Posizione di Tempo di Riforma/Mission Statement

Da Tempo di Riforma.

La "mission statement" di Tempo di Riforma

Una "mission statement" o "dichiarazione di intenti", è lo scopo che si prefigge un'impresa, o più in generale qualsiasi organizzazione, il suo scopo ultimo, la ragion d'essere, la giustificazione stessa della sua esistenza e al tempo stesso ciò che la contraddistingue da tutte le altre. Una "mission statement" costituisce una guida pratica all’azione dell'organizzazione. In alcuni casi si riduce ad uno slogan, mentre in altri è più esaustivo e pone e risolve le questioni di fondo relative all’organizzazione. Secondo alcuni un buon mission statement dovrebbe rispondere alle tre domande fondamentali: Chi siamo? Cosa vogliamo fare? Perché lo facciamo? (Vedi al riguardo quanto scrive la Wikipedia)

Qual è il "mission statement" del sito "Tempo di Riforma"? "Tempo di Riforma" non è un'azienda, né un'organizzazione, e nemmeno una chiesa, ma per grazia di Dio, sin dal 1995, esso è diventato un punto di riferimento ed uno stimolo per tutti coloro che si riconoscono nella fede evangelica riformata classica (detta anche Calvinismo) o che, insoddisfatti dall'attuale "panorama ecclesiastico", ne riscoprono i valori in quanto radicati nella Bibbia.

L'apostolo Paolo, nelle prime espressioni della sua lettera a Tito, dopo aver presentato sé stesso e le sue qualifiche, così esprime la propria "mission statement":

"Paolo, servo di Dio e apostolo di Gesù Cristo per promuovere la fede degli eletti di Dio e la conoscenza della verità che è conforme alla pietà, nella speranza della vita eterna promessa prima di tutti i secoli da Dio, che non può mentire. Egli ha rivelato nei tempi stabiliti la sua parola mediante la predicazione che è stata affidata a me per ordine di Dio, nostro Salvatore" (Tito 1:1-3).

Questa può essere pure un'eccellente dichiarazione di intenti per ciò che mi prefiggo attraverso il mio sito web "Tempo di Riforma". In dettaglio:

Al servizio di Dio e del Suo Figlio Gesù Cristo

La funzione dell'apostolo Paolo (insieme agli altri apostoli di Cristo) è unica ed insostituibile. La loro testimonianza e messaggio è fondamentale per la fede cristiana: insieme ai profeti dell'Antico Testamento, sono il punto di riferimento stabilito da Dio stesso, norma di fede e di condotta attraverso la quale Dio esercita la Sua autorità sulla Chiesa. Essi non hanno lasciato successori. Ogni cristiano deve confrontarsi con quanto essi, sotto ispirazione di Dio, hanno scritto. Cristo, però, ancora oggi invia nel mondo i Suoi servitori per ritrasmettere l'Evangelo, la Sua Parola, chiamare a Sé e raccogliere i Suoi eletti. Ai Suoi discepoli Gesù continua a dire: "Come il Padre mi ha mandato, anch'io mando voi" (Giovanni 20:21), infatti: "...come invocheranno colui nel quale non hanno creduto? E come crederanno in colui del quale non hanno sentito parlare? E come potranno sentirne parlare, se non c'è chi lo annunci? E come annunceranno se non sono mandati? Com'è scritto: «Quanto sono belli i piedi di quelli che annunciano buone notizie!»" (Romani 10:14-15).

Come ministro (servitore) di Dio, sono stato consacrato per diffondere la Sua Parola, l'Evangelo di Gesù Cristo. Quanto svolgo attraverso il sito web "Tempo di Riforma" è parte della missione alla quale Dio mi ha chiamato e che Egli si compiace di usare per portare avanti i Suoi propositi.

Promuovere la fede degli eletti di Dio

"...per promuovere la fede degli eletti di Dio"[(o, in un'altra versione, "per chiamare alla fede gli eletti di Dio" (CEI) vedi nota 1]. Il Signore Iddio si è compiaciuto, dalla massa perduta dell'umanità, di concedere la grazia della salvezza in Cristo ad un numero determinato di persone. Queste Egli chiama e raccoglie attraverso l'annuncio dell'Evangelo al quale esse rispondono favorevolmente per l'efficace azione dello Spirito Santo. Egli le rigenera spiritualmente conducendole al ravvedimento ed alla fede in Gesù Cristo e le incammina accompagnandole in un processo di santificazione che le condurrà alla gloria dell'eterna comunione con Dio. "Perché quelli che ha preconosciuti, li ha pure predestinati a essere conformi all'immagine del Figlio suo, affinché egli sia il primogenito tra molti fratelli; e quelli che ha predestinati li ha pure chiamati; e quelli che ha chiamati li ha pure giustificati; e quelli che ha giustificati li ha pure glorificati" (Romani 8:29-30).

Attraverso il sito web "Tempo di Riforma", il Signore mi dà l'onore di poter servire molti fra coloro che Dio ha eletto a salvezza (vedi nota 2), chiamandoli alla fede in Cristo e/o accompagnandoli nel loro cammino cristiano. In questo sito essi trovano la documentazione e gli strumenti necessari per conoscere la ricchezza delle dottrine della Parola di Dio come sono state riscoperte ed elaborate dalla Riforma protestante e molto di quanto loro serve per rapportarsi al complesso mondo contemporaneo. In esso trovano un aiuto per sostenerli nelle difficoltà della vita cristiana. Attraverso i contatti personali che il Signore si compiace di farmi stabilire con molti di loro, attraverso il dialogo, rispondendo alle loro domande e via via consigliandoli, mi prendo cura di loro promuovendo, appunto, la loro fede. Questo si è rivelato particolarmente importante soprattutto quando essi non hanno l'opportunità di avvalersi del ministero di una comunità cristiana locale che, proclamando fedelmente e vivendo le dottrine della Riforma, se ne prenda spiritualmente cura.

Promuovere la conoscenza della verità

L'apostolo Paolo si dichiarava impegnato a diffondere la conoscenza della verità della Parola di Dio. A Timoteo egli scrive: "Tu, invece, persevera nelle cose che hai imparate e di cui hai acquistato la certezza, sapendo da chi le hai imparate, e che fin da bambino hai avuto conoscenza delle sacre Scritture, le quali possono darti la sapienza che conduce alla salvezza mediante la fede in Cristo Gesù. Ogni Scrittura è ispirata da Dio e utile a insegnare, a riprendere, a correggere, a educare alla giustizia, perché l'uomo di Dio sia completo e ben preparato per ogni opera buona" (2 Timoteo 3:16-17). Egli scrive pure: "Di questa io sono diventato servitore, secondo l'incarico che Dio mi ha dato per voi di annunciare nella sua totalità la parola di Dio" (Colossesi 1:25); "Per questa ragione anche noi ringraziamo sempre Dio: perché quando riceveste da noi la parola della predicazione di Dio, voi l'accettaste non come parola di uomini, ma, quale essa è veramente, come parola di Dio, la quale opera efficacemente in voi che credete" (1 Tessalonicesi 2:13).

Anche attraverso il sito web "Tempo di Riforma" sono impegnato ad annunciare la Parola di Dio nella sua totalità. Questo è particolarmente importante oggi, soprattutto perché ci troviamo oggi nel tempo profetizzato dall'Apostolo stesso in cui "non sopporteranno più la sana dottrina". Infatti: "Ti scongiuro, davanti a Dio e a Cristo Gesù che deve giudicare i vivi e i morti, per la sua apparizione e il suo regno: predica la parola, insisti in ogni occasione favorevole e sfavorevole, convinci, rimprovera, esorta con ogni tipo di insegnamento e pazienza. Infatti verrà il tempo che non sopporteranno più la sana dottrina, ma, per prurito di udire, si cercheranno maestri in gran numero secondo le proprie voglie, e distoglieranno le orecchie dalla verità e si volgeranno alle favole. Ma tu sii vigilante in ogni cosa, sopporta le sofferenze, svolgi il compito di evangelista, adempi fedelmente il tuo servizio" (2 Timoteo 4:1-5).

Promuovere la verità che è conforme alla pietà

La verità, però, non è qualcosa da annunciare il modo astratto facendo appello al solo intelletto per soddisfare gli esperti in dibattiti culturali (e dottrinali). La verità annunciata deve essere "conforme alla pietà", deve cioè condurre ad un comportamento corrispondente, coerente, per dare gloria in ogni cosa a Dio e così rendergli culto. E' l'adorazione in spirito della quale Gesù dice: "Dio è Spirito; e quelli che l'adorano, bisogna che l'adorino in spirito e verità" (Giovanni 4:24).

"Tempo di riforma" è così impegnato a promuovere l'ubbidienza alla Parola di Dio e quel culto di Dio del quale Egli si compiace e prescrive. Rendere culto a Dio, infatti, non è un optional lasciato al nostro arbitrio, gusti e fantasia, ma deve essere come fatto come Dio prescrive nella Sua Parola.

Nella speranza della vita eterna promessa da Dio

L'Apostolo opera "nella speranza della vita eterna promessa prima di tutti i secoli da Dio, che non può mentire". Egli stesso scrive, in un'altra lettera: "Se abbiamo sperato in Cristo per questa vita soltanto, noi siamo i più miseri fra tutti gli uomini" (1 Corinzi 15:19). Il cristiano vive ed opera in questo mondo e qui deve svolgere le sue responsabilità verso Dio, verso il Suo popolo e verso l'umanità testimoniando che cosa significhi la comunione con Dio. La sua prospettiva, però, non è solo terrena, ma guarda molto più in là, al "nuovo cielo e nuova terra" dove, liberato finalmente dal peccato, potrà godere per sempre della comunione con Dio. Paolo scrive: "Sono stretto da due lati: da una parte ho il desiderio di partire e di essere con Cristo, perché è molto meglio; ma, dall'altra, il mio rimanere nel corpo è più necessario per voi. Ho questa ferma fiducia: che rimarrò e starò con tutti voi per il vostro progresso e per la vostra gioia nella fede" (Filippesi 1:23-25).

"Tempo di riforma" è impegnato, dunque, non solo "a insegnare, a riprendere, a correggere, a educare alla giustizia, perché l'uomo di Dio sia completo e ben preparato per ogni opera buona", ma anche per prepararci all'eternità con Dio, alla quale Egli per grazia ci chiama. Questo vuol dire impegnarci nella personale santificazione "senza la quale nessuno vedrà il Signore" (Ebrei 12:14). Secondo quanto scrive l'Apostolo: "Poiché abbiamo queste promesse, carissimi, purifichiamoci da ogni contaminazione di carne e di spirito, compiendo la nostra santificazione nel timore di Dio" (2 Corinzi 7:1).

Note

1. La dizione: "...per promuovere la fede degli eletti di Dio" (che ritengo la migliore), non corrisponde a quanto reso da altre versioni italiane di questo testo biblico. Ciò che è reso con "per promuovere la fede degli eletti di Dio", letteralmente appare come "secondo la fede degli eletti di Dio" (ND) e così viene reso da diverse versione. "Per promuovere la fede etc." è conforma alla TNIV traduce "to further the faith of God's elect" (per promuovere etc.), così il Weymouth New Testament: "for building up the faith of God's own people" (per edificare la fede etc.). La NLT ha: "I have been sent to proclaim faith to those God has chosen" ("Sono stato mandato per proclamare la fede a quelli che Dio ha scelto"); la ISV "to bring the faith to those chosen by God" (per portare la fede a quelli che sono stati scelti etc.); God's Word: "I was sent to lead God's chosen people to faith" ("per condurre il popolo di Dio alla fede); mentre la maggior parte ha semplicemente "according to the faith of God's elect" intendendo il "secondo etc." un modo per specificare, qualificare, verso che cosa sia impegnato l'Apostolo: BBE: "in agreement with the faith of the saints of God" ("in accordo con la fede etc."), NIV "for the faith of God's elect" (per la fede etc.). Com'è dunque da tradursi: "apostolo secondo la fede etc:", "apostolo per chiamare alla fede gli eletti" (così la CEI), o "per promuovere, coltivare, edificare la fede degli eletti"? Tutt'e tre le interpretazioni sono accettabili e costituiscono degni "mission statements", ma perché è da preferire "per promuovere la fede etc."? Se la frase dovesse intendersi "secondo la fede degli eletti di Dio", questo significherebbe che il contenuto della sua proclamazione dipende o è regolata dalla fede di altri. La maggior parte degli studiosi pensa, però, che questo significato è improbabile e quindi suggerisce la traduzione non di "secondo" la fede, ma "per" la fede, sia per portare gli eletti alla fede (evangelizzando) che coltivandola (pastoralmente) [nota].

2. E' stato scritto: "L'elezione e la riprovazione sono fili d'oro intessuti nell'ordito della nostra fede. Coloro che inciampano nel filo della propria responsabilità con gli eterni consigli di Dio, ben presto si trovano invischiati in una marea di questioni. Dobbiamo lasciare queste due verità fianco a fianco: Dio è in controllo al 100%. Egli elegge chi vuole, eppure, al tempo stesso, noi rimaniamo responsabili per le nostre azioni. Siamo chiamati alla fede. Il sangue versato da Cristo sulla croce è sufficiente per coprire i peccati dell'intera umanità, ma coloro che lo disprezzano sono già morti. Essi rimangono sotto l'ira di Dio. Non sorprende come la dottrina dell'elezione sia oggi così impopolare. L'essere umano vuole essere in controllo, persino dei proprio destino. E' necessaria umiltà per accettare che tutto ciò che riceviamo - fede, salvezza e vita eterna - sono doni che non meritiamo e non possiamo meritare. In Genesi 8:21, dopo il diluvio, troviamo la valutazione di Dio sulla disponibilità umana a venire a Lui: "i disegni del cuore dell'uomo sono malvagi fin dalla sua fanciullezza" (ND). Non esistono bambini innocenti! Il Salmo 14:1-3 fa eco a questa valutazione: "Tutti si sono sviati, tutti sono corrotti, non c'è nessuno che faccia il bene,neppure uno". E' indubbio che dobbiamo umilmente accettare la dottrina della divina elezione. Se non fosse per la misericordia di Dio, nessuno oggi amerebbe Dio. Dio, però, fa uso di messaggeri, siano essi ministri, missionari, insegnanti, o madri, per chiamare gli eletti. Attraverso l'udire la Parola, la fede è operata nei cuori. Lodiamo il nome di Dio e non abbaiamo verso di Lui come cani rabbiosi, o rotolando nei nostri peccati come porci".