovo Testamento in tutta la sua ricchezza, perché l'Antico Testamento la rivelava in tipi e ombre. Abbiamo bisogno, dicono, di canti per Natale, Pasqua, Pentecoste, l'Ascensione… Forse però che la concezione di Dio presente nell'Antico Testamento è diversa da quella del Nuovo? Questa è appunto la posizione assunta dallo scrittore di inni Isaac Watts, che scrisse i famosi inni "Joy to the World" e "When I Survey the Wondrous Cross". La sua concezione del Dio dell'Antico Testamento dovrebbe metterci in guardia. Parlando dei Salmi, egli scrive:

Alcuni di questi Salmi sono quasi l'opposto dello Spirito dell'Evangelo. Vi sono migliaia di linee nel libro dei Salmi che non sono state scritte per la Chiesa dei giorni nostri e che non possiamo assumerle. Io mi rallegrerei se Davide si convertisse e diventasse cristiano. Vi sono molte centinaia di versetti nel libro dei Salmi che un cristiano non potrebbe mai usare per il canto. I Salmi 13, 16, 36, 68, e 109 sono così pieni di maledizioni che difficilmente potrebbero essere appropriate per un seguace di Gesù benedetto". (The Psalms In Worship, p.472, indice p.570.)

No, i Salmi ci rivelano il Dio vero e vivente, certamente nella Sua ardente ira contro gli operatori di iniquità, eppure anche nella Sua grazia e misericordia come il Dio della nostra salvezza.

Il problema non è che il Salterio sia inadeguato, ma che non ci prendiamo il tempo per comprendere ciò di cui parla il Salterio che Dio ci ha donato. l fatto che i Salmi siano una biografia spirituale cancella l'obiezione. Sebbene riflettano in una certa misura la dispensazione di tipi ed ombre, questo non significa che i Salmi non siano adeguati per esprimere la verità del Nuovo Testamento. Di fatto i Salmi sono meno simili all'Antico Testamento degli altri scritti, con la possibile eccezione di Isaia 53. Dove un particolare versetto rende una verità oscura o obsoleta, o inadeguata, o incompleta perché non è scritta nel contesto della rivelazione del Nuovo Testamento? I Salmi parlano di sacrifici? Lo stesso fa Ro. 12:1,2. I Salmi mancherebbero della piena espressione della verità della risurrezione? Davvero? I Salmi parlano della risurrezione di Cristo non solo come fatto storico, ma parlano del Cristo vivente allorché ne facciamo esperienza nella nostra vita di risurrezione. Il Salmo 16 e 17 non lo fanno? Pietro li usa per esprimere ciò che avvenne nel giardino di Giuseppe. Inoltre l'intera vita cristiana vi è presente: la nascita del credente nella provvidenza di Dio, la sua salvezza in Cristo, il suo cammino nella creazione di Dio, la sua lotta contro il peccato, il suo bisogno costante di grazia, il suo anelito a godere del riposo che solo Dio gli può dare, le sue paure e terrori, lotte ed afflizioni, gioie e speranze in rapporto all'intero complesso dell'esistenza umana, Dio e Cristo. I Salmi sono il compagno di viaggio nel suo pellegrinaggio, il suo conforto ed ispirazione, il suo libro di canto per parlare a Dio, al mondo accanto a lui, alla comunità dei redenti.