Studi biblici/Luca 10:38-42

Da Tempo di Riforma.

Sappiamo distinguere ciò che davvero più conta?

Sintesi. Sappiamo mettere in ordine gerarchico di importanza le cose di cui noi ci occupiamo? Senza considerare ora quelle cose inutili che facciamo e che ci fanno solo perdere tempo prezioso, ci sono sicuramente tante cose buone e utili che noi possiamo e dobbiamo fare. Qual é, però, fra di esse, quella più importante in assoluto, i cui risultati non ci verranno mai tolti? Ciò che ci indica il testo biblico di questa settimana, Luca 10:38-42 potrebbe non essere quel che supponiamo.

Distrazioni utili?

Ci sono persone che per natura sono distratte e sbadate. Sono presenti col corpo ma, “con la testa” ...chissà dove sono! Tu parli con loro, ma, in realtà, non ti ascoltano. I loro pensieri li portano altrove. La loro distrazione può essere ingiustificata quando vagano con pensieri leggeri, molesti e non necessari, ma anche giustificata quando la loro mente è assillata da preoccupazioni o problemi che devono risolvere o da cose che comunque ritengono in quel momento più importanti. In ogni caso, sono distratti, non ti ascoltano, per quanto importante sia ciò che hai da dire loro.

Si potrebbe dire che la stessa società moderna induca ad essere distratti. Un’intera industria ha l’obiettivo di “distrarti” e divertirti. La vita spesso è dura e noiosa e diciamo che distrarsi sia anche necessario, ogni tanto, Il problema è che l’industria del divertimento oggi è così avanzata ed efficace che si corre il rischio che il divertimento non sia più una pausa benvenuta da impegni e responsabilità, ma che diventi la cosa principale della vita. Non si vede magari l’ora dallo staccarsi dai nostri impegni e responsabilità per correre dai nostri divertimenti favoriti e si sogna di poter vivere di rendita ed avere chi ti serve proprio per poter dedicarci sempre alle nostre passioni preferite. Non di rado si trova chi vive in funzione del fine settimana o delle vacanze ed il lavoro non è più la cosa più importante. Fra l’altro “divertimento” significa letteralmente deviazione, essere “deviati su altri binari” e “vacanza” significa letteralmente assenza. Vi è pure indubbiamente anche qualcuno che apposta ci distrae perché non vuole o non gli conviene che noi pensiamo a certe cose o ci occupiamo di altre,

A volte, ancora, siamo distratti perché occupati a fare cose in sé stesse buone ed utili o che riteniamo tali, e non ci accorgiamo che vi sono cose migliori o più utili ancora alle quali dovremmo interessarci. In quei casi dimostriamo di non sapere mettere i valori nel giusto ordine gerarchico. Avere la casa pulita ed in ordine e cucinare bene è importante. Vi sono persone che vorrebbero avere la casa impeccabilmente pulita e cucinare una cena perfetta prima di invitare qualcuno: il risultato è che, per quello, non invitano mai nessuno! Vi sono persone che non fanno mai entrare nessuno nel loro salotto per paura che si sporchi! Ma allora, a che serve? Altre persone ancora non osano parlare una lingua straniera se non sono sicuri di parlarla perfettamente, ed allora quella lingua si guardano bene di tentare di parlarla, anche se potrebbero farlo in modo accettabile. Fare degli errori in una lingua straniera è giustificabile, accettabile, e non dovremmo avere paura di farlo o di essere presi in giro. Nella maggior parte dei casi coloro che hanno quella lingua come lingua madre, saranno tolleranti, anzi, sarebbero onorati nel vedere i tuoi sforzi!

Maria e Marta

Il testo biblico di oggi ci parla di una donna che era molto affaccendata a fare cose buone, che però non si rende conto che vi sono cose migliori di quelle e che le sarebbe stato consentito di trascurare le prime in favore delle seconde.

“Mentre erano in cammino, Gesù entrò in un villaggio; e una donna, di nome Marta, lo ospitò in casa sua. Marta aveva una sorella chiamata Maria, la quale, sedutasi ai piedi di Gesù, ascoltava la sua parola. Ma Marta, tutta presa dalle faccende domestiche, venne e disse: «Signore, non ti importa che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti». Ma il Signore le rispose: «Marta, Marta, tu ti affanni e sei agitata per molte cose, ma una cosa sola è necessaria. Maria ha scelto la parte buona che non le sarà tolta» (Luca 10:38-42).

Esaminiamo questo racconto versetto per versetto. Prestargli la massima attenzione, senza distrarsi, è il modo in cui oggi Dio ci parlerà.

Il privilegio di avere un ospite straordinario

“Mentre erano in cammino, Gesù entrò in un villaggio; e una donna, di nome Marta, lo ospitò in casa sua” (38). Gesù ed i Suoi discepoli erano di ritorno da Gerusalemme dove avevano partecipato a delle feste religiose tradizionali di Israele, ed arrivano nel villaggio di Betania. Lì sono invitati a cena in casa di alcuni simpatizzanti di Gesù. È un grande onore per quella casa ricevervi Gesù come gradito ospite. Marta aveva molto sentito parlare di Lui, del bene che faceva dappertutto e del suo incomparabile insegnamento. Si rendeva conto che in Gesù era presente in modo unico la stessa realtà di Dio che si rivela e che guarisce. Per lei, indubbiamente, avere Gesù proprio in casa sua era un privilegio, una cosa davvero straordinaria. Avrebbe messo la casa perfettamente in ordine, avrebbe fatto accomodare Gesù sulla più comoda delle poltrone. Gli avrebbe servito un pasto ottimo ed abbondante, degno di un re, come si dice. Non avrebbe risparmiato per accogliere Gesù e i Suoi discepoli, nonostante il costo che avrebbe per questo sostenuto. Quale miglior modo di spendere i nostri soldi che nel servizio di Gesù, il Salvatore!

L’ospitalità è un valore molto importante nel regno di Dio e nell’insegnamento stesso di Gesù, ed ospitare proprio Gesù, il Figlio di Dio in terra, è la cosa più grande che mai qualcuno potrebbe fare. Il vangelo di Giovanni dice: “Or Gesù amava Marta e sua sorella e Lazzaro” (Giovanni 11:15). Più avanti, Gesù avrebbe persino risuscitato Lazzaro, deceduto in seguito ad una grave malattia.

Gesù dice: “Se uno mi ama, osserverà la mia parola; e il padre mio l’amerà, e noi verremo da lui e dimoreremo presso di lui” (Giovanni 14:23). Si tratta di una promessa che vale ancora oggi, per voi e per me. Nel libro dell’Apocalisse Gesù dice: “Ecco, io sto alla porta e busso: se qualcuno ascolta la mia voce e apre la porta, io entrerò da lui e cenerò con lui ed egli con me” (Apocalisse 3:20). Il privilegio di stare ad ascoltare Gesù “Marta aveva una sorella chiamata Maria, la quale, sedutasi ai piedi di Gesù, ascoltava la sua parola” (39). Marta aveva una sorella, Maria, che abitava con lei e che pure condivideva con lei il grande apprezzamento che aveva per Gesù. Con l’aiuto di Maria, l’accoglienza di Gesù sarebbe stata ancora più bella. Così, quando Gesù, con alcuni dei Suoi discepoli, entra in quella casa, ricevono un caloroso benvenuto e li fanno accomodare. Presto la cena sarebbe stata servita.

Ecco che, però, Maria, invece che stare in cucina con Marta per aiutarla a preparare il pranzo, che fa? Si ferma a conversare con Gesù, gli fa delle domande ed ascolta con grande attenzione ciò che le dice Gesù. Gesù volentieri si intrattiene con lei, compiaciuto di avere in lei un’uditrice così interessata ed attenta. Fra l’altro, a differenza di ciò che si faceva a quel tempo, Gesù si fermava spesso a parlare con delle donne e le valorizzava grandemente. Questa occasione, per Maria, è certamente un’occasione da non perdere. Sarebbe stato generalmente difficile avere Gesù in casa sua “tutto per lei”, indaffarato come sempre era e circondato da così tanta gente e postulanti. Maria, così, dimentica tutto il resto e, affascinata dalle parole di Gesù, assume la postura tipica del discepolo ai piedi del suo maestro, di colui o colei che desidera apprendere. Infatti, istruire su Dio e sulle cose della vita, è cosa che Gesù non manca mai di fare ogni qual volta gli si presenta l’occasione. È così importante combattere l’ignoranza, e soprattutto l’ignoranza su Dio! È così importante ristabilire la comunione della creatura umana con Dio, visto che eravamo stati creati proprio per questo e che in questo si trova la nostra completezza!

Interessante, poi, è il fatto che Gesù non si considera mai “fuori servizio” quando termina il suo giro di predicazioni e guarigioni. Al termine della giornata, quando pure avrebbe potuto avere il Suo “meritato riposo”, diritto legittimo, non dice: “Ora stacco”, e “...dell’Evangelo non ci voglio più pensare per un po’!”. Gesù coglie ogni occasione per beneficare chi viene in contatto con Lui e si interessa degli abitanti di quella casa.

Maria avrebbe potuto essere considerata sicuramente importuna. Forse Marta pensava: “Ora lasciamo in pace Gesù, non disturbiamolo più. Lasciamolo riposarsi e rifocillarsi”. Gesù, però, sembra instancabile a fare del bene a chiunque Lo interpelli. È bene saperlo anche per chi fra noi non chiede perché “ha paura di disturbare”. Per Gesù, anche in questo caso, è più importante il principio: “Vi è più gioia nel dare che nel ricevere” (Atti 20:35).

È così che Maria presta a Gesù la sua più indivisa attenzione, intenzionata a non perdere neppure una parola di quel che dice Gesù! Maria sa che non c’è nulla di più importante nella vita che ricevere ciò per cui Gesù è venuto a dare!

La necessità di stare ad ascoltare Gesù

“Ma Marta, tutta presa dalle faccende domestiche, venne e disse: «Signore, non ti importa che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti»” (40). Marta è molto seccata che Maria, invece che aiutarla, “stia lì a chiacchierare”. Perché dovrebbe fare tutto lei? Non è mica la serva di casa! Marta si sente come la “Cenerentola” della situazione che deve stare a faticare, mentre sua sorella fa la principessa! È lieta di poter servire Gesù, ma non ha fatto tutto questo certo per servire sua sorella! Per Gesù Marta non risparmia nulla: nulla è troppo buono o troppo grande per un tale ospite in casa sua. Perché Maria non si sente in dovere di fare altrettanto, invece che stare lì a “perdere tempo”?

Ecco che, così, Marta, molto innervosita, irrompe nella sala dove Gesù sta parlando; probabilmente Lo interrompe stando in piedi davanti a Lui, e quasi “sgrida” Gesù, scandalizzata per il fatto che Lui stesso non si senta in dovere di rimandare Maria in cucina ad aiutare sua sorella! Marta è come accecata da un compito che, di per sé stesso buono e lodevole, in realtà ora la distrae da qualcosa di più importante. Non vede nient’altro che realizzare ciò che si era proposta per quella visita: servire e compiacere Gesù. Allo stesso modo, noi potremmo essere così presi dai nostri programmi (persino in quelli della nostra comunità cristiana) tanto da ritenerli qualcosa di primaria importanza, da portare a termine ad ogni costo, senza valutarne la loro importanza relativa rispetto ad altro. Non ci accorgiamo che, invece che compiacere Gesù, corriamo il rischio, proprio con quei programmi, sia pure bene intenzionati, di fargli dispiacere! Per quanto possano essere categorizzati come “lavori cristiani”, Gesù di fatto potrebbe avere un’idea diversa sulla loro effettiva importanza! Infatti, è come se Marta avesse detto a Gesù: “Dille che la cosa più importante è il servizio, non la teologia!”. Non sarebbe arrogante dire così a Gesù Marta qui non si accorge che si sta comportando come ...la maestra di Gesù! Pretende che i suoi programmi, quello che pensa lei, debbano avere la precedenza. Gesù, però, potrebbe sovvertire i nostri programmi! Non dobbiamo presumere di sapere ciò che piace a Gesù prima di interpellarlo direttamente ed ascoltarlo. Lo ascoltiamo davvero con attenzione? Certo, Marta avrebbe potuto dire: “Tu, Maria, sta lì ad intrattenere gli ospiti, mentre io vado a preparare la cena”. Magari avrebbe voluto stare lì lei a parlare con Gesù. In ogni caso, il “dovere” di affaccendarsi in cucina per onorare gli ospiti era per lei più importante che stare ad ascoltare Gesù, ...inoltre, il posto della donna è in cucina, o no?

Il “servizio di ristorazione” doveva essere “perfetto”. Forse riteneva pure che “la concretezza” del servizio, la cena, fosse più importante e che non si dovesse “perde tempo in chiacchiere”! In fondo Marta non si aspettava da Gesù nulla che già non ritenesse di sapere. Forse per Marta la sapienza era che ciascuno dovesse stare “al suo posto”, oppure che “il servizio viene prima delle parole”.

Non è da prendersi per scontato che Dio si adegui ai nostri programmi ed idee!

Comprendere qual’è la cosa più importante

“Ma il Signore le rispose: «Marta, Marta, tu ti affanni e sei agitata per molte cose, ma una cosa sola è necessaria” (41). La risposta di Gesù, per Marta, è però sorprendente. È Gesù che ora rimprovera Marta (non Maria) anche se verso di lei usa un tono amichevole e comprensivo, un bonario richiamo: “Marta, Marta… sei tu che sbagli. Non credere che io non ti apprezzi per quello che stai facendo. È cosa buona ed utile, ma c’è qualcosa di meglio ancora che puoi fare. In questo momento devi capire che c’è qualcosa di ancora più importante e necessario del mangiare e dell’essere ‘una perfetta padrona di casa’... Apprezzo il tuo affanno ed agitazione, ma io non lo pretendo. Sta qui con me anche tu. Ci sarà tempo dopo per la cena. Profitta del fatto che io sono qui con voi: non sarà così sempre. Il mio tempo su questa terra è così poco. Presto non sarò più così in mezzo a voi”.

Sì, spesso anche noi abbiamo una percezione sbagliata del tempo che abbiamo a disposizione. Crediamo di “avere tempo” e perdiamo di fatto il tempo in cose non essenziali. Mio padre mi diceva sempre, quando si trattava di pagare delle fatture: “Per pagare c’è sempre tempo”, intendendo che bisognasse pagare i conti solo all’ultimo giorno utile. Non so se sia sempre un atteggiamento saggio, ma se per pagare c’è sempre tempo, non è sempre così quando si tratta dei nostri rapporti con Dio. Il Signore ci dice: “Cercate il SIGNORE, mentre lo si può trovare; invocatelo, mentre è vicino. Lasci l'empio la sua via e l'uomo iniquo i suoi pensieri; si converta egli al SIGNORE che avrà pietà di lui, al nostro Dio che non si stanca di perdonare” (Isaia 55:6-7); oppure: “Badate di non rifiutarvi d'ascoltare colui che parla; perché se non scamparono quelli, quando rifiutarono d'ascoltare colui che promulgava oracoli sulla terra, molto meno scamperemo noi, se voltiamo le spalle a colui che parla dal cielo” (Ebrei 12:25). Che il Signore ci conceda tempo per ravvederci dei nostri peccati e convertirci a Lui, non è da prendersi per scontato: questa sarebbe la nostra priorità. A colui che pensava solo di arricchirsi rimandando al domani di mettere a posto le cose con Dio, Gesù dice: “Stolto, questa notte stessa l'anima tua ti sarà ridomandata; e quello che hai preparato, di chi sarà?” (Luca 12:20).

Riconoscere ciò che ha maggior valore

Ed ecco l’ultimo versetto del nostro testo: “Maria ha scelto la parte buona che non le sarà tolta” (42).Qui è come se Gesù dicesse a Marta: “Tu ritieni di essere, in questa circostanza, la persona più matura, avveduta e responsabile. In realtà è tua sorella Maria che ha capito quale sia, in questo caso, la cosa più importante. È lei che dimostra maggiore saggezza. Rifletti. Le cose non sono come ti sembrano d’essere”.

Si potrebbe anche immaginare Gesù dire: “Tu stai preparando una cena elaborata con diverse portate. A me basterebbe anche un piatto unico. Non perdere troppo tempo in cucina: ci sono cose più importanti…”. Questa circostanza è simile ad un’altra in cui Gesù si era fermato a parlare con una donna presso un pozzo, ed i Suoi discepoli si erano recati a comprare del cibo: “Intanto i discepoli lo pregavano, dicendo: «Maestro, mangia». Ma egli disse loro: «Io ho un cibo da mangiare che voi non conoscete». Perciò i discepoli si dicevano gli uni gli altri: «Forse qualcuno gli ha portato da mangiare?». Gesù disse loro: «Il mio cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato, e compiere l'opera sua” (Giovanni 4:31-34).

È come se Gesù dicesse: “Ci sono tante cose buone che si possono fare, ma ce n’è una migliore, la migliore fra tutte. Il servizio e l’aiuto solidale sono importanti, la preghiera ed il culto sono importanti, partecipare ai sacramenti è importante, tutti i doveri prescritti dalla Parola di Dio sono importanti, ma c’è ancora qualcosa di più importante: l’ascolto attento, fiducioso ed ubbidiente della mia Parola”.

Maria ha scelto quella parte di “eredità” che ha maggior valore. “Tu, Marta, hai pensato di fare qualcosa di utile, è vero, ma la vautazione dell’utilità relativa di quel che fai non è ancora abbastanza accurata. Hai fatto un errore di valutazione”. È come se ad un’asta uno si affanni per riuscire ad ottenere un articolo che ritiene prezioso, quando ce n’è un altro che i più trascurano, ma che oggettivamente ha più valore di tutti, anche se i più non lo vedono. Maria aveva capito e si era messa in corsa per ottenere proprio ciò che la sorella disprezzava, ma che aveva maggior valore. Gesù un giorno disse: “Il regno dei cieli è anche simile a un mercante che va in cerca di belle perle; e, trovata una perla di gran valore, se n'è andato, ha venduto tutto quello che aveva, e l'ha comperata” (Matteo 13:45-46).

Sono molte le cose importanti e preziose di questo mondo, ma non hanno un valore eterno. Gesù lo mette in evidenza altre volte quando, per esempio, parla di quell’uomo che nella vita aveva pensato solo a valori terreni trascurando quelli celesti e pregiudicandosi così la salvezza eterna. Quando muore, questi rimane privo della ricchezza che maggiormente conta. Gesù dice: “Così è di chi accumula tesori per sé e non è ricco davanti a Dio” (Luca 12:21); e ancora: “...fatevi tesori in cielo, dove né tignola né ruggine consumano, e dove i ladri non scassinano né rubano” (Matteo 6:20).

Un proverbio dell’Antico Testamento potrebbe riassumere questo nostro episodio: “Quel che fa ricchi è la benedizione del SIGNORE e il tormento che uno si dà non le aggiunge nulla” (Proverbi 10:2).

Conclusione

Ci possono, allora, essere “buone distrazioni” quando si tratta di avere “un sano diversivo” da ciò che altrimenti sarebbe pesante e tedioso. Quante volte, però, tante cose ci distraggono da ciò che ci sarebbe maggiormente utile! Fra quelle cose vi è il nostro personale - e regolare - incontro con il Signore e Salvatore Gesù Cristo, l’ascolto fiducioso ed ubbidiente della Sua Parola. C’è forse qualcosa di più importante che la salute eterna della nostra anima?

Ancora oggi, infatti, abbiamo il privilegio di incontrare, per la nostra salvezza stessa, il Salvatore Gesù Cristo, Colui che non solo salva in vista dell’eternità, ma che può salvarci nelle varie situazioni della nostra attuale vita. Non ci piacerebbe, forse, che Egli fosse sovente “nostro ospite”? Ancora oggi abbiamo il privilegio di potere udire la Parola di Dio: “...ispirata da Dio e utile a insegnare, a riprendere, a correggere, a educare alla giustizia, perché l'uomo di Dio sia completo e ben preparato per ogni opera buona” (2 Timoteo 3:16-17). Saremmo veramente sciocchi se ad essa anteponessimo altre cose per quanto buone in sé stesse! Ecco perché abbiamo la necessità di stare ad ascoltare Gesù spesso. Tante volte presumiamo di sapere già tutto quel che c’è da sapere senza accorgerci che, con grande nostra presunzione, in realtà diciamo a Dio: “Io so meglio di te quel che debbo fare!”.

Comprendiamo, allora, quale sia la cosa per noi più necessaria? Ci fidiamo un po’ troppo delle nostre valutazioni e riteniamo che per Dio o per la nostra anima ci sia sempre tempo: come possiamo presumere di averlo? Anche noi, come Maria, siamo chiamati da questo testo della Parola di Dio a scegliere “la parte buona” che non ci sarà mai tolta. Permetteremo che qualcosa ci distragga da essa, privandoci dell’unica cosa che alla fine conterà per la nostra salvezza eterba? L’Apostolo afferma: “Anzi, a dire il vero, ritengo che ogni cosa sia un danno di fronte all'eccellenza della conoscenza di Cristo Gesù, mio Signore, per il quale ho rinunciato a tutto; io considero queste cose come tanta spazzatura al fine di guadagnare Cristo” (Filippesi 3:8). Che possa essere così per ciascuno di noi.

Paolo Castellina, 11 luglio 2016, rielaborazione della predicazione del 4 febbraio 2005.