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Da Tempo di Riforma.

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75. Che cos'è la santificazione?

La santificazione è un'opera della grazia di Dio, per la quale coloro che, prima della fondazione del mondo, Dio ha scelto perché fossero santi, sono a suo tempo, attraverso le efficaci operazioni del Suo Spirito [314] che applica loro [le virtù] della morte e risurrezione di Cristo [315], rinnovati nell'intero loro uomo secondo l'immagine di Dio [316], essendo stati posti nel loro cuore [317] i semi del ravvedimento a vita e tutte le altre grazie salvifiche. Quelle grazie in loro sono così talmente messe in azione, aumentate e rafforzate [318], che essi muoiono sempre di più al peccato e risorgono a novità di vita [319].

[314] Efesini 1:4; 1 Corinzi 6:11; 2 Tessalonicesi 2:13; [315] Romani 6:4-6; [316] Efesini 4:23-24; [317] Atti 11:18; 1 Giovanni 3:9; [318] Giuda 20; Ebrei 6:11,12; Efesini 3:16-19; Colossesi 1:10,11; [319] Romani 6:4,6,14; Galati 5:24.


Riferimenti biblici

  • Coloro che dall'eternità Dio ha scelto perché fossero santi, a suo tempo vengono santificati dalle efficaci operazioni del Suo Spirito Santo. "In lui ci ha eletti prima della creazione del mondo perché fossimo santi e irreprensibili dinanzi a lui" (Efesini 1:4); "E tali eravate alcuni di voi; ma siete stati lavati, siete stati santificati, siete stati giustificati nel nome del Signore Gesù Cristo e mediante lo Spirito del nostro Dio. Ogni cosa mi è lecita, ma non ogni cosa è utile. Ogni cosa mi è lecita, ma io non mi lascerò dominare da nulla" (1 Corinzi 6:11-12); "Per questa ragione anche noi ringraziamo sempre Dio: perché quando riceveste da noi la parola della predicazione di Dio, voi l'accettaste non come parola di uomini, ma, quale essa è veramente, come parola di Dio, la quale opera efficacemente in voi che credete" (1 Tessalonicesi 2:13).
  • Lo Spirito Santo applica le virtù della morte e risurrezione di Cristo al credente affinché possa essere santificato. "Siamo dunque stati sepolti con lui mediante il battesimo nella sua morte, affinché, come Cristo è stato risuscitato dai morti mediante la gloria del Padre, così anche noi camminassimo in novità di vita. Perché se siamo stati totalmente uniti a lui in una morte simile alla sua, lo saremo anche in una risurrezione simile alla sua. Sappiamo infatti che il nostro vecchio uomo è stato crocifisso con lui affinché il corpo del peccato fosse annullato e noi non serviamo più al peccato" (Romani 6:4-6).
  • La santificazione implica il rinnovamento dell'intera uomo ad immagine di Dio. "...a essere invece rinnovati nello spirito della vostra mente e a rivestire l'uomo nuovo che è creato a immagine di Dio nella giustizia e nella santità che procedono dalla verità" (Efesini 4:23-24).
  • Nella santificazione "i semi" o radici del ravvedimento e di tutte le altre grazie salvifiche vengono piantati nel cuore del credente. "Allora, udite queste cose, si calmarono e glorificarono Dio, dicendo: «Dio dunque ha concesso il ravvedimento anche agli stranieri affinché abbiano la vita" (Atti 11:18); "Chiunque è nato da Dio non persiste nel commettere peccato, perché il seme divino rimane in lui, e non può persistere nel peccare perché è nato da Dio" (1 Giovanni 3:9).
  • Nella santificazione le grazie che sono state piantate nel cuore del credente sono messe in azione, aumentate e rafforzate. "Ma voi, carissimi, edificando voi stessi nella vostra santissima fede, pregando mediante lo Spirito Santo" (Giuda 20); "Soltanto desideriamo che ciascuno di voi dimostri sino alla fine il medesimo zelo per giungere alla pienezza della speranza, affinché non diventiate indolenti, ma siate imitatori di quelli che per fede e pazienza ereditano le promesse" (Ebrei 6:11-12); "...affinché egli vi dia, secondo le ricchezze della sua gloria, di essere potentemente fortificati, mediante lo Spirito suo, nell'uomo interiore, e faccia sì che Cristo abiti per mezzo della fede nei vostri cuori, perché, radicati e fondati nell'amore, siate resi capaci di abbracciare con tutti i santi quale sia la larghezza, la lunghezza, l'altezza e la profondità dell'amore di Cristo e di conoscere questo amore che sorpassa ogni conoscenza, affinché siate ricolmi di tutta la pienezza di Dio" (Efesini 3:16-19); "...perché camminiate in modo degno del Signore per piacergli in ogni cosa, portando frutto in ogni opera buona e crescendo nella conoscenza di Dio; fortificati in ogni cosa dalla sua gloriosa potenza, per essere sempre pazienti e perseveranti" (Colossesi 1:10-11).
  • La santificazione fa sì che il credente sempre di più muoia al peccato e viva secondo giustizia. "Siamo dunque stati sepolti con lui mediante il battesimo nella sua morte, affinché, come Cristo è stato risuscitato dai morti mediante la gloria del Padre, così anche noi camminassimo in novità di vita ... Sappiamo infatti che il nostro vecchio uomo è stato crocifisso con lui affinché il corpo del peccato fosse annullato e noi non serviamo più al peccato ... infatti il peccato non avrà più potere su di voi; perché non siete sotto la legge ma sotto la grazia" (Romani 6:4,6,14); "Quelli che sono di Cristo hanno crocifisso la carne con le sue passioni e i suoi desideri" (Galati 5:24).

Commento

Il vocabolario definisce il termine "compatibilità" in questo modo: compatibilità s. f. L’esser compatibile, di cose che possono stare insieme, che si possono accordare: c. di due caratteri, di due cariche, di due o più medicamenti; in matematica, c. di un sistema di equazioni; in informatica, c. di due calcolatori. La compatibilità non solo è importante nei sistemi operativi dei computer, ma anche in una coppia di sposi e sicuramente la compatibilità è necessaria nei rapporti fra noi e Dio. Ci dobbiamo così fare la domanda: "Sono io compatibile con Dio per poter avere un significativo rapporto con Lui?".

Per poter essere in comunione con Dio e sperare un giorno di "vederlo", godendo per sempre della Sua presenza e benefici, è necessario che la nostra vita sia compatibile con il Suo carattere morale e spirituale, che la nostra vita corrisponda ai criteri morali e spirituali che Egli ha stabilito per noi. La Scrittura, infatti, afferma: "Impegnatevi a cercare ... la santificazione senza la quale nessuno vedrà il Signore" (Ebrei 12:14).

Questo presuppone che la vita di ciascuno di noi, così come ci troviamo, di fatto non corrisponde a quei criteri (la Legge morale stabilita da Dio) e ci possiamo bene aspettare aspettare di essere da Lui respinti (qui e "dopo"). Abbandoniamo ogni illusione al riguardo. Abbiamo quindi assoluto bisogno, in termini biblici, di "santificazione", vale a dire di cambiare radicalmente ciò che noi attualmente siamo per conformarci a quei criteri.

Dopo averci mostrato quanto siano vani e patetici i tentativi di personale santificazione che le religioni e le filosofie di questo mondo propongono per "elevarci" moralmente e spiritualmente ed essere quindi "all'altezza" di Dio, il messaggio dell'Evangelo ci presenta la Persona e l'opera del Salvatore Gesù Cristo come l'unica via a noi possibile per riformare il nostro modo di essere. La Scrittura, infatti, rivolgendosi ai cristiani dell'antica Corinto, dice loro: "è grazie a lui che voi siete in Cristo Gesù, che da Dio è stato fatto per noi sapienza, giustizia, santificazione e redenzione" (1 Corinzi 1:30).

L'opera di Cristo, accolta per fede, ci guadagna l'accesso a Dio perché la Sua giustizia ci viene accreditata. Questo, però, non significa che potremo presentarci a Dio "così come siamo", ma che, grazie a Cristo, Dio opera necessariamente in noi una trasformazione morale e spirituale graduale che, appunto, la Scrittura chiama "santificazione". E' necessario che in noi si attivi un processo di purificazione: "...purifichiamoci da ogni contaminazione di carne e di spirito, compiendo la nostra santificazione nel timore di Dio" (1 Corinzi 7:1); "Infatti Dio ci ha chiamati non a impurità, ma a santificazione" (1 Tessalonicesi 4:7).

I cristiani, così, sono coloro nei quali tutte le loro membra e facoltà sono coinvolte in questo processo: "...come già prestaste le vostre membra a servizio dell'impurità e dell'iniquità per commettere l'iniquità, così prestate ora le vostre membra a servizio della giustizia per la santificazione" (Romani 6:19). E' necessario che la nostra vita sia di fatto liberata da tutto ciò che Dio considera peccato: "...liberati dal peccato e fatti servi di Dio, avete per frutto la vostra santificazione e per fine la vita eterna" (Romani 6:22).

"Santificare", dunque, significa "rendere santo", rendere "compatibile" con Dio quello che noi attualmente siamo.

Il Nuovo Testamento parla di due tipi di santificazione. La prima è la santificazione "di posizione" o di privilegi esterni (menzionata in 1 Corinzi 7:14 di cui possiamo godere in determinate circostanze. Essa comporta certi privilegi e benedizioni spirituali, ma non implica necessariamente la salvezza della persona così "santificata", non si manifesta conun cambiamento del carattere della persona che ne è coinvolta. Il secondo tipo di santificazione, quella di cui qui si parla, è una trasformazione radicale del carattere della persona che ne è coinvolta (modo di pensare, di parlare e d'agire). E' quella alla quale l'Apostolo fa riferimento quando dice: "...e tali eravate alcuni di voi; ma siete stati lavati, siete stati santificati, siete stati giustificati nel nome del Signore Gesù Cristo e mediante lo Spirito del nostro Dio" (1 Corinzi 6:11). La persona così santificata è una persona salvata ed erede della vita eterna.

La santificazione è intesa nelle Sacre Scritture come un'opera efficace di Dio nella vita di coloro ai quali dall'eternità Egli ha concesso la grazia della salvezza. Essi, infatti, sono stati eletti "perché fossero santi e irreprensibili dinanzi a Lui" (Efesini 1:4). La santificazione riguarda soltanto gli eletti e si manifesta solo in loro.

A differenza della giustificazione e dell'adozione, la santificazione non è "un atto", ma "un'opera", un processo, qualcosa di graduale. Giustificazione ed adozione sono atti istantanei, completati in un solo momento una volta per sempre. La santificazione, però, continua per tutta la vita a partire dal momento in cui la persona viene spiritualmente rigenerata. Essa continua fino al momento della morte, quando l'anima entra nella condizione di gloria.

Come tali in loro sono stati seminati "i semi del ravvedimento a vita e tutte le altre grazie salvifiche". A suo tempo, grazie alle virtù della morte e risurrezione di Cristo loro applicate, questi semi germogliano e crescono attraverso l'opera dello Spirito Santo ("affondando le radici" nel cuore del credente) per compiere il rinnovamento dell'intera sua persona secondo il modello dell'immagine di Dio.

Le "virtù" della morte e della risurrezione di Cristo sono quei benefici che Cristo ha acquistato per gli eletti attraverso la Sua sofferenza e morte e che sono garantite dalla Sua risurrezione. Esse sono impartite al cristiano dall'opera dello Spirito Santo. Dio il Padre ha pianificato la redenzione degli eletti, Dio il Figlio ha acquistato questa redenzione, Dio lo Spirito Santo applica loro questa redenzione affinché di fatto facciano esperienza dei suoi benefici.

Queste "grazie salvifiche" sono un principio attivo, un fermento, che a suo tempo entra in azione, aumenta e si rafforza distruggendo (annullando, crocifiggendo, mortificando) gradualmente e sensibilmente nella vita del credente le espressioni del peccato (egli "muore al peccato") privandolo del suo potere corruttore, per assumere sempre meglio i tratti dell'uomo nuovo. E' il rafforzamento di Cristo nel credente affinché, sotto la Sua influenza, egli manifesti sempre di più "novità di vita": "Sono stato crocifisso con Cristo: non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me! La vita che vivo ora nella carne, la vivo nella fede nel Figlio di Dio il quale mi ha amato e ha dato se stesso per me" (Galati 2:20).

Il nostro catechismo parla del rinnovamento "dell'intero loro uomo" significando che l'opera della santificazione riguarda sia l'anima che il corpo, come dice l'Apostolo: "Or il Dio della pace vi santifichi egli stesso completamente; e l'intero essere vostro, lo spirito, l'anima e il corpo, sia conservato irreprensibile per la venuta del Signore nostro Gesù Cristo" (1 Tessalonicesi 5:23). La santificazione non è limitata solo ad alcune parti o funzioni della vita dell'anima, ma include tutto: mente (o intelletto), emozioni (sentimenti), e volontà (potere decisionale).

Il modello è "l'immagine di Dio". L'essere umano era stato creato originalmente "ad immagine e somiglianza di Dio", ma con la sua caduta nel peccato, quest'immagine si è corrotta, sporcata, sfigurata. Non è stata, però, distrutta del tutto. In ogni essere umano ne rimangono i frammenti spezzati. Attraverso la santificazione questi frammenti vengono ripuliti e ricomposti e l'immagine di Dio è ristabilita, restaurata. L'immagine di Dio consiste essenzialmente in conoscenza, giustizia e santità.

Attraverso l'espressione "morire al peccato" e "risorgere in novità di vita" significa che in quanto cristiani non possiamo tollerare in noi, in modo compiacente, una qualsiasi cosa che Dio consideri peccato. Dobbiamo "morire al peccato", "crocifiggere" il peccato. Il nostro progresso nella santificazione, inoltre, non è cosa che noi si possa raggiungere da noi stessi. Così come i morti non hanno il potere di risuscitare sé stessi, così il nostro risorgere a novità di vita dipende dalla potenza di Dio.

Al riguardo della santificazione, si fanno oggi sostanzialmente due errori. (a) Il primo errore è quello dell'antinomismo, vale a dire il negare che il cristiano abbia l'obbligo di osservare la Legge morale di Dio. Quest'errore rende la santificazione non necessaria. (b) Il secondo errore è quello del perfezionismo, chiamato pure "santificazione totale" o "perfezione priva di peccato", che insegna come la santificazione non sia un processo ma un atto che possa essere completato in un dato momento durante il corso della vita attuale, dopo che una persona sua "totalmente santificata". La questione del perfezionismo, o della "totale santificazione" verrà trattata nella D/R 78.

E' essenziale, così, che noi non solo si comprenda il significato della dottrina sulla santificazione secondo quanto la Bibbia ci insegna, ma che pure noi si persegua diligentemente la sua realtà e potenza della nostra esperienza personale.