Studi biblici/Ebrei 4:12-13

Da Tempo di Riforma.

Il grande chirurgo

Sintesi
Quali sensazioni vi ispira la figura del chirurgo in un ospedale? Per alcuni può essere un'immagine davvero poco piacevole, perché andare "sotto i ferri del chirurgo" è un'esperienza che si vorrebbe evitare il più possibile, per quanto utile. Infatti, utile, perché può salvare una vita, la nostra, quando è necessario. L'arte della chirurgia non era sconosciuta ai tempi di Gesù. Era certo rudimentale e spesso inefficace, ma l'idea del bisturi che incide, rivela e rimuove ciò che è malato o estraneo era ben nota. Essa è usata dalla Scrittura per descrivere l'opera precisissima ed efficace della Parola di Dio, di Cristo che è in grado di "scavarci dentro" per rivelare ed estrarre ciò che è di pregiudizio alla nostra vita. È quanto ci insegna il testo biblico su cui riflettiamo questa domenica: Ebrei 4:12-13. Vediamo.rità di Cristo sugli angeli, il che potremmo pure "tradurre" oggi con la superiorità di Gesù Cristo su chiunque altro. Vediamo.

Un'immagine che incute timore

Quali sensazioni vi ispira la figura del chirurgo in un ospedale? Per alcuni può essere un'immagine poco piacevole, perché andare "sotto i ferri del chirurgo" è un'esperienza che si vorrebbe evitare il più possibile, per quanto utile possa essere. Per altri, che magari seguono i telefilm del tipo "Medici in prima linea", è un mestiere affascinante ed avventuroso, per quanto terribilmente carico di responsabilità. Per altri ancora il chirurgo è uno di quei "luminari della medicina" quasi inavvicinabili, dei quali si ha grande rispetto e timore perché da loro può dipendere la nostra vita.

Nei tempi in cui è stata scritta la Bibbia certo la scienza medica era molto rudimentale, eppure non era sconosciuta la figura del chirurgo con i suoi ferri e la sua azione, dolorosa ma terapeutica.

Il testo biblico

Il testo biblico che vorrei oggi esaminare insieme a voi fa un parallelo fra la figura del chirurgo e quella della Parola di Dio. Ascoltate:

"Infatti la parola di Dio è vivente ed efficace, più affilata di qualunque spada a doppio taglio, e penetrante fino a dividere l'anima dallo spirito, le giunture dalle midolla; essa giudica i sentimenti e i pensieri del cuore. E non v'è nessuna creatura che possa nascondersi davanti a lui; ma tutte le cose sono nude e scoperte davanti agli occhi di colui al quale dobbiamo render conto" (Ebrei 4:12-13).

Ecco un "bisturi" del tutto speciale, ma tagliente ed efficace che entra non nel corpo, ma nel "cuore" morale e spirituale dell'uomo. La Parola di Dio "apre", "scava", trova "il marcio", lo "estrae" e vi trapianta "un nuovo cuore": che meraviglia! Il parallelo fra la Parola di Dio e l'azione del chirurgo è qui molto interessante ed istruttivo, e cercheremo oggi di esporlo in tutte le sue implicazioni: spesso, infatti, non ci rendiamo abbastanza conto della potenza della Parola di Dio e del compito salutare a cui è destinata. Osserviamo il testo più da vicino.

Contesto

Nel contesto in cui è stata scritta la lettera agli Ebrei, il perché del parallelo fra Parola di Dio e chirurgia risulta chiaro. Gli antichi ebrei erano i depositari del messaggio di Dio per l'umanità e nel loro mezzo era nato il Messia, Parola fatta carne. Erano, in un certo senso, così abituati a quest'idea che correvano il rischio di prendere il fatto per scontato o di sottovalutarlo, come pure di disattenderne le responsabilità. Pare dire lo scrittore: "Siete consapevoli di che cosa comporti essere confrontati ed essere oggetto della Parola di Dio? E' la voce del Dio vivente, la quale non si può ignorare o disubbidire impunemente". Essa è infatti non solo parola di salvezza, ma anche di giudizio. Si, non si può "dormire sugli allori" e presumere troppo facilmente per qualche privilegio che si ritiene acquisito, essere automaticamente oggetto delle benedizioni di Dio, il "riposo" di cui parla questa lettera. Il vostro impegno di fede, la condizione del vostro cuore, il Signore puntualmente lo giudica e lo vaglia.

E' la stessa Parola che viene rivolta anche a noi oggi e che troppo spesso prendiamo alla leggera. Osserviamo più da vicino questo testo.

Esposizione

"La parola di Dio"

Si tratta in primo luogo della Persona di Cristo, considerato dalla Scrittura Parola eterna di Dio. L'autore ammonisce con queste sue parole a fare attenzione a non sottovalutare l'Evangelo perché Cristo, autore, somma e sostanza d'esso, è il Dio vivente, onnipotente e onnisciente, non una cosa, ma una persona. (1) Egli è il Giudice, Colui che giudica con discernimento critico i segreti del cuore umano, perché a Lui dovremo rendere conto di noi stessi. (2) Come la parola è generata dalla mente, Egli è l'unigenito Figlio di Dio che esprime verso di noi tutto ciò che Dio è. (3) Egli è Colui che nel consiglio eterno di Dio stipulò con Dio Padre un patto per la salvezza di chiunque si fosse affidato a Lui come Signore e Salvatore. (4) Egli è quella Parola che creò ogni cosa dal nulla. (5) Egli è la Parola promessa sin dall'inizio del mondo e che i profeti preannunziarono. (6) Egli è l'interprete della mente di Dio e nostro Avvocato presso il Padre.

Per estensione la Parola non solo diventa carne, ma pure è divenuta Scrittura. Per volontà di Dio la Bibbia è depositaria unica della Sua Parola ed è investita della Sua stessa autorità e potenza. Di essa lo Spirito Santo sovranamente si serve (1) per condurre uomini e donne al Signore e Salvatore Gesù Cristo e per suscitare in loro ravvedimento e fede, (2) per annunciare autorevolmente la verità e interpretare la realtà, (3) come pure per guidare i Suoi fedeli a vivere secondo la buona e santa volontà di Dio.

Al capitolo 12 questa lettera ribadisce: "Badate di non rifiutarvi d'ascoltare colui che parla; perché se non scamparono quelli, quando rifiutarono d'ascoltare colui che promulgava oracoli sulla terra, molto meno scamperemo noi, se voltiamo le spalle a colui che parla dal cielo" (Ebrei 12:25).

Vivente ed efficace

Questa Parola, dice il testo, è: "vivente ed efficace". Che vuol dire? Vuol dire che Cristo, Parola eterna di Dio, come Dio Padre, non è qualcosa di astratto e teorico, ma il Vivente per sempre che ha la vita in sé stesso, quello stesso che sovranamente dona e toglie la vita, quello che la sostiene e imprime vigore, forza ed energia a tutto ciò che si muove nell'universo, l'unico a cui ci dobbiamo rivolgere. Egli è il Dio della vita naturale, spirituale ed eterna, fonte di ogni bene. Per questo Egli può efficacemente guarire, salvare vite rovinate, cuori oppressi e sviati, creature alienate da Dio e dagli altri. Egli può ristabilire per noi un contatto vitale con Dio.

Guardate a Gesù, infatti, come sanava e sana tutt'ora chi si affida a Lui, potente ed efficace nel preservare il Suo popolo e nella Sua opera di Avvocato ed intercessore presso Dio Padre. Egli è potente ed efficace nel combattere il regno di Satana e le sue trame e ad edificare dalle sue rovine il Regno di Dio.

La parola scritta di Dio, allo stesso modo, si è sempre rivelata potente ed efficace a convincere, a convertire ed a confortare, perché Dio ha voluto che essa fosse in mano Sua strumento privilegiato di cambiamento. Afferma di sé stessa la Bibbia: "Ogni Scrittura è ispirata da Dio e utile a insegnare, a riprendere, a correggere, a educare alla giustizia, perché l'uomo di Dio sia completo e ben preparato per ogni opera buona" (2 Timoteo 3:16-17).

C.H. Spurgeon diceva: "Prendete un qualsiasi altro libro oltre oltre alla Bibbia, e vi potrà anche essere in esso una qualche misura di potenza, ma non vi sarà quell'indescrivibile vitalità che respira, parla, esorta, e conquista di quel sacro volume. E' un seme vivente ed incorruttibile... è sempre fresca, nuova e piena di forza". Infatti:

Affilatissima

La parola di Dio è "più affilata di qualunque spada a due tagli", letteralmente: "più affilata di una spada". Le parole della Sua bocca, mediante la potenza dello Spirito Santo e l'efficacia della Sua grazia sono affilate come un bisturi ed entrano laddove nessun'altra spada può. Non mi sorprende che per molti siano scomode e mettano in crisi, non mi sorprende che molti che amano fare ciò che a Dio dispiace se ne tengano lontano. Il Signore dichiara:"Egli ha reso la mia bocca come una spada tagliente, mi ha nascosto nell'ombra della sua mano; ha fatto di me una freccia appuntita mi ha riposto nella sua faretra" (Isaia 49:2). Di Cristo Giovanni testimonia dicendo: "Dalla bocca gli usciva una spada affilata per colpire le nazioni; ed egli le governerà con una verga di ferro, e pigerà il tino del vino dell'ira ardente del Dio onnipotente" (Apocalisse 19:15). Con questa spada Iddio incide il cuore umano e lo apre affinché tutto il marcio che contiene possa venire alla luce ed essere estratto. Impietosa come la mano decisa di un chirurgo che ha deciso di amputare, la Parola di Dio rivela chi veramente io sono: un'immagine che io voglio nascondere agli altri e a me stesso, illudendomi che non sia così. Sarà doloroso e spiacevole, ma lo fa per guarirmi. Fin dove arriva? Dice il testo:

Penetrante

"...penetra fino alla divisione dell'anima e dello spirito, delle giunture e delle midolla". Ogni espressione dell'anima umana da Essa è sezionata e vagliata. Come l'anima e lo spirito sono invisibili, e le giunture e le midolla sono coperte, la Parola di Dio è così affilata che può raggiungere i luoghi più nascosti dell'uomo.

Disse qualcuno: "Possiamo affermare della Bibbia che chi la legge con attenzione, troverà in essa il proprio ritratto dipinto con tanta accuratezza, il suo cuore così svelato e pronto per l'introspezione, che non vi sarà per lui altro da fare che confessare come l'Autore della Bibbia lo conosceva meglio di quanto mai avesse potuto conoscere sé stesso... C'è qualcuno fra voi che ha letto così poco la Bibbia, o con così scarsa attenzione, ta non trovarvi descritto il proprio caso, e con tale sorprendente accuratezza che si è sentito come se si fosse seduto per farsi fare un ritratto? Quando la scrittura insiste sulla radicale corruzione del cuore, della sua innata inimicizia contro Dio, con tutto il suo inganno, c'è ancora qualcuno che potrebbe dubitarne onestamente la verità?" (H. Melvill).


Giudica

"...ed è in grado di giudicare i pensieri e le intenzioni del cuore" . Cristo conosce bene ciò che è nell'uomo. L'Evangelo afferma ad un certo punto di Gesù: "...perché non aveva bisogno della testimonianza di nessuno sull'uomo, poiché egli stesso conosceva quello che era nell'uomo" (Giovanni 2:25). Chi può conoscere le vere intenzioni di un uomo abile nell'arte di ingannare e di apparire ciò che non è? Alcuni sanno farlo, ma potete stare certi che a Dio non sfugge nulla. Nell'Apocalisse il Signore dice: "...tutte le chiese conosceranno che io sono colui che scruta le reni e i cuori, e darò a ciascuno di voi secondo le sue opere" (Apocalisse 2:23). Questo sarà pienamente manifesto negli ultimi giorni, quando i consigli dei cuori saranno aperti, ed Egli esaminerà criticamente e giudicherà accuratamente.

Il chirurgo deve fare in fretta ed essere capace di fare istantaneamente ciò che è necessario non appena aperto il corpo, così è la Parola di Dio. Il chirurgo ha con sé una luce chiara e potente per investigare ogni cavità nascosta. Ancora di più lo sono le sonde della moderna chirurgia. Ma davanti a Dio, c'è ancora qualcuno che potrà nascondersi? Il testo dice:

Nulla le sfugge

"...E non vi è alcuna creatura nascosta davanti a lui". Cristo è l'onnisciente Signore Iddio. Ogni cosa è conosciuta perfettamente dal suo Creatore. Conosce le persone, vede le loro azioni, persino i complotti segreti contro quelli che gli appartengono, e ne prende nota per poi manifestare il Suo giudizio. Può distinguere fra forma ed apparenza della fede, vera e falsa professione. Fino a che punto può leggere chi siamo?

Determinata

"...ma tutte le cose sono nude e scoperte agli occhi di...". Questa espressione ha a che fare con i lottatori, che si esercitavano nudi, e che si prendevano per il collo, e quando uno veniva gettato con la schiena a terra, egli veniva pubblicamente esposto e conosciuto. Questa era pure la posizione della vittima sacrificale, pronta per essere uccisa. Difatti il Signore Iddio, anche se molti lo vorrebbero negare, è:

Discriminante

"...colui al quale dobbiamo rendere conto". Tradotto anche: "con il quale abbiamo a che fare". Il Signore Gesù Cristo: per i santi Egli è la via che porta a Dio Padre, il loro Salvatore e redentore. Suo è il sangue che ha pagato il prezzo del loro perdono. Sua è la giustizia che è stata loro accreditata. Dalla Sua pienezza hanno ricevuto grazia su grazia. Egli è il Re che lo governa, protegge e difende. Egli è il sacerdote che intercede per loro. Ma certamente anche: "davanti al quale ci presenteremo". Per questo faremmo bene a tenerlo in debito conto... Dice pure l'apostolo Paolo: "...Perciò non giudicate nulla prima del tempo, finché sia venuto il Signore, il quale metterà in luce quello che è nascosto nelle tenebre e manifesterà i pensieri dei cuori; allora ciascuno avrà la sua lode da Dio." (1 Corinzi 4:5).

Conclusione

Il messaggio che questo testo biblico rivolgeva agli Ebrei di quel tempo è quanto mai pertinente anche per noi oggi.

Con quanta leggerezza si nomina e si tratta oggi il nome glorioso di Cristo, Parola di Dio, come se fosse cosa di ben poco o scarso conto! Mentre egli è la Tua salvezza, temporale ed eterna, la tua preziosa guida, il tuo insostituibile Maestro, Colui che ti guarisce, ti consola e ti consiglia.

Con quanta folle negligenza si tratta spesso oggi la Bibbia, potente strumento di Dio, regalata magari a qualche cerimonia religiosa ed abbandonata a prendere polvere su qualche scaffale come se non ci potesse interessare! Essa è spesso come l'estintore anti-incendio che molti trascurano di acquistare o di verificare regolarmente e che poi non c'è o non funziona quando ne abbiamo bisogno. Essa è come le forze e le risorse della protezione civile che molti deridono, trascurano o "facendo i furbi" cercano di scantonare e che poi, quando ne hanno bisogno non sanno dove e come reperire (e quel giorno può ben venire!).

La Parola di Dio è dunque cosa troppo sacra, e la predicazione cosa troppo solenne per trastullarci e giocarci, come alcuni fanno rendendo i loro sermoni occasione di piacevole intrattenimento e di fine oratoria, quando non sono riempiti di inutili parole, vaghe astrazioni e noiose trattazioni. Se vogliamo usarla rettamente con essa dobbiamo toccare profondamente menti e cuori, perché essa è l'insostituibile strumento che Dio ci ha provveduto per rendere la nostra vita degna di essere vissuta. Che allora noi si possa dire con il Salmista: " Oh, quanto amo la tua legge! È la mia meditazione di tutto il giorno. I tuoi comandamenti mi rendono più saggio dei miei nemici; perché sono sempre con me. Ho più conoscenza di tutti i miei maestri, perché le tue testimonianze sono la mia meditazione. Ho più saggezza dei vecchi, perché ho osservato i tuoi precetti. Ho trattenuto i miei piedi da ogni sentiero malvagio, per osservare la tua parola. Non mi sono allontanato dai tuoi giudizi, perché tu mi hai istruito. Oh, come sono dolci le tue parole al mio palato! Sono più dolci del miele alla mia bocca. Mediante i tuoi precetti io divento intelligente; perciò detesto ogni doppiezza. La tua parola è una lampada al mio piede e una luce sul mio sentiero" (Salmi 119:97-105).

(Paolo Castellina, venerdì 31 gennaio 1997).