Corsi/Essere cristiani/20: differenze tra le versioni

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== Essere cristiani ==
 
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Essere cristiani

19. Prefazione alla parte seconda; Come si diventa cristiani?

Solo formalità? Nel contesto della nostra società e delle chiese da secoli in esse consolidate, l'essere cristiani è qualcosa che si tramanda "per tradizione". Ogni bambino normalmente lo si sottopone al battesimo fin dalla più tenera età e si considera questo come una sorta di "ingresso" nella Chiesa (1), la quale poi si occuperà di istruirlo a suo tempo nel contenuto della fede cristiana. Il bambino frequenta la Scuola Domenicale e varie forme di istruzione religiosa e catechismo, e ad una certa età, prima del suo ingresso nell'età adulta, si conferma, con un'apposita cerimonia, la sua identità cristiana. Si suppone che abbia compreso ed accettato ciò che ha ricevuto e gli è stato insegnato e che così professi la sua fede cristiana, consapevole dei doveri che questo comporta.

Tutto questo è però sufficiente e adeguato per poter veramente dire di questa persona che essa sia veramente cristiana (2)? Dal punto di vista sociologico: forse. Se però prendiamo seriamente quanto la Bibbia, ed in particolare il Nuovo Testamento, ci comunica, vediamo che spesso il risultato di quanto è stato compiuto è ben lontano dal modello che la Parola di Dio ci mostra su che cosa significa essere veramente cristiani e ci si accorge come le nostre non siano in realtà che vuote formalità prive di autentico contenuto.

Il vero cristiano. Il cristiano che la Parola di Dio ci descrive è una persona che ama il Signore Gesù e tutto ciò che Egli ha insegnato tanto da ubbidirgli con fiducia ed impegno consapevole.

Il cristiano è una persona che ha compreso di essere un peccatore, trasgressore della Legge di Dio e che ha chiesto a Dio il Suo perdono accogliendo con fiducia e riconoscenza ciò che l'Evangelo ci insegna sulla vita, morte e risurrezione del Salvatore Gesù Cristo come mezzo di personale perdono e di riabilitazione presso Dio.

"per aprir loro gli occhi e convertirli dalle tenebre alla luce e dalla potestà di Satana a Dio, affinché ricevano mediante la fede in me il perdono dei peccati e un'eredità tra i santificati" (At. 26.18).

Il cristiano è una persona che spontaneamente e di buon grado prega e legge regolarmente, meditando su di essa, la Bibbia; che partecipa alle attività della comunità cristiana; che cerca attivamente di trasmettere agli altri, con la parola e l'esempio, la sua fede.

In una parola, un vero cristiano è quella persona che può dire di aver fatto un'autentica esperienza di conversione. La conversione, è vero, non è qualcosa che sia in nostro potere di produrre: dipende dall'opera sovrana dello Spirito Santo, ma essa deve essere l'obiettivo a cui dobbiamo tendere, mettendone le basi. Non si tratta solo di conoscenza intellettuale da acquisire, ma di un cuore da cambiare, un cuore che deve essere rivolto e consacrato a Cristo.

"Ignorate voi, che noi tutti che siamo stati battezzati in Gesù Cristo, siamo stati battezzati nella sua morte? Noi dunque siamo stati sepolti con lui per mezzo del battesimo nella morte affinché, come Cristo è risuscitato dai morti per la gloria del Padre, così anche noi similmente camminiamo in novità di vita. Poiché, se siamo stati uniti a Cristo per una morte simile alla sua, saremo anche partecipi della sua risurrezione," (Ro. 6:3-5).

Una coppia indissolubile. Un vero cristiano lo si coltiva con le forme e i contenuti insieme. Non possiamo pensare biblicamente all'iniziazione cristiana senza focalizzarci sul tema del diventare cristiano, e viceversa. Tratteremo come si deve del battesimo solo quando ci concentreremo sulla conversione e sull'impegno del cristiano, sul sentiero che deve percorrere e sul premio che deve conseguire. I seguenti studi tratteranno così di questi due aspetti che dovranno andare sempre in sintonia.

"Allora Pietro disse loro: "Ravvedetevi e ciascuno di voi sia battezzato nel nome di Gesù Cristo per il perdono dei peccati, e voi riceverete il dono dello Spirito Santo" (At. 2:38).

Note

  • (1) Si chiama questo "il sacramento dell'iniziazione cristiana".
  • (2) Secondo l'errata interpretazione che il cattolicesimo romano dà del battesimo, il battesimo e la confermazione (Cresima) impartirebbero di per sé la grazia di Dio e quindi la salvezza, "ex opere operato", in virtù solo di quel gesto. Non così nella teologia cristiana riformata. Il sacramento è solo una testimonianza esteriore di una realtà che deve essere ben presente e verificabile, che è legata cioè ad una fede autentica e personale.

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