Culto/liturgia1550/Preghiera in caso di avversita: differenze tra le versioni

Da Tempo di Riforma.
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Versione delle 16:39, 29 dic 2013

Preghiera in caso di avversità

Perciocché la Scrittura ci insegna che le pestilenze, le guerre ed altre simili avversità, sono visitazioni di Dio, con le quali Egli punisce i nostri peccati, quando le vediamo venire dobbiamo conoscere che Iddio è adirato contro di noi. Allora, se noi siamo veri fedeli, dobbiamo riconoscere i nostri errori, averne dolore e dispiacere in noi stessi, ritornando al Signore con vera penitenza ed emendazione di vita, pregandolo con ogni umiltà che ci perdoni. Per questa ragione, se noi vediamo alle volte che Dio ci minaccia, per non tentare la Sua pazienza, ma piuttosto prevenire il Suo giudizio, il quale altrimenti vediamo essere allora apparecchiato, è bene avere ogni settimana un giorno disputato, nel quale specialmente si trattino queste cose, facendone ammonizione al popolo, e nel quale si facciano orazioni e suppliche secondo che il tempo richiede. Di che seguita qui una forma appropriata a ciò. Per il principio del sermone, vi è la confessione generale delle domeniche, posta di sopra. Alla fine del sermone, fatte che si sono le ammonizioni, e mostrato come Iddio affligge ora gli uomini per cagione dei peccati che si commettono sopra tutta la terra, e che il mondo è dato ad ogni iniquità e scelleratezza, dopo essersi ancora esortato il popolo a ridursi ed emendare la sua vita e parimenti per pregare Iddio per impetrare misericordia, s'usa la forma dell'orazione che segue.

Iddio onnipotente, Padre celeste, noi riconosciamo in noi stessi e confessiamo, sì com'è la verità, che noi non siamo degni d'alzare gli occhi al cielo, per comparire dinnanzi al Tuo volto, e che noi non dobbiamo presumere che le nostre preghiere abbiano ad essere esaudite da Te, se Tu guardi a quello che è in noi.