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Da Tempo di Riforma.

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D. 99. Quali regole devono essere osservate per la retta comprensione dei Dieci Comandamenti?

R. Per la retta comprensione dei Dieci Comandamenti devono essere osservate le seguenti regole:

[...]

2. Che essa è spirituale: essa, cioè, si estende fino all’intelletto, la volontà, i sentimenti ed ogni altro potere dell’anima, tanto quanto parole, opere e gesti.

Riferimenti biblici

  • La legge morale è per sua natura di carattere spirituale. "Sappiamo infatti che la legge è spirituale; ma io sono carnale, venduto schiavo al peccato" (Romani 7:14).
  • La legge morale esige che ci si conformi ad essa con tutte le facoltà della nostra mente o anima. "Tu amerai dunque il SIGNORE, il tuo Dio, con tutto il cuore, con tutta l'anima tua e con tutte le tue forze" (Deuteronomio 6:5) confrontato con "Gesù gli disse: «"Ama il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente". Questo è il grande e il primo comandamento. Il secondo, simile a questo, è: "Ama il tuo prossimo come te stesso" (Matteo 22:37-39).

Commento

L'aggettivo "spirituale" nella Bibbia non corrisponde al significato che spesso oggi gli si dà di "religioso" o "devozionale", ma indica ciò che riguarda il cuore dell'essere umano. Il "cuore" dell'essere umano è la nostra identità personale profonda che trascende le manifestazioni temporali della nostra vita, la nostra corporeità, e che le sopravvive. "Cuore" corrisponde in linea di massima a ciò che comunemente è stato definito "anima", il nostro spirito. È ciò che siamo "dentro" veramente. Potremmo, infatti, conformarci esteriormente ad una legge, magari "di mala voglia", senza che il cuore ne fosse coinvolto, non "volentieri", senza quella profonda persuasione e amore verso Chi ci ha dato la Sua legge che Gli conviene. Il cuore è stato definito la radice religiosa sopra-razionale dell'esistenza umana da cui procede la nostra vita: "Custodisci il tuo cuore più di ogni altra cosa, poiché da esso provengono le sorgenti della vita" (Proverbi 4:23). In termini biblici esso è il nostro "uomo interiore" contrapposto a "uomo esteriore": "Perciò non ci scoraggiamo; ma, anche se il nostro uomo esteriore si va disfacendo, il nostro uomo interiore si rinnova di giorno in giorno" (2 Corinzi 4:16). La legge morale che Dio ci ha data riguarda, perciò, non solo la nostra condotta esteriore ed azioni, ma anche quello che siamo "in profondità", emozioni, desideri, risoluzioni della volontà ecc. Soltanto la legge morale di Dio ha un tale carattere spirituale e quindici deve coinvolgere totalmente.

La legge morale riguarda l'intelletto nel senso che pure il nostro intelletto deve essere sottomesso alla legge morale di Dio e che, per esempio, è peccato essere compiacenti e tollerare ciò che è falso, oppure avere il nostro pensiero distorto o accecato da pregiudizi. Siamo responsabili non solo delle nostre azioni, ma di come pensiamo. "Quindi, fratelli, tutte le cose vere, tutte le cose onorevoli, tutte le cose giuste, tutte le cose pure, tutte le cose amabili, tutte le cose di buona fama, quelle in cui è qualche virtù e qualche lode, siano oggetto dei vostri pensieri" (Filippesi 4:8).

La legge morale riguarda la volontà nel senso che la nostra capacità di prendere decisioni o fare scelte è soggetta alla legge morale di Dio. Si trasgredisce la legge morale di Dio quando si manca di prendere una decisione in armonia con essa o quando siamo condizionati nelle nostre scelte da motivazioni sbagliate o peccaminose.

Che la legge morale riguardi "i sentimenti" significa che ad essa sono soggette pure le nostre emozioni, ad esempio, l'amore, l'odio, l'ira, la gioia, l'afflizione. È dunque una trasgressione della legge morale di Dio nutrire in sé quei sentimenti o emozioni che Dio nella Sua Parola disapprova.

Per "poteri dell'anima" il Catechismo si riferisce alla memoria ed al senso artistico, che include la capacità di produrre ed apprezzare buona musica, arte, poesia, letteratura ecc. Tutte queste capacità dello spirito umano sono pure soggette alla legge morale di Dio.

Ulteriori questioni

  • Perché solo la legge morale di Dio è da intendersi "spirituale"? Le leggi umane, quelle promulgate dai governi civili degli stati democratici liberali, non sono spirituali. Non pretendono di poter governare la vita spirituale e mentale dei loro cittadini. Certo è desiderabile che i cittadini ubbidiscano di tutto cuore a leggi giuste e salutari fatte per il bene del singolo e della società, ma essi non devono necessariamente conformarsi ad esse "con gioia", basta che lo facciano! In ogni caso, si tratta di leggi che possono essere discusse e contrattate con modalità legittime. Sono i governi totalitari che pretendono illegittimamente di poter governare non solo il comportamento dei cittadini, ma anche i loro pensieri e che vogliono forgiare al servizio dell'ideologia ufficiale e degli interessi della classe dirigente. Solo Dio ha il sovrano e giusto diritto di legiferare "in modo totalitario" (eppure ben regolato e non arbitrario) perché a Lui apparteniamo come Sue creature.
  • Due errori opposti: il fariseismo e il liberalismo. Coloro che appartenevano, al tempo di Gesù, alla corrente religiosa del Fariseismo, trascuravano il carattere spirituale della legge di Dio supponendo erroneamente che essa avesse giurisdizione solo sulla condotta esteriore. A causa di questa concezione difettosa e parziale della legge morale, i farisei ingannavano sé stessi supponendo di aver raggiunto la perfezione morale. Osservando scrupolosamente i dettagli della legge impostata in un'accurata casuistica, essi pensavano di essersi conformati così a tutto ciò che la legge esige. Ciò di cui erano carenti non era l'ubbidienza letterale ai precetti e alle proibizioni della legge, ma la fedeltà alla legge anche nel privato dei propri pensieri e sentimenti. Essi, per esempio, purificavano il loro vasellame ma non si sentivano tenuti a purificare la loro coscienza e mente da ciò che Dio disapprova. Rendevano culto a Dio "solo con le labbra" recitando preghiere prefabbricate, osservando le "feste comandate" e meticolosi rituali del culto nel tempio, ma il loro cuore era di fatto lontano da Lui. Lo stesso atteggiamento era stato condannato dai profeti dell'Antico Testamento.

All'opposto dell'errore dei Farisei è l'idea sostenuta da alcuni cristiani professanti moderni che sostengono come la conformità interiore e spirituale alla legge sia tutto ciò che è necessario e che non dobbiamo preoccuparci di conformare la nostra condotta e vita esteriore in modo letterale a ciò che dice la legge. Vi sono alcuni che dicono che se abbiamo un atteggiamento di amore verso Dio ed il nostro prossimo, non dobbiamo preoccuparci di osservare letteralmente, ad esempio, il giorno del riposo settimanale. Essi, però, non si rendono conto di come la nostra vita esteriore sia espressione della nostra vita interiore spirituale e che se la legge di Dio è realmente incisa sul nostro cuore, inevitabilmente essa si esprimerà in modo corrispondente nella nostra vita esteriore e condotta. Le nostre parole, opere e gesti... La legge morale di Dio riguarda ogni possibile modo nel quale la nostra vita interiore o spirituale trova espressione nel mondo esterno che ci circonda. Riguarda ogni possibile rapporto del nostro spirito con l'ambiente. Non c'è nulla che mai noi si possa fare, interiormente o esternamente, che non sia soggetto alla legge morale di Dio. L'estensione dei comandamenti di Dio è davvero senza limiti: "Ho visto che ogni cosa perfetta ha un limite, ma il tuo comandamento è senza limiti" (Salmo 119:96).