Studi biblici/Ebrei 1:4-14

Da Tempo di Riforma.

Il primato di Cristo su tutto e su tutti

Sintesi
La fede cristiana fedele senza compromessi alla rivelazione biblica, annuncia l'unicità della Persona ed opera di Gesù, il Cristo, il Salvatore del mondo. Non è "uno fra tanti" e neanche "il più grande". Egli, così com'è annunciato e spiegato nel Nuovo Testamento, è Dio con noi senza confusione, per gente di ogni tempo e paese. Questo annuncio oggi, in un tempo di "pluralismo" non è gradito, anzi, severamente condannato. Oggi ci sono leader cristiani e chiese che lo contestano o ripudiandolo tout court oppure tacendolo. L'annuncio cristiano fedele, però, non se ne vergogna né intende "adattarsi ai tempi" e che piaccia o non piaccia, che vi diano retta oppure no, persiste a proclamarlo senza paura, senza lasciarsi intimidire, qualunque ne sia il costo. Il primo capitolo della Lettera agli Ebrei, che studiamo per questa domenica, parla della superiorità di Cristo sugli angeli, il che potremmo pure "tradurre" oggi con la superiorità di Gesù Cristo su chiunque altro. Vediamo.

L’annuncio della superiorità di Gesù

In ubbidienza al comando dato loro dal Signore Gesù, la comunità cristiana antica aveva mandato per le strade di tutto il mondo allora conosciuto, presso ogni popolo e nazione, i suoi messaggeri, per annunciare con gioia tutto ciò che riguarda Gesù di Nazareth e proclamarlo quale Egli è veramente: il Salvatore del mondo.

Loro compito era di stabilire in tutto il mondo, comunità di discepoli di Gesù che, con fiducia ed ubbidienza, apprendessero e praticassero ,tutto ciò che Egli aveva insegnato. Essi erano stati chiamati ad essere strumenti di persuasione per accompagnare persone d’ogni tipo, con la parola e con opere potenti, a credere che veramente Gesù è Colui che aveva dichiarato e mostrato d’essere.

Il loro messaggio era unico nel suo genere: essi proclamavano l’assoluta superiorità di Gesù su tutto e su tutti. In ogni cosa doveva avere il primato. Essi proclamavano la superiorità di Gesù rispetto ad ogni religione mai apparsa sulla terra o che mai apparirà, la Sua superiorità rispetto ad ogni filosofia ed ideologia, la Sua superiorità su ogni potente di questo mondo, per quanto ardite siano le sue pretese, potenti le sue conquiste e grande il numero dei suoi seguaci.

Per molti, queste erano (e rimangono oggi) pretese inaccettabili ed inaudite (e lungi dall'essere "politicamente corrette"), ma Gesù non è “uno fra i tanti”, neanche uno fra “i migliori” di questo mondo. Gesù, nel loro messaggio, era Colui di fronte al quale, volenti o nolenti, ogni ginocchio si sarebbe piegato “in cielo,sulla terra e sotto la terra”.

I primi cristiani non avevano alcuna vergogna o reticenza a dirlo, e questo intendevano dimostrare come un inoppugnabile dato di fatto. Tutti gli scritti del Nuovo Testamento che, con l’Antico, pure costituiscono la regola della fede e della condotta d’ogni autentico cristiano, proclamano la superiorità di Gesù. Essi costituiscono ancora oggi una potente sfida non solo allo spirito conciliante e “tollerante” oggi comune, che vorrebbe mettere saullo stesso piano ogni religione e filosofia, ma una potente sfida ad ogni “concorrente” che pretendesse altrettanto.

Il testo biblico

Il testo della Lettera agli Ebrei, sottoposto oggi alla nostra attenzione, si pone fra quelli che con forza proclamano e dimostrano la superiorità assoluta di Gesù. Si trova al primo capitolo, dal versetto 4 al 14. Dopo avere annunciato Gesù come la Parola per eccellenza di Dio, che supera quella dei profeti, l’Apostolo, che scrive questa lettera, parla di Gesù come dell’unico ed eterno Figlio di Dio, “erede” di tutte le cose, Colui mediante il quale Iddio ha creato “i mondi”, “splendore della gloria di Dio”, “impronta della Sua essenza”, Colui che “sostiene” tutte le cose, oggi “seduto alla destra della Maestà nei luoghi altissimi” (1-3). Dopo aver fatto questo, egli parla della superiorità di Gesù, il Figlio di Dio, rispetto agli angeli. E’ il brano su cui si soffermeremo e sul quale rifletteremo oggi. Leggiamolo.

(4) “Così è diventato di tanto superiore agli angeli, di quanto il nome che ha ereditato è più eccellente del loro. (5) Infatti, a quale degli angeli ha mai detto: «Tu sei mio Figlio, oggi io t'ho generato»? e anche: «Io gli sarò Padre ed egli mi sarà Figlio»? (6) Di nuovo, quando introduce il primogenito nel mondo, dice: «Tutti gli angeli di Dio lo adorino!». (7) E mentre degli angeli dice: «Dei suoi angeli egli fa dei venti, e dei suoi ministri fiamme di fuoco», (8) parlando del Figlio dice: «Il tuo trono, o Dio, dura di secolo in secolo, e lo scettro del tuo regno è uno scettro di giustizia. (9) Tu hai amato la giustizia e hai odiato l'iniquità; perciò Dio, il tuo Dio, ti ha unto con olio di letizia, a preferenza dei tuoi compagni». (10) E ancora: «Tu, Signore, nel principio hai fondato la terra e i cieli sono opera delle tue mani. (11) Essi periranno, ma tu rimani; invecchieranno tutti come un vestito, (12) e come un mantello li avvolgerai e saranno cambiati; ma tu rimani lo stesso, e i tuoi anni non avranno mai fine». (13) E a quale degli angeli disse mai: «Siedi alla mia destra finché abbia posto i tuoi nemici come sgabello dei tuoi piedi»? (14) Essi non sono forse tutti spiriti al servizio di Dio, mandati a servire in favore di quelli che devono ereditare la salvezza?” (Ebrei 1:4-14).

Gesù era e rimane il compimento stesso della fede d’Israele. Egli stesso si era proclamato più grande d’Abraamo e dello stesso Mosè, suscitando sommo scandalo nel Suo tempo. Aveva affermato: «In verità, in verità vi dico: prima che Abraamo fosse nato, io sono» (Giovanni 8:58). Con lucidità, non dando indizio alcuno d’alterazione mentale - cosa che ancora oggi chiunque penserebbe dopo simili affermazioni - Gesù aveva dato esplicito suggerimento della sua uguaglianza con Dio! Sta scritto, infatti, “Per questo i Giudei più che mai cercavano d'ucciderlo; perché non soltanto violava il sabato, ma chiamava Dio suo Padre, facendosi uguale a Dio” (Giovanni 5:18). Non sorprende, quindi, che il nostro testo proclami Gesù come superiore agli angeli o "messaggeri di Dio".

La realtà degli angeli

Chi sono gli angeli? Di solito noi riteniamo che l’essere umano sia l’unica creatura intelligente superiore che esista al mondo. Chi crede nell’evoluzione dice che l’essere umano è lo stadio più alto del processo evolutivo delle creature di questo mondo. Si ammette teoricamente che esistano altre forme di vita intelligenti, magari superiori a noi, in altri punti a noi inaccessibili dell’universo. Di loro, però, non n’abbiamo mai avuto evidenza né esperienza diretta, e la scienza non può dire nulla di certo in proposito, anche se alcuni ritengono di esserne stati in contatto.

La Bibbia, però, afferma che Dio, di fatto, ha creato altre creature intelligenti, superiori all’uomo. Essa le chiama “angeli”, i quali si muovono entro una dimensione della realtà diversa dalla nostra, vale a dire, in quella che noi chiamiamo la “dimensione spirituale”. Essi interagiscono con la nostra realtà in alcune circostanze, ma non in modo tanto evidente da essere identificati come tali oltre ad ogni dubbio. Sta di fatto che molti abbiano avuto esperienze che hanno suggerito loro l’esistenza e l’attività d’angeli, ma si tratta di persone particolarmente sensibili: la cosa non è comune. Misteriose testimonianze in proposito sono per altro presenti in ogni tempo ed in ogni cultura di questo mondo.

Fra l’altro la questione degli angeli è tornata in questi ultimi anni molto “di moda”. Molte librerie oggi possiedono interi scaffali di libri in vendita che parlano degli angeli. Anche il cinema e la televisione li rappresenta spesso con film e telefilm di successo tanto da farne “un genere” popolare nella cultura “New Age” del nostro tempo.

L’esistenza e l’attività degli angeli fa parte integrante della fede ebraica e cristiana, come pure di quella islamica, delle quali è tributaria. A proposito degli angeli, il nostro testo dice: “Essi non sono forse tutti spiriti al servizio di Dio, mandati a servire in favore di quelli che devono ereditare la salvezza?” (14). Senza stare ora a citare tutte le occorrenze nelle quali la Bibbia menziona gli angeli, è sufficiente evidenziare alcune loro caratteristiche.

(1) Rispetto alla loro natura, gli angeli sono spiriti, privi di un corpo materiale, benché possano assumere l’aspetto d’esseri umani, quando Dio lo ritenga necessario. Sono spiriti, in altre parole, esseri incorporei, intelligenti e attivi. Essi eccellono in sapienza e forza. La Bibbia afferma che il loro rango è così elevato che soltanto Dio è loro superiore.
(2) Rispetto alla loro funzione: essi sono al servizio di Dio, ministri di Dio che mediano i Suoi rapporti con le creature umane. Certo, Iddio, nei rapporti con il mondo, si avvale del servizio di molti “ministri”. Cristo, come Mediatore, è il gran ministro di Dio nella grand’opera della redenzione. Lo Spirito Santo è il gran ministro di Dio e del Cristo nell’applicazione della redenzione. Gli angeli, però, sono spiriti che servono Dio, sotto Suo diretto controllo, per eseguire la volontà e beneplacito di Dio. Essi sono ministri della divina Provvidenza.
(3) Gli angeli sono inviati per questo fine: guidare e proteggere coloro che, fra le creature umane, sono destinate ad essere eredi della salvezza. Questo, fra l’altro, spiega il perché l’attività degli angeli non sia apparente a tutti e sia pure del tutto selettiva. Della presenza e dell’azione degli angeli sono spesso consapevoli chi ama Dio e desidera fare la Sua volontà. Che non lo siano gli altri, quindi, non deve per nulla sorprendere.

Quanto sono importanti gli angeli?

Gli angeli erano una realtà importante per la fede israelita. Essi assistono alla promulgazione della Legge di Dio al Monte Sinai. Appaiono tutt’attraverso la storia d’Israele, incontrando Abramo, Daniele, e molti altri. Benché sia espressamente proibito, vi era chi rendeva culto agli angeli, pregandoli e chiamandoli al proprio soccorso.

Gli Israeliti davano, quindi, molta importanza agli angeli, tant’è vero che la Legge di Dio stessa, come dice la Scrittura, “fu promulgata per mezzo d’angeli, per mano di un mediatore” (Galati 3:19).

Coloro ai quali scrive l’Apostolo in questa lettera, avevano ben chiara la gerarchia dei valori: “Dio… gli angeli… la Legge… Mosè…”. Ora i cristiani annunciavano loro il Cristo, Gesù di Nazareth, come la realizzazione di ciò che i profeti avevano preannunciato. Si chiedevano così gli israeliti: “Quale posizione non può avere Cristo in questa gerarchia d’onore?”.

Alcuni sostenevano che Gesù stesso fosse un angelo, altri affermavano che Cristo era solo un profeta di Dio. Altri dicevano, “Il Cristo può solo mettersi qualche gradino più in basso degli angeli, della Legge e di Mosè”. E’ vero questo?

Cristo è superiore agli angeli

L’Apostolo, così, discute con loro persuadendoli con molte argomentazioni tratte dalla Scrittura stessa, che Gesù, il Cristo, non solo non è un angelo o un profeta, ma Egli deve avere il primato su tutto e su tutti, mettendosi alla pari con Dio. Interpretazione ardita e, per molti, anche blasfema: essa poteva, però, essere appoggiata dalle stesse affermazioni dell’Antico Testamento. L’Apostolo afferma:

1. Gesù ha un nome più eccellente del loro (4). Cristo non è un angelo, perché “Così è diventato di tanto superiore agli angeli, di quanto il nome che ha ereditato è più eccellente del loro” (4). La natura superiore di Cristo è dimostrata dal nome superiore che Egli ha ricevuto, vale a dire, dai titoli unici nel loro genere che la Bibbia Gli attribuisce. La Scrittura, infatti, non accorda titoli alti e gloriosi senza un vero fondamento ed una ragione che si fondi nella natura stessa di chi li porta, né tali grandi cose sarebbero state dette del Signore Gesù se Egli non fosse stato grande ed eccellente come implicano queste parole. Quando è detto che Cristo “è diventato superiore agli angeli”, non dobbiamo immaginare che Egli fosse una semplice creatura come gli angeli e che poi sia “salita di grado”. “Diventato” significa “riconosciuto” come di fatto superiore agli angeli, perché la Sua vera natura, sulla terra, era celata agli occhi dei più. Molti indizi già testimoniavano durante la sua vita terrena, che Egli non fosse semplice uomo. Alla Sua risurrezione, però, molti, a cui Dio apre gli occhi, riconoscono la Sua vera natura. Avete voi “aperto gli occhi” sulla vera natura di Gesù? Per voi Egli è diventato sommamente importante?

2. Gesù è il Figlio di Dio per eccellenza (5). Del Cristo è detto: “Il SIGNORE mi ha detto: «Tu sei mio figlio, oggi io t'ho generato” (Sl. 2:7). E’ come se Dio dicesse di Gesù, Suo Figlio: “Tu sei carne della mia carne e ossa delle mie ossa, sei parte di me, sei della mia stessa pasta, della mia stessa natura”. Questo non è mai stato detto d’alcun angelo, ecco perché Egli ha “ereditato”, per diritto, una natura ed un nome più eccellente di loro. Allo stesso modo solo del Cristo la Scrittura dice: “Io gli sarò Padre ed egli mi sarà Figlio” (da 2 Sa. 7:14), e questo lo vediamo quando Iddio Lo manda nel mondo generandolo direttamente, in modo miracoloso, come uomo, in Maria, divenendo così la sorgente ed il fondamento di ogni rapporto di grazia fra Dio e la creatura umana decaduta, il Mediatore per eccellenza. Gesù poteva chiamare Dio “Padre mio” in un modo che nessuno di noi potrebbe farlo.

3. Gesù riceve l’adorazione degli angeli (6). Di Cristo è detto: “Tutti gli angeli di Dio lo adorino!”, in altre parole, quando è portato nel mondo, alla Sua natività, che gli angeli Lo servano e Lo onorino, come vediamo che, di fatto, avviene. Allo stesso modo, alla Sua risurrezione ed ascensione, quando ritorna alla destra di Dio, sono gli angeli, le creature più elevate, a adorarlo. Il che la Scrittura afferma evidenziando la presenza d’angeli quando Cristo tornerà per giudicare i vivi ed i morti. La prova è tratta dal Salmo 97:7 “si prostrano a lui tutti gli dèi”, cioè: “Tutti voi che siete superiori agli uomini, siete inferiori a Cristo, per natura e potere”. Cristo è adorato e glorificato dagli angeli: anche noi siamo chiamati a farlo.

'4. Gesù ha una funzione permanente ed immortale (7,8, 12). “Mentre degli angeli dice: «Dei suoi angeli egli fa dei venti, e dei suoi ministri fiamme di fuoco», (8) parlando del Figlio dice: «Il tuo trono, o Dio, dura di secolo in secolo, e lo scettro del tuo regno è uno scettro di giustizia”. Gli angeli sono servitori temporanei di Dio, i quali intervengono solo in casi particolari, mentre il Cristo ha una funzione permanente. Egli è “alla destra di Dio” e svolge permanentemente sul Suo trono, per il suo popolo, la funzione d’intercessione, e guida, proteggendolo e governandolo come Re, Capo, e Signore. Solo di Lui si può affermare che condivida con il Padre e con lo Spirito Santo la dignità di Dio. Gli angeli gli sono subordinati. Essi non sono che agenti della divina provvidenza, senza iniziativa propria, pronti a fare ciò che Cristo dice. Gli angeli eseguono i Suoi ordini con zelo, capacità, prontezza e risoluzione. Solo di Cristo si può dire che possieda l’immortalità: “il solo che possiede l'immortalità e che abita una luce inaccessibile; che nessun uomo ha visto né può vedere; a lui siano onore e potenza eterna” (1 Ti. 6:16). Ecco perché solo Gesù può dare alla nostra vita prospettive eterne.

5. Gesù è il “preferito” da Dio Padre (9). “Tu hai amato la giustizia e hai odiato l'iniquità; perciò Dio, il tuo Dio, ti ha unto con olio di letizia, a preferenza dei tuoi compagni”. E’ Cristo il solo ad essere venuto per adempire ad ogni giustizia, per conseguire per i Suoi eletti quella giustizia eterna che sola vale per l’accettabilità di fronte a Dio, quella che sarà loro attribuita per grazia, mediante la fede, per la loro salvezza. Iddio non ha affidato a nessun angelo questo compito. Nessun angelo è “morto per noi”. Gesù solo è “il Cristo”, cioè l’unto, il consacrato ad essere il Salvatore, in distinzione da chiunque altro, in preferenza di chiunque altro, per quanto valido possa essere il suo particolare servizio. Egli è l’unico di cui Dio Padre abbia detto: “Questi è mio Figlio, colui che io ho scelto: ascoltatelo” (Lu. 9:35). Chi sono “i compagni” di Cristo, dei quali Egli è “il preferito”? Possiede Egli dei pari? Non come Dio, eccetto il Padre e lo Spirito, ma non si parla qui di loro. Come uomo Egli ha compagni di servizio, dei quali Egli è superiore. Gli angeli sono messaggeri di Dio, ma Egli è la Parola di Dio per eccellenza. Poi profeti, sacerdoti e re, ma Egli è il profeta per eccellenza, il sommo sacerdote, il Re dei re. Egli ha fratelli e sorelle, i credenti, i santi, ma essi sono figli di Dio solo per adozione, mentre Lui è il solo Figlio di Dio, erede di tutte le cose. Insomma, Egli è superiore a loro, benché ne condividano in qualche misura il ministero.

6. Gesù è stato protagonista della creazione (10). Cristo è superiore agli angeli perché Egli è l’artefice stesso della creazione, e quindi anche degli angeli, precedendoli: “Tu, Signore, nel principio hai fondato la terra e i cieli sono opera delle tue mani. (11) Essi periranno, ma tu rimani; invecchieranno tutti come un vestito, (12) e come un mantello li avvolgerai e saranno cambiati; ma tu rimani lo stesso, e i tuoi anni non avranno mai fine”. Il Signore Gesù Cristo aveva il diritto originale di governare il mondo, perché è stato Lui a crearlo, e su di esso Egli è sovrano. “Egli è prima di ogni cosa e tutte le cose sussistono in lui” (Colossesi 1:17).

7. Gesù occupa il posto del massimo onore e potenza (13,14). La superiorità di Cristo rispetto agli angeli, infine, appare nel fatto che Dio non disse mai ad angeli ciò che invece disse a Cristo. Che cos’ha detto Dio al Cristo: “E a quale degli angeli disse mai: «Siedi alla mia destra finché abbia posto i tuoi nemici come sgabello dei tuoi piedi»?”. Solo Cristo ha ricevuto “ogni potere in cielo e sulla terra”. Solo di Cristo si può affermare che sieda sul trono “alla destra di Dio”. Interessante, e per noi particolarmente rilevante, è che Cristo solo abbia la forza e l’autorità di sconfiggere i Suoi e nostri nemici. Indubbiamente Cristo ha molti nemici, anche fra di noi: nemici della Sua sovranità, della Sua causa, del Suo popolo. Essi non vorrebbero che Lui regnasse su di loro e, pateticamente, fanno di tutto per impedirglielo. Non ci sembri dunque strano che il popolo dei credenti abbia i suoi acerrimi nemici. Quanti nemici vorrebbero assalirci, debilitarci, neutralizzarci, ucciderci. Chi ci potrà efficacemente proteggere?

Angeli o santi? No. Amuleti o influenze cosmiche. No, solo il Cristo, il quale compirà fedelmente la Sua opera di salvezza verso chiunque si sarà affidato a Lui. Tutto ciò che gli si oppone sarà reso “sgabello dei Suoi piedi”, calpestato e distrutto. Questo avverrà in modo certo e sicuro. Nessun’incertezza, quindi, circa l’efficacia della Sua opera e la fedeltà delle Sue promesse. Per questo il Suo popolo non deve scoraggiarsi nell’adempiere al proprio dovere, essendo quel che Egli vuole che noi siamo, facendo quello che Egli ci ordina di fare, evitando quello che Egli ci dice di evitare, sopportando quello che Egli c’esorta a sopportare, fintanto che riporteremo, con Lui, completa vittoria su tutti i Suoi e nostri nemici spirituale.

A chi vi rivolgete?

L’Apostolo, attraverso l’argomentazione che fa nel testo che abbiamo letto e commentato oggi, risponde specificatamente a chi, dando grande importanza agli angeli, sottovalutava la Persona e l’opera di Cristo, oppure la subordinava ad altre cose. L’Apostolo risponde e dimostra l’assoluta superiorità di Cristo sugli angeli. Il discorso, però, è rilevante anche per noi?

Potrebbe ben esserlo – in primo luogo – se noi siamo fra quelle persone che danno un’indebita importanza ad angeli, santi e madonne, attribuendo loro poteri che non hanno.

Affidarci a queste creature è futile e vano. Ha il risultato solo di deviare la loro attenzione lontano da Cristo, che la Scrittura proclama superiore a tutto e a tutti, assolutamente e personalmente centrale e decisivo per la nostra vita, unico ed efficace Salvatore, Intercessore, Amico, Consigliere e Protettore. Sta scritto che Egli non condivide la Sua gloria con altri! Potrebbe anche darsi che vi siano fra noi delle persone che credono che certe pratiche od oggetti li possano proteggere e salvare. Che tragica illusione: le stelle e gli oroscopi non possono determinare la nostra vita o consigliarci. Allo stesso modo nessuna pietra o cristallo potrà essere efficace per darci guarigione o benessere. Si tratta solo d’inganno e d’autosuggestione.

C’è chi afferma che non importi in chi o in che cosa si crede, e che basti credere “in qualcosa”. Che disgustosa menzogna è questa! La menzogna non ci potrà salvare, ma solo il Dio vero e vivente che ha parlato ed operato in Cristo. La Scrittura è chiara su questo: “A che serve l'immagine scolpita, perché l'artefice la scolpisca? A che serve l'immagine fusa che fusa che insegna la menzogna, perché l'artefice confidi nel suo lavoro e fabbrichi idoli muti?” (Abdia 2:18); “Beato l'uomo che ripone nel SIGNORE la sua fiducia, e non si rivolge ai superbi né a chi segue la menzogna!” (Salmi 40:4).

Potrebbe anche darsi, però, che siate disposti a valorizzare il Signore Gesù, ma che Egli non occupi nella vostra vita il posto che merita, cioè quello centrale. Potrebbe darsi che per noi altre cose o persone siano più importanti. Facciamo molta attenzione a questo.

Il testo della Parola di Dio che è oggi proposto alla nostra attenzione, è chiaro al riguardo: Cristo deve avere il primato su ogni cosa o persona. E’ così per noi? Colui che è seduto “alla destra di Dio” meriterebbe forse solo un angolino della nostra vita o qualche nostro pensiero fugace?

Così non sia, perché Colui che è stato l’artefice della Creazione, Colui che sostiene tutte le cose e ciascuno di noi, Colui da cui proviene ogni dono perfetto, ha “ereditato” il nome più eccellente che esista e da Lui solo dipende il nostro migliore bene. Siamone persuasi. Se non è così per noi, n’avremo solo del danno. Non prestiamo ascolto agli inganni del mondo, affidiamoci a Gesù, Colui che persino gli angeli adorano e servono.

Paolo Castellina, 27.09.2002.