Corsi/Essere cristiani/31: differenze tra le versioni

Da Tempo di Riforma.
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(Nessuna differenza)

Versione delle 23:49, 5 gen 2014

Essere cristiani

31. Perfezionare il battesimo

Nessuno mette in questione (come potrebbe?) che il Credo debba influire molto concretamente sulla vita del cristiano. Sembra però che noi non vediamo come lo stesso valga anche per il suo battesimo. Se il battesimo davvero significa la grazia di Dio che ci dà salvezza e la nostra fede che l’accoglie, il rito deve determinare come noi viviamo l’intera nostra vita. Un tempo i cristiani bene lo comprendevano (oggi non sembra più tanto ovvio).

E’ per questo che gli antichi riformati chiamati “puritani”, insegnavano a “far uso” e a “perfezionare” il loro battesimo. Questo significa (qualunque cosa suggerisca al lettore moderno), far si che il battesimo divenga il “carburante” della loro fede, speranza, amore, gioia, ed obbedienza. Questa è una lezione che noi dovremmo bene imparare.

Sette significati

Vi sono sette modi in cui io, come credente, dovrei vedere il mio battesimo.

(1) Era una cerimonia evangelica, che rappresentava simbolicamente “la potenza di Dio per chiunque ha fede” (Romani 1:16), e Dio mi ha dato personalmente la garanzia che, attraverso la fede, io posso fare esperienza di quella potenza. In modo altrettanto sicuro di come io sono passato attraverso l’acqua del battesimo, ora la nuova vita in Cristo mi è del tutto disponibile, basta che io la chieda. Il mio battesimo, quindi, che ogni giorno io sono in grado sempre meglio di fare esperienza di sovrannaturale liberazione dal male – colpa, dubbio,paura, amarezza, ostilità, miseria, abitudini negative, debolezza morale, solitudine disperata (che non è lo stesso che l’isolamento, ma una reazione ad esso), e così via.

(2) Il mio battesimo era una cerimonia nuziale, in cui io ho unito strettamente la mia vita a Gesù come mio Signore, per essere sempre con lui “nella buona come nella cattiva sorte”, ma alla fine, per il meglio, e per sempre! Il mio battesimo, quindi, mi rammenta a chi io appartengo e chi io devo servire; chi è Colui che si è impegnato ad amarmi ed a prendersi cura di me, come pure a condividere con me per l’eternità tutto ciò che Egli ha, come pure quale amore e fedeltà io Gli debba in contraccambio.

Il giorno della morte

(3) Il mio battesimo era una cerimonia funebre, un funerale che ha affidato l’uomo che io ero per natura, in Adamo, alla distruzione totale. “Noi dunque siamo stati sepolti con lui per mezzo del battesimo nella morte affinché, come Cristo è risuscitato dai morti per la gloria del Padre, così anche noi similmente camminiamo in novità di vita. Poiché, se siamo stati uniti a Cristo per una morte simile alla sua, saremo anche partecipi della sua risurrezione, sapendo questo: che il nostro vecchio uomo è stato crocifisso con lui, perché il corpo del peccato possa essere annullato e affinché noi non serviamo più al peccato” (Romani 6:4-6). Il mio battesimo, così, mi chiama a vivere non “secondo la carne” (cioè inclinato a deificare me stesso), ma per “far morire le opere del corpo” (Romani 8:12ss).

(4) Il mio battesimo era una festa pasquale, che proclamava sia la risurrezione di Cristo che la mia, come credente, con Lui e in Lui. “essendo stati sepolti con lui nel battesimo, in lui siete anche stati insieme risuscitati, mediante la fede nella potenza di Dio che lo ha risuscitato dai morti” (Colossesi 2:12). Attraverso lo Spirito Santo che è venuto a dimorare in me, io sono già realmente risorto, sebbene io debba attendere il ritorno di Cristo affinché fisicamente sia completo. Al tempo stesso, il mio battesimo esige che io manifesti, giorno per giorno, la vita di Cristo che ora pulsa in me, e che al tempo stesso mi confermo che un giorno una nuova e migliore vita mi apparterrà.

Compleanno

(5) Il mio battesimo era una celebrazione di compleanno: ufficialmente, si potrebbe dire, “il nuovo compleanno”, perché essere risuscitati con Cristo significa essere nati di nuovo. Certo, il momento del battesimo non segna l’inizio effettivo di questa nuova vita, perché quel momento ha seguito di molto il mio battesimo da bambino, o preceduto quello del mio battesimo da adulto, ma il battesimo è un momento simbolico centrale che ben merita essere “il giorno del mio compleanno”: esso mi ispira gioia e esultanza, sono spiritualmente vivo in Cristo ed in esso questa nuova realtà è stata dichiarata ufficialmente.

(6) Il mio battesimo è stato una cerimonia di ammissione, che mi ha introdotto nella famiglia di Dio come Suo figlio adottivo, tanto che ora posso partecipare a pieno diritto del culto a Dio con la mia nuova famiglia, testimoniare ed operare con essa alla gloria di Dio. Il mio battesimo mi dovrebbe dare un senso di unità, e la vocazione di identificazione pratica con il popolo chiamato ad essere “sale della terra”, coloro che appartengono a Dio, ed in particolare quel segmento di esso con il quale la domenica io rendo a Dio il culto che Gli è dovuto.

(7) Il mio battesimo è stato una cerimonia di investitura ad un incarico: segno di una vita da vivere interamente per servire Cristo e la Sua causa.

Io potrò così “perfezionare” il mio battesimo quando io vivrò sempre meglio le meravigliose realtà che esso significa.

Per lo studio biblico ulteriore

Segno esteriore e realtà interiore: Romani 2:17-29.

Domande per riflettere e discutere

(1) Che intendevano gli antichi puritani con “perfezionare” il proprio battesimo? (2) In che senso il battesimo è una “cerimonia evangelica”? In che modo il candidato ne è personalmente coinvolto? (3) In che modo il battesimo è sia un “funerale” che una “festa di compleanno”? Non è forse una contraddizione in termini? Perché? O perché no?

(31, continua)