Gli ammonimenti dimenticati della Bibbia su “gli ultimi tempi” e l’omosessualità

Da Tempo di Riforma.

Gli ammonimenti dimenticati della Bibbia su “gli ultimi giorni” e l’omosessualità

Gli ammonimenti dimenticati della Bibbia su “gli ultimi tempi” e l’omosessualità

Una pericolosa eresia moderna chiamata “teologia gay” o “queer”[1] si sta infiltrando nella chiesa cristiana ad un passo allarmante. Molti credenti , per altro ortodossi, che temono di essere accusati di odiare pregiudizialmente i gay, ne sottovalutano la minaccia considerando l’omosessualità “solo un peccato fra tanti”. Dalla Genesi all’Apocalisse, però, la Bibbia insegna che l’omosessualità non è solo “un peccato fra i tanti”, ma è simbolo di una ribellione estrema contro Dio che innescherà la manifestazione finale della Sua ira.

Persino più di quello, se si considerano assieme i riferimenti biblici sull’omosessualità e li si dispongono in ordine cronologico, essi rivelano un forte ed impressionante ammonimento alla chiesa che vive nell’ambito della cultura apostata che caratterizzerà gli ultimi giorni prima del ritorno di Cristo. In modo specifico, l’emergere di un’omosessualità diffusa e la sua aperta celebrazione nel mondo è intesa a mettere alla prova la chiesa al riguardo della sua fedeltà alla Parola di Dio. In un certo senso si tratta di una “prova generale” per il Marchio della Bestia, perché, in effetti, le leggi al riguardo del cosiddetto “orientamento sessuale” in parte della nostra economia oggi, proibiscono di comprare o vendere senza prima accettare la normalità dell’omosessualità come pre-condizione - adombrando così sinistramente le conseguenze del resistere all’Anticristo in Apocalisse 13:17[2].

Il coraggio nel difendere la Bibbia al riguardo dell’omosessualità non è una “questione di salvezza”, ma è da considerare molto seriamente per ciò che rappresenta nel messaggio complessivo della Bibba, cosa che ci impedisce di sottovalutarla razionalizzandola. Questo è precisamente il motivo per cui essa serve allo scopo di Dio come cartina di tornasole.

“Chi è fedele nelle cose minime, è fedele anche nelle grandi; e chi è ingiusto nelle cose minime, è ingiusto anche nelle grandi” (Luca 16:10).

Se un cristiano non è in grado di rimanere fedele alla verità biblica quando tutto ciò di cui potrebbe soffrire è la disapprovazione del mondo o la perdita del posto di lavoro, come potrà aspettarsi di prendere posizione per Cristo quando il costo sarà la sua stessa vita?[3]

Come si esprime Geremia 12:5 “Se, correndo con dei pedoni, questi ti stancano, come potrai gareggiare con i cavalli? Se non ti senti al sicuro che in terra di pace, come farai quando il Giordano sarà in piena?”.

Nel procedere ora a raccogliere sequenzialmente i singoli componenti dell’inequivocabile ammonimento di Dio al riguardo dell'omosessualità, alla luce degli avvenimenti corrente e dei compromessi fatti da diverse chiese, queste parole di Gesù risuonano particolarmente significative: “Quando il Figlio dell'uomo verrà, troverà la fede sulla terra?” (luca 18:8).

Il paradigma “una stessa carne”: il criterio esclusivo posto da Dio per la sessualità ed il modello dei Suoi rapporti con l’umanità

In Genesi 1:27 e 2:24[4] Dio stabilisce l’esclusivo paradigma dell’ “una stessa carne” per la sessualità umana: l’unione fedele e per tutta la vita di un uomo e di una donna creati a Sua immagine e finalizzata alla procreazione: “Dio creò l'uomo a sua immagine; lo creò a immagine di Dio; li creò maschio e femmina”.

Questa complementarietà maschio-femmina, consumata nel matrimonio, riflette il rapporto stesso che Dio ha con l’Uomo, come spiega l’apostolo Paolo in Efesini 5, citando Genesi 2:24

“Mariti, amate le vostre mogli, come anche Cristo ha amato la chiesa e ha dato se stesso per lei, per santificarla dopo averla purificata lavandola con l'acqua della parola, per farla comparire davanti a sé, gloriosa, senza macchia, senza ruga o altri simili difetti, ma santa e irreprensibile. Allo stesso modo anche i mariti devono amare le loro mogli, come la loro propria persona. Chi ama sua moglie ama se stesso. Infatti nessuno odia la propria persona, anzi la nutre e la cura teneramente, come anche Cristo fa per la chiesa, poiché siamo membra del suo corpo. Perciò l'uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due diverranno una carne sola. Questo mistero è grande; dico questo riguardo a Cristo e alla chiesa”[5].

Qualsiasi rapporto sessuale al di fuori del vincolo del matrimonio è sbagliato e dannoso - spiritualmente equivalente ad adorare falsi dei - come di fatto Dio condanna come “adulterio” ogni idolatria da parte del Suo popolo[6].

Agli occhi di Dio il peccato sessuale è particolarmente grave perché contamina sia l’immagine di Dio in noi che il Suo rapporto con noi

L’insegnamento di Levitico 18, al quale fra poco ci riferiremo, rende chiara la prospettiva di Dio sul peccato sessuale come quello che maggiormente distrugge la società umana ed il nostro rapporto con Lui. È importante evidenziare questo fatto prima di procedere ad esaminare ciò che ci insegna Genesi 6-19.

Come spiega l’Apostolo: “Fuggite la fornicazione. Ogni altro peccato che l'uomo commetta, è fuori del corpo; ma il fornicatore pecca contro il proprio corpo. Non sapete che il vostro corpo è il tempio dello Spirito Santo che è in voi e che avete ricevuto da Dio? Quindi non appartenete a voi stessi” (1 Corinzi 6:18-19).

Ogni corpo umano era stato creato per essere tempio dello Spirito Santo! Attraverso Cristo, i corpi degli eletti vengono purificati e resi abitabili da Lui, ma anche coloro che non sono salvati erano stati creati per lo stesso proposito. Gesù riassume le leggi mosaiche con due comandamenti: “Ascolta, Israele: Il Signore, nostro Dio, è l'unico Signore. Ama dunque il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta l'anima tua, con tutta la mente tua, e con tutta la forza tua". Il secondo è questo: "Ama il tuo prossimo come te stesso"[7]

Gli umani tendono a misurare la gravità dei peccati sulla base del secondo comandamento: ecco perché di solito pensiamo che l’omicidio, o forse il genocidio, siano i peccati peggiori. Dalla prospettiva di Dio, però, il peccato peggiore che ci sia sono le violazioni del primo comandamento, quello che sta al primo posto nel Decalogo: “Non avere altri dèi oltre a me”[8]. Certamente la violazione di questo comandamento è il più grande di tutti i peccati possibili, ma i peccati sessuali sono particolarmente gravi perché violano simultaneamente quelli che Gesù considera i comandamenti più grandi.

L’omosessualità e la bestialità, fra i peccati sessuali, sono i peccati più duramente condannati perché deviano e si allontanano di più dal paradigma dell’ “una stessa carne”

Genesi 6-9: Dopo l’espulsione di Adamo ed Eva dal giardino dell’Eden e 1000 anni di peccati sempre più grandi da parte dei loro discendenti, Dio riversa la Sua ira sotto forma di un diluvio globale che gli antichi rabbi ebrei insegnavano essere stato innescato da “matrimoni” omosessuali e bestiali (Talmud, Genesis Rabbah 26:5:4[9]). Gli antichi studiosi che hanno composto il Talmud[10] affermano espressamente ciò al quale Gesù stesso semplicemente allude quando ammonisce che al tempo del Suo ritorno, i malvagi “prenderanno moglie ed andranno a marito” come ai tempi di Noè (Matteo 24:38[11]) proprio quando “Il SIGNORE vide che la malvagità degli uomini era grande sulla terra e che il loro cuore concepiva soltanto disegni malvagi in ogni tempo” (Genesi 6:5).

I punti principali qui sono che nella Bibbia l’omosessualità è equiparata con la bestialità e che le celebrazioni umane basate su queste perversioni sessuali rappresentavano il massimo e finale insulto verso Dio che innesca il Diluvio universale.

Il simbolo biblico della promessa diventa segno dell’ira di Dio attraverso il fuoco

Genesi 9:13. Dopo il Diluvio Dio stabilisce l’arcobaleno come simbolo della Sua sovranità sulla terra, specificatamente nel Suo ruolo di Giudice della Terra. Con questo simbolo Egli promette di non distruggere mai più la terra con un diluvio: “io mi ricorderò del mio patto fra me e voi e ogni essere vivente di ogni specie, e le acque non diventeranno più un diluvio per distruggere ogni essere vivente” (Genesi 9:15) sapendo che Egli causerà negli ultimi giorni una distruzione finale attraverso il fuoco.

“Ma costoro dimenticano volontariamente che nel passato, per effetto della parola di Dio, esistettero dei cieli e una terra tratta dall'acqua e sussistente in mezzo all'acqua; e che, per queste stesse cause, il mondo di allora, sommerso dall'acqua, perì; mentre i cieli e la terra attuali sono conservati dalla medesima parola, riservati al fuoco per il giorno del giudizio e della perdizione degli empi” (2 Pietro 3:5-7).

L’arcobaleno in quanto simbolo è intimamente connesso con la Persona e la potenza di Dio:

“Qual è l'aspetto dell'arco che è nella nuvola in un giorno di pioggia, tal era l'aspetto di quello splendore che lo circondava. Era un'apparizione dell'immagine della gloria del SIGNORE. A quella vista caddi sulla mia faccia, e udii la voce di uno che parlava” (Ezechiele 1:28). Allo stesso modo un arcobaleno emana dal Suo trono in cielo: “Colui che stava seduto era simile nell'aspetto alla pietra di diaspro e di sardonico; e intorno al trono c'era un arcobaleno che, a vederlo, era simile allo smeraldo” (Apocalisse 4:3).

Non è una coincidenza che il moderno movimento sodomita, così ostile all’insegnamento biblico, si sia appropriato di un simbolo che non gli appartiene. È segno caratteristico dello spirito dell’Anticristo pretendere per sé il trono stesso di Dio: “l'avversario, colui che s'innalza sopra tutto ciò che è chiamato Dio od oggetto di culto; fino al punto da porsi a sedere nel tempio di Dio, mostrando se stesso e proclamandosi Dio” (2 Tessalonicesi 2:4).

La cultura della perversione sopravvive al Diluvio e riemerge nel mondo post-diluviano

Genesi 9:22-25. Corrotto dalla cultura antidiluviana, il figlio di Noè, Cam, la trasmette a suo figlio Canaan, il quale molesta sessualmente suo nonno:

“Cam, padre di Canaan, vide la nudità di suo padre e andò a dirlo, fuori, ai suoi fratelli. Ma Sem e Iafet presero il suo mantello, se lo misero insieme sulle spalle e, camminando all'indietro, coprirono la nudità del loro padre. Siccome avevano il viso rivolto dalla parte opposta, non videro la nudità del loro padre. Quando Noè si svegliò dalla sua ebbrezza, seppe quello che gli aveva fatto il figlio minore e disse: «Maledetto Canaan! Sia servo dei servi dei suoi fratelli!»”.

“Vedere la nudità” è una frase idiomatica biblica per “avere un rapporto sessuale”. Levitico 18:6 afferma: “Nessuno si avvicinerà a una sua parente carnale per avere rapporti sessuali con lei. Io sono il SIGNORE”.

Quel brano di Genesi è stato interpretato da alcuni a significare che Cam avesse avuto un rapporto sessuale con la moglie di Noé, producendo Canaan per incesto, conclusione supportata da Levitico 20:11: “Se uno ha rapporti sessuali con la moglie di suo padre, vìola l'intimità[12] di suo padre; tutti e due, l'uomo e la donna, dovranno essere messi a morte; il loro sangue ricadrà su di loro”. Un’altra interpretazione di questo peccato vede una molestia omosessuale.

Abbiamo scelto quest’ultima interpretazione, in parte perché la conclusione a cui giungono gli studiosi ebraici della loro stessa lingua[13], ma soprattutto perché si allinea più strettamente con il criterio di condotta che abbiamo esposto in questo studio, e ci sembra quindi più plausibile.

Dopo essere stato bandito a causa del suo peccato, Canaan ed i suoi discendenti colonizzano sfacciatamente quella che oggi conosciamo come la Terra Santa, ed introducono un culto demonico rituale che comprende sacrifici di bambini e perversioni sessuali[14]. Essi pure stabiliscono Sodoma e Gomorra[15].

Di nuovo, obiettivo dell’Anticristo è quello di impadronirsi e contaminare ciò che per Dio è maggiormente prezioso. Se, come qualcuno ritiene, il territorio di Israele è lo stesso territorio della terra di Eden e Gerusalemme dove si trovava il Giardino dell’Eden, questo spiegherebbe perché il malvagio Canaan avesse preso possesso, fra tutte quelle che avrebbe potuto occupare, di quella particolare terra.

Aumentando la perversione sessuale nel mondo post-diluviano, Dio fornisce un’occhiata sull’ira a venire innescata dal peccato omosessuale di Sodoma

In Genesi 19 Dio distrugge Sodoma e Gomorra con fuoco e zolfo, prefigurando la distruzione della terra negli ultimi giorni[16]. L’insulto finale verso Dio è il tentativo di sodomizzare (violentare) i due testimoni angelici che Egli aveva mandato a Sodoma per confermarne la malvagità[17]. Da cui il termine “sodomia[18]”.

È importante sottolineare come l’incenerimento di Sodoma e Gomorra sia del tutto unico nel suo genere nel racconto biblico. L’associazione intenzionale di Dio dell’omosessualità con il riversare la Sua ira attraverso il fuoco, è inequivocabile in modo assoluto, un ammonimento, una prefigurazione degli ultimi tempi: “se condannò alla distruzione le città di Sodoma e Gomorra, riducendole in cenere, perché servissero da esempio a quelli che in futuro sarebbero vissuti empiamente” (2 Pietro 2:6).

“Allo stesso modo Sodoma e Gomorra e le città vicine, che si abbandonarono, come loro, alla fornicazione e ai vizi contro natura, sono date come esempio, portando la pena di un fuoco eterno” (Giuda 7).

Perversioni sessuali generalizzate tanto contaminano la terra che per purificarla, Dio si avvale persino del genocidio

Nel libro del Levitico Dio identifica l’incesto, l’omosessualità e la bestialità come la causa per la quale la terra “vomita i suoi abitanti” (v. 25). Anche in questo oscuro contesto l’omosessualità viene identificata come “un’abominazione” (v. 22).

In quello che probabilmente è il testo biblico più arduo, Deuteronomio 20:16-18, Dio dice al popolo di Israele di spazzare via dalla Terra santa i suoi abitanti cananei. La spiegazione di questo comando si troca in Levitico 18:24-30:

“Non vi contaminate con nessuna di queste cose; poiché con tutte queste cose si sono contaminate le nazioni che io sto per cacciare davanti a voi. Il paese ne è stato contaminato; per questo io punirò la sua iniquità; il paese vomiterà i suoi abitanti. Voi dunque osserverete le mie leggi e le mie prescrizioni, e non commetterete nessuna di queste cose abominevoli: né colui che è nativo del paese, né lo straniero che abita in mezzo a voi. Poiché tutte queste cose abominevoli le ha commesse la gente che vi era prima di voi, e il paese ne è stato contaminato. Badate che, se contaminate il paese, esso non vi vomiti come ha vomitato le nazioni che vi stavano prima di voi. Poiché tutti quelli che commetteranno qualcuna di queste cose abominevoli saranno eliminati dal mezzo del loro popolo. Osserverete dunque i miei ordini e non seguirete nessuno di quei costumi abominevoli che sono stati seguiti prima di voi, e non vi contaminerete con essi. Io sono il SIGNORE vostro Dio”.

Certamente non sta nel nostro diritto quello di giudicare Dio. Possiamo solo avere la certezza che, per definizione stessa, tutto ciò che Dio fa è giustificato. Importante ed istruttivo, però, è il Suo uso del genocidio per punire la perversione sessuale per comprendere la gravità relativa dei peccati umani, come pure il Suo ammonimento a non tollerare queste forme di condotta sessuale da parte di chiunque nella società, persino dello straniero.

Questo, naturalmente, non giustifica alcuna forma di violenza da parte nostra verso gli omosessuali. Nell’ambito del Nuovo Testamento, in cui Cristo istituisce un’era di grazia per quelli che Gli apparengono[19], i credenti sono liberati dalla legge del peccato e della morte[20], vengono istruiti ad amare i perduti ed anche i propri nemici[21] lasciando solo a Lui la vendetta[22]. Le armi che dobbiamo usare non solo fisiche, ma spirituali[23]. Nel Nuovo Patto è Cristo stesso che fa guerra ai malvagi[24]. Siamo istruiti da Cristo a condurre a Lui i peccatori[25] così che sia loro risparmiata la terribile conseguenza del loro peccato - sia in questa vita che nell’eternità - attraverso l’accoglienza del Suo sacrificio sulla croce[26]. Se essi respingono Cristo, il loro sangue sarà sulla loro testa, ma avremmo fatto il lavoro che ci compete[27]

La seconda testimonianza del peccato di Sodoma

Nel libro dei Giudici, nello stile di Sodoma, il tentata violenza carnale verso un Levita da parte di un Beniaminita di Gibea, conduce ad una guerra civile fra le tribù ebraiche (vv. 15-30).

È frequente come Dio evidenzi particolarmente il Suo insegnamento mandandovi due testimoni. Come abbiamo notato più sopra, Dio manda due angeli per rendere testimonianza al peccato omosessuale di Sodoma prima di riversarvi la Sua ira. Vi sono però anche due avvenimenti separati nella Bibbia che rendono testimonianza allo speciale rapporto che vi è fra l’omosessualità con l’apostasia ed il giudizio. Il primo, naturalmente, è Genesi 19. Il secondo testimone è Giudici 19.

Chi legge questi racconti non potrà che notare i chiari paralleli che vi sono fra i due. Il primo degli elementi comuni è la folla di uomini omosessuali predatori che insistono nel voler violentare gli ospiti (maschi), l’offerta di una sostituzione (femmine) come il male minore, e le gravi conseguenze sulla loro società che risulta dal comportamento degli omosessuali. Le differenze in questi racconti mettono in evidenza l’importanza degli elementi comuni, ma aggiungono un ulteriore significato alla lezione. Per esempio, il fatto che l’oggetto del desiderio omosessuale in Giudici 19 sia un Levita è significativo, perché i Leviti erano una tribù di sacerdoti che servivano nell’Antico Testamento come intermediari fra Dio e uomo, e quindi l’offesa fatta era rivolta simultaneamente sia a Dio che all’uomo - una violazione del primo e del secondo fra i comandamenti più grandi.

Il peccato sessuale può corrompere anche il più saggio fra gli uomini

In 1 Re 11, la re-introduzione del sacrificio rituale cananita di bambini e di perversioni sessuali, inclusa l’omosessualità, fa sì che Dio tolga via il Regno di Israele dalle sue mani e che lo divida in due (v. 5-13).

Sono molti i cristiani che ignorano come, nella sua tarda età, il “saggio” re Salomone sia caduto succube di perversioni sessuali ed abbia grandemente peccato contro il Signore.

Quando infatti le mogli di Salomone rivolgano il suo cuore verso altri déi, questo vuol dire che esso non era più consacrato completamente al Signore suo Dio come lo era stato il cuore di suo padre Davide. Di fatto Salomone. Dice la Scrittura: “Salomone seguì Astarte, divinità dei Sidoni, e Milcom, l'abominevole divinità degli Ammoniti. Così Salomone fece ciò che è male agli occhi del SIGNORE e non seguì pienamente il SIGNORE, come aveva fatto Davide suo padre. Fu allora che Salomone costruì, sul monte che sta di fronte a Gerusalemme, un alto luogo per Chemos, l'abominevole divinità di Moab, e per Moloc, l'abominevole divinità dei figli di Ammon. Fece così per tutte le sue donne straniere, le quali offrivano profumi e sacrifici ai loro dèi” (1 Re 11:5-8).

In altre parole, il re Salomone aveva permesso e forse partecipato lui stesso a incontrollate perversioni sessuali e all’omicidio di bambini innocenti offerti in sacrificio a demoni sul Monte degli Ulivi. Sebbene poi Salomone se ne sia ravveduto, il libro dell’Ecclesiaste rende testimonianza del fatto che egli avrebbe poi sofferto molto a causa dei suoi peccati.

“Il SIGNORE s'indignò contro Salomone, perché il cuore di lui si era allontanato dal SIGNORE, Dio d'Israele, che gli era apparso due volte, e gli aveva ordinato, a questo proposito, di non andare dietro ad altri dèi; ma egli non osservò l'ordine datogli dal SIGNORE. Il SIGNORE disse a Salomone: «Poiché tu hai agito a questo modo, e non hai osservato il mio patto e le leggi che ti avevo date, io ti toglierò il regno, e lo darò al tuo servo. Nondimeno, per amore di Davide tuo padre, io non farò questo durante la tua vita, ma strapperò il regno dalle mani di tuo figlio. Però, non gli strapperò tutto il regno, ma lascerò una tribù a tuo figlio, per amor di Davide mio servo e per amor di Gerusalemme che io ho scelto»” (1 Re 11:9-13).

Ecco così come soltanto a causa di peccati d’ordine sessuale, il Regno di Davide viende diviso in due tronconi Giuda (Giuda e Beniamino) e Israele (le altre dieci tribù).

La malvagità dei re di Giuda ed Israele era misurata dal grado in cui abbracciavano perversioni sessuali

In 2 Re 23, Giosia viene nominato come il più giusto fra tutti i re (v. 25) in parte perché “Demolì le case di quelli che si prostituivano [prostituti sacri, o cinedi[28]], le quali si trovavano nella casa del SIGNORE, e dove le donne tessevano tende per Astarte”, mettendo fine a ciò che Salomone aveva iniziato 300 anni prima. Centrale per il culto dei demoni fra i pagani erano i rituali per la fertilità che includevano pratiche di perversione sessuale, il motivo per il quale Dio nella Bibbia accosta l’idolatria con l’adulterio. Nelle seguenti descrizioni delle riforme di Giosia bisogna rammentare che tutte queste pratiche avvenivano nel tempio di Dio od accanto.

“Il re ordinò al sommo sacerdote Chilchia, ai sacerdoti del secondo ordine e ai custodi della porta d'ingresso, di togliere dal tempio del SIGNORE tutti gli arredi che erano stati fatti per Baal, per Astarte e per tutto l'esercito celeste, e li bruciò fuori di Gerusalemme nei campi del Chidron, e ne portò le ceneri a Betel. Destituì i sacerdoti idolatri che i re di Giuda avevano istituito per offrire profumi negli alti luoghi delle città di Giuda e nei dintorni di Gerusalemme, e quelli pure che offrivano profumi a Baal, al sole, alla luna, ai segni dello zodiaco, e a tutto l'esercito del cielo. Tolse dalla casa del SIGNORE l'idolo d'Astarte, che trasportò fuori da Gerusalemme verso il torrente Chidron; lo bruciò presso il torrente Chidron, lo ridusse in cenere, e ne gettò la cenere sulle tombe della gente del popolo. Demolì le case di quelli che si prostituivano, le quali si trovavano nella casa del SIGNORE, e dove le donne tessevano tende per Astarte. Fece venire tutti i sacerdoti delle città di Giuda, profanò gli alti luoghi dove i sacerdoti avevano offerto incenso, da Gheba a Beer-Sceba, e abbatté i templi delle porte della città: quello che era all'ingresso della porta di Giosuè, governatore della città, e quello che era a sinistra della porta della città. Quei sacerdoti degli alti luoghi non salivano a sacrificare sull'altare del SIGNORE a Gerusalemme: mangiavano però pane azzimo in mezzo ai loro fratelli. Profanò Tofet nella valle di Ben-Innom, affinché nessuno potesse più far passare per il fuoco suo figlio o sua figlia in onore di Moloc. Soppresse i cavalli che i re di Giuda avevano consacrati al sole, all'ingresso della casa del SIGNORE, presso l'abitazione dell'eunuco Netan-Melec, che era nel recinto del tempio; e diede alle fiamme i carri del sole. Il re demolì gli altari che erano sulla terrazza della camera superiore di Acaz, fatti dai re di Giuda, e gli altari fatti da Manasse nei due cortili della casa del SIGNORE; e, dopo averli fatti a pezzi e tolti di là, ne gettò la polvere nel torrente Chidron. Il re profanò gli alti luoghi che erano di fronte a Gerusalemme, a destra del monte della perdizione, e che Salomone re d'Israele aveva eretti in onore di Astarte, l'abominevole divinità dei Sidoni, di Chemos, l'abominevole divinità di Moab, e di Milcom, l'abominevole divinità degli Ammoniti. Spezzò le statue, abbatté gli idoli d'Astarte, e riempì d'ossa umane quei luoghi. Abbatté pure l'altare che stava a Betel, e l'alto luogo, costruito da Geroboamo, figlio di Nebat, il quale aveva fatto peccare Israele. Bruciò l'alto luogo e lo ridusse in polvere, e bruciò l'idolo d'Astarte. Poi Giosia, voltatosi, vide le tombe che stavano là sul monte; mandò a prelevare le ossa di quelle tombe, e le bruciò sull'altare, profanandolo, secondo la parola del SIGNORE pronunciata dall'uomo di Dio, che aveva annunciato queste cose. … Giosia fece anche sparire tutti i templi d'alti luoghi che erano nella città di Samaria e che i re d'Israele avevano fatti per provocare lo sdegno del SIGNORE, e ne fece esattamente quel che aveva fatto a Betel. Fece uccidere sugli altari tutti i sacerdoti degli alti luoghi che vi si trovavano, e su quegli altari bruciò ossa umane. Poi tornò a Gerusalemme” (2 Re 22:4-20).

Le “colonne sacre” e gli “Asherim” in questo brano erano simboli di fertilità, probabilmente falli giganti intagliati in legno di quercia, che erano la caratteristica centrale dei “sacri boschi di querce” che spesso si trovavano negli “alti luoghi”, là dove venivano adorati demoni attraverso la prostituzione sia femminile che maschile. Il rituale del “baciarsi sotto il vischio” deriva da questa associazione del sesso nei querceti, dato che il vischio è un parassita che si trova comunemente sulle querce.

L’omosessualità è uno strumento dell’Anticristo per corrompere il popolo di Dio

In Daniele 11, la figura dell’Anticristo Antioco IV Epifame, si avvale dell’omosessualità per corrompere i giovani maschi ebrei ed allontanare così gli Ebrei da Dio (v. 21-39, vedasi pure 1 Maccabei 1:14-16).

“Per suo ordine, delle truppe si presenteranno e profaneranno il santuario, la fortezza, sopprimeranno il sacrificio quotidiano e vi collocheranno l'abominazione della desolazione. Egli corromperà con lusinghe quelli che tradiscono il patto; ma il popolo di quelli che conoscono il loro Dio mostrerà fermezza e agirà. I saggi tra il popolo ne istruiranno molti; ma saranno abbattuti, per un certo tempo, dalla spada e dal fuoco, dalla schiavitù e dal saccheggio. Quando saranno travolti, riceveranno qualche piccolo aiuto; ma molti si uniranno a loro senza convinzione. E di quei saggi alcuni cadranno per essere affinati, purificati, resi candidi fino al tempo della fine, perché questa non avverrà che al tempo stabilito. Il re agirà a suo piacimento, s'innalzerà, si esalterà al di sopra di ogni dio e pronuncerà parole inaudite contro il Dio degli dèi; prospererà finché non sia finita l'ira, poiché ciò che è stato deciso si compirà. Egli non avrà riguardo agli dèi dei suoi padri; non avrà riguardo al dio preferito dalle donne, [“né d’amor di donne” (Diodati)], né ad alcun dio, perché si innalzerà al di sopra di tutti”.

Daniele non specifica il processo attraverso il quale coloro che trascurano il Patto siano fatti volgere verso l’empietà, ma lo fa 1 Maccabei. Il libro dei Maccabei non fa parte delle Scritture ispirate, ma si tratta di una fonte storica affidabile e fornisce dettagli di avvenimenti-chiave degli avvenimenti riassunti da Daniele.

“Uscì da quelli una radice perversa, Antioco Epìfane, figlio del re Antioco che era stato ostaggio a Roma, e assunse il regno nell'anno centotrentasette del dominio dei Greci. In quei giorni sorsero da Israele figli empi che persuasero molti dicendo: «Andiamo e facciamo lega con le nazioni che ci stanno attorno, perché da quando ci siamo separati da loro, ci sono capitati molti mali». Parve ottimo ai loro occhi questo ragionamento; alcuni del popolo presero l'iniziativa e andarono dal re, che diede loro facoltà di introdurre le istituzioni dei pagani. Essi costruirono una palestra in Gerusalemme secondo le usanze dei pagani e cancellarono i segni della circoncisione e si allontanarono dalla santa alleanza; si unirono alle nazioni pagane e si vendettero per fare il male. … Entrò con arroganza nel santuario e ne asportò l'altare d'oro e il candelabro dei lumi con tutti i suoi arredi e la tavola dell'offerta e i vasi per le libazioni, le coppe e gli incensieri d'oro, il velo, le corone e i fregi d'oro della facciata del tempio e lo sguarnì tutto; si impadronì dell'argento e dell'oro e d'ogni oggetto pregiato e asportò i tesori nascosti che riuscì a trovare; quindi, raccolta ogni cosa, fece ritorno nella sua regione. Fece anche molte stragi e parlò con grande arroganza. Allora vi fu lutto grande per gli Israeliti in ogni loro regione. Gemettero i capi e gli anziani, le vergini e i giovani persero vigore e la bellezza delle donne svanì. Ogni sposo levò il suo lamento e la sposa nel talamo fu in lutto. Tremò la terra per i suoi abitanti e tutta la casa di Giacobbe si vestì di vergogna. Due anni dopo, il re mandò alle città di Giuda un sovrintendente ai tributi. Egli venne in Gerusalemme con ingenti forze e rivolse loro con perfidia parole di pace ed essi gli prestarono fede. ... Trassero in schiavitù le donne e i bambini e si impossessarono dei greggi. Poi costruirono attorno alla città di Davide un muro grande e massiccio, con torri solidissime, e questa divenne per loro una fortezza. Vi stabilirono una razza empia, uomini scellerati, che si fortificarono dentro, vi collocarono armi e vettovaglie e, radunato il bottino di Gerusalemme, lo depositarono colà e divennero come una grande trappola; questo fu un'insidia per il santuario e un avversario maligno per Israele in ogni momento. Versarono sangue innocente intorno al santuario e profanarono il luogo santo. Fuggirono gli abitanti di Gerusalemme a causa loro e la città divenne abitazione di stranieri; divenne straniera alla sua gente e i suoi figli l'abbandonarono. ... Quanta era stata la sua gloria altrettanto fu il suo disonore e il suo splendore si cambiò in lutto. Poi il re prescrisse con decreto a tutto il suo regno, che tutti formassero un sol popolo e ciascuno abbandonasse le proprie leggi. Tutti i popoli consentirono a fare secondo gli ordini del re. Anche molti Israeliti accettarono di servirlo e sacrificarono agli idoli e profanarono il sabato. Il re spedì ancora decreti per mezzo di messaggeri a Gerusalemme e alle città di Giuda, ordinando di seguire usanze straniere al loro paese, di far cessare nel tempio gli olocausti, i sacrifici e le libazioni, di profanare i sabati e le feste e di contaminare il santuario e i fedeli, di innalzare altari, templi ed edicole e sacrificare carni suine e animali immondi, di lasciare che i propri figli, non circoncisi, si contaminassero con ogni impurità e profanazione, così da dimenticare la legge e mutare ogni istituzione, pena la morte a chiunque non avesse agito secondo gli ordini del re. Secondo questi ordini scrisse a tutto il regno, stabilì ispettori su tutto il popolo e intimò alle città di Giuda di sacrificare città per città. Anche molti del popolo si unirono a loro, tutti i traditori della legge, e commisero il male nella regione e ridussero Israele a nascondersi in ogni possibile rifugio. ... Anche nelle città vicine di Giuda eressero altari e bruciarono incenso sulle porte delle case e nelle piazze. Stracciavano i libri della legge che riuscivano a trovare e li gettavano nel fuoco. Se qualcuno veniva trovato in possesso di una copia del libro dell'alleanza o ardiva obbedire alla legge, la sentenza del re lo condannava a morte. ... mettevano a morte, secondo gli ordini, le donne che avevano fatto circoncidere i loro figli, con i bambini appesi al collo e con i familiari e quelli che li avevano circoncisi.” (1 Maccabei 1:10-61).

La corruzione sessuale avveniva non solo con l’introduzione della prostituzione sacra maschile e femminile, ma anche con la pederastia, pratica comunemente accettata nei paesi ellenici in cui era comune per molti uomini circondarsi di amanti adolescenti. L’arte e la letteratura greca è piena di raffigurazioni omosessuali e di esaltazione dell’amore fra uomini e con ragazzi. La cosa non era solo collegata al sesso, ma anche era un’istituzione “educativa” e sportiva. Il nostro termine “ginnasio” deriva proprio da questa prassi, e compare nella Bibbia laddove si parla di introduzione di “palestre”. La “palestra” greca dove i giovani nudi si addestravano in vari sport era un centro di diffusione dell’omosessualità ed una delle ragioni per le quali la sodomia divenne nota nel mondo occidentale come “amore greco”. Socrate stesso ne era stato affascinato, come apprendiamo nel Charmides. Schiere di amatori di ragazzi arrivavano nel ginnasio, come Platone nota in quel dialogo e nell’Eutidemo. Plutarco lo memziona nell’Erotikos. Il ginnasio, con le sue seduzioni sessuali non poteva che suscitare allarme quando fu istituito a Gerusalemme tanto da attrarre diversi giovani: “Fu subito zelante nel costruire una palestra, proprio ai piedi dell'acròpoli, e nell'indurre i giovani più distinti a portare il pètaso” (2 Maccabei 4:12)[29]. Si tratta dunque di una pratica culturale che indubbiamente contribuiva a corrompere la società e comunque ad alterarne gli usi e costumi allontanandoli dalla morale biblica.

L’omosessualità è messa in evidenza per esemplificare la “mente perversa” ed identificare il periodo di apostasia che precede il ritorno di Cristo

In Romani 1 l’omosessualità è particolarmente condannata come il peccato associato alla mente perversa ed all’apostasia (vv. 24-32).

In 1 Timoteo 1 gli omosessuali (i sodomiti) sono posti accanto agli empi, ai sacrileghi, agli irreligiosi, con coloro che uccidono padre e madre, con gli omicidi, i mercanti di schiavi, i bugiardi, e gli spergiuri (9-10). La condanna che l’Antico Testamento fa della perversione omosessuale prosegue nel Nuovo Testamento sotto Cristo. L’apostolo Paolo fa un’esposizione sul tema della legge naturale da una prospettiva biblica, ma pure inquadra la discussione nel contesto degli ultimi tempi:

“L'ira di Dio si rivela dal cielo contro ogni empietà e ingiustizia degli uomini che soffocano la verità con l'ingiustizia; poiché quel che si può conoscere di Dio è manifesto in loro, avendolo Dio manifestato loro; infatti le sue qualità invisibili, la sua eterna potenza e divinità, si vedono chiaramente fin dalla creazione del mondo essendo percepite per mezzo delle opere sue; perciò essi sono inescusabili, perché, pur avendo conosciuto Dio, non l'hanno glorificato come Dio, né l'hanno ringraziato; ma si sono dati a vani ragionamenti e il loro cuore privo d'intelligenza si è ottenebrato. Benché si dichiarino sapienti, sono diventati stolti, e hanno mutato la gloria del Dio incorruttibile in immagini simili a quelle dell'uomo corruttibile, di uccelli, di quadrupedi e di rettili. Per questo Dio li ha abbandonati all'impurità, secondo i desideri dei loro cuori, in modo da disonorare fra di loro i loro corpi; essi, che hanno mutato la verità di Dio in menzogna e hanno adorato e servito la creatura invece del Creatore, che è benedetto in eterno. Amen. Perciò Dio li ha abbandonati a passioni infami: infatti le loro donne hanno cambiato l'uso naturale in quello che è contro natura; similmente anche gli uomini, lasciando il rapporto naturale con la donna, si sono infiammati nella loro libidine gli uni per gli altri commettendo uomini con uomini atti infami, ricevendo in loro stessi la meritata ricompensa del proprio traviamento” (Romani 1:18-27).

La frase “l’ira di Dio … rivelata dal cielo” invoca sia l’incenerimento di Sodoma e la futura distruzione negli ultimi tempi e viene associata inequivocabilmente all’omosessualità. Inoltre, le caratteristiche della cultura apostata degli ultimi tempi viene dipinta come conseguenza diretta d’aver abbracciato la perversione omosessuale della società (notate specialmente l’ultima frase nel seguente brano).

“Siccome non si sono curati di conoscere Dio, Dio li ha abbandonati in balìa della loro mente perversa sì che facessero ciò che è sconveniente; ricolmi di ogni ingiustizia, malvagità, cupidigia, malizia; pieni d'invidia, di omicidio, di contesa, di frode, di malignità; calunniatori, maldicenti, abominevoli a Dio, insolenti, superbi, vanagloriosi, ingegnosi nel male, ribelli ai genitori, insensati, sleali, senza affetti naturali, spietati. Essi, pur conoscendo che secondo i decreti di Dio quelli che fanno tali cose sono degni di morte, non soltanto le fanno, ma anche approvano chi le commette” (Romani 1:28-32).

Ora, tenendo a mente che Dio frequentemente fornisce due testimonianze ogni qual volte vuole evidenziare un insegnamento importante, confrontate l’elenco delle condotte apostate in Romani 1 con l’unico altro luogo della Scittura dove si trova:

“Or sappi questo: negli ultimi giorni verranno tempi difficili; perché gli uomini saranno egoisti, amanti del denaro, vanagloriosi, superbi, bestemmiatori, ribelli ai genitori, ingrati, irreligiosi, insensibili, sleali, calunniatori, intemperanti, spietati, senza amore per il bene, traditori, sconsiderati, orgogliosi, amanti del piacere anziché di Dio, aventi l'apparenza della pietà, mentre ne hanno rinnegato la potenza. Anche da costoro allontànati!” (2 Timoteo 3:1-5).

Notate, infine, il contesto degli “ultimi giorni” nel brano di 2 Timoteo. Prese insieme, queste due testimonianze bibliche ammoniscono chiaramente che l’accoglienza dell’omosessualità da parte della società definirà la cultura della fine, e l’ammonizione finale in entrambi i testi è che i cristiani si allontanino decisamente ed evitino tale cultura.

La Buona Notizia è che gli omosessuali possono essere guariti e liberati da Cristo

1 Corinzi 6 ammonisce che né gli omosessuali (o i trans-sessuali) possono ereditare il Regno dei Cieli, ma essi possono essere salvati e guariti dall’omosessualità (v. 9-11).

“Non v'illudete; né fornicatori, né idolatri, né adùlteri, né effeminati, né sodomiti, né ladri, né avari, né ubriachi, né oltraggiatori, né rapinatori erediteranno il regno di Dio. E tali eravate alcuni di voi; ma siete stati lavati, siete stati santificati, siete stati giustificati nel nome del Signore Gesù Cristo e mediante lo Spirito del nostro Dio”.

La semplice e potente verità di Dio à che Egli può guarire gli omosessuali e liberarli dalla loro servitù al peccato sessuale. È un fatto di storia biblica! Nel dichiarare questa promessa, questo brano pure rivela che fra i primi membri della chiesa vi erano persone che erano state omosessuali. È così che coloro che accettano la menzogna moderna che gli omosessuali non possano cambiare, di fatto insultano Dio e negano la verità della Sua Parola. Fra questi vi sono un numero crescente di persone che professano di essere cristiani, L’ammonizione di Giacomo è particolarmente rilevante.

“O gente adultera, non sapete che l'amicizia del mondo è inimicizia verso Dio? Chi dunque vuol essere amico del mondo si rende nemico di Dio” (Giacomo 4:4).

Considerate poi le implicazioni della menzogna che l’omosessualità sarebbe innata ed immutabile, soprattutto per i bambini che lottano con l’attrazione a persone dello stesso sesso dovuta a molestie sessuali o disordini di identità di genere - frequentemente in famiglie cristiane. Immaginate che cosa voglia dire avere a che fare con la vergogna e la paura dell’orientamento sessuale anormale, e poi sentirsi dire dagli “esperti” che essi non avrebbero SPERANZA ALCUNA di mai guarire. Non c’è da sorprendersi che vi siano adolescenti “gay” che si suicidano.

Quali sono, però, le implicazioni per coloro che perpetuano quella menzogna?

“Ma chi avrà scandalizzato uno di questi piccoli che credono in me, meglio per lui sarebbe che gli fosse appesa al collo una macina da mulino e fosse gettato in fondo al mare” (Matteo 18:6).

Ogni credente in questa nostra epoca dovrebbe sempre essere pronto a contestare questa menzogna e ad offrire vera speranza a coloro che lottano col peccato omosessuale, citando 1 Corinzi 6:9-11.

L’apostolo Pietro ammonisce sull’insorgere negli ultimi giorni della “Teologia Gay”

2 Pietro evoca il Diluvio di Noè, l’incenerimento di Sodoma e l’errore di Baalam per ammonirci sulle “eresie di perdizionee” negli ultimi giorni che sono definite come “dissolutezza” e “condotta dissoluta di quegli uomini scellerati” (vv. 1-19), un chiaro riferimento all’omosessualità.

“Però ci furono anche falsi profeti tra il popolo, come ci saranno anche tra di voi falsi dottori che introdurranno occultamente eresie di perdizione, e, rinnegando il Signore che li ha riscattati, si attireranno addosso una rovina immediata. Molti li seguiranno nella loro dissolutezza; e a causa loro la via della verità sarà diffamata. Nella loro cupidigia vi sfrutteranno con parole false; ma la loro condanna già da tempo è all'opera e la loro rovina non si farà aspettare. Se Dio infatti non risparmiò gli angeli che avevano peccato, ma li inabissò, confinandoli in antri tenebrosi per esservi custoditi per il giudizio; se non risparmiò il mondo antico ma salvò, con altre sette persone, Noè, predicatore di giustizia, quando mandò il diluvio su un mondo di empi; se condannò alla distruzione le città di Sodoma e Gomorra, riducendole in cenere, perché servissero da esempio a quelli che in futuro sarebbero vissuti empiamente; e se salvò il giusto Lot che era rattristato dalla condotta dissoluta di quegli uomini scellerati (quel giusto, infatti, per quanto vedeva e udiva, quando abitava tra di loro, si tormentava ogni giorno nella sua anima giusta a motivo delle loro opere inique), ciò vuol dire che il Signore sa liberare i pii dalla prova e riservare gli ingiusti per la punizione nel giorno del giudizio; e soprattutto quelli che vanno dietro alla carne nei suoi desideri impuri e disprezzano l'autorità. Audaci, arroganti, non hanno orrore di dir male delle dignità; mentre gli angeli, benché superiori a loro per forza e potenza, non portano contro quelle, davanti al Signore, alcun giudizio ingiurioso. Ma costoro, come bestie prive di ragione, destinate per natura a essere catturate e distrutte, dicono male di ciò che ignorano, e periranno nella propria corruzione, ricevendo il castigo come salario della loro iniquità. Essi trovano il loro piacere nel gozzovigliare in pieno giorno; sono macchie e vergogne; godono dei loro inganni mentre partecipano ai vostri banchetti. Hanno occhi pieni d'adulterio e non possono smetter di peccare; adescano le anime instabili; hanno il cuore esercitato alla cupidigia; sono figli di maledizione! Lasciata la strada diritta, si sono smarriti seguendo la via di Balaam, figlio di Beor, che amò un salario di iniquità, ma fu ripreso per la sua prevaricazione: un'asina muta, parlando con voce umana, represse la follia del profeta. Costoro sono fonti senz'acqua e nuvole sospinte dal vento; a loro è riservata la caligine delle tenebre. Con discorsi pomposi e vuoti adescano, mediante i desideri della carne e le dissolutezze, quelli che si erano appena allontanati da coloro che vivono nell'errore; promettono loro la libertà, mentre essi stessi sono schiavi della corruzione, perché uno è schiavo di ciò che lo ha vinto” (2 Pietro 2:1-19).

Il fenomeno di “eresie di predizione” contro le quali si ammonisce in questo brano è inequivocabilmente la legittimazione della perversione sessuale, soprattutto dell’omosessualità. Il solo evocare Sodoma lo rivela, appoggiato dal riferimento al diluvio universale ed all’errore di Balaam[30].

“Molti li seguiranno nella loro dissolutezza; e a causa loro la via della verità sarà diffamata”. Potrebbe altra frase meglio di questa cogliere l’essenza della “guerra culturale” del nostro tempo, in cui gli attivisti LGBT e i loro alleati sostengono una rivoluzione sessuale e dichiarano che il Cristianesimo biblico non sarebbe altro che una religione di odio? Questo testo descrive perfettamente l’Occidente di oggi: una cultura iper-sessualizzata di gente che “trovano il loro piacere nel gozzovigliare in pieno giorno” ingannando sé stessi con il loro “orgoglio”, godendo dei loro inganni, razionalizzando di essere nati come creature istintive, condotte da insaziabile cupidigia e vantandosene seducono molti altri ad unirsi a loro promettendo loro “libertà sessuale” ma che di fatto è schiavitù e dipendenza?

Pietro conclude la sua lettera con la seguente ammonizione, che pure allude all’eresia della “teologia gay”:

“Perciò, carissimi, aspettando queste cose, fate in modo di essere trovati da lui immacolati e irreprensibili nella pace; e considerate che la pazienza del nostro Signore è per la vostra salvezza, come anche il nostro caro fratello Paolo vi ha scritto, secondo la sapienza che gli è stata data; e questo egli fa in tutte le sue lettere, in cui tratta di questi argomenti. In esse ci sono alcune cose difficili a capirsi, che gli uomini ignoranti e instabili travisano a loro perdizione come anche le altre Scritture. Voi dunque, carissimi, sapendo già queste cose, state in guardia per non essere trascinati dall'errore degli scellerati e scadere così dalla vostra fermezza; ma crescete nella grazia e nella conoscenza del nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo. A lui sia la gloria, ora e in eterno. Amen” (2 Pietro 3:14-18).

La tribolazione del regno dell’Anticristo sarà definita da omosessualità e da “pluralismo religioso”

Apocalisse 6 ammonisce che l’Anticristo della fine dei tempi (una versione contraffatta del Messia in Apocalisse 19:11-16) cavalcherà su un cavallo bianco e che “venne fuori da vincitore, e per vincere”. Ha in mano “un arco” (verosimilmente il simbolo dell’autorità di Dio, un arcobaleno), (v. 2).

“Poi, quando l'Agnello aprì uno dei sette sigilli, vidi e udii una delle quattro creature viventi, che diceva con voce come di tuono: «Vieni». Guardai e vidi un cavallo bianco. Colui che lo cavalcava aveva un arco; e gli fu data una corona, ed egli venne fuori da vincitore, e per vincere. Quando l'Agnello aprì il secondo sigillo, udii la seconda creatura vivente che diceva: «Vieni». E venne fuori un altro cavallo, rosso; e a colui che lo cavalcava fu dato di togliere la pace dalla terra affinché gli uomini si uccidessero gli uni gli altri, e gli fu data una grande spada. Quando l'Agnello aprì il terzo sigillo, udii la terza creatura vivente che diceva: «Vieni». Guardai e vidi un cavallo nero; e colui che lo cavalcava aveva una bilancia in mano. E udii come una voce in mezzo alle quattro creature viventi, che diceva: «Una misura di frumento per un denaro e tre misure d'orzo per un denaro, ma non danneggiare né l'olio né il vino». Quando l'Agnello aprì il quarto sigillo, udii la voce della quarta creatura vivente che diceva: «Vieni». Guardai e vidi un cavallo giallastro; e colui che lo cavalcava si chiamava Morte; e gli veniva dietro l'Ades. Fu loro dato potere sulla quarta parte della terra, per uccidere con la spada, con la fame, con la mortalità e con le belve della terra” (Apocalisse 6:1-8).

Il Capitolo 6 della Rivelazione di Gesù Cristo all’apostolo Giovanni è strettamente parallelo ad una porzione del Discorso nell’Uliveto in Matteo 24, Luca 21 e Marco 13, in cui Gesù riassume la sequenza degli avvenimenti della fine prima del Suo ritorno. I Quattro Cavalieri dell’Apocalisse rappresentano le quattro fasi o aspetti di ciò che Gesù chiama: “il principio di dolori” (di parto) poco prima della tribolazione (Matteo 24:4-8).

Il cavallo bianco rappresenta l’Anticristo, e “l’arco” che ha in mano è quasi certamente l’arcobaleno. Rammentare come l’Anticristo sia un impostore che cerca di ingannare il mondo e fargli credere che lui è il Messia. Il vero Cristo ritornerà “sulle nuvole” alla Sua seconda venuta (Matteo 24:30) e su un cavallo bianco. Apocalisse 19:11 afferma: “Poi vidi il cielo aperto, ed ecco apparire un cavallo bianco. Colui che lo cavalcava si chiama Fedele e Veritiero; perché giudica e combatte con giustizia”

Rammentate pure che l’arcobaleno, che Dio pone “nelle nubi” dopo il grande Diluvio (Ge nesi 9:13) è simbolo dell’autorità di Dio sulla terra e prova della Sua presenza (Ezechiele 1:28 e Apocalisse 4:3). L’Anticristo si appropria del simbolo dell’arcobaleno come parte della sua pretesa divina.

La corona rappresenta l’autorità che Dio permette che l’Anticristo abbia brevemente. È interessante notare che mente la corona “gli è data”, non così l’arcobaleno, ma era qualcosa che già “aveva”, o pretendeva di avere, suggerendo così (nel contesto di questo studio) un associazione con il movimento globale LGBT. Oltretutto, l’Anticristo “venne fuori da vincitore, e per vincere”, il che è tradizionalmente interpretato significare la conquista militare, ma è più precisamente descritto in Apocalisse 13:7 “Le fu pure dato di far guerra ai santi e di vincerli, di avere autorità sopra ogni tribù, popolo, lingua e nazione”.

Il movimento LGBT oggi è in guerra contro i cristiani in tutto il mondo e sembra vincere quasi ogni battaglia. Le poche nazioni che vi oppongono resistenza si trovano “per coincidenza” sottoposte ad un’intensa ostilità da parte della comunità internazionale, sebbene non sia apertamente collegata alla questione omosessuale.

Importante è che quando l’Anticristo prenderà il potere, egli ingannerà il mondo con menzogne che sono giù ampiamente diffuse fra gli increduli: “La venuta di quell'empio avrà luogo, per l'azione efficace di Satana, con ogni sorta di opere potenti, di segni e di prodigi bugiardi, con ogni tipo d'inganno e d'iniquità a danno di quelli che periscono perché non hanno aperto il cuore all'amore della verità per essere salvati” (2 Tessalonicesi 2:9-10).

Una di quelle menzogne è la “normalità” della perversione sessuale, ma un’altra è il “pluralismo religioso”, l’idea che tutte le religioni si equivalgano e si sottomettano al governo umanista secolare.

Apocalisse 11:7-8 identifica Gerusalemme sotto il regno dell’Anticristo come “Simbolicamente ... chiamata Sodoma ed Egitto”, per significare che è conosciuta per l’omosessualità ed il politeismo.

“quando avranno terminato la loro testimonianza, la bestia che sale dall'abisso farà guerra contro di loro, li vincerà e li ucciderà. I loro cadaveri giaceranno sulla piazza della grande città, che simbolicamente si chiama Sodoma ed Egitto, dove anche il loro Signore è stato crocifisso”.

Conclusione: La Chiesa deve rafforzarsi per resistere alla “eresia gay”

L’omosessualità NON È un peccato come gli altri, perché nella Bibbia, dalla Genesi all’Apocalisse, assurge a simbolo stesso della fase finale della ribellione contro Dio, quella stessa che innescherà la manifestazione finale della Sua ira.

Inoltre, la sfida rivolta al’ortodossia biblica rappresentata da una cultura pro-omosessualità sempre di più militante serve come cartina di tornasole per verificare se i cristiani stanno dalla parte di Dio oppure dell’Anticristo negli ultimi giorni.

Diventa così di importanza capitale che i cristiani fedeli mettano in guardia la chiesa contro l’eresia della “teologia gay” e con forza ed ardore prendano posizione in favore della concezione biblica della sessualità e del paradigma “una stessa carne”.

Sebbene vi siano molte risorse risorse sull’Internet che confutano questa pericolosa eresia moderna, ogni cristiano dovrebbe almeno avere familiarità con i seguenti punti essenziali:

  • Non c’è un solo testo biblico che dipinga l’omosessualità in termini positivi (sebbene gli eretici “gay” torcano alcuni versetti per creare una falsa impressione - ad esempio, il presunto “gioioso” rapporto omosessuale fra David e Gionatan - 1 Samuele 18:1.2; 2 Samuele 11).
  • Gesù condanna inequivocabilmente OGNI peccato sessuale, inclusa l’omosessualità, affermando il paradigma della Genesi “una stessa carne” b(Matteo 19:4-6).
  • La condanna dell’omosessualità precede di molto la codificazione mosaica ed è riaffermata nel Nuovo Testamento - così non c’è alcun rapporto con il bando del mangiare ostriche o di altre leggi della Bibbia che si suppongono abolite.
  • Nella Bibbia “eunuco” non è sinonimo di “omosessuale”, ma significa un uomo che sia stato castrato o che pratichi uno stretto celibato (Deuteronomio 23:1; Matteo 19:12).

Concludiamo con l’ammonizione permanente che l’apostolo Giuda rivolge alla chiesa: “Carissimi, avendo un gran desiderio di scrivervi della nostra comune salvezza, mi sono trovato costretto a farlo per esortarvi a combattere strenuamente per la fede, che è stata trasmessa ai santi una volta per sempre” (Giuda 3).

Scott Lively - Versione PDF inglese di questo studio scaricabile da: Forgotten Last Days Warning About Homosexuality in the Bible Sommario nell’opuscolo: http://www.scottlively.net/wp-content/uploads/2014/08/DTF-brochure-Final_pages.pdf


[2] “Nessuno poteva comprare o vendere se non portava il marchio, cioè il nome della bestia o il numero che corrisponde al suo nome” (Apocalisse 13:17).

[3] “Ma essi lo hanno vinto per mezzo del sangue dell'Agnello, e con la parola della loro testimonianza; e non hanno amato la loro vita, anzi l'hanno esposta alla morte.” (Apocalisse 12:11).

[4] “Perciò l'uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie, e saranno una stessa carne”.

[5] Efesini 5:25-32.

[6] Particolarmente istruttivo su questo insegnamento è il libro di Osea, dove le due "case" del regno ebraico diviso, Giuda e Israele, sono rappresentate come mogli di Dio e condannate come adultere perché rendevano culto a falsi déi.

[7] Marco 12:29-31.

[8] Esodo 20:3.

[11] “Infatti, come nei giorni prima del diluvio si mangiava e si beveva, si prendeva moglie e s'andava a marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell'arca”.

[12] "Se uno si giace con la moglie di suo padre, egli scopre la nudità di suo padre; ambedue dovranno esser messi a morte; il loro sangue ricadrà su loro" (Riv.), "E se alcuno giace con la moglie di suo padre, egli ha scoperte le vergogne di suo padre; del tutto facciansi morire amendue; sia il lor sangue sopra loro" (Diodati).

[13] In Call of the Torah, Rabbi Elie Munk interpreta il peccato contro Noè come “un atto di pederastia” (p. 220).

[14] Lev. 18, in particolare “Non avrai con un uomo relazioni carnali come si hanno con una donna: è cosa abominevole. Non ti accoppierai con nessuna bestia per contaminarti con essa; la donna non si prostituirà a una bestia: è una mostruosità. Non vi contaminate con nessuna di queste cose; poiché con tutte queste cose si sono contaminate le nazioni che io sto per cacciare davanti a voi” (22-24).

[15] “I confini dei Cananei andarono da Sidon, in direzione di Gherar, fino a Gaza e in direzione di Sodoma, Gomorra, Adma e Seboim fino a Lesa. Questi sono i figli di Cam, secondo le loro famiglie, secondo le loro lingue, nei loro paesi, nelle loro nazioni” (Genesi 10:19-20).

[16] "se condannò alla distruzione le città di Sodoma e Gomorra, riducendole in cenere, perché servissero da esempio a quelli che in futuro sarebbero vissuti empiamente" (2 Pietro 2:6); "Allo stesso modo Sodoma e Gomorra e le città vicine, che si abbandonarono, come loro, alla fornicazione e ai vizi contro natura, sono date come esempio, portando la pena di un fuoco eterno" (Giuda 7).

[17] “Ma prima che si fossero coricati, gli uomini della città, i Sodomiti, circondarono la casa: giovani e vecchi, la popolazione intera venuta da ogni lato. Chiamarono Lot e gli dissero: «Dove sono quegli uomini che sono venuti da te questa notte? Falli uscire, perché vogliamo abusare di loro»” (Genesi 19:4-5).

[19] Giovanni 1:17; Romani 11:25.

[20] Romani 8:2.

[21] Matteo 5:44.

[22] Romani 12:19.

[23] 2 Corinzi 10:3-5.

[24] Apocalisse 19:11-16.

[25] Matteo 28:19-20.

[26] Romani 10:9-10.

[27] Ezechiele 3:18-19.

[30] Figlio di Beor era un indovino. Balac di Moab gli mandò degli ambasciatori per chiedergli di maledire Israele, che era appena uscito dall'Egitto. La prima volta Dio non glielo permise, ma la seconda volta lo lasciò andare. Durante il suo viaggio la sua asina gli parlò per avvertirlo del pericolo, e l'angelo del Signore gli comandò di dire solo quello che Dio gli avrebbe detto di dire. Per tre volte invece di maledire Israele lo benedisse secondo le parole dategli da Dio, e in più la terza volta maledisse Moab e Amalec. Più tardi fu ucciso dagli Israeliti quando sconfissero Madian; secondo Mosè Balaam aveva suggerito che le donne di Moab potevano trascinare gli Israeliti in idolatria, come fecero Numeri 25. Nel NT è un esempio di iniquità da evitare Numeri 22-24; 31:8, 16; Deuteronomio 23:4-5; Giosuè 13:22; 24:9-10; Neemia 13:2; Michea 6:5; 2 Pietro 2:15; Giuda 11; Apocalisse 2:14. La maggior parte dei manoscritti di 2 Pietro 2:15 hanno "figlio di Bosor" invece di "figlio di Beor".