Ginevra/ginevra04

Da Tempo di Riforma.

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IV. L'uomo nella sua natura

Noi riconosciamo che l'essere umano, per sua stessa natura, è [spiritualmente] cieco, dall'intelligenza ottenebrata e pieno di corruzione e perversità di cuore. Di per sé stesso egli non è in grado di comprendere la vera conoscenza di Dio che gli sarebbe propria, né di applicarsi ad opere buone. Al contrario, se Dio lo abbandonasse affinché facesse ciò che gli detta la sua natura [ciò che è per natura] egli è solo in grado di vivere nell'ignoranza e ad abbandonarsi ad ogni iniquità. E' per questo che egli ha bisogno di essere illuminato da Dio per poter giungere alla retta conoscenza della sua salvezza per vedersi così ridirette e riformste le sue affezioni per l'ubbidienza alla giustizia di Dio.


Nous recongnoissons lhomme en sa nature estre du tout aveugle en tenebres dentendement, et plain de corruption et perversite de cueur, tellement que de soymesmes il na aucune puissance de povoir comprendre la vraye congnoissance de Dieu, comme il appartient, ne de sadonner a bien faire. Mais au contraire, sil est delaisse de Dieu en sa propre nature, il ne peult synon demourer en ignorance et estre abandonne a toute iniquite. Par quoy il a besoing destre illumine de Dieu pour venir a la droicte congnoissance de son slut, et aussi destre en son affection redresse et reforme a lobeyssance de la iustice de Dieu.