Corsi/Essere cristiani/14: differenze tra le versioni

Da Tempo di Riforma.
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Versione delle 01:26, 6 gen 2014

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Essere cristiani

13. Ha da venire

Il cuore stesso del Credo è la testimonianza che rende al passato, al presente, ed al futuro di Gesù Cristo: la Sua nascita, la Sua morte, la Sua risurrezione, e la Sua ascensione nel passato; ma pure il Suo ritorno nel futuro "per giudicare i vivi ed i morti". Con il Suo ritorno, la Scrittura ci dice, vi sarà pure la nostra risurrezione corporale e la vita piena ed eterna di cui parla il Credo. Allora avrà inizio un nuovo ordinamento cosmico. Si, c'è un grande giorno che sta per venire (Vedi Mt. 25:14-46; Gv. 5:25-29; Ro. 8:18-24; 2 Pietro 3:10-13; Ap. 20:11-21:4).

La speranza cristiana

In nessun altro luogo la forza del Credo come programma di vita, appare più chiaramente di questo punto. Nel mondo d'oggi prevale il pessimismo, perché la gente non ha più motivi di speranza. Per il futuro vedono solo un collasso generale, la bancarotta, o un'anzianità piena di dolori e fastidi. Le idee marxiste e quelle dei Testimoni di Geova attraggono perché offrono luminose speranze di paradisi in terra, magari dopo una rivoluzione violenta o una guerra catastrofica (Armageddon). I cristiani, però, posseggono una speranza che va molto al di là di questo, una speranza luminosa che scalda il cuore. Il Credo mette in evidenza questa speranza quando dice: "Di là ha da venire".

In un senso, Cristo viene per ogni cristiano al momento della sua morte, ma il Credo guarda in avanti fino al giorno in cui Egli verrà pubblicamente per concludere la storia e giudicare ogni creatura umana: i cristiani come cristiani, già accettabili davanti a Dio, che attendono "la gratuita ricompensa acquisita con il sangue di Cristo" secondo la fedeltà del loro servizio; i ribelli come ribelli, per essere respinti dal Signore che prima essi avevano respinto. Il giudizio operato da Gesù, "il giusto Giudice" (2 Ti. 4:8; cfr. Ro. 2:5-11), non farà sorgere alcun problema morale.

...certa e gloriosa

Alcuni pensano che tutto ciò non accadrà mai - ma per questo abbiamo la Parola di Dio, che non ha mai mentito, e alcuni lucidi scienziati ci dicono che una catastrofe atomica o ecologica è una possibilità reale. Il ritorno di Cristo è inimmaginabile - ma l'immaginazione umana non è un criterio adeguato per misurare la potenza di Dio, e lo stesso Gesù che è ora spiritualmente presente a milioni di persone simultaneamente, si renderà presente e ben visibile un giorno ad un'umanità risorta. Noi non sappiamo, certo, quando Egli ritornerà (perché non quando la prima bomba verrà fatta esplodere?), ma "sappiamo però che quando egli sarà manifestato, saremo simili a lui, perché lo vedremo come egli è" (1 Gv. 3:2), e sapere questo è già molto! "Sì, vieni, Signore Gesù" (Ap. 22:20).

...ma eclissata

La speranza del ritorno di Cristo entusiasmava i cristiani del Nuovo Testamento, come testimoniano più di 300 riferimenti in questi documenti - in media, uno ogni tredici versetti. Per noi, però, più che entusiasmante, questa speranza è diventata imbarazzante! La frase "la Cenerentola del Credo", che un tempo era applicata allo Spirito Santo, oggi potrebbe bene essere applicata alla verità del ritorno di Cristo.

In primo luogo, questo è un tempo di reazione dopo un secolo e mezzo di intensi studi profetici che esprimevano lo spirito di un pessimismo privo di preghiera sulla Chiesa e il distacco dal mondo di chi si aspettava solo catastrofi. Questo spirito, con il dogmatismo che lo accompagnava, sui segni e sulla data del ritorno di Cristo (nonostante Mr. 13:32 e At. 1:7!) erano del tutto ingiustificabili, ed hanno dato all'argomento una cattiva nomea.

In secondo luogo, questo è un tempo di scetticismo, sul fatto che davvero Cristo sia personalmente e fisicamente risorto ed asceso al cielo, e naturalmente questo semina persistenti dubbi sul fatto che noi si possa sperare di vederlo ancora.

In terzo luogo, questo è un tempo di timidezza, in cui si assiste allo scontro fra l'auto-sufficienza materialistica del secolarismo occidentale e le ideologie marxste, esitano a sfidare le preoccupazioni "intramondane" temendo che i cristiani vengano accusati di non preoccuparsi delle ingiustizie sociali ed economiche. Così, il fatto che Cristo porrà fine a questo mondo, e che la parte migliore della speranza cristiana giace oltre ad esso, fa si che questo sia messo in secondo piano.

In quarto luogo, questo è un tempo in cui si pensa solo alle cose di questo mondo, almeno fra i cristiani prosperi dell'occidente. Noi pensiamo sempre meno alle cose migliori che Cristo ci porterà quando di nuovo apparirà, perché i nostri pensieri sono sempre di più assorbiti dalle buone cose che godiamo quaggiù. Nessuno certo vorrebbe la persecuzione e la povertà, ma chi potrebbe negare che a questo punto esse ci farebbero solo del bene?

Tutti e quattro questi atteggiamenti non sono sani e neppure degni dei cristiani. Dio ci aiuti ad andare oltre a tutto questo.

Siatene pronti

"Preparatevi", disse il Salvatore ai Suoi discepoli, "Perciò anche voi siate pronti, perché nell'ora che non pensate, il Figlio dell'uomo verrà" (Mt. 24:44). In che modo uno si può preparare e rimanere pronto? Tenendo corte liste di debiti verso Dio e verso l'uomo; prendendo la vita un giorno per volta, come Gesù ci disse (Mt. 6:34), e prestando ascolto al consiglio che ci dice: "Fate bilanci preventivi e piani per un arco ragionevole di tempo, in spirito, però, abbiate i bagagli pronti per poter partire in qualsiasi momento". Questo dovrebbe far parte della nostra disciplina devozionale quotidiana. Quando il Signore verrà, Egli dovrebbe incontrare credenti che pregano per un risveglio e che progettano l'evangelizzazione del mondo - ma sempre con i bagagli pronti per lasciare, ciononostante, questo mondo. Se i boy scout possono imparare a vivere realisticamente secondo il notto: "Siate pronti!" per qualunque cosa ordinaria potesse avvenire, perché i cristiani sono così lenti ad imparare la stessa lezione per quanto riguarda il momento decisivo del ritorno di Cristo?

Per lo studio biblico ulteriore

L'atteggiamento del cristiano verso il ritorno di Cristo: Luca 12:35-48; 1 Tessalonicesi 4:13-5:11; 2 Pietro 3.

Domande per lo studio e la riflessione

  • In che modo il futuro ritorno di Cristo è la ragione della nostra speranza?
  • Quando Cristo ritornerà, che farà? Quali sono le tue reazioni nel sapere questo?
  • Che cosa la Bibbia non ci dice sul ritorno di Cristo?
  • Perché pensate che Dio non ci riveli questa informazione?

(13, continua)