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'''Nel terzo comandamento si esige che il nome di Dio, i Suoi titoli, attributi [561], ordinanze [562], la Parola [563], sacramenti [564], preghiera [565], giuramenti [566], voti [567], sorti [568], le Sue opere [569], e con qualunque altra cosa Egli si faccia conoscere, sia usato in modo santo e riverente in pensiero [570], meditazione [571], parola [572], e scritto [573]; da una santa professione [574] e comportamento responsabile [idoneo] [575], per la gloria di Dio [576] e per il bene di noi stessi [577] e degli altri [578].'''
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[561] Matteo 11:9; Deuteronomio 28:58; Salmi 29:2; 68:4; Apocalisse 15:3-4; [562] Malachia 1:14: [563] Salmi 138:2; [564] 1 Corinzi 11:24-25,28:29; [565] 1 Timoteo 2:8; [566] Geremia 4:2; [567] Ecclesiaste 5:2,4-6; [568] Atti 1:24,26; [569] Giobbe 36:24; [570] Malachia 3:16; [571] Salmi 8:1,3-4,9; [572] Colossesi 3:17; Salmi 105:2,5; [573] Salmi 112:18; [574] 1 Pietro 3:15; Michea 4:5; [575] Filippesi 1:27; [576] 1 Corinzi 10:31; [577] Geremia 32:39; [578] 1 Pietro 2:12.
  
'''R. Nel terzo comandamento si esige che il nome di Dio, i Suoi titoli, attributi, ordinanze, la Parola, sacramenti, preghiera, giuramenti, voti, sorti, le Sue opere, e con qualunque altra cosa Egli si faccia conoscere, sia usato in modo santo e riverente in pensiero, meditazione, parola, e scritto; da una santa professione e comportamento responsabile [idoneo], per la gloria di Dio e per il bene di noi stessi e degli altri.'''
 
  
 
== Testo originale ==
 
== Testo originale ==

Versione attuale delle 16:11, 14 apr 2018

D/R 111 - indice - D/R 113

112. Che cosa si esige nel terzo comandamento?

Nel terzo comandamento si esige che il nome di Dio, i Suoi titoli, attributi [561], ordinanze [562], la Parola [563], sacramenti [564], preghiera [565], giuramenti [566], voti [567], sorti [568], le Sue opere [569], e con qualunque altra cosa Egli si faccia conoscere, sia usato in modo santo e riverente in pensiero [570], meditazione [571], parola [572], e scritto [573]; da una santa professione [574] e comportamento responsabile [idoneo] [575], per la gloria di Dio [576] e per il bene di noi stessi [577] e degli altri [578].

[561] Matteo 11:9; Deuteronomio 28:58; Salmi 29:2; 68:4; Apocalisse 15:3-4; [562] Malachia 1:14: [563] Salmi 138:2; [564] 1 Corinzi 11:24-25,28:29; [565] 1 Timoteo 2:8; [566] Geremia 4:2; [567] Ecclesiaste 5:2,4-6; [568] Atti 1:24,26; [569] Giobbe 36:24; [570] Malachia 3:16; [571] Salmi 8:1,3-4,9; [572] Colossesi 3:17; Salmi 105:2,5; [573] Salmi 112:18; [574] 1 Pietro 3:15; Michea 4:5; [575] Filippesi 1:27; [576] 1 Corinzi 10:31; [577] Geremia 32:39; [578] 1 Pietro 2:12.


Testo originale

Inglese Latino
Q.: What is required in the third commandment? A.: The third commandment requires, That the name of God, his titles, attributes, ordinances, the Word, sacraments, prayer, oaths, vows, lots, his works, and whatsoever else there is whereby he makes himself known, be holily and reverently used in thought, meditation, word, and writing; by an holy profession, and answerable conversation, to the glory of God, and the good of ourselves, and others. Q. Quid autem exigitur in mandatum terio? R. Tertium mandatum a nobis exigit ut Dei nomen, tituli, attributa, instituta, ut verbum, sacramenta, preces, iuramenta, vota, sortes, ut opera ipsius, et quicquid demum sit que se notum facit, sancte ac reverenter, in cogitatione, meditatione, verbo, scriptione, adhibeantur, et quidem per professionem sanctam, et conversationem idoneam, ad Dei gloriam, ac bonum tam nostrum, quam aliorum.

Riferimenti biblici

  • Il nome di Dio dev'essere trattato con rispetto. "Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome" (Matteo 6:9); "Se non hai cura di mettere in pratica tutte le parole di questa legge, scritte in questo libro, se non temi questo nome glorioso e tremendo del SIGNORE tuo Dio..." (Deuteronomio 28:58); "Date al SIGNORE la gloria dovuta al suo nome; adorate il SIGNORE, con santa magnificenza. ... Cantate a Dio, salmeggiate al suo nome, preparate la via a colui che cavalca attraverso i deserti; il suo nome è il SIGNORE; esultate davanti a lui" (Salmi 29:2; 68:4); "...e cantavano il cantico di Mosè, servo di Dio, e il cantico dell'Agnello, dicendo: «Grandi e meravigliose sono le tue opere, o Signore, Dio onnipotente; giuste e veritiere sono le tue vie, o Re delle nazioni. Chi non temerà, o Signore, e chi non glorificherà il tuo nome? Poiché tu solo sei santo; e tutte le nazioni verranno e adoreranno davanti a te, perché i tuoi giudizi sono stati manifestati»" (Apocalisse 15:3-4).
  • Le ordinanze di Dio devono essere osservate con rispetto. "Maledetto il disonesto che ha nel suo gregge un maschio, e offre in sacrificio al SIGNORE una bestia difettosa! Poiché io sono un Re grande», dice il SIGNORE degli eserciti, e il mio nome è tremendo fra le nazioni." (Malachia 1:14); "Bada ai tuoi passi quando vai alla casa di Dio e avvicìnati per ascoltare, anziché per offrire il sacrificio degli stolti, i quali non sanno neppure che fanno male" (Ecclesiaste 5:1).
  • La Parola di Dio dev'essere usata con rispetto. "Adorerò rivolto al tuo santo tempio e celebrerò il tuo nome per la tua bontà e per la tua fedeltà; poiché tu hai reso grande la tua parola oltre ogni fama" (Salmo 138:2).
  • I sacramenti devono essere osservati con cura. "...e dopo aver reso grazie, lo ruppe e disse: «Questo è il mio corpo che è dato per voi; fate questo in memoria di me». 25 Nello stesso modo, dopo aver cenato, prese anche il calice, dicendo: «Questo calice è il nuovo patto nel mio sangue; fate questo, ogni volta che ne berrete, in memoria di me. Poiché ogni volta che mangiate questo pane e bevete da questo calice, voi annunciate la morte del Signore, finché egli venga». Perciò, chiunque mangerà il pane o berrà dal calice del Signore indegnamente, sarà colpevole verso il corpo e il sangue del Signore. Ora ciascuno esamini se stesso, e così mangi del pane e beva dal calice; poiché chi mangia e beve, mangia e beve un giudizio contro se stesso, se non discerne il corpo del Signore" (1 Corinzi 11:24-29).
  • Preghiera, giuramenti, voti e sorti, essendo tutti modi in cui Dio si fa conoscere, devono essere usati con cura rispettosa. "Io voglio dunque che gli uomini preghino in ogni luogo, alzando mani pure, senza ira e senza dispute" (1 Timoteo 2:8); "...se giuri per il SIGNORE che vive, con verità, con rettitudine e con giustizia, allora le nazioni saranno benedette in lui e in lui si glorieranno" (Geremia 4:2); "Non essere precipitoso nel parlare e il tuo cuore non si affretti a proferir parola davanti a Dio; perché Dio è in cielo e tu sei sulla terra; le tue parole siano dunque poche; poiché con le molte occupazioni vengono i sogni, e con le molte parole, i ragionamenti insensati. Quando hai fatto un voto a Dio, non indugiare ad adempierlo; perché egli non si compiace degli stolti; adempi il voto che hai fatto. Meglio è per te non far voti, che farne e poi non adempierli. Non permettere alla tua bocca di renderti colpevole; non dire davanti al messaggero di Dio: «È stato uno sbaglio». Dio dovrebbe forse adirarsi per le tue parole e distruggere l'opera delle tue mani?" (Ecclesiaste 5:2-6); "Poi in preghiera dissero: «Tu, Signore, che conosci i cuori di tutti, indicaci quale di questi due hai scelto per prendere in questo ministero apostolico il posto che Giuda ha abbandonato per andarsene al suo luogo». Tirarono quindi a sorte, e la sorte cadde su Mattia, che fu incluso tra gli undici apostoli" (Atti 1:24-26).
  • Il "nome" o rivelazione di Sé di Dio, deve essere usato con rispetto nel pensiero, meditazione, parola e scritto. "Allora quelli che hanno timore del SIGNORE si sono parlati l'un l'altro; il SIGNORE è stato attento e ha ascoltato; un libro è stato scritto davanti a lui, per conservare il ricordo di quelli che temono il SIGNORE e rispettano il suo nome" (Malachia 3:16); "O SIGNORE, Signore nostro, quant'è magnifico il tuo nome in tutta la terra! Tu hai posto la tua maestà nei cieli. ... Quand'io considero i tuoi cieli, opera delle tue dita, la luna e le stelle che tu hai disposte, che cos'è l'uomo perché tu lo ricordi? Il figlio dell'uomo perché te ne prenda cura? ... O SIGNORE, Signore nostro, quant'è magnifico il tuo nome in tutta la terra!" (Salmi 8:1,3-4,9); "" (Colossesi 3:17); "Colui che è puro e agisce con giustizia, e dice la verità come l'ha nel cuore; ... non dà il suo denaro a usura, né accetta regali a danno dell'innocente. Chi agisce così non sarà mai smosso. ... Questo sarà scritto per la generazione futura e il popolo che sarà creato loderà il SIGNORE" (Salmi 15:2,5; 102:18).
  • Il nome di Dio dev'essere onorato da una santa professione, "...glorificate il Cristo come Signore nei vostri cuori. Siate sempre pronti a render conto della speranza che è in voi a tutti quelli che vi chiedono spiegazioni" (1 Pietro 3:15); "Mentre tutti i popoli camminano ciascuno nel nome del suo dio, noi cammineremo nel nome del SIGNORE, nostro Dio, per sempre" (Michea 4:5).
  • Il nome di Dio dev'essere onorato con una vita coerente. "Soltanto, comportatevi in modo degno del vangelo di Cristo, affinché, sia che io venga a vedervi sia che io resti lontano, senta dire di voi che state fermi in uno stesso spirito, combattendo insieme con un medesimo animo per la fede del vangelo" (Filippesi 1:27).
  • Il nome di Dio dev'essere onorato per la Sua stessa gloria. "Sia dunque che mangiate, sia che beviate, sia che facciate qualche altra cosa, fate tutto alla gloria di Dio" (1 Corinzi 10:31).
  • Il nome di Dio dev'essere onorato per il nostro ed altrui bene. "...darò loro uno stesso cuore, una stessa via, perché mi temano per sempre, per il loro bene e per quello dei loro figli dopo di loro" (Geremia 32:39); "...avendo una buona condotta fra i pagani, affinché laddove sparlano di voi, chiamandovi malfattori, osservino le vostre opere buone e diano gloria a Dio nel giorno in cui li visiterà" (1 Pietro 2:12).

Commento

Una questione di rispetto

Si può dire che il III Comandamento sia tutto "una questione di rispetto". Per il termine "rispetto" un vocabolario della lingua italiana dice, fra l'altro: "Sentimento e atteggiamento di riguardo, di stima e di deferenza, devota e spesso affettuosa, verso una persona ... anche con riferimento a istituzioni civili o religiose o alle cose che le simboleggiano ... Con riferimento alla manifestazione concreta di tale sentimento mediante azioni o parole ... Sentimento che porta a riconoscere i diritti, il decoro, la dignità e la personalità stessa di qualcuno, e quindi ad astenersi da ogni manifestazione che possa offenderli ... Riferito, invece che alla persona, ai suoi stessi diritti, alle sue cose, ai suoi pensieri e sentimenti ... Osservanza, esecuzione fedele e attenta di un ordine, di una regola, di una norma o di una prescrizione ... Riguardo, considerazione, attenzione". La mancanza di rispetto per Dio riguarda due tipi di persone: coloro che Gli sono ribelli e, pretendendo autonomia da Lui, ignorano, negano, deridono e insultano in svariati modi Lui e tutto ciò che Gli si riferisce (la religione e le sue varie manifestazioni). Mancano di rispetto per Dio, però, anche quei cristiani che manifestano "troppa familiarità" con Lui abusando del Suo essere Padre trattandolo come il loro "amicone" e magari pretendendo che Egli sia al loro servizio rispondendo a tutto ciò che essi desiderano. La riconciliazione con Dio attuata tramite Gesù Cristo, infatti, non elimina il necessario timore che dobbiamo avere di Lui, la dovuta "distanza".

Il "nome" di Dio

Con "nome" di Dio, il terzo comandamento non si riferisce soltanto agli appellativi con i quali Dio si rivela nella Bibbia, ad es. Jahvé, Altissimo, ecc. tradotti in modo diverso a seconda delle versioni della Bibbia, e neanche solo il termine generico "Dio", ma l'auto-rivelazione di Dio nella sua molteplice pienezza. In ebraico per "nome" si intende l'identità di Dio com'è rivelata nel Suo carattere ed essenza. Quando Dio "giura per il Suo grande nome" (Geremia 44:26) Egli giura per l'attestata Sua potenza di realizzare sempre i Suoi propositi, promesse e Parola. Il nome di Dio, eccelso su tutta la terra (Salmi 8:1) è l'espressione del Suo essere com'è manifestato nella Creazione e nella Redenzione. Conoscere il nome di Dio significa essere testimoni di quegli attributi e fare nostro quel carattere che il nome denota (Esodo 6:3,7; 1 Re 8:43; Salmi 91:14; Isaia 52:6; 64:2; Geremia 16:21). Il "nome" di Dio include ogni forma in cui Dio rivela Sé stesso, sia nella Rivelazione generale nella natura che nella Sua Rivelazione speciale come si trova oggi nella forma di Sacra Scrittura (incluse tutte le ordinanze del culto divino prescritto dalla Scrittura, come i sacramenti, la preghiera, i giuramenti, i voti ecc.).

Un atteggiamento santo e riverente

Un atteggiamento "santo e riverente" verso il nome di Dio significa avere un atteggiamento sobrio, serio e rispettoso che ci trattenga dal trattare l'auto-rivelazione di Dio alla leggera o in modo poco seri. In secondo luogo è l'atteggiamento di adorazione per il quale l'infinita maestà e grandezza di Dio si imprime sulla nostra coscienza riempiendoci di timore reverenziale, consapevoli di essere alla presenza di Colui che è Spirito infinito, eterno ed immutabile nel Suo Essere ed attributi. Questo atteggiamento santo e riverente verso Dio dovrebbe essere in completo controllo della nostra consapevolezza ed espressione. Nella nostra consapevolezza interiore e come noi parliamo e scriviamo, dobbiamo essere permeati da un atteggiamento di riverenza verso il nome di Dio.

Questo deve trovare espressione in "una santa professione e comportamento responsabile [idoneo]", vale a dire nella professione pubblica della nostra fede quando noi ci atteniamo esclusivamente a ciò che Dio ci ha rivelato (il modo in cui lo dobbiamo onorare), nell'integrità e coerenza del nostro comportamento e stile di vita.

Il primo e più alto fine dell'onorare il nome di Dio è la gloria di Dio (che pure è il fine ultimo della nostra vita). Inoltre, in modo subordinato: "per il bene di noi stessi e degli altri". L'amore per Dio, per noi stessi e per il nostro prossimo, richiedono tutti che il nome di Dio sia onorato e considerato con il massimo rispetto.

Solo dei cristiani autentici possono veramente onorare e riverire il nome di Dio, perché solo dei veri cristiani conoscono Dio come si conviene, e solo essi vedono veramente l'auto-rivelazione di Dio nel suo vero significato, sia nella natura che nella Scrittura. E' l'obiettivo a cui dobbiamo giungere. Una persona che non sia cristiana potrà certo non avere l'abitudine di profanare Dio con letterali bestemmie. Astenersi dalla "profanità" può essere semplicemente frutto della sua cultura generale e buona educazione, eppure, non essendo cristiano, questi non ha un vero rispetto per Dio in senso spirituale e positivo. Onorare il nome di Dio, nel senso autentico del termine, significa essere stati rigenerati spiritualmente per credere, amare e servire consapevolmente Dio che si rivela in Gesù Cristo, così come le Scritture ce Lo annunciano, ed essere il nostro Signore e Salvatore.