Studi biblici/Luca 3:21-22

Da Tempo di Riforma.

Il Battesimo di Gesù

Sintesi. L’episodio del battesimo di Gesù all’inizio del Suo ministero pubblico non è solo qualcosa che fa parte della storia e che registriamo “per dovere di cronaca”, ma è un fatto rilevante per la vita del cristiano oggi che così viene ulteriormente confermato in certezze fondamentali che riguardano la sua stessa esistenza di peccatore salvato per grazia dalla Sua opera infallibile e che mai fallirà. È quel che vediamo questa settimana nel testo di Luca 3:21-22.

Il ministero profetico di Giovanni

Oggi parleremo di battesimo. In particolare tratteremo del battesimo a cui era stato sottoposto il nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo all’inizio del Suo ministero pubblico quando si presenta, per essere battezzato pure lui, da Giovanni, il profeta che predicava nel deserto un battesimo di ravvedimento per il perdono dei peccati, Ben lungi dall’essere un atto formale, come spesso sono oggi tanti “battesimi”, vedremo quanto quel particolare avvenimento continui ad essere rilevante per tutti coloro che ripongono in Gesù soltanto la loro fiducia come loro Signore e Salvatore.

Giovanni era un antico “Savonarola” che, con parole infuocate denunciava la corruzione e le ingiustizie operate dai politici e dei capi religiosi del suo tempo che, senza scrupolo alcuno, chiamava: “Razza di vipere!”. Giovanni non se la prendeva solo con politici e capi religiosi, ma anche con militari, banchieri e con esattori delle tasse. Denunciava l’ipocrisia e la corruzione dovunque si annidasse nella società e, per averlo fatto, pure ci ha rimesso pure la pelle. Tipico, non è vero?

Giovanni non solo denunciava i peccati della “gente che conta”, ma anche quelli delle “persone ordinarie” e chiamava tutti al ravvedimento, a chiederne il perdono a Dio, a cambiare vita, prima che il giudizio di Dio si abbattesse su di loro. Come segno del loro ravvedimento chiedeva loro di sottoporsi ad un battesimo, segno che come l’acqua pulisce il corpo, così deve essere ripulita la nostra vita, i nostri pensieri, le nostre parole, le nostre azioni, prima che i danni spesso irreparabili che sempre i peccati causano, non ci ricadano pesantemente addosso.

Perché Gesù vuole essere battezzato?

Anche Gesù chiede di essere battezzato da Giovanni, il profeta. Perché mai Gesù aveva bisogno di essere battezzato? È la domanda che si era fatta lo stesso Giovanni, quando Gesù lo aveva esortato a farlo assieme alla folla di penitenti che era convenuta presso il fiume Giordano a quello scopo. Giovanni, infatti, si rendeva ben conto di chi fosse Gesù e che certo Lui non ne aveva bisogno, anzi, che avrebbe dovuto piuttosto essere lui, Giovanni, ad essere battezzato da Gesù!

Secondo quanto scrive l’evangelista Matteo, però, Gesù gli risponde: «Sia così ora, poiché conviene che noi adempiamo in questo modo ogni giustizia» (Matteo 3:15). Il motivo per il quale Gesù voleva essere battezzato era che così avrebbe “adempiuto ogni giustizia”, in altre parole, “perché debbo fare tutto ciò che è giusto” (BDG), “Perché è bene che noi facciamo così la volontà di Dio sino in fondo” (TILC). Questo, però, non è che risponda molto alla nostra domanda. Che cosa significa? È quel che cercheremo di capire noi oggi.

Il testo biblico

Leggiamo il testo del vangelo e poi ci concentreremo sui suoi ultimi due versetti.

“Giovanni dunque diceva alle folle che andavano per essere battezzate da lui: «Razza di vipere, chi vi ha insegnato a sfuggire l'ira futura? Fate dunque dei frutti degni del ravvedimento, e non cominciate a dire in voi stessi: "Noi abbiamo Abraamo per padre!" Perché vi dico che Dio può da queste pietre far sorgere dei figli ad Abraamo. Ormai la scure è posta alla radice degli alberi: ogni albero dunque che non fa buon frutto viene tagliato e gettato nel fuoco». E la folla lo interrogava, dicendo: «Allora, che dobbiamo fare?» Egli rispondeva loro: «Chi ha due tuniche, ne faccia parte a chi non ne ha; e chi ha da mangiare, faccia altrettanto». Vennero anche dei pubblicani per essere battezzati e gli dissero: «Maestro, che dobbiamo fare?» Ed egli rispose loro: «Non riscotete nulla di più di quello che vi è ordinato». Lo interrogarono pure dei soldati, dicendo: «E noi, che dobbiamo fare?» Ed egli a loro: «Non fate estorsioni, non opprimete nessuno con false denuncie, e contentatevi della vostra paga». Ora il popolo era in attesa e tutti si domandavano in cuor loro se Giovanni fosse il Cristo. Giovanni rispose, dicendo a tutti: «Io vi battezzo in acqua; ma viene colui che è più forte di me, al quale io non sono degno di sciogliere il legaccio dei calzari. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Egli ha in mano il suo ventilabro per ripulire interamente la sua aia e raccogliere il grano nel suo granaio; ma la pula, la brucerà con fuoco inestinguibile». Così, con molte e varie esortazioni evangelizzava il popolo; .... Ora, mentre tutto il popolo si faceva battezzare, anche Gesù fu battezzato; e, mentre pregava, si aprì il cielo, e lo Spirito Santo scese su di lui in forma corporea, come una colomba; e venne una voce dal cielo: «Tu sei il mio diletto Figlio; in te mi sono compiaciuto»” (Luca 3:7-22).

Tre elementi da considerare

Vi sono in questo brano tre parole in particolare sulle quali vorrei che si concentrasse la vostra attenzione. La prima parola è battezzare, perché è la prima cosa che Luca ci dice sul battesimo di Gesù. La seconda è pregava, il fatto che Gesù avesse pregato prima e dopo il Suo battesimo. È qualcosa che in genere a Luca piace fare - dire che Gesù pregava. Infine c’è la parola compiaciuto o “In te ho posto il mio compiacimento” (CEI2008). Si tratta dell’affetto, dell’amore, che Dio Padre esprime verso Gesù.

Facciamoci così tre domande. La prima è: “Pensate che vi possa essere d’aiuto nella vostra vita cristiana sapere quanto Gesù sia accanto a voi nella vostra lotta contro il peccato? Pensate che vi possa aiutare in quelle oscure ore di conflitto nella vostra anima quando lottate con peccati commessi che voi odiate, peccati commessi che se fossero mai scoperti quaggiù vi condurrebbero ad un profondo senso di vergogna ed umiliazione? E in quelle oscure ore, pensate che vi potrebbe essere d’aiuto sapere che Lui, Gesù, è accanto a voi, che vi è solidale, che si identifica con voi il più vicino possibile in quella lotta? O che quando lottate per resistere ad un peccato abituale che vi affligge da tempo, e che nel vostro cuore vi è la ferma risoluzione datavi dallo Spirito Santo di lottare contro quel peccato e di vivere in modo diverso da come avete vissuto fin ora, pensate che potrebbe aiutarvi se sentiste che Gesù tanto si identifica con voi e tanto vi è vicino che è come se Lui fosse dentro di voi quando combattete contro quel peccato? Pensate che questo vi potrebbe aiutare? Se è così, questo testo biblico oggi è per voi, perché il battesimo di Gesù riguarda la Sua identificazione con voi nella lotta contro il peccato.

Pensare che potrebbe aiutarvi nella vita cristiana se vorreste pregare maggiormente, e che foste più disciplinati nel modo in cui parlate con il vostro Padre celeste? Pensate che potrebbe aiutarvi se la vostra pratica di preghiera fosse qualcosa nella quale avete sempre voluto essere seriamente impegnati, che anelate essere in contatto costante con il vostro Padre celeste? Non dovete certo essere persuasi che quella sia la cosa da fare perché davvero vorreste pregare molto di più. Pensate allora che vi potrebbe aiutare nella vita cristiana sapere che in questo Gesù è pienamente con voi e vi sostiene? Se è così, bene, questo brano è per voi, perché Luca deliberatamente attira la nostra attenzione sul pregare di Gesù per aiutare voi, Suo popolo.

La terza domanda è la seguente: Pensate che vi potrebbe aiutare nella vostra vita cristiana sapere quanto il vostro Padre celeste vi ami? Sentire di fatto, per esperienza, che vostro Padre estende verso di voi un sincero, profondo e fattivo amore? Pensate che vi potrebbe aiutare nella vostra vita cristiana essere consapevoli di questo? Sapete che vi sono molte persone veramente meravigliose in questo mondo che, per una ragione o per un’altra, hanno difficoltà a sentire l’amore e l’affezione di coloro che più li amano in questa vita. Pensate, però, che potrebbe aiutarvi se conosceste maggiormente per esperienza l’amore, l’affetto ed il compiacimento che ha per voi il vostro Padre celeste? Se è così, questo brano è per voi, perché esso non solo manifesta l’affetto del Padre per il Figlio, ma pure l’affetto che il Padre celeste nutre per i Suoi figli, tanto da prendere concretissima forma in ciò che Egli per voi opera nel Figlio.

Ecco, dunque, le tre cose che vorrei considerare oggi con voi: il battesimo, la preghiera, e l’amore. Esaminiamole con attenzione.

Il battesimo

Consideriamo prima di tutto ciò che Luca scrive nel versetto 21: “mentre tutto il popolo si faceva battezzare, anche Gesù fu battezzato”. Fermiamoci qua. Quella è la sua descrizione del battesimo di Gesù: un solo scarno versetto. Se leggete Matteo troverete cinque versetti sul battesimo di Gesù, ma in Luca uno solo. Oppure, se leggete Marco vi trovate tre versetti sul battesimo di Gesù, ma qui solo un riferimento veloce. Luca nemmeno ci dice chi sia stato a battezzare Gesù (sebbene egli si aspetti che voi vi ricordiate che aveva appena finito di parlare di Giovanni Battista). Gli altri evangelisti mettono in chiaro che era stato Giovanni Battista ad eseguire questo battesimo, ma Luca vuole che voi vi concentriate su una cosa in particolare, e questo è ciò che dice: “mentre tutto il popolo si faceva battezzare, anche Gesù fu battezzato”.

Su che cosa attira l’attenzione Luca? Sul fatto che Gesù si identifichi con il popolo. Che cosa c’è di significativo in quello? È significativo che quella gente che era venuta a farsi battezzare da Giovanni riconoscevano tutti di essere dei peccatori ed il loro battesimo era un pubblico riconoscimento che essi erano peccatori che avevano bisogno di essere perdonati, che essi confessavano i loro peccati, che davanti a Dio si ravvedevano dei loro peccati e Gli chiedevano d’esserne purificati e perdonati, Qui Luca dice che quando per quel motivo essi venivano battezzati, anche Gesù si era fatto battezzare. Ci chiediamo il perché di questo fatto? Soprattutto perché Luca vi aveva già messo in chiaro come Gesù non fosse un peccatore, che non aveva bisogno di essere perdonato, che non aveva bisogno di pentirsi d’alcunché. Perché mai, allora, Gesù ha voluto farsi battezzare? Beh, i vangeli, di fatto, se li guardate assieme, vi diranno un certo numero di ragioni sul perché era necessario che Gesù fosse battezzato.

In primo luogo, il battesimo di Gesù collega insieme strettamente il ministero di Giovanni e quello di Gesù. Giovanni era il precursore del Messia. Gesù era il Messia. Luca ci aveva già parlato della nascita di Giovanni Battista prima di parlarci di quella stessa di Gesù per mostrarci che il ministero di Giovanni (che era quello di preparare la strada per il Messia) era direttamente connesso a Gesù che è il Messia. Così il battesimo di Gesù da parte di Giovanni collega assieme i due ministeri. Il battesimo di Gesù da parte di Giovanni, le parole di Dio dal cielo, e la colomba (che rappresenta in forma corporea lo Spirito Santo che discende su di Lui) manifesta il fatto che Gesù è davvero chi dice di essere. Egli è il Messia, ed Egli mostra pubblicamente di essere Colui che è venuto per togliere i peccati dal mondo. Mostra che è il Padre stesso a consacrarlo per quel ministero. Nell’Antico Testamento, in Numeri 8:5-20 i sacerdoti levitici, prima di entrare al servizio del Signore nel tempio, dovevano essere sottoposti ad un rituale di purificazione, ad un battesimoi quando avevano trent’anni… prima di iniziare il loro servizio pubblico. Perché? Perché avevano bisogno di essere purificati prima di servire nella Casa del Signore. Essi dovevano essere unti, cioè consacrati dal Signore prima di accedere al servizio del tempio. E Gesù viene unto, consacrato, non da un sacerdote, ma dallo stesso Suo Padre celeste per dare inizio all’opera sacerdotale in nostro favore. E naturalmente il battesimo di Gesù mostra come Egli assuma volontariamente l’incarico di essere il nostro Messia - l’unto, Colui che porta il peccato, il nostro Salvatore. Egli voleva quella funzione e l’ha accettata. Il Padre lo ha incaricato ed Egli era contento di assumere per noi quella funzione,

Il battesimo del Signore Gesù Cristo ci insegna tutte queste cose, ma la cosa che Luca vuole che noi in particolare vediamo è come il battesimo di Gesù mostri la Sua identificazione con il Suo popolo nella loro difficile situazione, perché Egli non è un peccatore ed essi lo sono.

Ricordate che cosa dice Giovanni quando Gesù viene fuori nel giorno in cui Egli viene battezzato? Quando Gesù viene verso di lui, Giovanni dice: “Ecco l’Agnello di Dio che toglie i peccati dal mondo”. Sta proprio qui il punto da rilevare. Gesù viene battezzato al tempo stesso in cui gli altri sono battezzati. Essi si facevano battezzare perché erano consapevoli di essere peccatori e d’avere bisogno di purificazione, se ne erano pentiti ed avevano confessato i loro peccati. Si erano pentiti ed avevano confessato i loro peccati e invocavano Dio affinché provvedesse loro purificazione e perdono. Ecco allora che Giovanni dice: “Lui è quello che toglie i peccati dal mondo!”. Gesù assume su di Sé lo stesso simbolo che essi si assumono per indicare loro non che Egli avesse bisogno di perdono dei peccati, ma che Lui avrebbe provveduto loro questo, che Lui avrebbe compiuto ciò che essi anelavano e di cui avevano bisogno. Gesù non avrebbe potuto meglio di così, e più strettamente, identificarsi con i peccatori bisognosi che ricevendo lo stesso segno che era dato a quei peccatori bisognosi,

Vi voglio così chiedere oggi: vi rendete conto di quanto strettamente Egli si identifichi con voi, nel vostro peccato? Tanto che quei peccati che proprio quei peccati che voi sperate che nessuno mai se ne accorga - i vostri peccati più profondi, quelli che maggiormente vi farebbero vergognare, le vostre più profonde umiliazioni, le vostre più grandi trasgressioni - Egli dice: “Io le prendo tutte su di me per voi. Se avete fiducia in me, se credete in me, quando riponete in me la vostra fede, io prendo su di me stesso quei vostri peccati”. Quando così voi temete che vi siano peccati che vi potrebbero mettere al di fuori della grazia di Dio, Egli dice: “Abbiate fiducia in me: mi prendo io il carico di quei vostri peccati - proprio di quei peccati che voi pensate che nessuno possa guarire, che nessuno possa toccare, che nessuno possa perdonare, quei peccati dai quali pensate che nessuno ve ne possa liberare, ecco, quelli io li prendo su di me”.

Vorrei così dirvi che se siete qui oggi e vi chiedete se Dio possa mai perdonarvi per quello che avete fatto, e che vivete una doppia vita, che c’è quel “di fuori” e questo “di dentro”, e che l’esterno è brillante e ben vestito e tutto sorrisi, mentre l’intero è solo peccato e peccati che non vogliono andarsene, e voi vivete una vita doppia e vi domandate:“Se io credo all’Evangeo, se mi affido a Gesù Cristo, c’è una qualche possibilità che io di tutto questo ne sia liberato?” Qui Gesù vi dice: “Amico, io sono stato battezzato con il battesimo dei peccatori. Io sono stato battezzato con il battesimo dei peccatori perché sono venuto per togliere i peccati di questo mondo - quegli orribili e deprecabili peccati, quei peccati umilianti, quei peccati vergognosi, i peccati estremi del mondo. Quelli sono i peccati per i quali sono venuto. Ecco ciò che dovete fare. Voi mettete in me la vostra fiducia, voi decidete che il mio amore è meglio del piacere che voi derivate da quei peccati, e voi quei peccati me li affidate tutti, e io vi garantisco che quei peccati me li prendo e li porto via. Io vi garantisco che un giorno io comparirò davanti a Dio Padre, e quando il maligno non vedrà l’ora di mostrare quei vostri peccati al mondo affinché siate condannati, mio Padre vi guarderà e dirà: ‘Quel mio figlio non ha alcun peccato in lui. Tutti i suoi peccati gli sono stati portati via. Sono stati portati via deposti sulle spalle di Mio Figlio. Quel mio figliolo glieli ha affidati! Quel mio figliolo ha preferito Lui ai Suoi peccati. Ora non ne ha più alcuno: tutti gli sono stati portati via. In lui non c’è altro che luce e vita ed amore. È il mio figliolo. Che cosa potrai mai dire contro di lui, oh accusatore del mio popolo?’. Ecco che cosa dice Gesù: “Io sono stato battezzato con il battesimo dei peccatori. Mi sono identificato con te. Guarda a me e sii salvato!”.

Preghiera

Poi qui c’è la preghiera. Avete notato come Luca vi giunga? “Ora, mentre tutto il popolo si faceva battezzare, anche Gesù fu battezzato”. Questo è tutto ciò che Luca ha da dire sul battesimo di Gesù. Quando tutto il popolo viene battezzato e pure Gesù è battezzato, Gesù prega...

Questo è tipico dell’evangelista Luca. Luca attira sempre l’attenzione del lettore sul fatto che Gesù preghi. È Luca quello che mette in evidenza come Gesù si alzasse presto al mattino e si ritirasse in qualche luogo isolato, o in montagna, per pregare. Luca è molto interessato alla vita di preghiera, la pratica della preghiera, il modello di vita di preghiera che il Signore Gesù Cristo incarnava. Vi voglio così fare questa domanda: “Perché pensate che Gesù volesse pregare? Pensate che fosse perché avesse bisogno di chiedere a Dio Padre il perdono per i Suoi peccati? No. Pensate che pregasse perché qualcuno gli aveva detto che doveva farlo?

La preghiera di Gesù riportata nel vangelo di Luca è la preghiera di uno a cui piace parlare con il Padre Suo celeste. A Lui piace essere in comunione con Suo Padre. Egli ama il Suo Padre celeste. Egli vuole, Egli ha bisogno, di parlare con il Suo Padre celeste.

Uno che conoscevo, nel mezzo dei dolori e delle prove normali della vita di famiglia, una volta non sapeva più che fare nell’educare e disciplinare i suoi figli. Si era così trovato un giorno da solo in un ristorante e si era ritrovato quasi a invocare piangendo il suo padre terreno, già morto, affinché lo aiutasse nel suo compito di genitore. Quell’uomo non credeva nell’intercessione dei santi, non credeva certo che potesse comunicare con suo padre nell’aldilà. Sapeva che le sue preghiere dovevano piuttosto rivolgersi a Dio Padre per intercessione e in nome di Suo Figlio Gesù Cristo. La sua non era stata una sorta di superstizione, ma gli era venuto spontaneo gridare: “Papà, che cosa dovrei fare con i miei figli? Non so più bene che fare con loro. Quanto mi piacerebbe ricevere un tuo consiglio!”. Beh, il Signore Gesù amava quel tipo di comunione con il Suo Padre celeste. Egli ama Suo Padre. Ammira Suo Padre. Confida nella sapienza di Suo Padre, ed ama comunicare con il Suo Padre celeste. Che cosa può insegnarci questo? Si tratta per noi di una figura e di un esempio. Dovremmo volere essere in conversazione con il nostro Padre celeste; disciplinarci a quel fine; pianificare il tempo della nostra preghiera, e questo non è in contraddizione con il nostro desiderio naturale di essere in conversazione con il nostro Padre celeste.

Un predicatore famoso diceva: “È vero che una preghiera gioiosa, che glorifica Dio, che dipende da Cristo, disciplinata, regolare ed intenzionale è una disciplina? Si potrebbe chiamarla così. È un dovere nello stesso modo che per un sommozzatore ha il dovere di riempire le sue bombole di ossigeno prima di immergersi. È un dovere allo stesso modo in cui è un dovere per i piloti d’aereo di essere in contatto costante con i controllori del volo. È un dovere allo stesso modo che è un dovere per dei soldati in combattimento di avere il fucile pulito e carico. È un dovere allo stesso modo in cui è un dovere per delle persone affamate procurarsi del cibo. È un dovere per gli assetati bere acqua. È il dovere di chi non ci sente bene di procurarsi degli apparecchi acustici. È il dovere del diabetico assumere insulina. È il dovere dell’orso Winny the Pooh di cercare il miele. È un dovere come quello che sentono i pirati di andare a caccia d’oro. Io odio il diavolo. Odio il modo che usa per persuadere alcuni fra voi che sia legalistico pregare regolarmente come si deve essere regolari a mangiare e a dormire. Non vi accorgete come stia rendendo di voi dei babbei? Sta sganasciandosi dalle risate quando vede come sia facile ingannare i cristiani sull'importanza della preghiera. Dio ci ha dato dei mezzi della grazia. Se non ne facciamo uso nel modo migliore, allora non ci dobbiamo proprio lamentare. Se non mangiamo muoiamo. Se non beviamo ci disidratiamo. Se non esercitiamo i muscoli si atrofizzano. Se non respiriamo soffochiamo. E proprio allo stesso modo in cui vi sono mezzi fisici per vivere, così ci sono mezzi spirituali per la grazia, e la preghiera è uno di quelli. Ne avete bisogno tanto quanto ne avete bisogno per respirare. È forse vostro dovere quello di respirare?”.

Gesù vuole, pianifica e pratica il parlare con Dio, il conversare con Dio, il pregare a Dio, ed è un esempio per tutti noi. L’evangelista Luca attira continuamente la nostra attenzione su di questo.

Affetto

Un’ultima cosa. È la cosa più importante, anche se per oggi ne possiamo parlare solo brevemente: l’affetto che il Padre celeste manifesta, in questo episodio, per Gesù. È la cosa per la quale Luca qui spende più parole. Lo vedete al termine del versetto 21 e per tutto il versetto 22. Quando Gesù viene battezzato che cosa accade? “Si apre il cielo”. Si potrebbe considerare come un’apertura cosmica del Mar Rosso e del Giordano. Proprio come il Mar Rosso si era aperto per lasciarvi passare Israele, “si aprono le porte del Cielo” e ne discende lo Spirito Santo in forma corporea. Così dice l’evangelista.

Potremmo anche noi a questo punto aprire una parentesi e per un’ora parlare della dottrina della Santissima Trinità. Davvero. La dottrina della Trinità non è una qualche dottrina arcana ed oscura derivata da uno o due brani del Nuovo Testamento. La troviamo dovunque nella Bibbia. E questo è uno dei luoghi in cui la troviamo in tutta la sua gloria: il Figlio che eleva la Sua preghiera al Padre; lo Spirito che discende sul Figlio; il Padre che dal Cielo parla al Figlio; il vero ed unico Dio, che eternamente esiste in tre Persone: il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. Questo brano ci fa sapere che il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo non sono solo tre manifestazioni di un Dio che è solo uno. Sono tre Persone in un solo e vero Dio. Vi è un Dio che eternamente esiste in tre Persone e quelle tre Persone sono in grado di essere in comunione l’una con l’altra e comunicare l’una con l’altra, e tutto questo è mostrato proprio qui. Potremmo soffermarci molto su questa dottrina biblica molto importante, ma vi è una cosa in particolare che vorrei che notaste. Che cosa dice il Padre a proposito del Figlio? “Figlio, ascoltami, tu sei il mio diletto Figlio. Io mi compiaccio di te, mi rallegro di te, io ti amo. Tutto il mio affetto è posto in te”.

Ora, comprendete come Gesù, attraverso il Suo battesimo tanto si è identificato con noi peccatori che non soltanto quando riponiamo in Lui la nostra fede i nostri peccati sono perdonati perché essi sono trasferiti a Lui, ma ora siamo portati in un rapporto nuovo con il Suo Padre celeste perché tutti i Suoi benefici vengono trasferiti a noi. E uno dei più grandi fra quei benefici è che ora il Suo amore celeste di Padre è il dono che ci viene fatto.

Sarebbe un’eresia se Gesù non l’avesse detto Egli stesso ed Egli lo dice nella notte in cui è stato tradito, la notte prima di essere crocifisso. In Giovanni 17, verificatelo, Egli così prega il Padre Suo celeste: “Padre giusto, il mondo non ti ha conosciuto, ma io ti ho conosciuto; e questi hanno conosciuto che tu mi hai mandato; e io ho fatto loro conoscere il tuo nome, e lo farò conoscere, affinché l'amore del quale tu mi hai amato sia in loro, e io in loro” (25-26). Per chi Gesù sta pregando? Egli sta pregando per noi, affinché noi, cristiano, noi, credenti nel Signore Gesù Cristo, che ci siamo ravveduti dai nostri peccati ed abbiamo confidato in Gesù Cristo soltanto per la nostra salvezza così com’è offerta nell’Evangelo. Egli sta pregando affinché noi conosciamo, facciamo esperienza, siamo oggetti, partecipiamo all’amore del Padre celeste così come Egli ama il Figlio; che noi vi partecipiamo come coloro che ricevono quello stesso amore.

Potrei dire che questa è pure la preghiera per voi che leggete od ascoltate questo messaggio. Se “avete problemi” con questo amore: è la preghiera che Egli fa per voi, Sì, ci sono cristiani, oggi, seri, amorevoli, fedeli, che dicono di “avere un problema” nel fare esperienza dell’amore del quale il nostro testo ci parla e ci garantisce, che non sentono o non credono di essere amati tanto come esso dice. Eppure quello è ciò che ti dice la Parola di Dio. Guardate alla croce. La vedete quella croce? Quella croce non è solo il mezzo mediante il quale Dio vi ha assicurato la vostra redenzione, è pure la manifestazione dell’alto prezzo di quell’amore che vostro Padre celeste ha espresso nel Suo Figlio e che il Figlio vi mostra affinché voi possiate fare l’esperienza della sua realtà e profondità.

Là, in occasione del battesimo di Gesù, le stesse parole che il Padre Gli rivolge (“Tu sei il mio diletto Figlio; in te mi sono compiaciuto”) sono l’evidenza delle parole che il Padre dirà a tutti coloro che all’Ultimo Giorno manifesteranno la loro fede nel Signore Gesù Cristo. Sì, perché, quando attraverserete quel portale voi lo udrete mentre dice: “Va bene, servo buono e fedele. Ora, figlio mio in Gesù Cristo, tu sei il mio diletto, colui nel quale io mi compiaccio e del quale io mi rallegro”.

È proprio per questo che io vorrei chiedere a voi che mi leggete o ascoltate, farebbe differenza nella vostra vita cristiana se conosceste quella verità? Sì, la farebbe, perché se davvero avete gustato e veduto che il Signore è buono, e se davvero conoscete che la Sua bontà vale più della vita, allora non vi sarà nulla o nessuno in questo mondo che vi potrà sottrarre quell’amore, perché già avete gustato la cosa migliore che possa esistere. Il battesimo di Gesù è là per dirvi: “Peccatore, tu hai riposto in Lui la tua fiducia e non c’é peccato che Egli non possa portare via. Inoltre, peccatore, tu hai fiducia in Lui ed Egli ti farà pregustare la profondità dell’amore del Padre. Una volta che te ne sei abbeverato, nient’altro avrà per te più importanza.

Conclusione

Ben lungi dall’essere un atto formale, come spesso sono oggi tanti “battesimi”, abbiamo oggi considerato come quel particolare avvenimento, il battesimo di Gesù, continui ad essere rilevante per tutti coloro che ripongono in Gesù soltanto la loro fiducia come loro Signore e Salvatore. Esso è segno della completa identificazione di Gesù con la nostra condizione e del fatto che Lui può portare via dalla nostra vita tutto ciò che ci aggrava e condanna; che Lui prega per noi, ci è accanto e ci è di esempio nel necessario “respiro” della preghiera, la nostra comunione desiderabile e possibile con Dio Padre; e che ci è possibile fare l’esperienza attuale dell’amore di Dio che in Gesù e con Gesù certifica che noi siamo anati da Lui e che niente e nessuno ci potrà sottrarre questa certezza. Come disse l’apostolo Paolo “Che diremo dunque riguardo a queste cose? Se Dio è per noi chi sarà contro di noi? Colui che non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha dato per noi tutti, non ci donerà forse anche tutte le cose con lui? Chi accuserà gli eletti di Dio? Dio è colui che li giustifica. Chi li condannerà? Cristo Gesù è colui che è morto e, ancor più, è risuscitato, è alla destra di Dio e anche intercede per noi. Chi ci separerà dall'amore di Cristo? Sarà forse la tribolazione, l'angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada? … infatti sono persuaso che né morte, né vita, né angeli, né principati, né cose presenti, né cose future, né potenze, né altezza, né profondità, né alcun'altra creatura potranno separarci dall'amore di Dio che è in Cristo Gesù, nostro Signore” (Romani 8:31-39).

Paolo Castellina, 3 gennaio 2015. Rielaborazione del sermone di J. Ligon Duncan “The baptism of Jesus” reperibile in originale a questo indirizzo: http://www.fpcjackson.org/resource-library/sermons/jesus-baptism