Credo

Da Tempo di Riforma.

I Credo della Chiesa antica

Nell'articolo 9 della Confessione di fede belga si menzionano tre scritti, risalenti ai primi secoli della Chiesa cristiana, chiamati Credo o "simboli", che "noi riceviamo volentieri" cioè: "quello degli Apostoli, quello di Nicea e di Atanasio". Questi credo sono chiamati "ecumenici" (generali, universali) perché sono stati approvati ed accolti da quasi tutte le chiese della Cristianità.

Giovanni Calvino scrive al riguardo:

Ho già detto che non bisogna preoccuparsi troppo di conoscere l'autore dei Credo apostolico. Gli antichi di comune accordo lo attribuivano agli Apostoli, sia che lo ritenessero messo per iscritto da loro, sia che volessero autenticare la dottrina che sapevano provenire da loro, tramandata fedelmente di mano n mano. Indubbiamente si tratta di una confessione accettata senza esitazioni fin dalla prima origine della Chiesa, anzi dal tempo degli apostoli. E anche verosimile che un sommario del genere non sia stato composto da un individuo privato, dato che fin dal principio ha ottenuto una sacra autorità tra i credenti. Il punto essenziale e fuori discussione è questo: tutta la storia della nostra fede vi è riassunta in ordine e modo tale che non c'è più bisogno di cercare altrove, e nulla vi è contenuto che non sia provato da sicure testimonianze scritturali. Sapendo questo, sarebbe inutile ricercare faticosamente chi ne sia l'autore e discutere con chi fosse in disaccordo con noi, a meno di non essere così difficili da accontentare da non accettare di essere istruiti dallo Spirito di Dio nella verità infallibile, qualora non sappiamo quale bocca l'ha proferita e quale mano l'ha scritta" (G. Calvino, Istituzione, 2:16:19).

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