Studi biblici/Marco 8:14-21

Da Tempo di Riforma.

Quattro ostacoli ad una fede efficace

Sintesi
no dei più grandi rischi che corriamo in questo nostro mondo quando vogliamo essere coerentemente cristiani, è che spesso ci lasciamo troppo influenzare dall'ambiente che ci circonda. L'ambiente in cui viviamo è lontano dal cristianesimo biblico coerentemente vissuto. Spesso, così, ci si adatta a quello che è vediamo essere "normale", insinuando così elementi corruttori che pregiudicano la nostra fede. Gesù stesso metteva in guardia allora i Suoi discepoli contro questi "elementi corruttori", e lo vediamo nel testo biblico di questa domenica, Marco 8:14:21. Tradizionalismo, secolarismo, scetticismo e pessimismo, oggi come allora, possono mettere a rischio la nostra fede. Esaminiamo che cosa sono e come difendercene.

Influenzabilità

Che cos'è l'influenza? E' vero che si tratta di un problema tipicamente invernale, ma non solo. Degli invisibili germi ci attaccano, ci prendono, ci condizionano, ci portano via le forze, ci fanno ammalare, ci costringono, magari, a stare a letto. Insomma, fanno di noi, per un certo tempo, quello che loro vogliono, e noi non possiamo fare altro che sottostare, magari moderandola con delle medicine, la loro - appunto - influenza. Qualcuno la chiama, in dialetto, "grippe" perché è cosa che "si aggrappa" a noi, come con degli artigli. E' inevitabile? Qualcuno lo crede, ma si può anche fare un'azione preventiva per impedirlo.

Uno dei più grandi rischi che corriamo in questo nostro mondo quando vogliamo essere coerentemente cristiani, è che spesso ci lasciamo troppo influenzare dall'ambiente che ci circonda, forse per conformismo, forse per debolezza, talvolta inconsapevolmente, ma in modo sicuro. Non viviamo, infatti, in una società cristiana. I valori e gli atteggiamenti di questa nostra società sono spesso molto lontani da quelli che Gesù, il Maestro, ci insegna. Tutto questo rimane vero anche in presenza di persone o istituzioni che affermano di essere cristiane, ma si tratta solo di un'etichetta non corrispondente alla realtà. La realtà, spesso, è falsamente cristiana, e lo possiamo scoprire se la confrontiamo con attenzione con l'insegnamento biblico.

Il testo biblico

Accadeva anche con i primi discepoli di Gesù. Erano stati gomito a gomito con Gesù. Avevano visto i Suoi straordinari miracoli, erano stati alla Sua scuola, eppure spesso erano ben al di sotto di quello che ci si sarebbe potuti aspettare da loro. Ascoltate, dal Vangelo secondo Marco, cap. 8, quanto avvenne una volta. Partiti su una barca per un giro missionario...

"Ora i discepoli avevano dimenticato di prendere del pane e non avevano con sé nella barca che un pane solo. Ed Gesù li ammoniva, dicendo: "State attenti, guardatevi dal lievito dei farisei e dal lievito di Erode!". Ma essi discutevano fra di loro dicendo: "Noi non abbiamo pane". Accortosene, Gesù disse loro: "Perché discutete sul fatto che non avete pane? Non capite ancora e non intendete? Avete il vostro cuore ancora indurito? Avete occhi e non vedete, avete orecchi e non udite? E non vi ricordate? Quando spezzai i cinque pani per i cinquemila, quante ceste piene di pezzi avete raccolto?". Essi dissero: "Dodici". "E quando spezzai i sette pani per i quattromila, quanti panieri pieni di pezzi raccoglieste?". Ed essi dissero: "Sette". Ed egli disse loro: "Come, ancora non capite?" Traetene le conseguenze!" (Mr. 8:14-21).

Un lievito particolare

In un modo con il quale anche noi facilmente ci potremmo riconoscere, i discepoli erano partiti per un giro missionario con Gesù ed erano molto preoccupati. Di che cosa erano tanto preoccupati? Di chi avrebbero incontrato? Di che cosa avrebbero detto? Di che cosa avrebbero potuto compiere? No, erano preoccupati per il fatto di non aver portato con sé abbastanza pane per il loro pranzo…

Così Gesù parla loro di pane, anzi, parla loro del lievito. Gesù forse condivide questa loro preoccupazione e discute su come prepararsi quel pane che mancava? No, Gesù usa il lievito come illustrazione per insegnare qualcosa sull'atteggiamento di fondo del loro cuore e sulle influenze che, inconsapevolmente, controllavano la loro mente.

Gesù era veramente straordinario nell'usare oggetti comuni come illustrazioni per insegnarci verità spirituali. Gesù parla di cose con le quali noi abbiamo familiarità e con le quali possiamo bene rapportarci. Dice: "State attenti, guardatevi dal lievito dei farisei e dal lievito di Erode!". Che voleva dire?

Con queste espressioni Gesù descrive l'insegnamento di alcuni gruppi religiosi del suo tempo: i Farisei, gli Erodiani ed i Sadducei. Perché usa l'esempio del lievito? Il pane lievitato faceva parte della regolare dieta dell'antico Israele. Il pane era fatto crescere ponendo nella farina pasta acida da una precedente infornata di pasta, e questa pasta portava a fermentazione il tutto.

La cosa più notevole del lievito è la sua forza, la sua influenza. Il lievito è un fermento, e il fermento, la fermentazione, può essere cosa sia positiva che negativa. Nel mondo ci sono forze che possono diventare fonte di bene oppure di male.

Nella parabola del lievito in Matteo 13, Gesù aveva usato il lievito per simbolizzare la capacità del Regno di Dio di penetrare ogni parte del mondo per trasformarlo. Questo è un uso buono del lievito.

Nel nostro testo qui Gesù dice: "Guardatevi dal lievito…", perché in questo caso diventava una cosa cattiva. In questo testo, ed in quello parallelo di Matteo 16, Gesù ci ammonisce rispetto a quelli che potrebbero essere 4 ostacoli alla fede, cose che ci potrebbero impedire di essere quello che Gesù si aspetta che noi fossimo.

Vi sono quattro cose che Gesù classifica, in negativo, come lievito, cose che accettate dai cristiani, possono influenzare negativamente la propria fede. La prima che Gesù menziona è "il lievito dei Farisei".

Il tradizionalismo

Il "lievito dei Farisei" è il tradizionalismo. I Farisei erano dei tradizionalisti. Per loro le tradizioni e le usanze accreditate nel loro mondo erano così importanti, così essenziali, così indiscutibili, che non avrebbero permesso a niente e a nessuno di metterle in questione ed eventualmente cambiarle, nemmeno la Parola di Dio.

Essi innalzavano a tal punto insegnamenti del tutto umani tanto da non essere più in grado neanche di riconoscere la presenza del Salvatore in mezzo a loro. Per questo Gesù dice: "Guardatevi dal lievito dei Farisei". Attenzione: l'osservanza delle tradizioni vi può rendere ciechi, acritici, sordi, rispetto alla sovranità assoluta, al primato, alla priorità della Parola di Dio che deve, questa si, determinare tutta la nostra vita.

Vi sono due ragioni per cui il tradizionalismo è pericoloso:

1. Il tradizionalismo dice: "Io continuerò a fare come si è sempre fatto anche se mi si dimostrasse che quanto si fa, in realtà, non è giusto".

Per secoli la gente aveva creduto che il filosofo Aristotele avesse avuto ragione quando diceva che più pesante era un oggetto, più velocemente sarebbe caduto a terra. Aristotele era considerato il più grande pensatore di tutti i tempi, e certamente non avrebbe potuto essere in errore. Tutto quello che ci sarebbe voluto era che una persona coraggiosa avesse preso due oggetti, uno pesante ed uno leggero e li avesse fatti cadere da una grande altezza per vedere se l'oggetto più pesante fosse arrivato prima a terra, oppure no. Nessuno però si era presentato a farlo, se non 2000 anni dopo la morte di Aristotele. Nel 1589, Galileo convocò eruditi professori alla base della torre pendente di Pisa. Poi andò in cima alla torre e spinse giù un peso da 10 libbre ed uno da una libbra. Entrambi arrivarono a terra nello stesso tempo. La forza del credere nella sapienza convenzionale, però, era così forte che quei professori negarono quello che pure avevano visto. Continuarono ad affermare che Aristotele aveva ragione, anche se nel loro cuore sapevano che si era sbagliato.

Nel testo biblico precedente al racconto che stiamo studiando oggi, Gesù aveva dato da mangiare a 4000 persone con sette pani e pochi piccoli pesci. Dopo aver compiuto questo miracolo, i Farisei erano venuti da Gesù e gli avevano chiesto un segno dal cielo che mostrasse loro la verità di ciò che Gesù affermava su Sé stesso. Erano così presi dalla loro tradizione che anche l'evidente segno della moltiplicazione dei pani e dei pesci non era riuscito a convincerli che avrebbero dovuto rivedere le loro convinzioni. La loro idea consolidata su ciò che fosse o non fosse possibile, la loro idea tradizionale ed umana su chi dovesse essere il Salvatore, li aveva resi ciechi ed ostinati.

2. Il tradizionalismo dice: "…ma non abbiamo mai fatto così prima". Questa frase viene usata sempre di nuovo in chiese che stanno morendo e che non ne comprendono il motivo. Si potrebbe dire: "Se l'hai fatto sempre in quel modo ma non hai mai ottenuto risultati, non pensi che sarebbe ora di farlo in un modo che non hai mai fatto prima?". I tradizionalisti non amavano Gesù Cristo, perché Egli faceva tante cose in modi che essi non avevano mai fatto prima. Gesù, infatti, non era interessato alla tradizione, ma all'avanzamento del Regno di Dio. Per Gesù le regole inviolabili erano solo quelle definite sovranamente da Dio, non quelle della tradizione e dell'interpretazione umana. Così dovrebbe essere anche per noi: se l'attento studio della Parola di Dio ci fa giungere a scoprire che quanto fin ora abbiamo fatto (a livello personale o comunitario) non è conforme alla Parola di Dio, dobbiamo abbandonare le nostre tradizioni per ubbidire alla Parola di Dio. Questo fecero e fanno coloro che, nello spirito della Riforma protestante, esaminano criticamente sé stessi alla luce della Parola di Dio ed eventualmente rinnegano la loro tradizione, le loro abitudini, le loro idee umane, per conformarsi ad essa soltanto. Non dobbiamo presumere che chi ha conformato la tradizione fosse infallibile: solo la Parola di Dio è infallibile ed inerrante.

3. Se vogliamo che la nostra fede progredisca, se vogliamo che la nostra chiesa cresca, se vogliamo fare grandi cose nel Regno, non dobbiamo essere così preoccupati su come si facevano una volta le cose, ma su come Dio vuole che esse vengano fatte ora. Significa forse che tutto ciò che un tempo veniva fatto era sbagliato, o che dovremmo dimenticarlo? Certo no! Noi costruiamo su tradizioni passate che siano state di beneficio al Regno, e dobbiamo cambiare tradizioni che in qualche modo siano di ostacolo al Regno. La Parola di Dio deve essere l'unico nostro punto di riferimento per stabilire e verificare ciò che è vero, buono e giusto.

Non c'è nulla di sbagliato nella tradizione, solo nel tradizionalismo. La tradizione diventa tradizionalismo quando essa si frappone come un ostacolo all'avanzamento del Regno di Dio. Qual è, però, il secondo ostacolo alla fede?

Il secolarismo

Gesù disse: "State attenti, guardatevi …dal lievito di Erode!". Gesù qui stava parlando del partito degli Erodiani, quelli che seguivano il modo di comportarsi di Erode. E' il gruppo che troviamo intento a complottare per poter uccidere Gesù. Gli Erode era una famiglia reale fiorita al tempo di Gesù, e gli Erodiani erano coloro che la appoggiavano. Gli erodiani erano "secolaristi". Essi riponevano la loro fiducia nella politica, nelle ideologie e nei programmi di carattere sociale, non in Dio.

I secolaristi credono che solo la politica possa risolvere tutti i problemi. Dicono: La pratica e la promozione dell'ideologia politica può darci risposte. Solo la politica può farci trovare il denaro necessario. Solo la politica ha la forza di operare cambiamenti. Solo nel contesto dell'opportunità politica si può distinguere ciò che è giusto da ciò che è sbagliato. Vediamo questo molto prevalente nella società moderna. Vi è chi si rivolge alla politica, invece che rivolgersi a Dio. Essi credono che se solo potessero giungere al giusto programma politico e sociale, tutti i problemi del mondo potrebbero essere risolti: che ingenuità! Dicono: La politica si prenderà cura delle finanze, con la politica potremo risolvere il problema del crimine. Solo con la politica si potrà riaggiustare il problema dell'assistenza sociale. Solo l'ideologia politica potrà prendersi cura dell'educazione dei nostri bambini. I secolaristi credono che debba essere un governo a decidere e ad imporsi, perché noi non saremmo in grado di farlo da soli.

Gesù, però, disse: "Guardatevi dal lievito di Erode". La nostra fede non è nel potere di trasformare della politica, ma nel Salvatore Gesù Cristo. Certo, la politica è importante. Dobbiamo votare per chi sostiene principi cristiani ed agire sulla base di precisi programmi sociali. Non possiamo però riporre nella politica la nostra fiducia. Possiamo solo dipendere da Gesù Cristo. Non abbiamo bisogno di un decreto del governo, ma dell'opera di Dio nel cuore umano, senza la quale anche ogni migliore idea politica e programma diventa illusione e fallimento, per quanto bene sia elaborato. Qual è però il terzo tipo di lievito di cui Gesù parlava?

Lo scetticismo

In un brano parallelo, Matteo non menziona gli Erodiani, ma I Farisei ed i Sadducei. Questo è possibile perché spesso Sadducei ed Erodiani erano messi dalla stessa parte. Ecco così che Marco menziona gli Erodiani, e Matteo i Sadducei. I Sadducei erano famosi per il loro scetticismo, quando si trattava di cose spirituali, soprannaturali. In Marco 12 e pure in Atti 2:38 troviamo: "i sadducei dicono che non vi è risurrezione né angelo, né spirito". I Sadducei erano quel tipo di persone che oggi chiameremmo "scettici religiosi". Essi coltivavano magari un'apparenza esteriore di religione, ma ne negavano in pratica la potenza. Gesù ci ammonisce contro coloro che affermano di credere in Dio e, al tempo stesso negano che Dio sia in grado di operare nel campo soprannaturale.

A. Gli scettici erodono il cuore stesso della nostra fede. Molti che pur affermano essere cristiani, non credono che sia stato Dio a creare il mondo o che sia stato Lui a darci i Dieci Comandamenti. Dicono che l'essere umano sia progredito da forme di vita inferiori attraverso l'evoluzione biologica. Se però non posso credere a Dio come al Creatore e Legislatore, neppure posso credere di essere io stato creato a Sua immagine e di dover essere sottoposto ad una legge. Tutto diventa arbitrio e caos.

Molti che pure affermano essere cristiani, non credono che la Bibbia sia priva di errori. Se però non credo che ogni parola nella Bibbia sia vera, come posso credere che una qualsiasi affermazione della Bibbia sia vera? Quali criteri dovrò usare per stabilirlo: i miei propri e soggettivi criteri?

Molti che pure affermano essere cristiani, non credono alla nascita verginale di Cristo, la Sua vita priva di peccato, e la Sua risurrezione dai morti. Se però non posso basare la mia fede su questi fatti su Gesù: tutto crolla, non ho più fede, non più speranza, non più salvezza. Non ho più alcuna oggettività e cado nelle sabbie mobili del soggettivismo.

B. Lo scetticismo nella Chiesa oggi ha condotto ad una Chiesa indebolita. Un'inchiesta condotta recentemente in una famosa facoltà di teologia, fiera del suo liberalismo, ha rilevato come l'80% dei professori non creda nella risurrezione fisica di Gesù Cristo. Vi possono essere intere facoltà di teologia e chiese che sono dominati da "Filistei", cioè da liberali e razionalisti che passano per cristiani, servi solo delle ideologie di moda, e noi dovremmo mandarci i nostri giovani? Poi ci si domanda perché le chiese si indeboliscano sempre di più! Una Chiesa funziona quando è fedele al suo Signore. Gesù disse: Guardatevi dall'insegnamento dei Sadducei, perché minerà alla base la vostra fede. L'ultimo "lievito" contro il quale Gesù indirettamente ci ammonisce, è:

Il pessimismo

A. I discepoli erano pessimisti. Erano turbati perché avevano dimenticato di portare con sé del pane. Così il Signore reagisce in modo franco ed aperto ai loro mormorii. Era una risposta formata da domande strettamente connesse intese a scuotere dai 12 il loro inescusabile pessimismo. Considerate una alla volta le domande di Gesù, a cominciare al versetto 17: " Perché discutete sul fatto che non avete pane? Non capite ancora e non intendete? Avete il vostro cuore ancora indurito? Avete occhi e non vedete, avete orecchi e non udite? E non vi ricordate?".

Gesù diceva loro che quest'esagerata preoccupazione per il pane non era necessaria. Non si ricordavano come Gesù stesso avesse fatto si che da poco pane si nutrisse una folla intera?

Il pessimismo è pericoloso nella vita di un cristiano, perché esso tende a dire a Cristo che vi sono cose che Egli stesso è incapace di fare. E quando noi diciamo a Cristo che vi sono cose che Egli non può fare nella nostra vita, di solito abbiamo ragione! Sapete perché? Egli non può fare ciò che vuole, perché non Glielo permettiamo. Della gente di Nazareth un giorno Gesù disse: "Ed egli non fece lì molte opere potenti a causa della loro incredulità" (Mt.1 3:58). Rendiamoci conto che noi possiamo ogni cosa in virtù di Cristo che ce ne dà la forza.

Conclusione

Oggi abbiamo visto così come Gesù avesse ammonito i Suoi discepoli a tenersi lontani da ciò che potrebbe essere di ostacolo alla fede, da quelle influenze deleterie di cui è piena ogni società, quando è impostata in modo avverso a Dio.

Teniamoci alla larga dai tradizionalisti che ci possono trattenere ed impedirci di fare progressi nel Regno di Dio. Solo la Parola di Dio è sovrana ed efficace.

Teniamoci alla larga dai secolaristi, che ci indicano soluzioni sbagliate ai problemi di cui soffriamo. Solo Dio è sovrano ed efficace.

Teniamoci alla larga dagli scettici che ci conducono a mettere in questione la fede finché non ci sia più spazio in noi per la fede. La Parola di Dio è verità, anche quando non la comprendiamo.

Teniamoci, infine, alla larga dai pessimisti, i quali limitano, con il loro pessimismo, la potenza di Cristo. Iddio rimane sempre fedele alle Sue promesse.

[Paolo Castellina, 28 agosto 1998.