Corsi/Essere cristiani/28: differenze tra le versioni

Da Tempo di Riforma.
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Versione delle 23:40, 5 gen 2014

Essere cristiani

27. Cristianesimo di base

Essere cristiani comporta un insieme di dottrina, esperienza, e pratica. Ne sono implicati la testa, il cuore, e le gambe. Dottrina ed esperienza senza pratica mi farebbero solo diventare un consapevole paralitico spirituale; esperienza e pratica senza dottrina mi farebbero diventare un sonnambulo spirituale senza pace. Se Cristo deve formarsi in me, è necessario che io tenga uniti dottrina, esperienza e pratica.

Il cristianesimo afferma che sia possibile conoscere il Creatore attraverso le realtà materiali – l’ordinamento naturale, la carne di Gesù ed i simboli che sono stati prescritti, dei quali uno è il battesimo. Spesso, però si distorce e si equivoca il cristianesimo: chiedete a sei persone diverse di definirlo, e probabilmente otterrete sei risposte differenti. Il battesimo, però, istituito da Gesù, è testimonianza permanente a ciò che realmente siano, alla base, la dottrina, l’esperienza, e la pratica.

Trinità

La dottrina sul battesimo manifesta il Dio trino che stabilisce un patto con l’uomo. Gesù prescrisse il battesimo: “nel nome del Padre, del Figlio, e dello Spirito Santo (Matteo 28:19). “Nome” significa, come spesso si intende nella Bibbia, essere personale, ed è singolare, il che indica il fatto che le tre persone sono, per misteriosa unità essenziale, non tre déi, ma Uno. La preposizione “nel” (letteralmente “verso”) indica un rapporto stabilito fra ciascuna di queste Persone e noi stessi.

La Trinità è la dottrina più stupefacente, difficile e distintiva del Cristianesimo, che la distingue da tutte le altre forme di fede in Dio, tanto da diventare la dottrina fondamentale del Cristianesimo, perché l’intero Evangelo si appoggia su di essa. Secondo la Bibbia, la salvezza stessa viene realizzata attraverso la cooperazione di queste tre Persone. Vediamo meglio:

Dio Padre progettò la salvezza dell’essere umano, stabilendo che il Figlio diventasse il nostro sacrificio (1 Pietro 1:20) e noi peccatori il Suo popolo (Efesini 1:4). Ora Egli sta realizzando questo progetto. Il Figlio, secondo la volontà del Padre si fece uomo e ci redense, pagando sulla croce il prezzo dei nostri peccati (1 Giovanni 4:9ss), e vincendo per sempre la morte con la Sua risurrezione. Ora Egli vive per intercedere per quelli che Gli appartengono (Romani 8:27; Ebrei 7:25), cioè per agire in loro vece affinché ottenessero tutto ciò che per loro Egli ha conquistato. Lo Spirito, inviato dal Padre e dal Figlio (Gv. 14:26; 15:26) ci rigenera attraverso la nuova nascita (Giovanni 3:5ss; 2 Corinzi 5:17), ci conduce a conoscere Cristo per fede (Efesini 1:7; 3:16ss), e ci trasforma ad immagine di Cristo (2 Corinzi 3:18).

Negate la personalità dello Spirito Santo e metterete in questione il ministero di quella Persona, ed allora la salvezza cadrebbe per voi a terra. La formila battesimale di Cristo, in questo modo, affermando la trinità del Dio a cui siamo consacrati, salvaguarda l’Evangelo in modo fondamentale.

Giustificazione

L’esperienza del battesimo rappresenta il lavarsi via lo sporco, essendo stata lavata via la propria colpevolezza, tanto da dare inizio ad una nuova vita. Il doppio simbolismo del lavaggio e della risurrezione lo proclama. Il battesimo, quindi, esprime il messaggio evangelico di Dio: perdono e accettazione per noi che confidiamo nel sangue versato di Gesù (cfr. Romani 3:2-5:1; Galati 2:15-3:29).

Il fallimento morale dell’uomo è un fatto universale, e il senso di colpa, la vergogna e una coscienza contaminata che rimorde sono fra le esperienze umane più comuni. In questo modo, ripulire la coscienza, non solo una volta, ma quotidianamente, sono un bisogno universale, e l’esperienza che il battesimo simbolizza è un’esperienza che senza la quale chiunque conosca sé stesso bene comprende e desidera.

Ravvedimento

Il sentiero della pratica a cui i indirizza il battesimo è consentire ad essere trasformati, il che è l’essenza stessa del ravvedimento. Non sono io a battezzare me stesso. E’ compito del ministro quello di immergermi nell’acqua e di farmene riuscire. Questo rappresenta il vero ravvedimento e il rinnegamento di sé stessi, cioè affidare tutta la vita a Cristo, per essere condotti dove Lui vuole. Asserire sé stessi e la testardaggine vengono naturali a tutti ed è vero ciò che disse uno scrittore quando affermò: “Meglio rovinati piuttosto che cambiare”. Voler essere cambiati da Cristo, però, (il che non è uno stato naturale della mente, ma un dono della grazia) rimane l’elemento fondamentale di ogni autentica esperienza cristiana.

Il battesimo esige che noi affrontiamo, nel cristianesimo che Cristo incarna, e continuiamo ad affrontare, queste norme di base di dottrina, esperienza, e pratica. In sé stesso questo è la componente principale delle benedizioni che comporta il cristianesimo.

Per lo studio biblico ulteriore

Dottrina, esperienza, e pratica: Romani 6:15-7:6.

Domande per riflettere e discutere

Che cos’ha a che fare il battesimo con la dottrina della Trinità? Quale doppio simbolismo l’autore vede nel battesimo, e che cosa dice questo su di noi? In che modo il battesimo è una sfida a quel detto comune che dice: “Meglio rovinati che cambiati”?

(27, continua).