Studi biblici/Giacomo 1:21-27

Da Tempo di Riforma.

"Bastardi dentro": La nostra immagine allo specchio

Sintesi
Il progresso tecnico dell'umanità fa illudere molti che vi sia pure un progresso morale e spirituale dell'umanità. Cambiano e diventano forse più raffinate le tecniche di un fatto fondamentale di cui la Bibbia ci fa prendere coscienza e che efficacemente qualcuno ha riassunto nell'espressione: Siamo "bastardi dentro". Il testo biblico di questa domenica, Giacomo 1:21-27 ci presenta un'immagine efficace: quella di un uomo che si guarda allo specchio, ma che poi se ne va, dimenticando convenientemente ciò che ha visto, senza passare all'azione per modificarlo. La Bibbia è questo specchio che ci fa vedere la triste condizione umana, non per disperarci, ma per portarci al Salvatore Gesù Cristo. Vediamo come.

Aprire gli occhi sulla realtà

Alle soglie del 2000 una rivista per la gioventù riporta queste interessanti osservazioni:

"Estate di un millennio che fugge. Ognuno cerca a suo modo, di lasciare una traccia della propria esistenza. Clinton e Milosevic hanno già sprecato i razzi per i botti di capodanno dimostrando al mondo che è ferrea volontà di risolvere i problemi del prossimo millennio con ragione, dialogo e volontà di tutti. L'economia alimentare è riuscita, in anticipo, a pubblicizzare quelle che saranno le pietanze (ipercontrollate) del futuro: Coca Cola in lattina, patatine fritte in olio di soia transgenico e pollo alla diossina. Coerenti con tutto quello che ci circonda, noi abbiamo deciso di creare un servizio di assistenza per tutti coloro che non si sentissero ancora pronti e maturi a varcare la soglia del futuro. La terapia consiste semplicemente nel guardarsi allo specchio, accorgersi che in seguito al rimodernamento di Neanderthal in fondo abbiamo subito minime mutazioni, e soprattutto non siamo ancora riusciti a nascondere quell'aria da 'bastardo dentro' che ci accomuna".

La prima cosa che questo testo mi ha suggerito è che finalmente è la realtà stessa a dimostrare che sono i miti dell'umanesimo moderno ad essere falsi e che la Bibbia aveva sempre avuto ragione. L'evoluzionismo e il progresso sono delle pie illusioni, una menzogna. Almeno a queste condizioni, non esiste alcuna nuova era che stia per sorgere, perché in realtà siamo sempre di fronte alla solita triste realtà. Il nuovo millennio è solo una questione di numeri, e non cambierà proprio nulla, rimarremo sempre i soliti "bastardi"… In effetti è assolutamente corretta la terapia suggerita, cioè quella di guardarci allo specchio un po' di più per renderci conto della realtà.

La figura dell'uomo che si guarda allo specchio è biblica, e compare nel Nuovo Testamento, nella lettera dell'apostolo Giacomo. Il problema è che io temo che questa "terapia" sia ben poco efficace. Essa, infatti, dovrebbe essere solo un preliminare a cure molto più intensive e che, in realtà, ci si guardi allo specchio, ma ben presto si dimentichi ciò che si è visto…. Ascoltiamo ciò che ci dice l'apostolo Giacomo perché attraverso questo scritto il Signore Iddio stesso ci indichi quali siano le necessarie ulteriori cure intensive a cui noi dovremmo sottoporci.

Il testo biblico

"Perciò, deposta a ogni lordura e residuo di malizia, ricevete con mansuetudine la parola piantata in voi, la quale può salvare le anime vostre. E siate facitori della parola e non uditori soltanto, ingannando voi stessi. Poiché, se uno è uditore della parola e non facitore, è simile a un uomo che osserva la sua faccia naturale in uno specchio; egli osserva se stesso e poi se ne va, dimenticando subito com'era. Ma chi esamina attentamente la legge perfetta, che è la legge della libertà, e persevera in essa, non essendo un uditore dimentichevole ma un facitore dell'opera, costui sarà beato nel suo operare. Se qualcuno fra voi pensa di essere religioso, ma non tiene a freno la sua lingua, certamente egli inganna il suo cuore, la religione di quel tale è vana. La religione pura e senza macchia davanti a Dio e Padre è questa: soccorrere gli orfani e le vedove nelle loro afflizioni e conservarsi puro dal mondo" (Gm. 1:21-27).

Questo testo è veramente magnifico: ci si guarda allo specchio, si vede la nostra "faccia naturale" e poi ce ne andiamo, dimenticando subito dopo ciò che abbiamo visto. Ciò che vediamo è imbarazzante, scomodo, ci fa male. Preferiamo dimenticare: è così che la terapia rimarrà inefficace.

Il testo biblico è anche una forte critica, una denuncia, contro certa religione fatta solo di "ascolto", di "parole" e non di fatti. Quando molti giovani criticano la religione hanno ragione: spesso sono solo parole che subito si dimenticano per diversi motivi. Sono disposti, questi giovani, però, a non fare lo stesso errore che criticano negli altri, a non entrare anche loro nella categoria degli ipocriti di cui parla la stessa Bibbia, cioè, quando odono la Parola di Dio metterla coscienziosamente in pratica accettandone le conseguenze, a non lasciarla "lettera morta", a non far si che questa parola "entri da un orecchio ed esca dall'altro"?

Guarire è possibile

Esaminiamo con attenzione il testo dell'apostolo Giacomo. Esso stesso ci insegna molto su come sia possibile guarire, finalmente, da "quell'aria di 'bastardo dentro' che ci accomuna". Lo prenderemo seriamente?

A che serve uno specchio?

Partiamo proprio dalla illustrazione che fa dell'uomo davanti ad uno specchio.

Ti sei appena alzato al mattino, vai in bagno, ti guardi allo specchio. Quello che vedi non ti piace. I capelli sono in disordine, la barba è lunga. Devi lavarti la faccia, usare il sapone. Devi farti la barba con il rasoio e poi il dopobarba. Devi pettinarti. Devi lavarti i denti, devi avere un alito gradevole... Devi metterti a posto per iniziare la giornata ed essere "presentabile". Che fatica, però, che noia, non ne ho voglia. Rimango così come sono, e magari giro in casa tutta la mattina trasandato ed in pigiama. Non è uno spettacolo gradevole da vedersi per chi ti deve vedere. Magari scendi giù in cucina e hai l'aria scocciata. Non saluti neppure. Brontoli. Sembri arrabbiato. Ti chiedono: "Ti sei alzato oggi con il piede sbagliato?".

Già, non ti importa nulla di come ti presenti, che cosa dici, come ti comporti? No. Così non va bene. Non fai contenti gli altri e non sei nemmeno contento tu. Specchio è pure la tua coscienza: sai di esserti comportato male, guardi a te stesso e te ne dispiace. Metterai riparo a questa situazione? Qual è però la tua situazione davanti a Dio? Come sei di fronte a Lui? Altrettanto sgradevole di come ti presenti agli altri e di come sai d'essere nel tuo cuore? Quando pensi di dover mettere a posto le cose fra te e Dio? E si, è un vecchio problema che rimandi sempre. Domani ci pensero. Domani, si, ma per ogni giorno c'è un domani, e la cosa non si realizza mai. Forse domani sarà troppo tardi. Che fare? Torniamo "in bagno", ricominciamo da capo, che è meglio, come se ti fossi or ora alzato. Mettiamoci d'impegno, ed ecco che, dopo un bel po' di lavoro… esce dal bagno …una persona nuova! Che è successo: è pulita, ben rasata, ben vestita, gradevole d'aspetto e di comportamento. La giornata per te ha avuto un nuovo inizio: tutti in casa ne rimangono sorpresi. Che è successo? Mi sono ravveduto… ho deciso di rimettere finalmente tutto a posto…

Che cosa ho fatto fin ora? Ho semplicemente "espanso" un poco quella che potremo chiamare una bella parabola e, se torniamo a scorrere il nostro testo di Giacomo vediamo esattamente tutti gli elementi dei quali abbiamo parlato.

1. Pulizia. "Perciò, deposta ogni lordura e residuo di malizia" (21a). Lo sporco del corpo che dobbiamo ripulire, nella Bibbia è una metafora per ciò che abbruttisce la nostra stessa umanità, fatta ad immagine e somiglianza di Dio, del Dio puro e perfetto, tre volte santo. Non saremo mai realizzati fintanto che non assomiglieremo moralmente e spiritualmente a Dio, fintanto che non ci "ripuliremo" dentro, fintanto che "dentro" non saremo più "figli bastardi", ma autentici figli di Dio. Di questa ripulitura è simbolo il battesimo. L'acqua "è figura del battesimo (non la rimozione di sporcizia della carne, ma la richiesta di buona coscienza presso Dio), che ora salva anche noi mediante la risurrezione di Gesù Cristo"(1 Pi. 3:21). Tante sono le cose che contaminano l'uomo. Gesù disse: "le cose che escono dalla bocca procedono dal cuore; sono esse che contaminano l'uomo. Poiché dal cuore provengono pensieri malvagi, omicidi, adultèri, fornicazioni, furti, false testimonianze, maldicenze. Queste sono le cose che contaminano l'uomo" (Mt. 5:18,19). Per questo la Parola di Dio ci esorta a fuggire dalle contaminazioni del mondo (2 Pi. 2:20), a purificarci da ogni contaminazione di carne e di spirito (2 Co. 7:1). Tutto questo, in virtù dell'opera purificatrice del Signore Gesù e dello Spirito Santo che possiamo e dobbiamo invocare, dobbiamo gettarlo via come un vestito vecchio, e non solo un po' o …il più grosso, ma ogni lordura: è superflua, ridondante, indegna di noi, è "merda" (e questa stessa parola può essere una traduzione di "lordura". Chiediti se è bello "andare in giro sporco di merda"`! Questo è esattamente l'effetto di "andare in giro" contaminati da ciò che Dio considera peccato! E' "l'uomo di Neandertal" di cui dobbiamo liberarci e che la Bibbia chiama "il vecchio Adamo".

2. Un seme promettente. Che cos'è quel "sapone" che ci può pulire dentro? Lo dice il prossimo versetto: "ricevete con mansuetudine la parola piantata in voi" (21b). Usate con abbondanza di questo "sapone", ricevete con gratitudine la Parola di Dio: la persona e l'opera del Salvatore Gesù Cristo e la Parola scritta di Dio, una stessa potente realtà. Riceverla non solo nella nostra testa come conoscenza o alla confermazione come una Bibbia mai più nemmeno aperta, ma nel vostro cuore applicandola con fede. "Con mansuetudine" vuol dire con umiltà, modestia, gentilezza, disponibilità fiduciosa, virtù che rendono l'uomo sottomesso alla verità della Parola. E' scritto: " Egli guiderà i mansueti nella giustizia e insegnerà la sua via agli umili" (Sl. 25:9). " Su chi dunque volgerò lo sguardo? Su chi è umile, ha lo spirito contrito e trema alla mia parola" (Is. 66:2). E' il contrario dello scolaro incorreggibile e ostile a qualunque insegnamento ed impegno scolastico. Questa parola è davvero come un seme che Dio pianta nel nostro cuore attraverso l'ascolto attento della predicazione e l'opera potente dello Spirito Santo che davvero "scrive nel cuore" questa Parola per metterci in grado di vivere secondo essa. Questa Parola non è come la vana predicazione di una legge o di una morale "che lascia il tempo che trova", che tocca, inutilmente, solo la superficie della nostra pelle. Questa Parola, seminata in noi, innestata in noi, diventa parte di noi stessi, trasforma il nostro cuore e ci conforma, questa volta si, ai santi precetti di Dio. Allora si che, ricevendola Parola del Signore: "contemplando a faccia scoperta come in uno specchio la gloria del Signore, siamo trasformati nella stessa immagine di gloria in gloria, come per lo Spirito del Signore" (2 Co. 3:18).

3. Allora si che diventa un agente efficace. Il testo dice: "la quale può salvare le anime vostre" (21c). Quando la Parola di Dio (persona e scritto) è ricevuta con fede essa è in grado, strumentalmente, di operare potentemente nelle mani di Dio, a salvare, a purificarci, a renderci adatti a Dio e all'altezza della dignità umana. L'Apostolo con persuasione diceva: " io non mi vergogno dell'evangelo di Cristo, perché esso è la potenza di Dio per la salvezza, di chiunque crede" (Ro. 1:16). Per anima qui si intende la parte la più nobile parte di noi stessi, che rappresenta l'intera nostra persona, quella attuale e la nuova realtà in cui entreremo dopo la nostra morte fisica.

4. Un agente da far operare. L'apostolo Giacomo però insiste, e se insiste, vi sarà un buon motivo."E siate facitori della parola e non uditori soltanto, ingannando voi stessi" (22). Mettere in pratica ciò che essa prescrive, applicare veramente questo "detersivo", e non solo per finta, come fanno qualche volta i bambini che, mandati a lavarsi la faccia si inumidiscono solo le dita e se le passano sulle guance. Lavarsi veramente, "strigliarsi" con intensità. Ricevere la Parola per fede nel cuore, e lasciare che essa produca frutto nella nostra vita (Lu. 11:28; Gv. 13:17). Non siate solo uditori: non accontentatevi di udire soltanto, altrimenti non sarà servito a niente. C'è gente che è andata in chiesa per tutta la vita, ma questo non gli `servito a nulla. E' rimasto solo un uditore. Ha ingannato sé stesso. Ha sprecato il suo tempo. Il Signore non ci lava volenti o nolenti gettandoci addosso secchiate d'acqua! Qualcuno si illude che "aver presenziato" a qualche predicazione sia sufficiente. Gesù disse: " Non chiunque mi dice: "Signore, Signore" entrerà nel regno dei cieli; ma chi fa la volontà del Padre mio che è nei cieli" (Mt. 7:21).

5. Lo specchio . Ed ecco così che arriviamo finalmente all'analogia dello specchio: "Poiché, se uno è uditore della parola e non facitore, è simile a un uomo che osserva la sua faccia naturale in uno specchio; egli osserva se stesso e poi se ne va, dimenticando subito com'era" (23, 24). Un uomo o una donna guarda la propria faccia allo specchio: le sue vere sembianze gli vengono rivelate. La Parola di Dio, e non le nostre pie illusioni, rivelano il vero volto nostro e di ogni essere umano, "il bastardo dentro che ci accomuna". La visione magari non ci sarà molto gradevole, vorremmo far finta di niente, dimenticarla, illuderci di essere diversi. "Nascondere la testa sotto la sabbia", però, non ci servirà a nulla. Lontano dagli occhi, lontano dal cuore? La realtà, però rimane, non se ne va! Le macchie del peccato sono visibili e persistenti. Dobbiamo ricorrere ai mezzi necessari per rimuoverle, e questo mezzo è la Persona e l'opera del Signore e Salvatore Gesù Cristo! Non accontentiamoci neanche di una semplice operazione di cosmesi. Metterci addosso chili di profumo per non doverci lavare, non servirà a nulla. Aggraverà il problema, come quelle donne anziane pesantemente truccate che pensano di essere belle, ma sono più sgradevoli che mai!

6. Che cosa deve dunque fare chi vede finalmente sé stesso come verante è? Intraprendere un esame diligente di sé stessi. Giacomo dice: "Ma chi esamina attentamente la legge perfetta, che è la legge della libertà" (25a). Chi esamina: intensamente e diligentemente (come quando qualcuno ti vorrebbe schiacciare le pustole!), cercando diligentemente nella mente di Dio quale sia la diagnosi accurata del nostro male e la sua medicina. Qui l'apostolo definisce l'oggetto del nostro esame come "La legge perfetta della libertà". Essa è l'intera dottrina della Scrittura chiamata la legge della fede (Ro. 3:27), la regola della vita. Essa è fautrice, notate bene qui, di vera libertà. Oggi molti cercano libertà, ma la vera libertà è la libertà dal peccato, dal moralismo che lascia il tempo che trova, dalle inutili cerimonie religiose, e soprattutto liberà dall'ira di Dio. E' libertà perché la grazia di Dio ci porta a servire Dio spontaneamente (e non forzatamente) come figli (2 Co. 3:17), e non come bastardi! Inoltre, è legge perfetta, non solo perché è integra e priva di difetti, ma perché ci conduce verso la più grande perfeziome, la piena conformità a Dio e il godimento di Lui. L'Apostolo scrive: "Tutta la Scrittura è divinamente ispirata e utile a insegnare, a convincere, a correggere e a istruire nella giustizia, affinché l'uomo di Dio sia completo, pienamente fornito per ogni buona opera" (2 Ti. 3:16,17).

7. Naturalmente non basta "lavarsi solo una volta al mese o all'anno, ma ci vuole costanza, difatti l'apostolo dice "…e persevera in essa" (25b), Persevera a studiarla, a crederle, e ad ubbidire a questo insegnamento. Il Salmo 1 parla di un uomo così come di un uomo "il cui diletto è nella legge dell'Eterno, e sulla sua legge medita giorno e notte" (Sl.l:2), cioè in ogni condizione, sotto ogni tentazione ed afflizione. E' importante non essere uditori fugaci e passeggeri (una volta ogni tanto) che non perseverano nella Parola. "Io vado in chiesa una volta ogni tanto", dice qualcunoQuesto però rischia di essere totalmente inutile. Dice Gesù: "Se dimorate nella mia parola, siete veramente miei discepoli"(Gv. 8:31).

8. E Giacomo ancora insiste (quanto dobbiamo sentire questo sempre di nuovo per la nostra testa dura) Siate facitori. "non essendo un uditore dimentichevole ma un facitore dell'opera" (25c). Fare ciò che la Parola li dirige a compiere. Allora si che saremo davvero beati nel nostro operare: "costui sarà beato nel suo operare" (25d). In opposizione al semplice udire, operare, agire, sulla base della Parola significa già potere pregustare la futura beatitudine.

Esempi concreti

Ecco così che l'Apostolo termina questa sezione della sua lettera con tre esempi concreti di che cosa vuol dire "vivere puliti".

1. La lingua. La lingua, l'uso della lingua, è un'argomento che pare stia molto a cuore a Giacomo. Dice: "Se qualcuno fra voi pensa di essere religioso, ma non tiene a freno la sua lingua, certamente egli inganna il suo cuore, la religione di quel tale è vana" (26). La nostra fede, per essere autentica, deve incidere, determinare, tutto il nostro comportamento, pensieri, parole, ed opere. Magari uno ritiene di essere religioso, ma non sa tenere a freno la propria lingua: pettegolezzi, maldicenze, cattiverie…. La sua religione non vale proprio nulla. Hanno quei giovani che criticano l'ipocrisia di coloro che vanno in chiesa, ma poi… (questa non deve diventare però una comoda scusa). Pensa di essere religioso: perché ascolta la parola e partecipa a un culto esteriore. Inganna il suo cuore: pensa di essere ciò che non è, indulgendo i cose contrarie alla volontà di Dio, accecato dall'amore per sé stesso e dalla presunzione. La sua religione è futile, vuota, inutile, non ha realtà e non porta beneficio. Dobbiamo, a questo riguardo fare anche noi come lo specchio: lo specchio che fa? Prima di parlare, riflette…. L'ipocrisia religiosa è tra le cose che Dio considera più detestabili, più detestabili di un non credente professo.

2. Religione autentica. L'apostolo, però, sottolinea anche di che cosa debba essere fatta la religione autentica: di opere, concrete, visibili, tangibili, ad imitazione pratica di Dio come si è rivelato in Cristo: "La religione pura e senza macchia davanti a Dio e Padre è questa: soccorrere gli orfani e le vedove nelle loro afflizioni" (27a). La vera, sincera e genuina religione è quella pura da ogni ipocrisia, non quella fatta di osservanze esteriori. Alcuni pensano che la loro religione sia incontaminata, ma lo è davanti a Dio? Egli è Padre amorevole e premuroso verso le Sue creature (Sl. 48:5), lo sono anche loro molto concretamente? Lo dimostrino nei fatti, e i fatti sono soprattutto quelli di soccorrere chi è nel bisogno, i più derelitti, i più dimenticati, i più disprezzati. Questo include tutti gli atti di carità: conforto, consiglio, sollievo. Qui l'apostolo non definisce la religione come se fosse solo un'opera di solidarietà sociale, ma ne dà solo alcuni esempi: buone opere e santità nel comportamento sono testimonianza della sua veracità.

Conclusione

L'editoriale della rivista della rivista per giovani citato all'inizio, è molto sarcastico, amaro, scoraggiante, ma rivela quella che a mio giudizio è una verità, verità assolutamente biblica: mettersi davanti ad uno specchio per vedere la triste realtà della nostra umanità, nella condizione in cui oggi si trova, ben lungi, è vero, da aver fatto progressi spirituali. Questa è una buona terapia, ma non basta, perché spesso preferiamo dimenticare ciò che nello specchio abbiamo visto.

Come dobbiamo lavarci ed essere puliti per essere gradevoli, noi potremo riscoprire la vera umanità e l'autentico progresso accogliendo molto seriamente nella nostra vita la Persona e l'opera del Signore e Salvatore Gesù Cristo, con fede, ubbidienza, e perseveranza. Il testo di Giacomo termina dicendo: "….e conservarsi puro dal mondo" (27b), si, non tornate a contaminarvi con il mondo, perché il mondo è sporco e contaminato. Possiamo forse far poco per le contaminazioni ambientali, ma possiamo far molto per non essere contaminati spiritualmente dalla sporcizia che impera nella cultura empia di questo mondo. Dobbiamo fare il possibile e l'impossibile, con l'aiuto di Dio a rimanere incontaminato dai cattivi e letali esempi di un modo che ritiene di poter fare a meno di Dio, liberi dalle concupiscenze mondane e dalla contaminazione morale. Il Salvatore Gesù ha il potere di purificarci da queste contaminazioni. Rimarremo puri? Forse no, ma possiamo avere la certezza, come dice la Bibbia: " Figlioletti miei, vi scrivo queste cose affinché non pecchiate; e se pure qualcuno ha peccato, abbiamo un avvocato presso il Padre: Gesù Cristo il giusto. Egli è l'espiazione per i nostri peccati; e non solo per i nostri, ma anche per quelli di tutto il mondo" (1 Gv. 2:1,2). Che così possa essere per ciascuno di noi.


Paolo Castellina, venerdì 13 agosto 1999. Tutte le citazioni bibliche, salvo diversamente indicato, sono tratte dalla versione Nuova Diodati, Ediz. La Buona Novella, Brindisi, 1991.