Studi biblici/Matteo 13:13-17

Da Tempo di Riforma.

Problemi di udito

Sintesi
Molti e per diverse ragioni oggi soffrono di problemi di udito. La tecnologia medica offre, nella maggioranza dei casi, ottimi strumenti per sovvenire a questo problema. Molta più gente, però, oggi soffre di “problemi di udito” rispetto alla predicazione della Parola di Dio. “Non ci sente”, o meglio, preferisce non sentire. Sulla base del testo biblico di Matteo 13:13-17, questa domenica rifletteremo sulle cause e sulla cura di questa “patologia” e soprattutto sul perché dobbiamo ascoltare con attenzione.

Introduzione

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Con l’avanzare dell’età i nostri sensi si indeboliscono: vista ed udito ne sono i più colpiti. Io stesso ho bisogno ed uso degli apparecchi acustici. Oggi ce ne sono di molto sofisticati. La mia perdita di udito è comunque molto moderata. Spesso preferisco non mettere gli apparecchi acustici perché mi sembra di “stare più in pace”, protetto dal troppo rumore del mondo moderno. Se voglio, però, seguire bene un discorso o quanto dicono in televisione senza alzarne troppo il volume e così infastidire chi ci sente, devo mettermeli, altrimenti, come si dice in piemontese, capisco “ciò per bròca”, capisco una cosa per un altra. Il proverbio intero è: “A l'é l'òca ch'a capìss ciò për bròca”, letteralmente: “È l’oca che capisce chiodo per “broca”, cioè chiodo corto a larga capocchia. In italiano però non fa la rima…

La mancanza di udito adeguato, però, può essere causa di sofferenza. Alcuni, non riuscendo più ad udire come vorrebbero si isolano e evitano la compagnia:: ne sono imbarazzati, infastiditi, frustrati. Alcuni non partecipano al culto proprio per questo motivo: per questo è necessario dotare le chiese di specifici impianti di amplificazione.

Molti giovani che usano cuffie auricolari per ascoltare musica, che frequentano discoteche, che sentono la loro musica a volume troppo alto, sono potenziali candidati ad una precoce sordità.

C'è però un fenomeno molto curioso e diffuso nella nostra società: molti, pur avendo un impianto uditivo perfettamente sano …non sentono, sono "diventati duri d'orecchio", questa strana "malattia" è molto selettiva: sentono solo che cosa vogliono sentire!

Quando la moglie parla loro, "sentono", ma poi non sanno più dire che cosa ha detto. Quando i figli ascoltano i loro genitori, ricevono le relative onde sonore, ma spesso non prestano attenzione, la cosa è come se a loro non riguardasse! La voce dei loro genitori è come un rumore fastidioso da tollerare, ma non la ascoltano veramente. La odono, ma ad essa non si applicano, e non hanno alcuna intenzione di prenderla sul serio, di rispondere ad essa positivamente, di metterla in pratica.

Capita anche a chi, per qualche motivo, “deve” andare in chiesa, essere presenti, ma non hanno alcuna intenzione di prendere sul serio quel che odono. La cultura che assorbono oggi dice che ciò che ascoltano dai ministri cristiani sono cose “superate”, “inutili”, “parole menzognere” che non vale la pena di udire. Quanti, infatti, hanno orecchie buone, ma non ascoltano e non intendono quando si parla loro di Dio. Erano “in chiesa”, ma …chissà dov'è la loro testa in quel momento! In ogni caso ritengono che la parola di Dio non li riguardi e che non valga la pena di udirla. Credono che la predicazione sia solo un esercizio oratorio rituale fine a sé stesso non certo qualcosa inteso a suscitare ubbidienza! Può essere talvolta così quando la predicazione è fatta da persone inette, prive di fede autentica, che ne tradiscono il messaggio o lo compromettono. Mi riferisco qui però a quando la predicazione è quello che dovrebbe essere. Per alcuni diventa “scomoda” e preferiscono non ascoltarla.

La maggior parte dei nostri problemi, in ogni caso, accade perché "non sentiamo". Siamo come le proverbiali tre scimmiette: "Io non vedo, io non sento, io non parlo". Questo accade non perché, poverine, siano disabili, ma perché si mettono appositamente le mani sugli occhi, sulle orecchie, sulla bocca.

Il testo biblico

Ascoltate che cosa disse il Salvatore Gesù a proposito della necessità e dell'urgenza di ascoltare la Parola di Dio. Il problema che avevamo osservato non è nuovo!

“Per questo parlo loro in parabole, perché, vedendo, non vedono; e udendo, non odono né comprendono. E si adempie in loro la profezia d'Isaia che dice: 'Udrete con i vostri orecchi e non comprenderete; guarderete con i vostri occhi e non vedrete; perché il cuore di questo popolo si è fatto insensibile: sono diventati duri d'orecchi e hanno chiuso gli occhi, per non rischiare di vedere con gli occhi e di udire con gli orecchi, e di comprendere con il cuore e di convertirsi, perché io li guarisca". Ma beati gli occhi vostri, perché vedono; e i vostri orecchi, perché odono! In verità io vi dico che molti profeti e giusti desiderarono vedere le cose che voi vedete, e non le videro; e udire le cose che voi udite, e non le udirono” (Matteo 13:13-17).

Un giorno Gesù, davanti ai Suoi discepoli più cari aveva rivelato, trasfigurando Sé stesso la sua identità. Allora si era udita la Parola di Dio Padre che diceva: "Questi è mio Figlio, colui che io ho scelto: ascoltatelo" (Luca 9:35). ASCOLTATELO! Se volete sapere come diventare davvero un cristiano, se siete cristiani e volete avere una fede più forte, se volete sviluppare un maggiore coinvolgimento spirituale con Dio, se volete un giorno godere per sempre della Sua presenza, allora ASCOLTATE!

Perché dobbiamo ascoltare con attenzione?

Affinché il nostro cuore non diventi duro e calloso

Citando una profezia di Isaia Gesù dice: "Il cuore di questo popolo è divenuto insensibile" (v. 15). Molti contemporanei di Gesù erano diventati duri e insensibili perché avevano chiuso gli occhi per non vedere, avevano chiuso le loro orecchie per non udire. Non è che non potessero vedere ed udire, ma avevano scelto di non vedere ed udire. Perché quella gente non ascoltava? Per diversi motivi. Possiamo riconoscerci in essi?

1. Per una questione di tradizioni. Lo stesso era accaduto a Stefano, il diacono, che aveva osato continuare a predicare quel Gesù del quale essi pensavano essersene liberati una volta per sempre. Dicevano: "lo abbiamo udito affermare che quel Nazareno, Gesù, distruggerà questo luogo e cambierà gli usi che Mosè ci ha tramandati" (Atti 6:14). Alla fine uccideranno anche Stefano. Sentite come la Bibbia descrive la scena in cui Stefano persiste a parlare di Gesù anche alle autorità che lo avevano arrestato: "Ma essi, gettando grida altissime, si turarono gli orecchi e si avventarono tutti insieme sopra di lui" (Matteo 7:57). Vogliamo noi difendere solo vecchie tradizioni ed abitudini, nelle quali ci sentiamo illusoriamente comodi e sicuri, oppure cogliamo il messaggio sempre nuovo, critico e fecondo di Gesù?

2. Per una questione di comodo. Per ben tre volte Iddio aveva parlato all'apostolo Pietro in visione, affinché egli andasse a portare l'Evangelo in casa di Cornelio, un pagano. Come ogni buon ebreo del tempo, Pietro temeva di entrare in casa di un pagano per timore di contaminarsi, per timore di essere coinvolto in pratiche che Dio aveva condannato. Pietro aveva protestato contro quel comando del Signore, ma alla fine il Signore aveva prevalso dicendo: "Le cose che Dio ha purificate, non farle tu impure" (Atti 10:15). A volte un passo scomodo ed impegnativo è proprio ciò di cui abbiamo bisogno per risolvere finalmente le situazioni che ci affliggono e che ci impediscono di progredire spiritualmente.

3. Per una questione di "vile" guadagno. In Atti 19 la predicazione dell'Evangelo era stata così efficace che i commercianti di idoli della città di Efeso non riuscivano più a vendere la loro mercanzia. Avevano così complottato contro gli apostoli per farli cacciare dalla città creando un grande tumulto che avrebbe soffocato la loro voce. Allo stesso modo spesso non ascoltiamo la parola di Dio per timore che essa possa impedirci guadagni più o meno leciti, o distrarci dal nostro sport favorito: quello di accumulare denaro! Spesso non ci rendiamo conto che il vero nostro tornaconto non è quello immediato e visibile, ma quello che porta frutto solo a distanza di tempo.

4. Per una questione di volontà. In Giovanni 5 un uomo, benché malato cronico, stava veniva già da diverso tempo presso una piscina creduta miracolosa. Era così tanto tempo che inutilmente ci veniva, che aveva perduto ogni speranza, ma continuava a recarsi in quel luogo per abitudine. Gesù, vedendolo, gli fa la domanda: "Vuoi essere guarito?" (5:6). Per noi magari questo sembrerebbe ovvio che l'avesse voluto, ma lui ormai si era rassegnato. Privo ormai di iniziativa non avrebbe tentato più nulla per guarire, non avrebbe più ascoltato quelle che avrebbe magari considerato vane speranze. La sua volontà era diventata inerte. Gesù però risveglia in lui questa volontà di guarire e lo porta alla guarigione. Una società o una chiesa stagnante ha bisogno di udire attentamente quella Parola che solo può darle una scarica risolutiva, come un elettroshock ad un cuore diventato inerte.

5. Per una questione di popolarità. Si può però anche non ascoltare perché l'Evangelo, messo dal mondo nella categoria di una disprezzabile "religione", potrebbe farci cadere nello scherno e nella derisione che il mondo riserva a coloro che "si occupano di questa roba". Ascoltarlo con attenzione, prenderlo seriamente, potrebbe farci rischiare di "farci perdere degli amici". Potremmo si perdere amici, ma scopriremo ben presto che non ne valeva la pena di tenerli. Per quanti amici in questo mondo possiamo perdere, il Signore ce ne fa trovare molti di più e di maggior valore. L'apostolo Giacomo scriveva: "O gente adultera, non sapete che l'amicizia del mondo è inimicizia verso Dio? Chi dunque vuol essere amico del mondo si rende nemico di Dio" (Giacomo 4:4). Ne vale la pena?

Dobbiamo stare attenti quando ci tappiamo le orecchie per questi ed altri motivi, perché tutto questo ci indurirebbe il cuore sempre di più, privandoci per sempre delle benedizioni di cui solo Cristo è canale.

Per non fare la fine degli sciocchi

Rifiutarsi di ascoltare, però, potrebbe anche essere sciocco e stupido, e potrebbe farci fare "la fine degli sciocchi". Lo vogliamo? Non è sciocco avere occhi e tenerli chiusi, privandoci così dal vedere le meraviglie della Parola di Dio? Non è sciocco avere orecchi e chiuderli per non udire quel lieto messaggio che solo potrebbe aprire la nostra vita a impensabili prospettive?

1. Solo gli sciocchi non vogliono ascoltare. Dice la Bibbia: "Il timore del SIGNORE è il principio della scienza; gli stolti disprezzano la saggezza e l'istruzione" (Proverbi 1:7). Saggezza ed istruzione, quelle autentiche, hanno solo e sempre fatto del bene a coloro che le avevano ricevute diligentemente, non così le presuntuose scemenze di questo mondo…

2. Solo gli sciocchi preferiscono rimanere ignoranti. Quanti sono anche oggi coloro che dicono: "Sto bene come sono, preferisco la mia ignoranza!". E' come se l'analfabeta dicesse: "Non ho bisogno di saper leggere". E' vero che si scrivono fin troppi libri a questo mondo e che di tanta cosiddetta cultura spesso non si trae che un amaro profitto, che troppa cosiddetta cultura a questo mondo non è che vanità e follia, conoscenza improduttiva. Non così però si potrebbe dire per la sapienza di Dio, che sempre, quand'è autentica, si è sempre dimostrata fruttuosa per tutti coloro che l'avessero assunta coscienziosamente. Essa è l'unica che possa avere frutti di valenza davvero eterna.

3. Solo gli sciocchi ritengono di saper già tutto quel che hanno bisogno di sapere e non accettano consigli. La presunzione umana spesso non ha limiti. E' possibile certo aver accumulato molta sapienza ed esperienza nella vita. Possiamo però mai dire che essa sia mai sufficiente, che ci basta quello che fin ora abbiamo noi capito e che Dio, dal tesoro dell'eterna sapienza dal quale ha attinto per creare l'universo determinandovi ogni cosa, non possa dirci ciò che ci possa essere d'eterno beneficio? Non è sommamente arrogante e stupido pensare di essere sufficienti a noi stessi e di non aver bisogno di attingere alla sapienza rivelata di Dio? La Scrittura dice:"Meglio un ragazzo povero e saggio che un re vecchio e stolto che non sa più ascoltare i consigli" (Ecclesiaste. 4:13).

4. Solo gli sciocchi non considerano come nuove esperienze potrebbero allargare i loro orizzonti, "Le labbra dei saggi diffondono scienza, ma non così il cuore degli stolti" (Proverbi 15:7). Spesso parlare di Dio e delle esperienze di tipo spirituale suscita in alcuni risa di scherno come se non esistesse nulla al di là di quanto essi hanno fatto esperienza. Per quanto grandi siano le nostre esperienze, esse però saranno sempre limitate. Come spiegare ad un sordo le sensazioni che si hanno ascoltando una sinfonia suonata da una grande orchestra? E' come se il sordo dicesse: "Sei uno scemo: che stupidaggine soffiare in strumenti di metallo e strusciare su strumenti a corda tutti insieme davanti ad un uomo in frac che agita una bacchetta e che fa smorfie, e voi li a guardare! Siete solo dei pazzi e dei perditempo!". E' la stessa cosa che mettere in evidenza davanti a certuni quanto soddisfacente e bello sia l'ascolto della Parola di Cristo, la preghiera, la meditazione, la spiritualità, l'ubbidienza a Cristo!

Dobbiamo prestare attenzione alla parola di Dio, solo così non rischiamo di dimostrare di essere stati solo degli sciocchi.

Per non essere ingannati

Dobbiamo ascoltare affinché il nostro cuore non diventi duro ed insensibile, per non fare la fine degli sciocchi, ma anche per non essere ingannati dalle parole di abili imbonitori e venditori di prodotti adulterati e dannosi. E' saggio colui o colei che bene presta attenzione alla Paola di Dio perché essa è una preziosa salvaguardia contro gli inganni.

Perché così tanti oggi si lasciano ingannare da ogni filosofia, setta, ideologia e moda che gli si presenta loro con abili argomentazioni? Perché sono ignoranti della Parola di Dio e non si sono mai premurati di ascoltarla con attenzione e di ritenerla nel loro cuore! Oggi assistiamo ad una completa inversione di valori. La sapienza di questo mondo viene considerata migliore dell'antica e sperimentata sapienza della Parola di Dio. Si tratta però di un inganno. Il contesto da cui è tratto il testo biblico sottoposto oggi alla nostra attenzione, vede Gesù, infatti, che racconta la parabola grandemente istruttiva seminatore.

1. Impegni e preoccupazioni materiali. C'è chi ascolta, ma "poi gli impegni mondani e l'inganno delle ricchezze soffocano la parola che rimane infruttuosa" (Matteo. 13:22).

2. Paure ingiustificate. C'è chi ascolta, ma poi le preoccupazioni di questa vita in lui prevalgono e prendono in trappola: "Perciò vi dico: non siate in ansia per la vostra vita, di che cosa mangerete o di che cosa berrete; né per il vostro corpo, di che vi vestirete. Non è la vita più del nutrimento, e il corpo più del vestito?" (Matteo. 6:25). "…l'amore del denaro è radice di ogni specie di mali; e alcuni che vi si sono dati, si sono sviati dalla fede e si sono procurati molti dolori" (1 Ti.moteo6:10).

3. Mancanza di fiducia. C'è chi ascolta, ma che poi rifiuta la Parola perché sospetta, critica, non ha fiducia. Dovremmo però non avere fiducia in Colui che si è sempre dimostrato fedele e verace? Gesù disse ai Suoi discepoli prima di lasciare questo mondo: "Il vostro cuore non sia turbato; abbiate fede in Dio, e abbiate fede anche in me!" (Giovanni 14:1). Avrebbero avuto certo difficoltà senza di Lui, ma non sarebbero state vane. Gesù, Dio con noi, sa sempre ciò che sta facendo, anche se subito non lo comprendiamo!

4. Gli esempi di personaggi biblici. Non mancano le illustrazioni di questa verità nella Bibbia stessa. Il figliol prodigo, per esempio, era stato ingannato dalle promesse del denaro, poi però, finito quello, non aveva trovato più nessuno che avesse voluto aiutarlo (Luca 15) e si era reso conto che solo presso suo padre avrebbe trovato vera sicurezza, soddisfazione e stabilità. Guardate poi all'imprevidenza di quell'uomo ricco la cui campagna aveva fruttato abbondantemente (Luca 12:16).

Egli pensava di essersi finalmente messo a posto per tutta la vita. Un giorno però si ritrovò a dover morire, e si rese conto che quanto aveva materialmente accumulato non gli sarebbe servito più a nulla. Pensate ad Adamo ed Eva, a come fossero stati ingannati dalle fallaci lusinghe di onnipotenza (Genesi 3) e quali erano stati i risultati! Pensate a Sansone era stato ingannato dalle fallaci lusinghe sessuali della bellezza di una donna, Dalila, che avrebbe solo profittato di lui (Giudici 16) e che lo avrebbero solo portato alla rovina.

Un cuore onesto e buono

Gesù diceva di quelli della Sua generazione: "Il cuore di questo popolo è divenuto insensibile": Che contrasto con il cuore di coloro che, nella parabola di Gesù, hanno invece "un cuore onesto e buono". Siamo noi fra questi ultimi? Chi, secondo Gesù, ha un cuore "onesto e buono"? Quelli che "dopo aver udito la parola … la ritengono … e portano frutto con perseveranza" (Luca. 8:15).

Si, perché la Parola di Dio è come il seme di una buona pianta che è in grado di crescere e di produrre buon frutto, un frutto nutriente, un frutto che alimenta davvero la vita e la rende piena e significativa.

Ai Suoi discepoli, coloro che si erano distinti, separati, dalla folla per seguire Gesù, avendo udito e preso assolutamente sul serio il Suo messaggio, Egli dice: "Beati i vostri occhi perché vedono, e i vostri orecchi perché odono. Perché in verità vi dico che molti profeti e giusti desiderarono vedere le cose che voi vedete e non le videro, e udire le cose che voi udite e non le udirono!" . Se solo si rendessero conto tanti quali potenzialità benefiche avrebbe per la loro vita quella Parola che essi disdegnano di ascoltare!

Ecco, però, persone veramente sagge ed avvedute: ascoltano questa parola con grande attenzione, la meditano valutandola fino in fondo, la seminano profondamente nel loro cuore, ed essa cresce e produce un frutto buono ed abbondante, a gloria di Dio e per la salvezza loro e di molti. Chi sa ascoltare Gesù con attenzione, ritenendo nel suo cuore quello che ascolta, e mettendolo in pratica, è paragonato da Egli stesso: "a un uomo avveduto che ha costruito la sua casa sopra la roccia. La pioggia è caduta, sono venuti i torrenti, i venti hanno soffiato e hanno investito quella casa; ma essa non è caduta, perché era fondata sulla roccia". Ma, aggiunge Gesù: "chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica sarà paragonato a un uomo stolto che ha costruito la sua casa sulla sabbia. La pioggia è caduta, sono venuti i torrenti, i venti hanno soffiato e hanno fatto impeto contro quella casa, ed essa è caduta e la sua rovina è stata grande" (Matteo 7:24-27).

I genitori che chiedono ai loro figli, o i maestri ai loro scolari: "Hai SENTITO bene quello che ti ho detto? Ripetilo", mettendo in rilievo come il loro consiglio verso di loro è frutto di esperienza e seguirlo è estremamente benefico. Essi vogliono accertarsi se essi abbiano veramente udito e valutato l'importanza di ciò che hanno ricevuto. E' saggio chi ubbidisce alla Parola ascoltata.

Abbiamo dunque noi "problemi di udito"? Riconosciamo il problema, confessiamolo onestamente, e ricorriamo al solo medico che con pazienza e pietà può curarci, il salvatore Gesù Cristo. Lasciate che Egli vi curi e che con attenta terapia rieduchi i vostri timpani lesionati, allora udrete le sinfonie più meravigliose ed esse vi ispireranno cose insospettate ed inaudite, a gloria di Dio e per la nostra salvezza.

Paolo Castellina, 17 luglio 2014, riproposizione di una predicazione del 25 settembre 1998.