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Da Tempo di Riforma.

D/R 83 - indice - D/R 85

84. Dobbiamo tutti morire?

Sì. Dio aveva minacciato che il salario del peccato [364] sarebbe stata la morte [365]. Tutti hanno peccato ed è quindi stabilito che tutti gli esseri umani muoiano [366].

[364] Romani 6:23; [365] Ebrei 9:27; [366] Romani 5:12. .

Riferimenti biblici

  • La morte è "il salario" o la pena che merita il peccato. "...perché il salario del peccato è la morte, ma il dono di Dio è la vita eterna in Cristo Gesù, nostro Signore" (Romani 6:23).
  • Dio ha stabilito che gli uomini muoiano una volta sola. "Come è stabilito che gli uomini muoiano una volta sola, dopo di che viene il giudizio..." (Ebrei 9:27).
  • La morte è passata su tutti gli uomini perché tutti hanno peccato. "Perciò, come per mezzo di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo, e per mezzo del peccato la morte, e così la morte è passata su tutti gli uomini, perché tutti hanno peccato..." (Romani 5:12).

Commento

Preferiamo non doverci pensare e far finta che non esista, ma la morte ci accompagna costantemente e, al momento che Dio ha stabilito, essa ci coglierà e porterà a termina la nostra vita terrena. E' cosa che ci spaventa. Ci "consoliamo" così sostenendo che, comunque avvenga, la morte sia cosa del tutto naturale, normale, inerente all'ordine stesso delle cose, com'è naturale che le foglie d'autunno cadano, rinsecchiscano e scompaiano. Ci auguriamo solo che, "quando verrà il nostro turno", la morte ci colga "in modo dolce", senza quasi che ce ne accorgiamo. Come una vecchia auto che non funziona più, i componenti del nostro corpo verranno smantellati, distrutti o riciclati e noi scompariremo nel nulla, sopravvivendo eventualmente solo nel ricordo dei viventi per un periodo più o meno lungo a seconda delle nostre realizzazioni ed importanza.

Questa concezione secolarizzata dell'esistenza, oggi prevalente, si scontra con le varie concezioni sostenute dalle religioni che parlano della sopravvivenza e continuità della nostra identità personale in forma e in maniere diverse da quella che noi oggi conosciamo. Queste concezioni vengono oggi generalmente discreditate come fantasie contraddittorie ed indimostrabili e quindi inattendibili, niente più che favole consolatorie o comunque intese ad incidere sul presente e non sul futuro o tanto meno sull'aldilà.

La concezione cristiana del mondo e della vita, però, "si muove su binari del tutto diversi" da questi. Essa si fonda sui dati della rivelazione biblica e chiama il cristiano ad aderirvi con fiducia, sicuro che la maggior sapienza della Bibbia, proprio perché Parola di Dio, è molto più affidabili di tutto quanto il mondo e persino le nostre impressioni soggettive potrebbe suggerirci sull'argomento. Non si tratta, poi, di "semplici persuasioni private", ma di un modo di vedere le cose che influenza sensibilmente il modo in cui noi oggi viviamo, la qualità della nostra vita e che quindi ci porta a pensare e soprattutto a vivere in modo diverso da tutti gli altri.

Secondo l'insegnamento della Bibbia, la morte non è da intendersi come "normale": gli esseri umani, infatti, non erano stati creati per morire, ma per vivere. La separazione dell'anima dal corpo è cosa che ci spaventa perché è contraria all'integrità della natura umana così com'è stata creata originalmente da Dio. La Bibbia descrive la morte come "l'ultimo nemico" ["L'ultimo nemico che sarà distrutto sarà la morte" (1 Corinzi 15:26)]. La Bibbia dice pure che il Cristo ha partecipato della natura umana per distruggere, con la Sua morte: "colui che aveva il potere sulla morte, cioè il diavolo e liberare tutti quelli che dal timore della morte erano tenuti schiavi per tutta la loro vita" (Ebrei 2:14,15).

La morte, quindi, nell'insegnamento della Bibbia, è connessa direttamente a ciò che essa intende come peccato, vale a dire il nostro allontanamento da Dio e ribellione ai Suoi vitali ordinamenti, realtà che il Cristo è venuto a combattere e vincere. Si potrebbe, al riguardo, fare l'analogia di un apparecchio elettrico dotato di accumulatore. Una volta esaurita la sua carica l'apparecchio non funziona più, si spegne. Per tornare a funzionare esso deve essere portato a riconnettersi con la fonte dell'energia e ricaricarsi, anzi, per funzionare al meglio, rimanerci attaccato. E' la sua unica speranza. Così è per l'essere umano che, lontano da Dio, inevitabilmente "si spegne", ma il Signore Gesù Cristo interviene riportandoci alla "fonte di energia".

Questioni supplementari

Ci sono state delle eccezion alla regola che tutti debbano morire?. Sì, la Bibbia parla di Enoch e di Elia che sono stati traslati nella condizione di gloria senza che dovessero morire (Cfr. Genesi 5:24; Ebrei 11:5; 2 Re 2:11). La Bibbia pure insegna che tutto il popolo di Dio che sarà in vita al tempo del ritorno di Cristo, pure sarà traslato nello stato di gloria senza dover morire. "Ecco, io vi dico un mistero: non tutti morremo, ma tutti saremo trasformati, in un momento, in un batter d'occhio, al suono dell'ultima tromba. Perché la tromba squillerà, e i morti risusciteranno incorruttibili, e noi saremo trasformati" (1 Corinzi 15:51-52); "...perché il Signore stesso, con un ordine, con voce d'arcangelo e con la tromba di Dio, scenderà dal cielo, e prima risusciteranno i morti in Cristo; poi noi viventi, che saremo rimasti, verremo rapiti insieme con loro, sulle nuvole, a incontrare il Signore nell'aria; e così saremo sempre con il Signore" (1 Tessalonicesi 4:16-17).

L'eccezione maggiore, però, alla regola dell'universale necessità della morte. è ovviamente il Signore e Salvatore Gesù Cristo che non poteva morire in quanto privo di peccato, essendo vissuto in completa armonia con Dio. La morte non poteva accampare su di Lui alcuna pretesa, se non per il fatto che i peccati del popolo di Dio Gli erano stati accreditati, e così Egli volontariamente ha deposto la propria vita come sacrificio per altri. Egli così si è sottoposto alla maledizione di Dio, ha sofferto ed è morto a causa dei nostri peccati. In Lui non c'era peccato, "Egli è stato trafitto a causa delle nostre trasgressioni, stroncato a causa delle nostre iniquità; il castigo, per cui abbiamo pace, è caduto su di lui e mediante le sue lividure noi siamo stati guariti. Noi tutti eravamo smarriti come pecore, ognuno di noi seguiva la propria via; ma il SIGNORE ha fatto ricadere su di lui l'iniquità di noi tutti" (Isaia 53:5-6).

La scienza riuscirà mai a sconfiggere la morte?. No. Per la provvidenza di Dio, le scoperte scientifiche possono in alcuni casi posticipare la morte combattendo cause naturali di morte, ma per la morte vi è una causa spirituale, il peccato, ed il giusto giudizio di Dio su di essa.