Catmagwest/catmagwest110: differenze tra le versioni

Da Tempo di Riforma.
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'''R. Le ragioni connesse al secondo Comandamento per ulteriormente rafforzarlo, contenute nelle parole: "perché io, il SIGNORE, il tuo Dio, sono un Dio geloso; punisco l'iniquità dei padri sui figli fino alla terza e alla quarta generazione di quelli che mi odiano, e uso bontà, fino alla millesima generazione, verso quelli che m'amano e osservano i miei comandamenti" [554], oltre ad evidenziare la sovranità di Dio su di noi ed il fatto che Egli abbia un diritto su di noi [555], sono il Suo zelo fervente per il culto che Gli è dovuto [556], e la Sua indignazione vendicativa contro ogni falso culto, trattandosi di prostituzione [adulterio] spirituale [557]; considerando chi infrange questo comandamento gente che Lo odia, e minacciando di punirli per diverse generazioni [558]; come pure stimando coloro che lo osservano come gente che Lo ama ed osserva i Suoi comandamenti, promettendo loro misericordia per molte generazioni [559].'''
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[554] Esodo 20:5-6; [555] Salmi 45:11; Apocalisse 15:3-4; [556] Esodo 34:13-14; [557] 1 Corinzi 10:20-22; Deuteronomio 32:16-20; [558] Osea 2:2-4; [559] Deuteronomio 5:29.
  
'''R. Le ragioni annesse al secondo Comandamento per ulteriormente rafforzarlo, contenute nelle parole: ''"perché io, il SIGNORE, il tuo Dio, sono un Dio geloso; punisco l'iniquità dei padri sui figli fino alla terza e alla quarta generazione di quelli che mi odiano, e uso bontà, fino alla millesima generazione, verso quelli che mi amano e osservano i miei comandamenti"'', oltre ad evidenziare la sovranità di Dio su di noi ed il fatto che Egli abbia un diritto su di noi, sono il Suo zelo fervente per il culto che Gli è dovuto, e la Sua indignazione vendicativa contro ogni falso culto, trattandosi di prostituzione [adulterio] spirituale; considerando chi infrange questo comandamento gente che Lo odia, e minacciando di punirli per diverse generazioni; come pure stimando coloro che lo osservano come gente che Lo ama ed osserva i Suoi comandamenti, promettendo loro misericordia per molte generazioni.'''
 
  
 
== Testo originale ==
 
== Testo originale ==

Versione attuale delle 12:15, 14 apr 2018

D/R 109 - indice - D/R 111

110. Quali sono le ragioni annesse al secondo Comandamento per ulteriormente rafforzarlo?

R. Le ragioni connesse al secondo Comandamento per ulteriormente rafforzarlo, contenute nelle parole: "perché io, il SIGNORE, il tuo Dio, sono un Dio geloso; punisco l'iniquità dei padri sui figli fino alla terza e alla quarta generazione di quelli che mi odiano, e uso bontà, fino alla millesima generazione, verso quelli che m'amano e osservano i miei comandamenti" [554], oltre ad evidenziare la sovranità di Dio su di noi ed il fatto che Egli abbia un diritto su di noi [555], sono il Suo zelo fervente per il culto che Gli è dovuto [556], e la Sua indignazione vendicativa contro ogni falso culto, trattandosi di prostituzione [adulterio] spirituale [557]; considerando chi infrange questo comandamento gente che Lo odia, e minacciando di punirli per diverse generazioni [558]; come pure stimando coloro che lo osservano come gente che Lo ama ed osserva i Suoi comandamenti, promettendo loro misericordia per molte generazioni [559].

[554] Esodo 20:5-6; [555] Salmi 45:11; Apocalisse 15:3-4; [556] Esodo 34:13-14; [557] 1 Corinzi 10:20-22; Deuteronomio 32:16-20; [558] Osea 2:2-4; [559] Deuteronomio 5:29.


Testo originale

Inglese Latino
Q. What are the reasons annexed to the second commandment, the more to enforce it? A. The reasons annexed to the second commandment, the more to enforce it, contained in these words, For I the Lord thy God am a jealous God, visiting the iniquity of the fathers upon the children unto the third and fourth generation of them that hate me; and showing mercy unto thousands of them that love me, and keep my commandments; are, besides God's sovereignty over us, and propriety in us, his fervent zeal for his own worship, and his revengeful indignation against all false worship, as being a spiritual whoredom; accounting the breakers of this commandment such as hate him, and threatening to punish them unto divers generations; and esteeming the observers of it such as love him and keep his commandments, and promising mercy to them unto many generations. Q. Quaenam sunt rationes annexae secundo mandato, quibus nos ad eius observationem magis impellamur? R. Rationes annexae secundo mandato, quibus ad eius observationem magis impellamur, hisce verbis comprehensae [Siquidem ego Dominus Deus tuus, deus sum Zelotypus, visitans iniquitates Patrum in filios ad tertiam usque quartamque progeniem osorum mei, exhibens vero misericordiam ad millenas usque diligentium me, ac mandata mea observatium] sunt (praeter Dei supremum in nos Dominum ac ius nostri peculiare) fervens eius pro cultu suo Zelus, vindex adversus cultum quemvis falsum indignatio, tanquam spirituale quoddam adulterium; tum etiam quod huiusce mandati violastores habeat deus pro ipsius osoribus, in eosque se per varias progenies animadversorum interminetur, eius autem observatores habeat pro amicis suis ac mandatis ipsius obtemperantibus, ac misericordiam iis per multas generationes polliceatur.

Riferimenti biblici

  • La sovranità ed i diritti di Dio su di noi. "e il re s'innamorerà della tua bellezza. Egli è il tuo signore, inchìnati a lui" (Salmi 45:11); "Grandi e meravigliose sono le tue opere, o Signore, Dio onnipotente; giuste e veritiere sono le tue vie, o Re delle nazioni. Chi non temerà, o Signore, e chi non glorificherà il tuo nome? Poiché tu solo sei santo; e tutte le nazioni verranno e adoreranno davanti a te, perché i tuoi giudizi sono stati manifestati" (Apocalisse 15:3-4).
  • Il fervente zelo di Dio per ciò che Gli appartiene. "...ma demolite i loro altari, frantumate le loro colonne, abbattete i loro idoli; tu non adorerai altro dio, perché il SIGNORE, che si chiama il Geloso, è un Dio geloso" (Esodo 34:13-14).
  • L'indignazione vendicativa di Dio contro ogni falso culto. " Tutt'altro; io dico che le carni che i pagani sacrificano, le sacrificano ai demòni e non a Dio; ora io non voglio che abbiate comunione con i demòni. Voi non potete bere il calice del Signore e il calice dei demòni; voi non potete partecipare alla mensa del Signore e alla mensa dei demòni. O vogliamo forse provocare il Signore a gelosia? Siamo noi più forti di lui?" (1 Corinzi 10:20-22); "I figli raccolgono legna, i padri accendono il fuoco, le donne impastano la farina per fare delle focacce alla regina del cielo e per fare libazioni ad altri dèi, per offendermi. È proprio me che offendono?», dice il SIGNORE, «Non offendono essi loro stessi, a loro vergogna?». Perciò così parla il Signore, DIO: «Ecco, la mia ira, il mio furore, si riversa su questo luogo, sugli uomini e sulle bestie, sugli alberi della campagna e sui frutti della terra; essa consumerà ogni cosa e non si estinguerà" (Geremia 7:18-20); "Ti sei prostituita agli Egiziani, tuoi vicini dalle membra vigorose, e hai moltiplicato le tue prostituzioni per provocare la mia ira. Perciò, ecco, io ho steso la mia mano contro di te, ho diminuito la razione che ti avevo fissata, e ti ho abbandonata in balìa delle figlie dei Filistei, che ti odiano e hanno vergogna della tua condotta scellerata" (Ezechiele 16:26-27); "Essi lo hanno fatto ingelosire con divinità straniere, lo hanno irritato con pratiche abominevoli. Hanno sacrificato a dèmoni che non sono Dio, a dèi che non avevano conosciuto, dèi nuovi, apparsi di recente, che i vostri padri non avevano temuto. Hai abbandonato la Rocca che ti diede la vita, e hai dimenticato il Dio che ti mise al mondo. Il SIGNORE lo ha visto, e ha rinnegato i suoi figli e le sue figlie che l'avevano irritato; e ha detto: "Io nasconderò loro il mio volto e starò a vedere quale sarà la loro fine; poiché sono una razza perversa, sono figli infedeli" (Deuteronomio 32:16-20).
  • La minaccia di Dio di punire per diverse generazioni coloro che infrangono il secondo Comandamento. "Contestate vostra madre, contestatela! perché lei non è più mia moglie, e io non sono più suo marito! Tolga dalla sua faccia le sue prostituzioni, e i suoi adulteri dal suo petto; altrimenti, io la spoglierò nuda, la metterò com'era nel giorno che nacque, la renderò simile a un deserto, la ridurrò come una terra arida e la farò morir di sete. 4 Non avrò pietà dei suoi figli, perché sono figli di prostituzione" (Osea 2:2-4).
  • La promessa di Dio d'usare misericordia per molte generazioni verso coloro che osservano il secondo Comandamento. "Oh, avessero sempre un simile cuore da temermi e da osservare tutti i miei comandamenti, affinché venga del bene a loro e ai loro figli per sempre!" (Deuteronomio 5:29).

Commento

Il culto che a Dio è dovuto è cosa estremamente seria. Dio non solo comanda di onorarlo secondo le Sue precise prescrizioni e secondo quelle soltanto, ma sottolinea come sia particolarmente severo il castigo della sua trasgressione così come sarà ampiamente benedetto chi l'osserva diligentemente.

Iddio fornisce due ragioni per questo Suo atteggiamento:

(1) Noi siamo sottoposti alla Sua sovranità e siamo, come Suo popolo, Sua proprietà. La sovranità che Dio ha su di noi è assoluta. A nessuno è consentito di sfidare la Sua autorità su di noi. Noi siamo Sua proprietà, siamo stati, infatti, "comprati a caro prezzo" (1 Corinzi 6:20; 1 Corinzi 7:23). Queste verità sono implicate nell'affermazione: "Io sono il Signore tuo Dio".

(2) Il "fervente zelo per ciò che Gli appartiene", espressione basata sull'affermazione che Dio è "un Dio geloso" significa che Dio non soltanto desidera che le Sue creature razionali Gli rendano culto, ma che Egli deve ricevere da loro il culto particolare che ha prescritto (il "come" del culto). Si sente talvolta dire che a Dio non importi se la gente Lo adori oppure no o su come essi lo facciano. Dio, però, è geloso del proprio culto. Egli non è indifferente sul se e sul come Egli è adorato.

L'atteggiamento di Dio al riguardo dei falsi culti è quello di indignazione vendicativa. Quest'espressione del Catechismo è ampiamente attestata da numerosi brani della Scrittura. Larghe sezioni dei libri profetici insegnano questa verità, specialmente al riguardo della sua non mitigata ira verso l'idolatria. Non si tratta, però, di un atteggiamento presente solo nell'Antico Testamento. Forse l'affermazione più forte dell'ora di Dio contro il falso culto è in Apocalisse 14:9-11 dove leggiamo di coloro che si sono resi colpevoli di rendere culto alla Bestia ed alla sua immagine: "...egli pure berrà il vino dell'ira di Dio versato puro nel calice della sua ira; e sarà tormentato con fuoco e zolfo davanti ai santi angeli e davanti all'Agnello». Il fumo del loro tormento sale nei secoli dei secoli. Chiunque adora la bestia e la sua immagine e prende il marchio del suo nome, non ha riposo né giorno né notte". Se vogliamo essere fedeli alla Bibbia dobbiamo resistere risolutamente contro la tendenza moderna di minimizzare, sottovalutare l'insegnamento della Scrittura sull'ira di Dio contro il peccato.

Per evidenziare la malvagità del falso culto, la Scrittura fa frequente uso dell'immagine della moglie infedele ed adultera che infrange i suoi voti nuziali. Dio è rappresentato come marito del Suo popolo, la nazione di Israele, ma anche dell'Israele spirituale, la Sua Chiesa. In questo rapporto "nuziale" è richiesta la fedeltà di Israele al vero Dio, con il quale soltanto ha stabilito un patto. Israele, però, si era dimostrata infedele volgendosi al culto delle divinità di popoli pagani a lei vicini. Questo è denunciato come adulterio spirituale. Osea 2:2-4 non è il solo brano della stessa natura negli scritti profetici. Con questa immagine, Dio manifesta quanto Gli sia odioso qualsiasi compromesso che il Suo popolo faccia con religioni e pratiche aliene.

Si potrebbe pensare che sia ingiusto che Dio "se la prenda" nel caso di infedeltà, anche su generazioni posteriori a quelle che se ne erano rese colpevoli. Il Riformatore Giovanni Calvino spiega bene questo fatto nella sua Istituzione (2:8:20).

"Domandiamoci in primo luogo se queste vendette sono in contrasto con la giustizia divina. Dato che tutta la natura umana è condannabile, è certo che la rovina è preparata per coloro ai quali il Signore non comunica la sua grazia: essi periscono per la propria iniquità e non a causa di un odio malvagio da parte di Dio né possono lamentarsi di non essere aiutati da Dio a raggiungere la salvezza come gli altri. Se dunque questa punizione colpisce i malvagi per la loro iniquità e le loro case sono lungamente private della grazia di Dio, chi potrebbe rimproverarne Dio? Qualcuno però dirà: Il Signore, al contrario, afferma che il figlio non porterà la pena per il peccato del padre. Esaminiamo attentamente quel testo. Gli Israeliti, oppressi lungamente da molte sventure, avevano un proverbio comune: "I padri hanno mangiato l'uva acerba e ai figli s'allegano i denti". Con questo intendevano dire che i loro genitori avevano commesso le mancanze per cui essi sopportavano tanti mali, senza averli meritati; consideravano che Dio fosse mosso da collera eccessiva più che da giusta severità. Il Profeta replica che non è vero: essi scontano le mancanze proprie perché non è compatibile con la giustizia divina che il figlio innocente e giusto sia punito per gli errori del padre; ne questo è detto dal comandamento. Quando il Signore sottrae alla casa degli iniqui la propria grazia, la luce della sua verità e tutti gli aiuti per la salvezza, di modo che i figli, abbandonati alla cecità, seguono la strada dei loro predecessori, in questo caso si può dire che essi sopportano la maledizione di Dio per i misfatti dei loro padri. L'essere puniti con calamità temporali o morte eterna, non avviene però a causa dei peccati altrui, ma dei propri".

Il fatto che poi Dio dica: "...e uso bontà, fino alla millesima generazione, verso quelli che mi amano e osservano i miei comandamenti" è un'iperbole per indicare "molte generazioni". E' un'espressione che ricorre pure in altri luoghi, come Genesi 17:7. Iddio mette qui in evidenza la grandezza della Sua misericordia rispetto alle "quattro generazioni" verso le quali manifesta la Sua ira. A questo riguardo, vedasi sempre Calvino in: 2:8:21.

Prendendo a cuore le ragioni annesse al secondo Comandamento, dovremmo avere un atteggiamento di serio interesse e di cura coscienziosa al riguardo del culto che rendiamo a Dio e del modo in cui lo pratichiamo. Dovremmo aver cura di partecipare fedelmente al culto di Dio ed evitare ogni compromesso con qualsiasi cosa sia contraria alla verità che Dio ha rivelato.