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'''I doveri richiesti nel secondo comandamento sono: accogliere, osservare, e conservare puro ed integro tutto il culto e le ordinanze religiose che Dio ha istituito nella sua Parola [518]; particolarmente la preghiera e il rendimento di grazie nel nome di Cristo [519]; la lettura, la predicazione, e l’ascolto [della Parola] [520]; l’amministrazione ed il ricezione dei sacramenti [521]; il governo e la disciplina della Chiesa [522]; i suoi servizi e doveri [523]; il digiuno religioso [524]; giurare nel nome di Dio [525]; i voti a Lui fatti [526]; come pure disapprovare, detestare, opporsi ad ogni falso culto [527]; e, nel rispetto dello stato e vocazione di ciascuno, la sua estirpazione insieme ad ogni monumento d’idolatria [528].'''
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[518] Deuteronomio 32:46-47; Matteo 28:20; Atti 2:42; 1 Timoteo 6:13-14; [519] Filippesi 4:6; Efesini 5:20; [520] Deuteronomio 17:18-19; Atti 15:21; 2 Timoteo 4:2; Giacomo 1:21-22; [521] Matteo 28:19; 1 Corinzi 11:23-30; [522] Matteo 18:15-17; Matteo 16:19; 1 Corinzi 5; 1 Corinzi 12:28; [523] Efesini 4:11-12; 1 Timoteo 5:17-18; 1 Corinzi 9:7-15; [524] Gioele 2:12,18; 1 Corinzi 7:5; [525] Deuteronomio 6:13; [526] Salmi 76:11; [527] Atti 17:16-17; Salmi 16:4; [528] Deuteronomio 7:5; Isaia 30:22.
  
'''R. I doveri richiesti nel secondo comandamento sono: accogliere, osservare, e conservare puro ed integro tutto il culto e le ordinanze religiose che Dio ha istituito nella sua Parola; particolarmente la preghiera e il rendimento di grazie nel nome di Cristo; la lettura, la predicazione, e l’ascolto [della Parola]; l’amministrazione ed il ricezione dei sacramenti; il governo e la disciplina della Chiesa; i suoi servizi e doveri; il digiuno religioso; giurare nel nome di Dio; i voti a Lui fatti; come pure disapprovare, detestare, opporsi ad ogni falso culto; e, nel rispetto dello stato e vocazione di ciascuno, la sua estirpazione insieme ad ogni monumento d’idolatria.'''
 
  
 
== Testo originale ==
 
== Testo originale ==

Versione attuale delle 11:36, 14 apr 2018

D/R 107 - indice - D/R 109

108. Quali sono i doveri richiesti nel secondo comandamento?

I doveri richiesti nel secondo comandamento sono: accogliere, osservare, e conservare puro ed integro tutto il culto e le ordinanze religiose che Dio ha istituito nella sua Parola [518]; particolarmente la preghiera e il rendimento di grazie nel nome di Cristo [519]; la lettura, la predicazione, e l’ascolto [della Parola] [520]; l’amministrazione ed il ricezione dei sacramenti [521]; il governo e la disciplina della Chiesa [522]; i suoi servizi e doveri [523]; il digiuno religioso [524]; giurare nel nome di Dio [525]; i voti a Lui fatti [526]; come pure disapprovare, detestare, opporsi ad ogni falso culto [527]; e, nel rispetto dello stato e vocazione di ciascuno, la sua estirpazione insieme ad ogni monumento d’idolatria [528].

[518] Deuteronomio 32:46-47; Matteo 28:20; Atti 2:42; 1 Timoteo 6:13-14; [519] Filippesi 4:6; Efesini 5:20; [520] Deuteronomio 17:18-19; Atti 15:21; 2 Timoteo 4:2; Giacomo 1:21-22; [521] Matteo 28:19; 1 Corinzi 11:23-30; [522] Matteo 18:15-17; Matteo 16:19; 1 Corinzi 5; 1 Corinzi 12:28; [523] Efesini 4:11-12; 1 Timoteo 5:17-18; 1 Corinzi 9:7-15; [524] Gioele 2:12,18; 1 Corinzi 7:5; [525] Deuteronomio 6:13; [526] Salmi 76:11; [527] Atti 17:16-17; Salmi 16:4; [528] Deuteronomio 7:5; Isaia 30:22.


Testo originale

Inglese Latino
Q. What are the duties required in the second commandment? A. The duties required in the second commandment are, the receiving, observing, and keeping pure and entire, all such religious worship and ordinances as God has instituted in his Word; particularly prayer and thanksgiving in the name of Christ; the reading, preaching, and hearing of the Word; the administration and receiving of the sacraments; church government and discipline; the ministry and maintenance thereof; religious fasting; swearing by the name of God, and vowing unto him: as also the disapproving, detesting, opposing, all false worship; and, according to each one's place and calling, removing it, and all monuments of idolatry. Q. Quaenam sunt officia quae in secundo praecepto imperantur? R. Officia que in secundo praecepto imperantur sunt cultum religiosum ac instituta quae Deus in verbo suo instituit recipere, observare, pura ac integra conservare. Cuiusmodi sunt preces et gratiarum actio in nomine Christi; verbi lectio, paedicatio ac auditio; Sacramentorum administratio et receptio; Ecclesiae regimen ac disciplina; ministrorum ordo ac stipendia; ieiunia religiosa; iurare per nomen Dei, eique vota munenpare; prost etiam cultus omnis falsi improbatio, detestatio, ac impugnatio; eiusque simul et monumentorum omnium idololatriae, pro ea quam unuiscuiusque status ac vocatio dederit facultate, extirpatio.

Riferimenti biblici

  • Il secondo comandamento: "Non farti scultura, né immagine alcuna delle cose che sono lassù nel cielo o quaggiù sulla terra o nelle acque sotto la terra. Non ti prostrare davanti a loro e non li servire, perché io, il SIGNORE, il tuo Dio, sono un Dio geloso; punisco l'iniquità dei padri sui figli fino alla terza e alla quarta generazione di quelli che mi odiano, e uso bontà, fino alla millesima generazione, verso quelli che mi amano e osservano i miei comandamenti" (Esodo 20:4-6).
  • Il dovere di ricevere, osservare, e preservare puri ed intatti, tutto il culto e le ordinanze religiose che Dio ha istituito nelle Sacre Scritture. ""'Prendete a cuore tutte le parole che oggi pronuncio solennemente davanti a voi. Le prescriverete ai vostri figli, affinché abbiano cura di mettere in pratica tutte le parole di questa legge. Poiché questa non è una parola senza valore per voi: anzi, è la vostra vita; per questa parola prolungherete i vostri giorni nel paese del quale andate a prendere possesso, passando il Giordano' (Deuteronomio 32:46-47); "Poiché dove due o tre sono riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro" (Matteo 18:20); "Ed erano perseveranti nell'ascoltare l'insegnamento degli apostoli e nella comunione fraterna, nel rompere il pane e nelle preghiere" (Atti 2:42); "Al cospetto di Dio che dà vita a tutte le cose, e di Cristo Gesù che rese testimonianza davanti a Ponzio Pilato con quella bella confessione di fede, ti ordino di osservare questo comandamento da uomo senza macchia, irreprensibile, fino all'apparizione del nostro Signore Gesù Cristo" (1 Timoteo 6:13-14).
  • La preghiera ed il rendimento di grazie in nome di Cristo è un'ordinanza stabilita nelle Scritture. "Non angustiatevi di nulla, ma in ogni cosa fate conoscere le vostre richieste a Dio in preghiere e suppliche, accompagnate da ringraziamenti" (Filippesi 4:6); "ringraziando continuamente per ogni cosa Dio Padre, nel nome del Signore nostro Gesù Cristo" (Efesini 5:20).
  • Dio stesso ha stabilito che la lettura, predicazione ed ascolto della Sua Parola fossero ordinanze del culto. "E quando si insedierà sul suo trono reale, scriverà per suo uso, in un libro, una copia di questa legge secondo l'esemplare dei sacerdoti levitici. Terrà il libro presso di sé e lo leggerà tutti i giorni della sua vita, per imparare a temere il SIGNORE, il suo Dio, a mettere diligentemente in pratica tutte le parole di questa legge e tutte queste prescrizioni" (Deuteronomio 17:18-19); "Perché Mosè fin dalle antiche generazioni ha in ogni città chi lo predica nelle sinagoghe dove viene letto ogni sabato" (Atti 15:21); "...predica la parola, insisti in ogni occasione favorevole e sfavorevole, convinci, rimprovera, esorta con ogni tipo di insegnamento e pazienza" (2 Timoteo 4:2); "Perciò, deposta ogni impurità e residuo di malizia, ricevete con dolcezza la parola che è stata piantata in voi, e che può salvare le anime vostre. Ma mettete in pratica la parola e non ascoltatela soltanto, illudendo voi stess" (Giacomo 1:21-22); "Perciò, subito mandai a chiamarti, e tu hai fatto bene a venire; or dunque siamo tutti qui presenti davanti a Dio, per ascoltare tutto ciò che ti è stato comandato dal Signore»" (Atti 10:33).
  • I sacramenti del Battesimo e della Cena del Signore sono ordinanze stabilite per il culto; "Andate dunque e fate miei discepoli tutti i popoli battezzandoli nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo" (Matteo 28:19); "Poiché ho ricevuto dal Signore quello che vi ho anche trasmesso; cioè, che il Signore Gesù, nella notte in cui fu tradito, prese del pane, e dopo aver reso grazie, lo ruppe e disse: «Questo è il mio corpo che è dato per voi; fate questo in memoria di me». Nello stesso modo, dopo aver cenato, prese anche il calice, dicendo: «Questo calice è il nuovo patto nel mio sangue; fate questo, ogni volta che ne berrete, in memoria di me. 26 Poiché ogni volta che mangiate questo pane e bevete da questo calice, voi annunciate la morte del Signore, finché egli venga». Perciò, chiunque mangerà il pane o berrà dal calice del Signore indegnamente, sarà colpevole verso il corpo e il sangue del Signore. Ora ciascuno esamini se stesso, e così mangi del pane e beva dal calice; 29 poiché chi mangia e beve, mangia e beve un giudizio contro se stesso, se non discerne il corpo del Signore. Per questo motivo molti fra voi sono infermi e malati, e parecchi muoiono" (1 Corinzi 11:23-30).
  • Il governo e la disciplina della Chiesa sono stabilite nella Scrittura come ordinanze divine. "Se tuo fratello ha peccato contro di te, va' e convincilo fra te e lui solo. Se ti ascolta, avrai guadagnato tuo fratello; ma, se non ti ascolta, prendi con te ancora una o due persone, affinché ogni parola sia confermata per bocca di due o tre testimoni. Se rifiuta d'ascoltarli, dillo alla chiesa; e, se rifiuta d'ascoltare anche la chiesa, sia per te come il pagano e il pubblicano" (Matteo 18:15-17); "Io ti darò le chiavi del regno dei cieli; tutto ciò che legherai in terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai in terra sarà sciolto nei cieli" (Matteo 16:19); 1 Corinzi 5 tutto; "E Dio ha posto nella chiesa in primo luogo degli apostoli, in secondo luogo dei profeti, in terzo luogo dei dottori, poi miracoli, poi doni di guarigioni, assistenze, doni di governo, diversità di lingue" (1 Corinzi 12:28).
  • L'opera del ministero evangelico ed il suo sostegno da parte dei membri della chiesa, sono doveri stabiliti da Dio nella Sua Parola. "È lui che ha dato alcuni come apostoli, altri come profeti, altri come evangelisti, altri come pastori e dottori, per il perfezionamento dei santi in vista dell'opera del ministero e dell'edificazione del corpo di Cristo" (Efesini 4:11-12); "Gli anziani che tengono bene la presidenza siano reputati degni di doppio onore, specialmente quelli che si affaticano nella predicazione e nell'insegnamento; infatti la Scrittura dice: «Non mettere la museruola al bue che trebbia»; e: «L'operaio è degno del suo salario»" (1 Timoteo 5:17-18); "hi mai fa il soldato a proprie spese? Chi pianta una vigna e non ne mangia il frutto? O chi pascola un gregge e non si ciba del latte del gregge? Dico forse queste cose da un punto di vista umano? Non le dice anche la legge? Difatti, nella legge di Mosè è scritto: «Non mettere la museruola al bue che trebbia il grano». Forse che Dio si dà pensiero dei buoi? O non dice così proprio per noi? Certo, per noi fu scritto così; perché chi ara deve arare con speranza e chi trebbia il grano deve trebbiarlo con la speranza di averne la sua parte. Se abbiamo seminato per voi i beni spirituali, è forse gran cosa se mietiamo i vostri beni materiali? 12 Se altri hanno questo diritto su di voi, non lo abbiamo noi molto di più? Ma non abbiamo fatto uso di questo diritto; anzi sopportiamo ogni cosa, per non creare alcun ostacolo al vangelo di Cristo. Non sapete che quelli che fanno il servizio sacro mangiano ciò che è offerto nel tempio? E che coloro che attendono all'altare, hanno parte all'altare? Similmente, il Signore ha ordinato che coloro che annunciano il vangelo vivano del vangelo. Io però non ho fatto alcun uso di questi diritti, e non ho scritto questo perché si faccia così a mio riguardo; poiché preferirei morire, anziché vedere qualcuno rendere vano il mio vanto" (1 Corinzi 9:7-15).
  • Il digiuno religioso è un'ordinanza divina. "Nondimeno, anche adesso», dice il SIGNORE, «tornate a me con tutto il vostro cuore, con digiuni, con pianti e con lamenti!» ... Il SIGNORE ha provato gelosia per il suo paese e ha avuto pietà del suo popolo" (Gioele 2:12, 18); "Non privatevi l'uno dell'altro, se non di comune accordo, per un tempo, per dedicarvi alla preghiera; e poi ritornate insieme, perché Satana non vi tenti a motivo della vostra incontinenza" (1 Corinzi 7:5).
  • Fare e adempiere voti a Dio è un'ordinanza del culto stabilita nelle Scritture. "Il SIGNORE si farà conoscere all'Egitto e gli Egiziani, in quel giorno, conosceranno il SIGNORE, gli offriranno un culto con sacrifici e offerte, faranno voti al SIGNORE e li adempiranno" (Isaia 19:21); "Fate voti al SIGNORE, al Dio vostro, e adempiteli; tutti quelli che gli stanno attorno portino doni al Tremendo" (Salmo 76:11).

Commento

Il secondo comandamento s'incentra sul culto che a Dio è dovuto. Esso ne parla con una proibizione al riguardo dell'idolatria, ma implica il dovere corrispondente di praticare quel culto che Dio gradisce.

Il secondo comandamento impone al popolo di Dio tre doveri:

  • Accogliere quanto Dio prescrive al riguardo del culto come obbligo vincolante per la coscienza e la condotta.
  • La diligente osservanza di quanto Dio prescrive, vale a dire non semplicemente credervi astrattamente come articolo di fede, ma di praticarlo di fatto nella nostra vita.
  • Preservare il culto che Dio gradisce, vale a dire aderire strettamente ad esso come stabilito dalle Sacre Scritture, evitando scrupolosamente qualsiasi cosa che possa corromperne la pratica, introducendo innovazioni o operando cambiamenti che non siano espressamente sanciti da Dio nella Sua Parola, quali che siano le nostre giustificazioni al riguardo.

La diligenza nell'osservanza di quanto Dio prescrive nella Sua Parola al riguardo del culto è motivata dalla "gelosia" che Dio ha per esso: Egli non è disposto a permettere che noi si faccia nell'ambito del culto quel che noi riteniamo più opportuno. Dio è sovrano su ogni cosa, siamo quindi tenuti ad ubbidire alla Sua volontà: Egli ha chiaramente rivelato nella Scrittura essere la Sua precisa volontà che noi Gli si renda culto soltanto attraverso le ordinanze che Egli per esso ha stabilito e in nessun altro modo.

Oggi noi viviamo in un tempo in cui tutto, anche la religione, viene posto "al servizio dell'uomo". Si intende così valutare e rispettare le sue necessità, diritti, preferenze, coscienza, dignità e libertà. Dappertutto, anche nelle chiese, sembra prevalere il principio pragmatico commerciale che per "avere successo" bisogna rispondere ai gusti, preferenze, desideri e necessità "dell'utenza". Ecco così che molte "chiese moderne" anche per quanto riguarda la forma del culto, tendono sempre di più ad adattarsi a "quello che la gente vuole", a rispondere ai "bisogni percepiti", a compiacere quelli che si identificano come i gusti soprattutto "dei giovani" (la "chiesa futura"), e tutto questo per "garantirsi un uditorio" e soprattutto le proprie risorse economiche molto spesso carenti. Oggi una "chiesa avveduta", per poter svolgere il suo compito "nel modo migliore" ed "avere successo", ci si aspetta che si avvalga delle tecniche del marketing. Diventa così la "chiesa azienda" che per "vendere il suo prodotto" si adatta ai desiderata del suo target.

Tutto questo solo apparentemente può sembrare "sensato". Ci si dimentica però che la chiesa ed il suo culto non è "al servizio dell'uomo", ma al servizio di Dio! Una chiesa cristiana, una chiesa che voglia essere coerente con la sua Costituzione, vale a dire con le Scritture dell'Antico e del Nuovo Testamento, è una chiesa che pone Dio e non "l'uomo" al centro della sua attenzione. Soprattutto per quanto riguarda il culto (il "servizio divino") la chiesa è tenuta a rispondere ai diritti, desideri, preferenze e volontà di Dio. Nel culto è Dio che la chiesa è chiamata a servire, non "l'uomo" e quindi deve sempre chiedersi non quello che la gente preferirebbe che il culto fosse, ma ciò che Dio intende che il culto sia e contenga, che cosa Dio ha comandato al riguardo nella Sua Parola. Non quindi "ricerche di mercato" ma "studio biblico" per comprendere e poi praticare ciò che Dio desidera, anzi, comanda!

I desideri di Dio non necessariamente coincidono con "i desideri dell'uomo". Tutto questo nella consapevolezza che quando in primo luogo si serve Dio, anche l'essere umano ne avrà sicuramente beneficio, perché le due cose non sono in contraddizione anche se i "bisogni percepiti" dell'essere umano non sono necessariamente i suoi bisogni reali. E' vero che Dio non ha dei "bisogni" che noi dobbiamo e possiamo servire, ma è in un culto secondo la Sua volontà che si potrà rispondere agli autentici bisogni umani che Dio vede molto più chiaramente di quanto noi vediamo.

E' particolarmente significativo che il secondo comandamento colpisca l'idolatria perché quando si vorrebbe rendere culto a Dio secondo i nostri gusti e preferenze, inevitabilmente si cade nell'idolatria, come è illustrato dall'episodio paradigmatico del libro dell'Esodo in cui il popolo di Dio, in assenza di Mosè e della sua presenza regolatrice chiede ad Aronne di onorare Dio attraverso un vitello d'oro (ad imitazione dei popoli pagani) e con celebrazioni orgiastiche. "Mosè disse ad Aaronne: «Che ti ha fatto questo popolo, che gli hai attirato addosso un così grande peccato?» Aaronne rispose: «L'ira del mio signore non s'infiammi; tu conosci questo popolo e sai che è incline al male. Essi mi hanno detto: "Facci un dio che vada davanti a noi; poiché quel Mosè, l'uomo che ci ha fatti uscire dal paese d'Egitto, non sappiamo che fine abbia fatto". Io ho detto loro: "Chi ha dell'oro se lo levi di dosso!" Essi me l'hanno dato; io l'ho buttato nel fuoco e ne è venuto fuori questo vitello»" (Esodo 32:21-24). Si notino nel testo le giustificazioni di Aronne e la giusta indignazione di Mosè che, al suo ritorno, deve assistere a quello spettacolo. Mosè non dice: "Ma che bravo il popolo, quanto è religioso!", ma: "Quello non è e non può essere il modo in cui Dio va adorato", non quindi i desiderata del popolo, ma la volontà di Dio! In quel caso non è che Israele avesse tradito Dio per rivolgersi a dei falsi déi, ma voleva onorare il Dio vero e vivente nel modo che gli pareva più opportuno, nel modo suggerito dalla cultura a cui era abituato e questo la Scrittura chiama pure "idolatria", altrimenti chiamata "culto volontario" ["Quelle cose hanno, è vero, una parvenza di sapienza per quel tanto che è in esse di culto volontario, di umiltà e di austerità nel trattare il corpo, ma non hanno alcun valore; servono solo a soddisfare la carne" (Colossesi 2:23)].

La chiesa cattolica romana e anche molte chiese evangeliche ritengono che, in materia di culto la chiesa non sia limitata a quanto le Scritture affermano o esemplificano, ma che la chiesa possa decidere di impostare il suo culto come ritenga più opportuno introducendovi pure ordinanze e forme di culto non espressamente comandate sulla base dei nostri criteri. Per quanto questo possa parerci giustificabile, di fatto questo atteggiamento al riguardo del culto è chiara spiegazione di come siano stati possibili ed ancora sono molti abusi e pratiche corrotte introdotte nella storia del Cattolicesimo romano, come pure dell'Ortodossia orientale e di molte chiese evangeliche. Che diverse chiese evangeliche considerino la forma ed il contenuto del loro culto come "una questione indifferente" è grave per chi a gran voce afferma come le Sacre Scritture siano la regola della nostra fede e della nostra condotta. Questo principio non sembra valere spesso per il culto! Che dire, poi, quando si proclama la sovranità di Dio ma ...non al riguardo delle forme e del contenuto del culto che a Lui è rivolto? Si dice: "Dobbiamo essere spontanei nel culto", ma è proprio per quel concetto che l'antico Israele si era fatto un vitello d'oro da adorare e che diverse chiese evangeliche oggi hanno trasformato il culto in uno show televisivo, in una sorta di "concerto rock" con musica assordante, danze, mimi, e spettacoli di varietà, liberi interventi, il tutto, naturalmente, all'insegna del "non annoiare" e "attirare la gente". Visto però che il culto deve essere gradito a Dio, che ne pensa Lui delle nostre pratiche? Non basta dire che qualsiasi cosa non sia espressamente proibito nella Scrittura è ammesso e legittimo per adorare Dio. Che cosa Dio comanda per il culto? Qual è l'esempio normativo della chiesa antica testimoniato nel Nuovo Testamento?

La Scrittura per il culto comanda elementi regolari come: preghiera, canto dei Salmi biblici, lettura e spiegazione delle Scritture, raccolta delle offerte e celebrazione dei sacramenti; ed elementi occasionali come: il digiuno ed le promesse solenni o voti. Ci atteniamo a questo? E' ciò che prescrive Dio nella Sua Parola ed è sancito nel secondo comandamento.

Questioni supplementari

Le ordinanze del culto divino devono essere praticate in quattro sfere della vita umana: (1) quella del cristiano individuale; (2) la famiglia cristiana; (3) la Chiesa cristiana; (4) la nazione cristiana. Alcune fra queste ordinanze sono limitate, però, alla chiesa, altre sono adatte solo all'individuo, la chiesa e la famiglia. Il Battesimo e la Cena del Signore sono ordinanze della Chiesa e non possono essere osservate privatamente in famiglia o in associazioni volontarie. Voti e promesse solenni, d'altro canto, sono ordinanze adatte ad una nazione cristiana come pure per una Chiesa.

Il commento continua ulteriormente qui.

Per approfondire, vedasi: Istruzioni sul culto pubblico dai Canoni di Westminster,