Culto/liturgia1550: differenze tra le versioni

Da Tempo di Riforma.
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Versione delle 21:19, 27 dic 2013

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Liturgia della comunità riformata di lingua italiana di Ginevra, 1550

La forma delle orazioni ecclesiastiche

Nei giorni feriali, il Ministro potrà scegliere la forma che più riterrà opportuna, adattandola al tempo ed alla materia che egli deve trattare nella sua predicazione. Per la domenica mattina, si usa comunemente la forma che segue.

Preghiera

Il nostro aiuto sia nel nome di Dio, che ha fatto il cielo e la terra. Amen.

Esortazione

Fratelli, ciascuno di voi presenti di fronte al volto del Signore per fare confessione dei suoi errori e peccati, seguendo col cuore le mie parole.

Confessione

Signore Iddio, Padre eterno ed onnipotente, noi confessiamo e riconosciamo sinceramente e senza simulazione alcuna, dinnanzi alla Tua Maestà, che noi siamo miseri peccatori, concepiti e nati nell'iniquità e nella corruzione, inclini al malfare ed inutili ad ogni bene, e che per nostro vizio, giammai cessiamo di trasgredire i Tuoi santi comandamenti. Così facendo, meritiamo per Tuo giudizio rovina e perdizione. Nondimeno, Signore, noi abbiamo dispiacere in noi stessi d'averti offeso e condanniamo noi ed i nostri peccati con vero pentimento, desiderando che la Tua grazia sovvenga alla nostra miseria e calamità. Voglia Tu dunque aver pietà di noi, Iddio e Padre sommamente benigno e pieno di misericordia, nel nome del Tuo Figlio Gesù Cristo nostro Signore. E cancellando i nostri vizi e macchie, accresci ed aumenta in noi di giorno in giorno le grazie del Tuo Spirito Santo, affinché riconoscendo con tutto il cuore la nostra ingiustizia ed iniquità, noi siamo toccati da dolore e dispiacere che generi in noi vero ravvedimento, il quale, mortificandoci tutti i peccati, produca frutti di giustizia ed innocenza, che Ti siano grati ed accetti per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore. Amen.

Dopo questo, si canta comunitariamente qualche Salmo, Poi il Ministro comincerà di nuovo a pregare per domandare a Dio la grazia del Suo Santo Spirito, affinché la Sua Parola sia esposta fedelmente, per l'onore del Suo nome ed all'edificazione della Chiesa, e che essa sia ricevuta con quella umiltà ed ubbidienza che si conviene. La forma di tale preghiera è rimessa alla discrezione del Ministro. Terminato il sermone, il ministro, dopo avere esortato alla preghiera, comincia in questo modo.

Preghiera dopo il sermone

Iddio onnipotente, Padre celeste, Tu hai promesso di esaudirci nelle nostre richieste, quelle che ti faremo nel nome del Tuo diletto Figlio Gesù Cristo nostro Signore; e ci hai ancora istruiti con la dottrina Sua e dei Suoi Apostoli di radunarci assieme nel nome Suo, promettendoci che Egli sarà nel nostro mezzo e che sarà intercessore presso di Te, per impetrare tutte le cose che noi consentiremo sulla terra.

In primo luogo, noi abbiamo il comandamento di pregare per quelli che tu hai costituiti sopra di noi superiori e governatori per tutte le necessità del Tuo popolo come pure di tutti gli uomini. Per questo motivo, presa confidenza della Tua santa dottrina e delle RTue promesse, essendoci qui riuniti nel Tuo cospetto e nel nome del Tuo Figlio Gesù, noi Ti supplichiamo affettuosamente, o nostro Iddio e Padre, nel nome del nostro unico salvatore e Mediatoree, che Ti piaccia, per la Tua infinita bontà e clemenza, di perdonarci gratuitamente i nostri peccati, in tal modo da elevare verso di te i nostri pensieri e desideri, che noi Ti possiamo pregare e richiedere con tutto il nostro cuore, e ciò fare secondo il Tuo beneplacito e volontà, la quale sola è ragionevole.

Noi Ti preghiamo, dunque, Padre celeste, per tutti i Principi e Signori ai quali tu hai affidato il governo della Tua giustizia, e particolarmente per i signori di questa Città, che Ti piaccia dar loro il Tuo Spirito, che solo è buono e veramente principale, e accrescerlo di giorno in giorno, in modo che riconoscendo essi con vera fede il tuo Figlio Gesù Cristo nostro Signore essere il re dei Re e il Signore dei signori, secondo che Tu gli hai data podestà in cielo ed in terra, cerchino di servirlo ed innalzare il Tuo regno nei loro stati e signorie, governando i loro sudditi (che sono creature delle Tue mani e pecore del Tuo pascolo) secondo il Tuo beneplacito, acciocché noi tanto qui quanto per tutta la terra, essendo mantenuti in buona pace, Ti serviamo in ogni santità ed onestà e, liberati dal timore dei nostri nemici, Ti possiamo rendere lode per tutto il tempo della nostra vita.

(...)