Corsi/Essere cristiani/29

Da Tempo di Riforma.

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Essere cristiani

"Essere cristiani" è un adattamento di Paolo E. Castellina del libro: J. I. Packer, I want to be a Christian, Tyndale House Publishers Inc., Wheaton, Illinois, 1988. Ripubblicato sotto il nome di "Growing in Christ", vedasi: http://goo.gl/7Eb2QU

28. Battesimo e bambini

Una delle infelici divisioni della Chiesa riguarda l’argomento del battesimo.

Nessuno difende il battezzare bambini in quanto tale, ma la maggior parte delle denominazioni battezza i bambini dei battezzati. I battisti, però, vedono questo o come un non-battesimo (perché i bambini non possono effettuare la confessione di fede richiesta), o come un battesimo irregolare (perché, essi dicono, non si tratta di un battesimo chiaramente apostolico, né pastoralmente saggio). Alcuni sostengono che in quanto, di fatto, Dio non comandi nella Scrittura il battesimo dei bambini, Egli lo proibisca: tutti insistono che rimandare il battesimo fintanto che vi sia una fede consapevole, sia, in pratica, la cosa migliore.

Contro i battisti, alcuni hanno dedotto dalla teologia dell’Alleanza che Dio, dopo tutto, comandi il battesimo dei figli dei credenti. Molti di più sostengono che questa pratica, sebbene fissata dalla Chiesa, abbia migliore appoggio teologico, storico e pastorale rispetto alle sue alternative, e di essa si dovrebbe pensare, secondo l’articolo 27 della Chiesa anglicana che “essa è sommamente concorde con l’istituzione di Cristo”.

Come dovranno vedere questo dibattito? Soppesiamone i punti.

Esagerare il caso

In primo luogo: gli accesi sostenitori dell’una e dell’altra posizione sembrano esagerare il caso. La Scrittura né comanda né proibisce il battesimo dei bambini, e non dovremmo presumere che il divino Autore, che guidò gli scrittori umani, intese fare altrettanto. La circoncisione dei figli maschi per divino comando nel contesto dell’antico patto, unita all’insistenza di Paolo che nel contesto del nuovo patto i figli dei credenti siano “santi” (dedicati a Dio ed accettati da Lui), insieme con i loro genitori (vedi Genesi 17:9-14; 1 Corinzi 7:14), fa sembrare giusto il battesimo dei bambini. Se la solidarietà fra genitore e figli nel contesto del Patto con Dio, è un fatto indiscutibile, su cui era fondato l’antico comando di Dio della circoncisione, il segno del patto di quel tempo per i bambini maschi, come potrebbe mai essere accettabile negare oggi ai bambini, il battesimo, segno del nuovo patto?

Inoltre il battesimo dei bambini era quasi certamente una pratica apostolica. Le “case” (cioè i nuclei famigliari estesi) di Lidia, del carceriere di Filippi, e di Stefana, erano state battezzate, la seconda entro poche ore dalla conversione del carceriere (At. 16:15,33; 1 Corinzi 1:16). E’ naturale dedurne che questa fosse la pratica comune ogni qual volta un qualsiasi capo famiglia si convertiva, e che queste famiglie estese contenessero bambini. Luca e Paolo avrebbero difficilmente potuto usare il termine “casa”, senz’altre qualifiche, se avessero voluto farci intendere che su quel principio i bambini ne fossero esclusi.

La correttezza teologica, e i probabili precedenti, sebbene giustifichino il battesimo dei bambini oggi, insieme ancora non costituiscono un divino comando.

In secondo luogo, le argomentazioni contro il battesimo dei bambini non sono decisive.

(1) Si afferma che una confessione di fede sia parte della definizione stessa del battesimo. Il Nuovo Testamento, però, non dice questo da nessuna parte: si tratta solo di una deduzione discutibile dal fatto che, nel Nuovo Testamento, come nella pratica posteriore, gli adulti non siano battezzati senza tale confessione.

(2) Si sostiene che ai bambini battezzati non sarà mai richiesto di confessare personalmente la loro fede, ma che i genitori ed i padrini che li portano al battesimo, li impegnano al ravvedimento ed alla fede, “la cui promessa essi sono tenuti ad adempiere quando raggiungono l’età del discernimento” dice un Catechismo. Nella confermazione, infatti, ed i tutti i riti equivalenti di accoglimento nella Chiesa, questo requisito di confessione personale, è centrale.

(3) Si sostiene che il battesimo dei bambini promuova la presunzione, essendo stato concepito rigenerare e salvare senza necessità di fede. I battisti scuotono il capo quando leggono formule battesimali che dicono: “vedendo che ora il bambino è rigenerato”, e “…nel mio battesimo … io sono stato reso membro di Cristo, figlio di Dio, ed erede del regno dei cieli”. Queste frasi, però, denotano solo il cerimoniale che ci proclama diritti e privilegi spirituali, il che è tutto quanto il battesimo di fatto realizzi. L’arcivescovo Usher scrisse molto tempo fa: “Io ricevo i profitti ed i benefici d’esse (queste promesse di grazia) quando giungo a comprendere che ciò Dio nel battesimo mi ha suggellato, e di fatto me ne approprio per fede”.

Una questione pastorale

I battisti, ansiosi di esprimere il concetto, che Dio insegna, che la Chiesa è composta solo da credenti, portano i bambini alla presentazione (un “battesimo a secco” dal punto di vista del pedobattisti), e battezzano con acqua in età di discernimento. Altri protestanti, pure ansiosi di esprimere di esprimere il concetto di solidarietà della famiglia nel patto, concetto pure insegnato da Dio, battezzano i bambini e poi li confermano nell’età del discernimento (un “battesimo a secco”, dal punto di vista dei battisti). Per i gruppi battisti e pedobattisti non dovrebbe essere difficile lavorare insieme con mutuo rispetto, quando pastoralmente (grazie a Dio!) entrambe le pratiche praticamente si equivalgono.

Per lo studio ulteriore

La grazia di Dio nei bambini: 1 Samuele 3, Luca 1:5-25; Efesini 6:1-4.

Domande per riflettere e discutere

  • Quale somiglianza Packer vede fra la circoncisione e il battesimo?
  • Fino a che punto questo giustifica il battesimo dei bambini?
  • Che cosa diresti a coloro che sostengono un diverso punto di vista?
  • Che si dovrebbe pretendere da adulti che chiedono il battesimo, che non si può esigere dai bambini?
  • I bambini battezzati riceveranno necessariamente i benefici spirituali simbolizzati dal rito? Perché si, o perché no?